il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

15 Febbraio 2012

Bando dei rifiuti – dalla Puglia alla Riviera

Il mega-bando per l’affidamento della gestione dei rifiuti ha avuto una sola offerta. L’unica ditta che ha presentato la busta (dopo che in 5 società erano venute a fare i sopralluoghi) è la TRA.DE.CO Srl di Altamura, provincia di Bari.

Su La Stampa c’è un articolo di Maurizio Vezzaro che illustra come la storia dell’azienda in questione non sia priva di qualche ombra non proprio rassicurante:

Stando alle accuse contestate dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari, la Tra. De.Co. sarebbe stata avvantaggiata da parte dell’Amministrazione comunal edi Altamura, che le avrebbe permesso di ampliare illecitamente i guadagni nella gestione di una discarica di bacino. L’inchiesta ha portato all’incriminazione di ben 14 amministratori e complessivamente di 72 persone accusate di reati ambientali e truffa aggravata. Per questo e altri motivi della Tra.De. Co. si è discusso in una seduta della Commissione nazionale antimafia della Camera tenuta nel giugno scorso a cui ha partecipato l’allora sottogresetario all’Interno Alfredo Mantovano (era presieduta dal deputato Jole Santelli, già sottosegretario alla Giustizia). In quella occasione si è pure parlato dell’omicidio di un discusso imprenditore, Bartolomeo Dambrosio, considerato capo dell’omonimo clan criminale operante ad Altamura. In qualche modo la rete di relazioni di Dambrosio coinvolgeva Carlo Dante Columella, amministratore unico della Tra.De.Co; il cui figlio Michele Columella, presidente del Cda della Vi.Tri., operante sempre nel settore dei rifiuti, nel luglio 2010 era finito ai domiciliari per un’indagine sullo smaltimento dei rifiuti per conto dell’Asl del posto.

Non è tutto: a Scanzano l’azienda ha un contenzioso con il Comune, e a rimetterci sono stati i lavoratori che a gennaio hanno scioperato perché in credito di tre mensilità (novembre, dicembre, e tredicesima).

Mi pare ce ne sia abbastanza, ma per chi volesse saperne qualcosa di più, ho velocemente trovato in rete anche questo e questo.

http://www.tradecosrl.it/TR

14 Febbraio 2012

Perdere le primarie (con stile)

Vermin Supreme (foto by Craig)

A Genova abbiamo perso le primarie. Si può dire – e c’è chi lo dice – che “le primarie non si perdono mai”, nel senso che sono una vittoria dell’essercizio della democrazia, della partecipazione dal basso, eccetera. Ma è anche vero che quando c’è una competizione c’è sempre chi vince e c’è sempre chi perde. E il PD ha perso. Tre volte. Ha perso tramite la candidata Marta Vincenzi, tramite la candidata Roberta Pinotti, e infine ha perso in prima persona: perché tra spaccature, veleni, e scelte politicamente sbagliate (almeno, se viste col senno di poi) il prossimo Sindaco di Genova non sarà del PD. E non la chiamerei una vittoria, né tantomeno un pareggio.

Sostengo le primarie e la loro utilità da sempre, e come tutti gli strumenti bisogna saperli utilizzare. Nello Statuto del PD si fa pure una distinzione tra i casi di rielezione, come a Genova, e gli altri; e mi pare una cosa piuttosto logica. Salvo errori madornali, impopolarità dilaganti e conclamate, gravi deficit morali/personali/giudiziari, il buon senso vorrebbe che non si vada alle primarie, ma ci si rigiochi il tutto per tutto sull’uscente senza cercare altri cavalli su cui puntare. Evidentemente a Genova esisteva almeno uno di questi (o di altri) pregiudizi, e siamo arrivati al traguardo con un PD dimezzato a furia di tenere i piedi nelle staffe di due cavalli diversi (partiti come purosangue ma che ora sembrano ronzini). E un bel sacco pieno di pive. Anzi, più che dimezzato diciamo pure un PD decapitato, dato che sia il Segretario Regionale Lorenzo Basso sia quello provinciale Victor Rasetto si sono dimessi, ammettendo di non aver capito un bel niente di come si stavano muovendo le cose nella loro città e di cosa fosse giusto per il bene del Partito.

Detto questo, si registrano le non troppo ponderate invettive-del-giorno-dopo di Marta Vincenzi, continuate oggi a ruota libera (d’altronde: come darle torto se finalmente ha deciso di sfogarsi?). In particolare c’è questo passaggio:

Il presidente degli Stati Uniti dopo 4 anni non fa le primarie. Pensi un po’ se a Obama adesso gli avessero fatto fare le primarie contro la Clinton? Come ne sarebbe uscito? Io ci ho sempre pensato a Obama in questi anni

La Vincenzi, evidentemente ancora ebbra dopo i morsi dal PD e le sberlone da Doria, parla senza conoscere i fatti. Usa un esempio sbagliato (definito reductio ad Obamam). Delle primarie democratiche americane 2012 non parla nessuno perché Obama le sta stravincendo ovunque, ma ci sono eccome. Per la cronaca, tra i suoi avversari c’è pure questo eccentrico artista, tal Vermin Supreme.

