il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

1 Giugno 2011

Parallelepipedi

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Giusto per capire di che parliamo. Uno degli aspetti estetici criticati nel progetto “Dal Parasio al mare” è il nuovo look della zona chiamata “Parco Parasio”. Può piacere o non piacere, d’altronde non tutti i gusti sono alla menta. Il mio parere, da profano, è che sia uno di quei casi in cui l’architettura diventa un po’ autoreferenziale, e tende a esaurirsi in sé stessa. M’importa poco sapere che la forma delle panchine non è casuale, ma richiama le sedute che un secolo fa erano nella chiesa da cui il nome “Piazza Chiesa Vecchia”. Io avrei prediletto aspetti come la comodità, la disposizione, il colore; in una parola: la fruizione, compresa quella visiva. Semplicemente avrei progettato tenendo conto dello scopo per cui delle panchine vengono messe in una piazza: sedersi.

31 Maggio 2011

Case di vetro

“Il mio assessorato è sempre stato una casa di vetro”, dice. “Non abbiamo assolutamente nulla da nascondere”, dice. “Abbiamo fornito agli inquirenti tutto il materiale richiesto”, dice. Più che averglielo fornito, diciamo che se lo sono andato a prendere, il materiale. Perché sarà anche una casa di vetro, ma un po’ sporco; e se da fuori non si vede l’interno, allora bisogna entrare. E infatti oggi per l’ennesima volta c’è stato un blitz in comune con annessa perquisizione degli uffici del vicesindaco.

Oramai è diventato un appuntamento fisso, quello del blitz, tanto che in Comune si sono pure organizzati. Dalla sera prima vengono riservati due parcheggi davanti all’ingresso, con i classici divieti di sosta temporanei col fogliettino “divieto di sosta / rimozione forzata causa blitz tra le 10 e le 12”. Chi ha bisogno di una pratica in Municipio si regola di conseguenza: “vengo domani a ritirare la nuova carta d’Identità?” “sì ma mi raccomando, prima delle 11 perché poi c’è il blitz e saremo incasinati”.

Sempre di spiagge si parla, e adesso pare che Leone sia formalmente indagato per abuso d’ufficio. Non è ancora ben chiaro perché e in che modo le spiagge si legano all’altro grosso nodo che è venuto al pettine recentemente, e cioè quello delle concessioni demaniali degli impianti sportivi. I vari sub-gestori (bar, ristorante, palestra, centro estetico) sono pronti a rivalersi sul Comune, nel caso sia stata la pubblica amministrazione a dimenticarsi qualche piccolo ma indispensabile passaggio formale come la gara o la comunicazione al demanio del subentro in concessione.

Il Sindaco Strescino, comunque, ha subito voluto dimostrare di avere la situazione completamente sotto controllo: assieme all’Assessore all’arredo urbano Broccoletti ha annunciato di aver appena ordinato l’acquisto di un barile di Vetril. Per togliere le ditate lasciate dalle forze dell’ordine sulle pareti. E’ dura abitare in una casa di vetro.

27 Maggio 2011

And the winner is

Si aggiudicano le tre spiagge libere attrezzate: al Prino “Le perle di giada s.a.s di Ghiglione Dario”; alla Foce la “Cooperativa sociale Goccia“; alla Marina il “Consorzio Stabilimenti Balneari di Imperia“. In particolar modo mi fa piacere che tra i vincitori ci sia una cooperativa senza scopo di lucro che – immagino – avrà preventivato di offrire particolari servizi di tipo sociale. Che siano proprio loro a fare una spiaggia “a misura di bambino” (che l’Amministrazione non ha voluto creare) dato che già si occupano di comunità alloggio per minori?

Resta l’incognita dei ricorsi, vediamo se i giornali di domani diranno qualcosa.

25 Maggio 2011

Stato di agitazione

Stamane c’è stata l’annunciata assemblea dei lavoratori comunali, che all’unanimità ha proclamato lo stato di agitazione e l’interruzione degli accordi sindacali. I sindacati, come auspicavo, hanno risposto sia dal punto di vista “tecnico” riguardo alla punizione al vigile (in sostanza: si può punire solo alla fine del procedimento disciplinare, e non “preliminarmente” per mettere sotto pressione il lavoratore) e poi anche alla presa di posizione del Sindaco che cercava di ribaltare la frittata (i sindacati parlano solo di diritti e mai di doveri, pochi fannulloni che danneggiano l’immagine degli altri, gente che fa la spesa in orario di lavoro e si lamenta quando viene punita…).

