il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

2 Gennaio 2009

L'addio di Sappa

Spesso quando m’è capitato di descrivere a qualche “foresto” il nostro beneamato sindaco Sappa, ho usato l’espressione “basso profilo”, e non so se ho sempre reso l’idea. Diciamo che non ha mai fatto sentire troppo la propria voce, non ha mai suscitato un qualche scalpore, o almeno a mia memoria. Ma 10 anni sono lunghi e può darsi che qualcosa mi sfugga. D’altronde quando si è insediato io ne avevo solo 17, e non seguivo certo la politica come oggi.

Difficile imputargli comportamenti arroganti o eccessivi protagonismi; poi non è un presenzialista, anzi diciamo che nei momenti salienti sono perlopiù Assessori e Consiglieri a metterci la faccia, a giustificare le decisioni più impopolari o miopi, ed a rispondere alle critiche dell’opposizione. Forse è per questo che risulta essere molto amato dagli imperiesi (senza voler riaprire la questione sulle classifiche!).

Per fare un paragone, niente a che fare con lo Scullino (sindaco di Ventimiglia) che un giorno sì e uno pure fa parlare di sé in un modo o nell’altro.

In un’intervista uscita oggi su La Stampa, Sappa fa con qualche tempo di anticipo rispetto alla fine del mandato (le elezioni sono a Giugno) il classico bilancio. Definendo i suoi due mandati “di buongoverno” si dice ovviamente soddisfatto del suo operato, e fin qui. Poi però sono rimasto interdetto nel leggere la risposta alla domanda “E le maggiori difficoltà?”

Ho avvertito le maggiori problematiche politico-amministrative durante il Governo Prodi, quando è venuta meno una, per me naturale, rappresentanza politica, e intendo dire quella del Ministro Claudio Scajola in seno al Governo Berlusconi. E in modo analogo ho avvertito maggiori
difficoltà, a livello regionale (tono che purtroppo permane) allo scadere della Giunta Biasotti. Durante questi periodi ho temuto che i ritardi nei finanziamenti delle opere avviate e dei servizi alla persona penalizzassero Imperia. Per buona sorte siamo riusciti ad ovviare a queste cadute
con una creatività che ci è stata comunque riconosciuta.

Sintetizzando: gli unici problemi di Imperia sono derivati dal fatto che al governo e in regione non c’è sempre stata la destra. Questo non me lo sarei aspettato, da un gentiluomo: ridurre tutto a questa apologia Scajoliana.

Chessò, poteva dire: “è spesso difficile conciliare le esigenze di una città che ancora tentenna tra la vocazione turistica e quella residenziale” oppure “forse a volte l’attenzione è stata sovente sbilanciata verso le grandi opere rispetto ai problemi delle periferie e delle frazioni”. O al limite “sono un supereroe e non ho mai avuto nessun problema.” Ma una piccola ammissione, un attimo di sincerità, poteva starci. E poi avrebbe potuto andarsene tra gli applausi.

Veramente spiacevole che si faccia riferimento proprio a ritardi nei finanziamenti, quando tutti sappiamo che il raddoppio della ferrovia di cui si vanta è stato finanziato mentre Burlando era Ministro dei Trasporti, e che l’ultimo decreto per completare il depuratore (grande nota dolente) è stato firmato in extremis da Paoa Schioppa prima che gli sfilassero da sotto il sedere la poltrona da Ministro nell’ultimo governo Prodi.

Nessun accenno al patto di stabilità, all’ambiente, alla continua svendita di immobili, quote azionarie e porzioni intere di territorio, ed al fatto che in generale il nostro NON sia un comune virtuoso, aggrappato all’orlo del baratro finanziario grazie a mosse finanziarie che più che creative andrebbero definite scellerate.

E’ probabile che lo ritroveremo presto in qualche Ente o in un’altra Amministrazione, ed anche lì andrà sempre tutto a meraviglia, a patto ovviamente che dall’alto continuino a tirare i fili senza interruzione.

29 Dicembre 2008

Sulla classifica del Sole24ore.

Neanche un mese fa dicevo che non avrei più parlato di classifiche.