 

 

14 Febbraio 2012

O.d.g. 20 e 21 febbraio 2012

a) Comunicazioni del Presidente.

1) Surroga del Consigliere dimissionario Paolo Verda (n.d.r: grande attesa per scoprire il nome del nuovo Consigliere; gli ultimi rumors dicono che potrebbe essere il Divino Otelma, che però dovrà rinunciare all’Isola dei Famosi perché il ruolo è incompatibile)

2) Regolamento per la realizzazione di dehor stagionali e permanenti

3) Variante all’articolo 29 delle NTA del PRG. Recepimento del Regolamento per la realizzazione di dehors stagionali e permanenti.

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4) Piano Particolareggiato di parte della zona di completamento residenziale “BC13A” in località Caramagna – Baccan in variante connessa al PRG. Soggetto attuatore: Sardo Giorgio. Adozione ai sensi dell’art. 4 L.R. n. 24/87.

5) Variante parziale al vigente PRG relativa a un’area in località Prino classificata come zona FC litorale.

6) Interrogazioni (cons. Nattero e cons. Nattero + Dal Mut)

12 Febbraio 2012

Tempo, ritardo, commissioni e gettoni

Nella puntata precedente: in Consiglio si era discusso della mia proposta di mettere un limite di 15 minuti tra l’orario di convocazione delle commissioni e il loro effettivo inizio; dato che per iniziare c’è bisogno del numero legale, lo scopo dichiarato era quello di avere un tempo massimo in cui i presenti dovessero stare ad aspettare lorsignor ritardatari. Ad oggi il regolamento non prevede nessun limite, con l’ovvia conseguenza che spesso e volentieri si è aspettato delle mezz’ore costringendo consiglieri, segretari e non di rado anche invitati esterni a girarsi i pollici nell’attesa della loro venuta.

La maggioranza votò contro e bocciò la proposta, seppur con un PdL sostanzialmente diviso tra convinti permissivisti (non saprei come altro definirli) e decisi sostenitori della necessità di imporre una regola. In particolare su questa posizione si registra la cons. Angela Ardizzone, che ha spesso avanzato soluzioni ancora più estremiste delle mie, per così dire.

Siccome tra le motivazioni espresse in dichiarazione di voto dal cons. Mattioli spiccava la necessità di ‘parlarne in commissione’ (perché 15 minuti? magari 17? o magari 10? discuterne assieme! essere sicuri della regolarità della mozione!) non me lo sono lasciato chiedere due volte. All’indomani presentavo alla Presidenza questa formale richiesta di convocazione della commissione I “Affari istituzionale e organizzativi”:

[…] affinché il Consiglio Comunale sia assolutamente certo che tra le n. 20 (venti) parole che compongono il dispositivo de quo non si celino insidie tecnico-giuridiche che potrebbero pregiudicarne la regolarità, e che quindi la mozione possa successivamente essere riportata all’esame dell’Assemblea per essere nuovamente sottoposta al voto, il sottoscritto chiede che prima della prossima seduta del C.C. venga convocata la Commissione I Affari Istituzionali per procedere ad un attento e minuzioso esame di tutti i molteplici aspetti coinvolti.

Sarà ovviamente facoltà del Presidente della Commissione, al fine di coadiuvare i Commissari nel loro delicato lavoro, invitare a presenziare eventuali consulenti esterni come – a titolo esemplificativo – consulenti legali e/o membri della FICR (Federazione Italiana Cronometristi).

E qualche giorno fa la Commissione si è finalmente riunita, senza cronometristi né esperti di altro genere, ma alla presenza – quella sì – delle due fazioni di cui sopra ad animare un dibattito del tutto trasversale e in alcuni momenti surreale. Qualcuno ha sostenuto senza remore la causa del “15 minuti sono troppo pochi” come se abitassimo a Manhattan e sai, magari c’è folla nella metro. Variante: ok ai 15 minuti ma la minoranza dev’essere obbligata a garantire il numero legale anche se noi non ci siamo (!!). Per inciso: in certi casi il numero legale lo abbiamo permesso proprio noi, per responsabilità, altrimenti sarebbe saltata la commissione e di conseguenza anche la discussione in consiglio, con i problemi derivanti dal mancato rispetto di perentorie scadenze di legge eccetera.