Mi è stato detto che si è anche parlato della questione del consulente esterno per le pratiche edilizie paesistiche; ma non tanto per la questione anagrafica (da cui la mia interrogazione) ma in generlare per il fatto che forse certe figure professionali forse potrebbero essere già individuabili all’interno dell’organico ordinario.

Non ho potuto partecipare perché contemporaneamente a palazzo si riuniva anche la commissione che sta esaminando le famose buste per il bando delle spiagge. E quale modo migliore per perdere qualche ora del mio tempo? La seduta, che era ovviamente pubblica, è stata interminabile per via di un po’ di rimostranze messe a verbale. Alla fine della fiera, nonostante le varie esclusioni (almeno 3 o 4) attualmente sono rimasti in gara abbastanza concorrenti per aggiudicarsi tutte e tre le spiagge (ciascuno ne può vincere una sola). Quindi è già qualcosa, se non fosse che la probabilità che arrivino dei ricorsi mi pare ragionevolmente esistente (e nel caso si andrebbe alle calende). Questo comunque lo vedremo quando si arriverà alla fine, e dato che il bando prevede che il primo giugno le spiagge aprano, la commissione deve spicciarsi e concludere l’esame delle offerte entro una settimana.

Resta il fatto che dal lato politico non ce l’hanno racconta (ancora) tutta. Bignami delle puntate precedenti:
– la prima gara non viene vinta e le spiagge rimangono inaffidate
– io propongo una gestione comunale diretta o tramite una controllata
– Sindaco e vice tentennano, dicono che ci pensa il Comune, ma non si sbilanciano
– poi scelgono di fare un secondo bando, procedura d’urgenza, durata dell’affido: 4 mesi
– Lunghi pubblica il bando e va in malattia
– il Sindaco nomina con decreto il dott. Dolmetta come sostituto pro-tempore di Lunghi
– lo stesso giorno il dott. Dolmetta pubblica una modifica al bando
– allo scadere dei termini per la presentazione delle offerte si presenta la polizia giudiziaria, che apre le buste pervenute, prende nota dei nomi delle società partecipanti, e se ne va

E’ interessante vedere nel dettaglio cosa fa la variante: per prima cosa cambia “Comune di San Lorenzo” in “Comune di Imperia”. Evidentemente era sfuggito in qualche copia-e-incolla. La seconda modifica è ben più sostanziale: a chi ha già in concessione una spiaggia (libera o no) verranno dati 30 punti in più nella graduatoria. Infine una terza modifica: vengono cancellate queste 4 righe, che nella versione originale di Lunghi erano ripetute ben due volte in punti diversi:

Sarà motivo di esclusione dalla gara essere titolari di ditte individuali o di quote di società di capitale o socio di cooperative titolari di concessioni demaniali per stabilimenti balneari o gestori di spiagge libere attrezzate, alla data di pubblicazione del presente bando di gara.

A questo punto l’intento parrebbe chiaro: favorire chi ha già una spiaggia eliminando questo vincolo. E non è un mistero, visto che proprio nelle premesse che accompagnano la modifica si motiva l’atto con la necessità di “ampliare l’audience” ed evitare che le condizioni economiche non troppo favorevoli possano portare di nuovo all’assenza di un vincitore.

Siccome è noto che il diavolo fà le pentole ma non i coperchi, non è finita qui. Nel bando è rimasta una clausoletta che invece mantiene comunque quel vincolo: verso la fine, nell’elenco delle autodichiarazioni che ogni partecipante deve allegare, c’è quella di non essere titolare di altre spiagge in concessione. Insomma: un pastrocchio, una modifica sostanzialmente inutile.

