il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

23 Luglio 2009

Vita da vigile

E’ di qualche giorno fa la notizia secondo cui la Procura sta indagando un sottufficiale della Polizia Municipale per presunto abuso d’ufficio: a quanto si legge, dopo esser stato chiamato da una coppia di clienti, avrebbe voluto imporre ad una commerciante del mercato la restituzione dei soldi da loro spesi per dei copridivani.

Mi è tornato alla mente un episodio del 2007, quando scoppiò una rissa tra un automobilista multato ed un (altro?) vigile. Questi fu poi accusato di aver ripetutamente colpito “l’avversario” sul volto con la propria radio di servizio (!).

Poi, circa un anno fa mi trovavo per caso proprio lì davanti all’Agnesi quando un vigile venne aggredito da un’automobilista francese (in evidente stato confusionale).

Infine c’è una vigilessa che dev’essersi fatta almeno un nemico: costui già un paio di volte (l’ultima all’inizio dell’anno) ha fatto irruzione nelle frequenze radio della Municipale con insulti di vario genere a lei rivolti – ed ascoltati in diretta da tutti gli agenti in servizio.

Insomma, quello del vigile è un lavoro pieno di insidie. E meno male che quelli nostrani sembrano essere “più tolleranti della media” con solo 21 multe ogni 100 veicoli…

22 Luglio 2009

"U comitatu"

Su La Stampa di oggi c’è una sorta d’invettiva dei promotori del Comitato per la copertura dell’Impero contro i progetti degli studenti della facoltà genovese di Architettura che avevo commentato qualche giorno fa.

Secondo gli intervistati, i professori avrebbero mancato di “sensibilità” nei confronti dei problemi viabilistici di Imperia, che a loro dire non possono essere risolti solo con piste ciclabili.

Non è tanto per i 33 allievi, ma per i loro sei docenti. Colpisce la totale assenza di sensibilità ai problemi dell’Imperiese: non un parcheggio, nonostante la nuova stazione ferroviaria, nè un’attenzione al traffico giù supercongestionato (basta pensare all’Argine Destro), ma piste ciclabili

Si chiede Savini: «Quanti insegnanti sanno che nelle ore di punta, per recarsi da Diano Marina a Porto Maurizio, non più di 8 km complessivi, non bastano 45 minuti. Come si può risolvere tutto soltanto con le piste ciclabili?».

E ancora:

Ciò che gli imperiesi lamentano sono le frequenti paralisi viarie e soprattutto la mancanza di posteggi. Molti visitatori in arrivo da fuori, anche da lontano, per fare acquisti nei negozi di Oneglia spesso tirano dritto e se ne vanno senza fermarsi, perchè non trovano un luogo di sosta. Ma i vari progetti che vengono proposti pare che ignorino questo problema

Innanzitutto qualcuno dovrebbe spiegar loro per bene che quei lavori vanno presi per quel che sono, e cioè esercizi di stile che mostrano come la fervida immaginazione di uno studente possa partorire un casinò cubico nel mezzo del porto di Oneglia e un arcipelago di isolette davanti a S. Lazzaro.

E poi siamo tutti d’accordo che una pista ciclabile non risolve i problemi di una città, chi l’ha mai detto? Nessuno, ma in questa maniera si cerca furbescamente di sottintendere che sia questo il senso dei 5 progetti in esposizione nel cremlino. Pensarla così vuol dire essere lontani dalla realtà, e per constatarlo è sufficiente andare a sbirciare da vicino disegni e plastici.

Sembra un po’ un pretesto per fare la solita polemichina estiva, un capriccetto basato sull’errata valutazione di un qualcosa che non ha per niente la velleità di rivoluzionare l’urbanistica imperiese, semmai quella di poter fornire qualche utile – e gratuito – spunto.

Alla fine una proposta interessante arriva da Lucetto Ramella:

In conclusione, la proposta «provocatoria» di Ramella: «Perchè non invitiamo gli studenti della Facoltà di Architettura di Nizza a fare uno studio analogo e ad esporre poi i loro bozzetti al Cremlino per fare un confronto? Sarebbe uno scambio culturale molto interessante. E il Polo universitario imperiese potrebbe fare da tramite».