In molti – e a ragione – hanno sostenuto che si tratta anche e soprattutto di una questione di educazione. E allora qualcun’altro ha filosofeggiato sul fatto che non è propriamente maleducazione perché le convocazioni non sono frutto di un accordo bilaterale (“ci si vede lì a quell’ora?” “sì, ci sarò”) bensì di un’imposizione! Per cui si ha il diritto di non poterci essere. E ancora, di contro, è stato detto che il diritto al ritardo non può prevalere sul diritto di essere puntuale e iniziare la riunione entro un limite ragionevole di tempo. E che il mio tempo vale come il tuo, e di qui, e di là.

Alla fine della fiera il risultato di cotanto brainstorming è il seguente: su richiesta di un qualsiasi membro, il segretario effettua l’appello. Se non c’è il numero legale si attendono al massimo altri 20 minuti; allo scadere, o ci siamo e si inizia, oppure ce ne andremo tutti a casa. Ma non è finita qua: come incentivo alla puntualità, chiunque arriverà dopo questi fatidici 20 minuti (perciò a riunione iniziata) non prenderà il gettone di presenza.

Questa modifica al regolamento sarà discussa in uno dei 3 consigli comunali che sono programmati questo mese, sotto forma di emendamento ad un’altra pratica che introduce modifiche al regolamento. Si tratta sempre di una mia proposta, quella sull’utilizzo della posta elettronica. Era già passata in consiglio (approvata) come mozione ma ho scoperto che non basta; è dovuta passare in Giunta (approvata anche lì) per tornare in consiglio come delibera.

Affari istituzionale e organizzativi

8 Febbraio 2012

Copriti bene che fa freddo

Comunicato stampa sul “Piano del Comune per l’eventuale maltempo nel week end”:

L’Ufficio Tecnico dell’Ente rivolge invito alla popolazione affinché vengano adottate le misure cautelari del caso. Nello specifico sarà necessario verificare l’idoneità alla circolazione delle autovetture […].

Si consiglia, infine, di indossare un abbigliamento pertinente (calzature adatte in considerazione di un prevedibile calo termico e in relazione alla possibile formazione di ghiaccio ).

3 Febbraio 2012

Sciolto (anche) il Consiglio di Ventimiglia

Il comunicato stampa della PD provinciale a seguito della notizia dello scioglimento del consiglio comunale di Ventimiglia per sospette infiltrazioni mafiose:

Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Ventimiglia per infiltrazioni della criminalità organizzata, disposto questa mattina dal Consiglio dei Ministri, è una conferma evidente dell’allarmante livello di penetrazione dell’illegalità in quel comune e più in generale nel tessuto socio-economico del Ponente Ligure, che giunge dopo lo scioglimento, confermato ieri dal Tar del comune di Bordighera.

Come Partito Democratico, a tutti i livelli, abbiamo da tempo sostenuto la necessità e l’urgenza di un segnale forte da parte delle Istituzioni, contemporaneamente impegnandoci con convinzione a contrastare l’omertà sulla quale prosperano le culture mafiose. In particolare per Ventimiglia lo abbiamo fatto anche denunciando l’arroganza del Sindaco e della sua Giunta, in ogni momento e su ogni pratica in Consiglio Comunale e pubblicamente.

L’amministrazione di Ventimiglia, si è contraddistinta in questi anni, per la creazione di scatole cinesi amministrative, che avevano come unico obiettivo, di ridurre le legittime funzioni di controllo del consiglio comunale e degli altri organi preposti.

Non possiamo peraltro dimenticare, le responsabilità politiche delle forze che hanno sostenuto fino alla fine il Sindaco Scullino, che si era dimesso a luglio del 2010 con l’inizio dell’indagine della commissione di inchiesta e che ha ritirato le dimissioni sostenuto in particolare dalla Lega nord e dal commissario politico Sonia Viale ex sottosegretario, vicina all’ex Ministro Maroni che poco tempo prima aveva firmato lo scioglimento del Comune di Bordighera.

Il PD, dopo lo scioglimento del Comune di Bordighera ha continuato e continua a sostenere l’azione delle Forze dell’ordine e delle Associazioni impegnate in prima linea nella lotta alle “associazioni mafiose”, anche nei confronti di chi ha applicato il “metodo mafioso” nel gestire la cosa pubblica.

Il PD auspica che le forze del centro destra che dopo lo scioglimento del Comune di Bordighera hanno tenuto un atteggiamento prudenziale e a volte negazionista, oggi senza se e senza ma denuncino la loro distanza politica dai fenomeni in atto sul nostro territorio, certificati peraltro da centinaia di pagine di atti della Commissione Nazionale Antimafia e delle Istituzioni preposte al controllo del fenomeno mafioso.