Se a questo aggiungiamo che stando a quanto scriveva La Riviera di venerdì. la Polizia Postale ha interrogato delle persone, è evidente che potrebbe esserci qualcosa sotto. Un errore nell’errore? Una svista voluta? Perché rinunciare a gestire direttamente almeno una di queste spiagge e ricavarci qualcosa e invece ributtarsi su un bando in extremis (per di più fatto male, se poi han dovuto correggerlo…)? Lo sapremo presto.

24 Maggio 2011

Comunicato sulla richiesta danni da parte di Caltagirone

La situazione se non fosse tragica sarebbe comica.
L’Acquamare fa causa alla Commissione Vigilanza e le chiede i danni.
La Porto di Imperia ne chiede la rimozione e la sostituzione.

Ma Porto di Imperia e Acquamare si guardano bene dal rimuovere la vergognosa montagna di terra, dall’abbattere l’orribile capannone (ormai conclamato abusivo), dal chiarire alcunché sulle plurime inadempienze di questi anni, dal pagare i fornitori (a quanto pare), dal completare le opere nei tempi dovuti e fornendo documentazione corretta (che nulla abbia a che vedere con opere di altre località, ad esempio), nonostante abbiano preso impegno pubblicamente più e più volte in tal senso, dal versare interamente i canoni demaniali richiesti, dal rinnovare gli organi direttivi, dal far sì che il nostro Comune smetta di apparire un giorno sì e l’altro ancora agli onori delle cronache per la sua e loro approssimazione.

Acquamare e Porto di Imperia attaccano, pensando probabilmente che qualunque vertenza possa risolversi con la “linearità” riscontrata in sede TAR, e non si rendono conto, o non vogliono rendersi conto, che a chiedere i danni dovremmo essere noi, cittadini tutti di Imperia, per l’immutata sfacciataggine con cui stanno andando avanti.

Non si rendono conto, che in quanto soci, noi cittadini non siamo orgogliosi di essere compartecipi di un’operazione su cui, a quanto pare, pendono plurime e gravissime indagini giudiziarie, indagini dei nuclei antimafia, apparenti incongruenze, discordanze, abusi.

Desiderano forse una Commissione più compiacente? O più solidale? O forse un po’ più duttile?
Vorrebbero nominarla loro, direttamente, magari attraverso uno dei molteplici personaggi indagati per associazione per delinquere?
Oppure preferirebbero che ne facesse nuovamente parte il famoso Sig. Balducci?

Peccato, non spetta a loro sceglierla e nominarla. Di norma chi vigila non è necessariamente gradito al vigilato…anzi…

A volte, come in questo caso, si ha a che fare con persone che hanno come primo ed unico obiettivo quello di fare il loro dovere. E meno male che tecnici e funzionari così esistono ancora.

Attendiamo che chiedano i danni di immagine anche agli organi di stampa che han dato la notizia di svariati interventi da parte di Procura, DDA, DIA, Polizia Postale, Guardia di Finanza e Carabinieri, che indagherebbero, a tutti coloro che hanno osato obiettare sulla mancata trasparenza degli atti, a noi, e perché no….a quegli sconsiderati che fan fare i bisognini ai cani lungo le passeggiate. Suggeriremmo anche di chiedere i danni di immagine al Sig. Caltagirone, viste le notizie sulla situazione finanziaria del suo gruppo pubblicate dai principali organi di stampa nazionali.

Sicuramente tutti hanno contribuito a penalizzare la vendita dei posti barca.

Aspettiamo però, a questo punto, di capire quanto valgono sul serio i posti barca, che cosa pensi del piano finanziario l’Agenzia del Demanio, se essa abbia avuto o meno modo di calcolare in maniera indiscutibile il valore della Concessione o valutare sul serio la congruità della durata della stessa.

Ma vogliamo anche sapere dove sono e cosa pensino l’Imperia Sviluppo, soci privati che tanto hanno a cuore il futuro della nostra città, la Confindustria, l’imprenditoria cittadina che vanta, a parole e sempre solo a parole, la ricerca del bene comune, dello sviluppo sano e della libera concorrenza.