A me sembra un’ottima idea: sicuramente gli studenti nizzardi ci spiegherebbero come e perché negli ultimi anni i loro concittadini hanno deciso di stravolgere totalmente il centro città, letteralmente impedendo l’accesso nelle zone principali a tutti i veicoli privati (biciclette ovviamente escluse) e potenziando i trasporti pubblici con una nuova rete su rotaie.

Soluzione peraltro simile a quella adottata in uno dei progetti esposti, ma che evidentemente dev’essere sfuggita ai suddetti illustri ed indignati membri “d’u comitattu”.

15 Luglio 2009

Di bene in meglio

A febbraio finivo questo post con un “sono curioso di vedere gli sviluppi” e gli sviluppi tanto attesi sono arrivati. E non sono per nulla positivi.

La ditta Acquarone è fallita, gli operai sono a spasso e protestano davanti alla sede. Se lo comincino a segnare quelli del “il porto sta già creando lavoro”.

Non è tutto, anzi questo è addirittura il meno. E’ finalmente uscita sulla stampa la notizia che l’Amministrazione ha intenzione di vendere altre quote della Porto di Imperia Spa al signor Caltagirone, che da parte sua avrebbe già un accordo con qualche ricco Russo, forse emissario di Abramovich.

Guardiamo il lato positivo: il Comune di Imperia non dovrà più partecipare alla spesa per il canone demaniale e alle sanzioni per gli abusi edilizi.

13 Luglio 2009

Grillo candidato alla guida del PD

La discesa in campo di Beppe Grillo apparentemente trasforma in una farsa molto italiana l’elezione del segretario del PD. Ma e’ invece molto peggio: è una incrinatura del panorama inattesa ed è almeno due cose in una. E’ un gesto di spregio forte (che oltretutto usa strumentalmente gli stessi meccanismi interni di apertura democratica) nei confronti di un partito che ha una storia e delle idee lontanissime da quelle di Grillo stesso. Ed è un gesto anche politicamente ambiguo in uno scenario dove la vicinanza ideologica e commerciale di Grillo all’IDV di Antonio di Pietro sono note e palesi da anni. Una invasione di campo rumorosa, capace di ottenere gli stessi ammirevoli risultati che la discesa in politica di Grillo ha ottenuto in questi mesi: folcloristico can can, populismo a badilate e un concreto, evidentissimo danno ai tentativi esilissimi di rendere questo paese minimamente migliore di quanto non sia sotto Berlusconi.

[via Mantellini]

Funziona così. Quando lui è contro, tutti contro. Quando lui dice fanno schifo, tutti a dire fanno schifo. Quando lui vanifica qualunque dichiarazione e qualunque contesto con il vezzo della sua retorichina indignata, tutti godono della retorichina indignata e ignorano il fatto che nessuno lo ascolti più. Quando lui mobilita la piazza per un risultato, e fallisce clamorosamente per ignoranza dei regolamenti o incapacità o cattiva fede (non si è ancora capito), tutti si dicono soddisfatti, visto che credono che sia tutta colpa dei cattivi.

Così Beppe Grillo va avanti da anni, e credo ce continuerà ancora per un bel po’. Anzi, più porte in faccia prende, più i suoi sono felici di sentirsi esclusi, ché sarebbe troppo banale avere un’opinione da condividere con, che ne so?, altre tre persone non ascritte alla categoria BG.

E allora ho idea che tra pochi giorni sarà già arrivato il momento di dire che il tesseramento è fascista, che sono un regime e devono andare via. Ci saranno giochi di parole su Bersani; si contesterà la struttura profonda del partito, i suoi regolamenti e le sue tessere; Grillo si dirà ancora più schifato e dirà che si deve ripartire dai comuni. Dai suoi comuni. Dal paese pulito. Potrà dire di averci provato, ma di essere stato cacciato; potrà dire che non c’è niente da fare, che vanno rasi al suolo. Non avrà fatto niente dentro al PD, niente di niente, nemmeno una riunione o un incontro o un dibattito. Solo dichiarazioni, battutine e lanci d’agenzia. Come il più democristiano dei sottosegretari.