Datemi dell’incoerente, ma oggi mi rimangio la promessa. Ne voglio parlare perché sono intervenuto con qualche commento su imperiaparla, a proposito della classifica del Sole24Ore, e mi sono accorto che invece cose da dire ce ne ho evidentemente ancora.

Primo aspetto: il valore delle classifiche. ImperiaParla mi ha chiesto se “ci credo”. In un certo senso sì, se si intende “credere nel valore” di una classifica. Ma presa come dato puramente matematico, non come eccessivo motivo di sconforto o di gioia. Per esempio, sapere che Aosta è in cima mi fa molto piacere, ma non credo che un giorno mi trasferirò mai in una delle città delle “top ten”. E non credo che “in assoluto” si viva meglio in una città con più “punti”, per il semplice motivo che alcuni fattori – tra quelli esaminati – potrebbero non influenzare la mia vita personale nemmeno da lontano. Sapere di essere “in media” può essere di conforto, ma solo perché vuol dire che ci sono problemi a cui è veramente difficile in alcuni casi mettere rimedio, e bisogna farsene una ragione.

Secondo aspetto: il risultato. Se a livello provincialmente siamo messi meglio che a livello cittadino/comunale, c’è poco da essere contenti (anche se, ribadisco, le due classifiche sono fatte in maniera diverse da due soggetti differenti).

Semmai è proprio il contrario: vuol dire che alcune “carenze” di Imperia vengono in qualche modo compensate dal resto dei nostri vicini di Provincia, che di sicuro hanno un territorio, un clima, uno stile di vita, e delle potenzialità, più simili a quelle Imperiesi. Quindi, estremizzando, non possiamo nemmeno usare toppo i “fattori ambientali” come una scusante: siamo noi ad essere un po’ indietro rispetto al resto del ponente. Un altro conto sarebbe confrontarci con realtà totalmente diverse dalla nostra tipo Aosta, Pisa, Belluno, Roma, Siracusa, etc…

Che poi, a volerle trovare, alcune attenuanti in verità ci sarebbero anche. Perché la nostra Provincia è fatta di molto entroterra, dove – per fare un esempio – per forza di cose il numero di sale cinematografiche pro-capite non potrà mai essere al pari delle grandi province urbanizzate.

Terzo aspetto: a proposito della classifica di Italia Oggi che vede Imperia giù nelle retrovie, non c’è stato ovviamente alcun commento dagli Amministratori locali. Invece oggi, mentre la classifica riguarda tutta la Provincia, ecco il nostro Sindaco Sappa compiaciuto dire che non siamo messi poi tanto male e bla bla bla.

Perché però quando è stato il momento non ci ha detto cosa (non) è stato fatto dalla sua Amministrazione per relegarci in quel famigerato 85° posto?

29 Dicembre 2008

Ma come fanno?

Foto da La Stampa

Foto da La Stampa

Io li invidio, dico davvero. Per la costanza, per il gesto atletico, ma anche per la voglia che devono averne.

Parlo dei podisti, nella foto qui sopra ritratti il giorno di S. Stefano per una “sgambata” tutti assieme per le vie di Imperia.

Preso così da solo, questo evento può essere considerato più o meno al pari del famoso “Cimento Alassino“: è una faticaccia, ma con spirito goliardico lo si fa tutti assieme e… si soffre un po’ meno il freddo.

Ieri mattina, domenica 28 dicembre 2008, ho percorso alcune strade di Imperia intorno alle 7:20 del mattino. Oltre ai baristi, a qualche sparuto edicolante, ed agli sciatori in partenza (tra cui il sottoscritto) c’erano in giro solo pinguini, orsi bianchi e gatti delle nevi. Ed ovviamente loro: i podisti.

A quell’ora del mattino ne avrò visti almeno un paio. Tuta attillata, paraorecchie, guanti. Ma come fanno?

Tolto il fatto che dopo 5 minuti io avrei già la lingua di fuori, oltre al fiato bisogna proprio averne dannatamente voglia! Dico: per uscire di casa all’alba, di domenica, con una temperatura polare e un “vento che sposta le mucche” (come si dice a volte in gergo velico), bisogna essere sul serio appassionati. Proprio sotto casa mia li vedo quotidianamente, ad ogni ora e con qualsiasi tempo.