Per quanto riguarda l’Amministrazione Comunale stiamo ormai perdendo ogni speranza che mostri un minimo di orgoglio e di amor proprio. Le dichiarazioni del Sig. Sindaco sono già di per sé illuminanti. Ci chiediamo se siano rappresentative del pensiero di tutta la maggioranza. Unica cosa certa è che questo sembra l’ennesimo tentativo di intimidire il lavoro di coloro che liberamente, secondo coscienza e deontologia, intendono fare il proprio dovere.

E questo è molto grave.

Il gruppo PD in Consiglio Comunale di Imperia

22 Maggio 2011

Fastidiose richieste danni

Mentre quel vigile era in punizione “dirigendo il traffico” davanti al comune, ce n’era solo un altro in servizio in tutta la città, perché tutti gli altri erano a un corso d’aggiornamento. A questo punto i cittadini imperiesi dovrebbero fare una richiesta di danni al comune, perché ha sottratto metà delle già esigue risorse di quel momento – pagate con soldi pubblici – alle zone della città in cui un vigile servirebbe davvero (ce lo ricordiamo, il Sindaco, vero? “il più grande problema di Imperia è il traffico”)

Parentesi: in questa intervista il Sindaco dice che i sindacati parlano “solo di diritti dei lavoratori e mai di doveri”, e di questo i cittadini sarebbero “infastiditi”. E poi che per colpa di pochi, ci rimettono tutti i dipendenti comunali; ma nessun giudizio sulla punizione che ha scatenato il caso. Diciamo che solo su queste due cose ci sarebbe da scatenare un putiferio (e spero che i sindacati lo facciano).

Tornando alle richieste danni, uno che non si fa pregare per farle è Caltagirone. Aveva giurato che agli imperiesi non avrebbe chiesto una lira. E’ stato di parola, perché i danni li ha chiesti (4 milioni) ma alla commissione di vigilanza, e cioè a coloro che elevarono tutte le contestazioni (formali, contabili, demaniali, etc…) che hanno portato al ritiro della concessione. E non è la Porto di Imperia S.p.A. che vuole il risarcimento, ma la Acquamare S.r.l., società di Caltagirone che sta costruendo il porto ma che – almeno sulla carta – non ha rapporti diretti con la suddetta commissione. Il danno economico lamentato è il drastico calo nelle vendite dei posti barca. In pratica il controllore – controllando – avrebbe intaccato l’immagine del controllato.

21 Maggio 2011

Fischietto forzato

Nei telefilm americani si sente dire dal capo della polizia all’investigatore indisciplinato: “altrimenti ti rimando a dirigere il traffico”. Qui a Imperia non è una minaccia, ma una punizione reale e vigente.

Fino a ieri erano solo rumors di palazzo, ma oggi ne parlano i giornali e la notizia ha contorni più definiti. Succede che un vigile – in un bar – non ha salutato a dovere il dott. Matarrazzo, Segretario Comunle da poco meno di un anno. Questi si lamenta col comandante, che prende subito provvedimenti disciplinari. Fossimo nel medioevo il vigile sarebbe stato messo alla gogna in strada, costretto a fischiare per 6 ore al giorno, in piedi, vestito e guantato sotto il sole, a dirigere il gran traffico che c’è sull’attraversamento pedonale davanti al municipio, magari proprio sotto alla finestra di colui a cui mancò di rispetto (che così di tanto in tanto può scostare le tende per controllare). Non siamo nel medioevo, ma com’è intuibile è andata così lo stesso.

Poi c’è un altra voce, di cui i giornali non parlano, che potrebbe in qualche modo essere collegata alla vicenda. Premessa: in Piazza Dante c’è un buon numero di parcheggi per i motorini che sono abusivi: tecnicamente sarebbero in divieto di sosta, ma è una di quelle situazioni di “consolidata tolleranza” per cui i vigili hanno l’ordine di chiudere un occhio. Poi da un giorno all’altro, a fine Aprile, sono state fatte raffiche di multe a tutte le moto fuori posto. Un improvviso cambio di rotta? Un giro di vite? Se anche fosse, quale metodo peggiore di un raid improvviso? Ma c’è chi dice che potrebbe essere stata un’iniziativa autonoma ed estemporanea dei vigili, per “rispondere” a tensioni interne al Corpo. In pratica: una ripicca. Anche perché dopo qualche giorno di terrore, pian piano tutti gli habitué hanno ripreso a parcheggiare negli stessi non-parcheggi, e tutto è tornato come prima.