[via Matteo Bordone]

10 Luglio 2009

L'Amministrazione esonera Podestà dall'incarico di direttore dell'osservatorio

Nicola Podestà, direttore dell’osservatorio meteorologico e sismico di Imperia, è stato “esonerato” dall’incarico per mano del neo Assessore Emilio Broccoletti che ha addotto motivazioni di tipo economico. Premesso che valore e importanza dello storico osservatorio sono enormi e tali da giustificare spese anche ben più alte di quelle sostenute fin’ora, la giustificazione è parsa poco credibile all’interessato: egli stesso sulla stampa parla di un proprio “non allineamento politico” con chi governa la città.

In entrambi i casi c’è qualcosa di grave che non va. Se sono state esigenze legate al budget a portare alla scellerata decisione non si capisce come mai fino a ieri ci sia stato raccontato che le casseforti del comune sono piene di soldi. Ma soprattutto, ci sarebbe da stare attenti che l’intenzione a lungo termine non sia la chiusura totale dell’osservatorio: sarebbe una perdita incalcolabile.

Altrimenti, se l’allontanamento è invece stato dettato da motivi politici, sarebbe a dir poco vergognoso. Una persona seria e preparata che in passato – in tempi di magra – ha addirittura lavorato gratis pur di tenere in vita l’osservatorio non può essere messo alla porta da un giorno all’altro perché non ha la tessera di un certo partito.

Non solo appresa la notizia ha nuovamente proposto di poter continuare ad andare all’osservatorio in forma volontaria per poter portare avanti alcuni progetti ricevendo risposta negativa. C’è la ciliegina sulla torta: per dimostrare la stima dell’Amministrazione nei suoi confronti sono stati mandati gli operai del Comune a cambiare la serratura dell’ingresso. Atto sgradevole e inopportuno. Della faccenda si continuerà a parlare.

9 Luglio 2009

Consiglio del 7 luglio 2009

Consiglio lungo l’altro ieri in Comune, siamo entrati alle 7 e siamo usciti all’una. Il Presidende Baudena ha aperto la seduta con il ricordo di Osvaldo Contestabile e l’aula ha osservato un minuto di silenzio.

Resoconto per punti (qui l’ordine del giorno):

1) Sono state costituite le Commissioni Consiliari. Cosa sono? Si tratta di sottogruppi tematici di Consiglieri che si riuniscono al di fuori del Consiglio. Le elenco:

I° Commissione (Affari istituzionale e organizzativi)
II° Commissione (Bilancio e Sviluppo Economico)
III° Commissione (Urbanistica ed assetto del territorio)
IV° Commissione (Servizi sociali, culturali, sport e tempo libero)
V° Commissione (Condizione femminile e pari opportunità)

Il sottoscritto fa parte della prima e della quarta. Ne esistono ancora due, Sanità e Ambiente, che verranno costituite più avanti.
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9 Luglio 2009

La città riprogettata dagli studenti

Se avete un’oretta di tempo passate dal Cremlino di Piazza Dante: troverete ancora per qualche giorno un’esposizione di lavori svolti dagli studenti della facoltà di Architettura dell’Università di Genova.

Ad accogliervi nel palazzo da poco ristrutturato e inaugurato (tra parentesi: non c’ero ancora entrato, gran bel lavoro) un plastico tridimensionale che riproduce in scala 1:500 lo “stato di fatto” di Imperia.

In 5 altre stanze, i plastici relativi alle elaborazioni di altrettanti gruppi in cui i ragazzi sono stati suddivisi: ciascuno ha ridisegnato ciò che c’è e inventato cosa ci potrebbe essere.

Sono state trovate soluzioni anche un po’ stravaganti, ma non per questo fantascientifiche. Per esempio: in uno dei progetti la costa tra i due porti cittadini è frastagliata ed accoglie un buon numero di insenature spigolose con all’interno altrettanti porticcioli, mentre ad unire Porto ed Oneglia sull’acqua è stato ipotizzato un vero e proprio arcipelago di isolette.