3 Febbraio 2012

Mozione: 18 anni in Comune

“18 anni in Comune” è un’iniziativa realizzata da ANCI in collaborazione con Save the Children e rete G2 – Seconde Generazioni, nata in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e volta a promuovere il riconoscimento della cittadinanza alle seconde e terze generazioni degli immigrati in Italia. La legge italiana, infatti, non riconosce automaticamente la cittadinanza a chi nasce in Italia se i genitori non sono a loro volta cittadini italiani. Per acquisirla è necessario presentare un’apposita dichiarazione entro il compimento dei 19 anni di età, attraverso la quale si dichiara di esser nato in Italia da cittadini stranieri o di essere stato residente in Italia senza interruzioni fino al compimento dei 18 anni.

“18 anni in Comune” è nata dalla consapevolezza che molti di questi ragazzi, così come le loro famiglie, non conoscono la normativa che regola la cittadinanza e l’impatto che questa ha sulla loro vita in termini lavorativi e di diritti civili.

Con la mia proposta chiedo che anche il Comune di Imperia, così come già oltre 200 amministrazioni in tutta Italia, si impegni a inviare ogni anno una lettera a tutti i neo-maggiorenni in possesso dei requisiti per informarli del loro diritto ad acquisire la cittadinanza, fornendo loro le informazioni, le modalità e i recapiti utili a cogliere in tempo questa opportunità tra cui l’apposita e utile guida stilata dai promotori stessi.

Secondo i dati ISTAT, l’iniziativa coinvolge in Italia quasi 15.000 ragazzi che nel 2012 diventeranno maggiorenni; nel territorio del Comune di Imperia, dove ogni anno nascono circa 300 bambini di cui oltre un terzo da genitori stranieri, i residenti di 17 anni sono attualmente una sessantina (fonte).

[Qui la mozione in Pdf]

31 Gennaio 2012

No news, bad news

Dopo che Il Secolo XIX di ieri ha riportato la notizia della “esternalizzazione dell’esternalizzazione” delle mense, compreso il mio interrogativo “che succede da aprile a giugno?” mi aspettavo di leggere qualche infastidita risposta da parte del Sindaco o dell’Assessore. Invece niente, oggi non c’è traccia di repliche o commenti. E questo mi fa supporre che soluzioni, almeno per ora, non ce ne siano.

30 Gennaio 2012

Il salto del pasto

L’annunciata esternalizzazione del servizio mense è partita con l’esternalizzazione del bando: in pratica è un’esternalizzazione dell’esternalizzazione. Il Comune, ammettendo di non essere capace di gestire il bando da sé, ha deciso di rivolgersi a un consulente esterno che dovrà compiere le attività “prodromiche” e cioè, in poche parole, confezionare la gara d’appalto con cui si affiderà la refezione scolastica che fino a oggi è stata gestita dalla SERIS.

Può sembrare inusuale che ci si metta nelle mani di un dirigente del Comune di Casale Monferrato [qui la determina, qui il suo CV] per individuare dove/come/a che prezzo verranno serviti i pasti nelle mense di Imperia (non si parla della costruzione di una centrale nucleare, per intenderci). Ai più maliziosi non sfuggirà che si tratta di un politico (area PdL) già candidato Sindaco a Saluggia (VC) nel 2007, non eletto, che tra pochi mesi ci proverà per la seconda volta. Ma a ben pensarci forse è la strada migliore: se questo è l’unico modo per scongiurare il rischio che le mense finiscano come le spiagge libere attrezzate, ben venga. Anzi, proporrei che si appaltino anche altri settori della pubblica amministrazione imperiese. Ci saranno pure, da qualche parte: un esperto di arredo urbano da ingaggiare, un genio della portualità da noleggiare, un fuoriclasse dei lavori pubblici da assoldare. AAA cercasi.

Il punto comunque è un altro. Dal 31 marzo la SERIS finirà improrogabilmente di occuparsi delle mense scolastiche. Per quella data non solo non avremo il vincitore dell’appalto, ma anzi il bando stesso presumibilmente non sarà stato ancora pubblicato. A occhio è croce rimarrà un “buco” di tre mesi, cioè fino alla fine dell’anno scolastico, in cui non mi è ben chiaro dove/come/a che prezzo funzioneranno queste mense. Si inizierà il primo aprile, e lo scherzo non sarà un pesce, ma un piatto vuoto.

Può essere (ma non ho ancora trovato riscontri ufficiali) che sia stato noleggiato un qualche esperto nutrizionista (magari il dirigente all’Ufficio Diete del Comune di Villastellone, per fare un esempio) e che sia stato individuato un nuovo tipo di dieta per i giovani bimbi imperiesi: il salto del pasto. Un salto lungo pressappoco tre mesi.