Se fosse vero, saremmo davanti al paradosso per cui i vigili urbani, per fare dispetto ai superiori, fanno il loro dovere alla lettera multando a più non posso. Dov’è il dispetto? E’ chiaro: chi si arrabbia sono i cittadini, che se la prendono con l’amministrazione e tramite la stampa fanno montare il caso. E dall’amministrazione ovviamente nessuno può rimproverare i vigili che hanno esclusivamente fatto il loro lavoro e quindi sono nel giusto.

Dicevo, le cose potrebbero essere collegate perché c’è maretta da tempo; non è un caso che i sindacati abbiano annunciato di “aver interrotto le relazioni sindacali e abbandonato il tavolo delle trattative” dopo che l’agente punito ha avuto problemi di salute per i tre giorni di fischietto forzato. Mercoledì assemblea pubblica in Comune, vediamo come va.

20 Maggio 2011

Dal parasio al mare

Venerdì ero al centro polivalente per la presentazione del progetto “dal parasio al mare”. L’amministrazione comunale ha portato a Genova un progettone, che poi è stato finanziato dalla Regione con 14 milioni di euro. Si tratta di una serie di interventi alla marina, alla foce, in piazza Duomo e al Parasio. Chi è interessato può vedere gli elaborati nell’atrio del Comune e negli opuscoli reperibili negli esercizi commerciali di Porto. Commenti in ordine sparso:

– fare un discorsetto introduttivo che finisce con “ma purtroppo tra 10 minuti dovrò andare via perché mi aspettano da un’altra parte” non è stata una grande mossa; è come dare la risposta sbagliata alla domanda “Sindaco, per lei è più importante Imperia o la chiusura della campagna elettorale di Diano?”
– c’era molta gente, bene
– per pubblicizzare l’evento, il Parasio è stato riempito di manifestini abusivi: sui muri (con lo scotch), sulle porte (con le puntine), e poi sulle scatole dell’enel, sulle cabine telefoniche, etc. Terrò le foto per utilizzi futuri
– è stata definitivamente accantonata l’ipotesi di far passare la pista ciclabile “a sbalzo” della passeggiata degli innamorati tra Marina e Foce. Non so chi potesse pensare che fosse davvero fattibile, e infatti l’assessore Gaggero ha ammesso di averci provato fino all’ultimo ma di essersi arreso davanti all’evidenza
– se la nuova “piazza della chiesa vecchia” sul Parasio avrà davvero le sembianze promesse (o minacciate) dai rendering, prepariamoci ad avere l’ennesimo spiazzo grigiastro inframmezzato da panchine/parallelepipedi che sembrano bare e la cui maggiore utilità è quella di impedire qualsiasi tipo di gioco ai bambini
– che il Parasio non sia economicamente sviluppato perché è difficile salire i gradini, mentre gli ascensori certamente cambieranno la situazione, si candida a “miglior fandonia del 2011”
– Assessore e tecnici mi hanno rassicurato che sono stati fatti tutti i rilevamenti del caso: scavando a fianco della Basilica per costruire il parcheggio interrato da due piani non c’è il rischio di trovare reperti che possano bloccare i lavori come successe con i Toscanini; al massimo verranno trovate solo antiche macerie come ad esempio la cupola originaria del duomo (che poi crollò e venne ricostruita) e vario materiale di risulta, tra cui le famose colonnine tolte di Calata Cuneo e che non sono ancora state vendute su ebay.
– dei tre ascensori, due in particolare rischiano seriamente di compromettere esteticamente – e forse per sempre – altrettanti magnifici scorci dell’antico borgo portorino
– l’impressione è che ancora una volta si sia messa la penna in mano ai progettisti e via, fate del vostro meglio; magari un po’ di programmazione, a monte? studi sulla viabilità? sull’economia? sulle reali esigenze dei residenti? sulle strade percorribili ai fini di una valorizzazione turistica?
– tolti i presenzialisti incravattati e i luogotenenti signorsì, i portorini sono stati molto critici; ché il Parasio lo conoscono, e mica si fan prendere il giro