Un secondo progetto propone il bacino onegliese con un’insolita forma quadrata, col molo lungo a formare un angolo di 90 gradi. Al centro, nientemeno che un casinò seminterrato nel fondale marino.

In un’altro i futuri architetti hanno posto una copertura su tutta l’area della Carli e dell’attuale stazione, a creare un parco verde sopraelevato che integra l’industria con la città e viceversa.

Insomma, esercizi di stile forse di fatto irrealizzabili che tuttavia possono offrire spunti interessati per intendere Imperia come una città viva, che muta, si ripensa, in costante evoluzione.

8 Luglio 2009

Debora Serracchiani ad Imperia sabato 11 luglio

Debora Serracchiani è un fenomeno; più mediatico che politico, sostiene qualcuno. L’Italia l’ha conosciuta quando è balzata agli onori della cronaca dopo un suo famoso intervento ad un’assemblea nazionale del PD, durante il quale le cantava a Franceschini ed in generale all’intera dirigenza del partito. Il video ha avuto un’enorme e rapida popolarità rimbalzando sul web – in particolare su Facebook – mentre veniva osannata dal popolo dei militanti e dei demo-scettici. Ha detto cose che pensavano e continuano a pensare in molti, e soprattutto le ha dette bene.

Dipinta dai giornali un po’ come una politica giovane e grintosa spuntata come un fungo, vanta in realtà già una discreta carriera politica durante la quale è arrivata ad essere segretaria del PD udinese e Consigliere provinciale.

Com’è, come non è, si candida alle Elezioni Europee del mese scorso, dove viene eletta battendo il Papi per ben 9 mila voti.

Siamo a un paio di settimane dopo il voto: 27 giugno, Lingotto di Torino: all’incontro organizzato dai Piombini (cui ha partecipato anche il sottoscritto) il suo intervento era uno dei più attesi. Una parte della base avrebbe gradito la sua candidatura alla Segreteria del PD vedendo in lei un connubio quasi ideale di novità, esperienza e grinta.

E invece qualcuno è rimasto profondamente deluso quando lei si è tirata indietro e la stampa ha cavalcato una sua infelice affermazione in cui motivava la scelta di appoggiare Franceschini “perché è simpatico”.

La mia opinione a riguardo è ben sintetizzata da questo post di Luca Sofri:

Che Debora Serracchiani abbia deciso di stare assieme a Franceschini a questo giro è un dato, e io ne sono il primo critico. È una scelta fallimentare politicamente e disgraziata per lei stessa. Ma che questa scelta si spieghi con gli argomenti sintetizzati oggi dalla sua intervista su Repubblica è una cosa che escludo del tutto, avendo ascoltato assai i suoi motivi negli ultimi tempi, e che dovrebbe escludere qualunque lettore intelligente. Quindi se dobbiamo criticarla sulla scelta, non facciamolo per quelle parole, non all’altezza delle sue intenzioni e della sua lucidità.
E chi oggi la attacca allegro su quelle parole o ha seconde intenzioni o pensa di essere l’unico furbo.
Dai, non facciamo la solita cosa di passare dall’adorazione alle monetine.

Un po’ di amaro in bocca ad ogni modo rimane. Lei, proclamata a furor di popolo icona del PD che vorremmo, che va a schierarsi con uno dei due prodotti dell’apparato che si contenderanno la leadership al prossimo congresso.

Sentiremo cosa ci dirà all’incontro pubblico di Sabato 11 luglio – ore 18 – presso il bar Solis di Piazza Bianchi. Siete tutti invitati, demo-scettici e non.

Sul congresso ci sarebbe poi da scrivere un capitolo a parte, e di sicuro ce ne sarà occasione. Le truppe (interne) cominciano a schierarsi, mentre molti dei simpatizzanti che fin’ora sono stati alla finestra propendono per l’outsider Ignazio Marino. Ovviamente senza iscriversi, pronti a ricominciare a lamentarsi il giorno dopo le primarie, e facendo finta di non sapere (o di non capire) che i dirigenti di un partito sono lo specchio dei suoi iscritti.