E quelli di cui parlo non sono certo giovani atleti che si preparano per le olimpiadi: parlo di corridori di mezz’età che sono sì, evidentemente abituati ed allenati, ma subito ci si accorge che sono senza il passo, la tecnica o l’andatura del maratoneta. Semplici amatori.

A loro la mia sincera ammirazione. Secondo me sono robot.

24 Dicembre 2008

Mente locale

Nel centro di Oneglia, nella piazza del mercato, ha aperto un nuovo locale che si chiama “Mente locale” dove ho fatto un salto qualche giorno fa, per la prima volta.

Non voglio mettermi qui a recensire i bar imperiesi, e quindi salto a pié pari le considerazioni sulla qualità del mio aperitivo. Però il locale è degno di una nota (anzi, di un post) perché porta nella nostra città una novità, seppur piccola. E qui a Imperia di novità non se ne vedono proprio tutti i giorni.

Da fuori è un bar come tanti altri, ma dentro è anche una libreria. In uno spazio rialzato ci sono gli scaffali che contengono i vari volumi; mi pare un esperimento inedito dalle nostre parti, mentre altrove i posti così vanno di moda già da un po’.

Un caffé-eno-libreria stupendo è per esempio il “Nouvelle Vogue” di Genova, anche se un paragone tra i due sarebbe a dir poco azzardato. Ad ogni modo il connubio consumare/comprare libri/leggere potrebbe essere azzeccato persino nella nostra città, specie se al Mente Locale avranno luogo altri eventi come presentazioni, incontri letterari, cose del genere.

Mi sento di voler fare i complimenti ai gestori; tra l’altro non li conosco, ma le persone che ho visto lavorarci sono tutte giovani, a grandi linee della mia età. Hanno avuto una bella idea. O meglio: l’idea non è certo loro, ma adesso l’hanno importata; c’è qualcosa di diverso che prima non c’era e di cui sicuramente qualcuno – mugugnando – aveva fatto notare la mancanza.

Perché ad Imperia non c’è nulla” come sento dire spesso; ma l’imperiese-medio snobba la novità per andare nel “solito” posto, a bere la “solita” cosa dove ci sono le “solite” facce. E si lamenta. Per non parlare dell’imperiese-medio e per di più giovane, che si lagna in particolar modo perché in inverno non ci sono discoteche.

Al Mente Locale invece ci stanno provando: ci hanno messo l’investimento, la volontà, l’impegno, l’ardire di provarci. Più che altro di provarci qui, ad Imperia.

Il resto ce lo deve mettere per forza di cose l’imperiese-medio. Nel frattempo, in bocca al lupo.

21 Dicembre 2008

La marcia dei Babbi

Ieri ho partecipato alla seconda edizione della “Marcia dei Babbi”, un ritrovo goliardico ideato da alcuni amici cervesi capitanati da Dario “Ciccio” Desiglioli. Ecco un piccolo photo-reportage dell’evento.

Programma

Partenza

Partenza

In marcia

In marcia

Eravamo in trenta, tutti rigorosamente vestiti da Babbo Natale, ed abbiamo affrontato un percorso molto impegnativo per le vie e i caruggi di Cervo. Impegnativo perché in salita ma soprattutto perché, come da regolamento allegato, ad ogni tappa c’era almeno un primo brindisi collettivo obbligatoio, cui ne sono ovviamente seguiti un’infinità di altri del tutto “facoltativi”.

Orizzonte

Orizzonte

Turisti divertiti

Turisti divertiti

Il clima è stato in tutto e per tutto dalla nostra parte. I diluvi/grandinate/mareggiate delle settimane scorse sono solo un lontanissimo ricordo, perché ieri sembrava quasi primavera: qualcuno mi ha detto che nel primo pomeriggio si sono toccati i 17 gradi. Verso le 4 c’era all’orizzonte una Corsica così ben definita da sembrare finta nel suo galleggiare distante. L’abbiamo ammirata dalla piazza della Chiesa, dove il programma ha previsto una ricca coreografia che abbiamo improvvisato sulle note del “Gioca Juer”.

Gara di volo

Gara di volo

Coreografia

Coreografia

Brindisi

Brindisi

Tiro alla fune

Tiro alla fune

Altri momenti salienti sono stati la gara di lancio di aeroplanini di carta e il tiro alla fune finale. Abbiamo fatto tappa sulla terrazza del Serafino, al San Giorgino, e gustato il vin brulé offerto dal Bar Mediterraneo. I miei compliementi agli organizzatori ed ai ristoratori che hanno contribuito a farci passare una bella giornata in quello che a ragione è inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

21 Dicembre 2008

Sempre uguale

Sono passati ben cinque mesi dall’incidente alla fabbrica di essenze; dopo un paio di settimane mi meravigliavo che ci fosse ancora profumo per strada.

Ad oggi, dopo tutto questo tempo e un’incredibile quantità di piogge, l’aria nei paraggi è ancora dolciastra, da non credere. Chissà quali e quante sostanze chimiche hanno letteralmente impregnato il suolo.

Un’altra cosa non è cambiata affatto: la regolarità con cui vengono emessi rumori di ogni tipo da una finestra del centro di Oneglia. Da agosto ad oggi non sembra cambiato un granché:

Dopo il fischietto e le trombe da stadio, ora spunta una sirena d’allarme che urla per ore, nel pieno pomeriggio, devastando i timpani degli abitanti del centro di Imperia Oneglia. È la nuova iniziativa di Filomena Consagro, abitante di un condominio di piazza Unità Nazionale contro i ragazzi che frequentano i Giardini Toscanini. E’ lei l’assordante persecutrice dei “fracassoni” frequentatori, molti dei quali muniti di skate board. Il caso dei giardini Toscanini dura dal 2005 e ancora non ha trovato una soluzione. L’altra sera, dopo l’ennesima protesta degli abitanti sono accorsi agenti della polizia municipale, polizia e carabinieri per far tacere l’allarme. Nel quartiere è scattato così l’ennesimo esposto con relativa petizione per fermare i rumori molesti e segnalare all’autorità giudiziaria il disturbo della quiete pubblica.

[da Riviera24.it]

20 Dicembre 2008

Ricca quota rosa

La questione dei “gazebo” del Popolo della Libertà da un certo punto di vista addirittura mi affascina.

Come molte altre, è una genialata dal punto di vista del marketing, nonostante sia più che altro una messinscena. Presto i due maggiori partiti del centro-destra dovrebbero fondersi, e si è dunque stilata una lista di delegati che andranno a far parte del loro primo congresso nazionale.

Nonostante i nomi siano già belli che decisi, si sparpagliano per strada i gazebo dove il cittadino può mettere una firma e dire che “ha scelto”. E poi, non essendo vere e proprie votazioni, volendo si può anche bluffare un po’ sul numero di partecipanti. Tanto cosa cambia?

Poi è una chicca quella della rappresentanza femminile: su La Stampa di oggi leggo la definizione “ricca quota rosa” attribuita ad una compagine di ben 3 (tre) donne su 14 (quattordici) delegati, mentre il responsabile organizzativo sottolinea tramite le pagine de Il Secolo che è proprio un numero di tutto rispetto, e se ne compiace.

Il mio caro PD, che in questo periodo mi si sta pure un po’ sgretolando sotto i piedi, avrà tutti i suoi difetti ma almeno sotto il punto di vista della democrazia interna (e delle quote rosa al 50%) non prende in giro nessuno.

19 Dicembre 2008

Premio Dardos

Per la prima volta da quando sono “blogger” mi viene passata la palla in un premio/catena/scambio link. La segnalazione viene dall’amico ImperiaParla, e trattasi del “Premio Dardos”, per chi “ha dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali”.

Quindi sono tenuto a:
1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
2. linkare i blog che ti hanno premiato
3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

Fondamentalmente ritengo che queste classifichine siano escamotage per aumentare il numero di link, ma ben venga, e non sia mai detto che il sottoscritto per snobismo non partecipa. Ne ho molti meno di 15 da segnalare, ma è comunque meglio di niente.

1. Massimo Mantellini – Non ha bisogno di commenti
2. Demim – Il blog dei Giovani Democratici della Provincia di Imperia (anche se è un blog “multiautore” dove oltre me ha scritto praticamente solo Alessandro Lanteri)
3. Guido – Con il suo stile inconfondibile
4. Matteo Bordone – Al fulmicotone
5. Marco Preve