il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

8 Aprile 2009

Ultime migrazioni consiliari

Oggi durante l’ultima riunione del Consiglio Comunale di Imperia il sindaco Sappa dopo 10 anni darà il definitivo addio, dopo di ché il Consiglio verrà sciolto in vista delle elezioni.

C’è stato ancora spazio per qualche assestamento:

Da La Stampa di oggi:

Il consigliere comunale Gaetanino Maienza eletto nelle file di An, che già nelle settimane scorse aveva deciso di abbandonare il partito di Fini collocandosi nel gruppo misto del Consiglio, da ieri ha annunciato che aderirà all’Udc di Casini. Maienza, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, appoggerà il candidato sindaco Fabrizio Gramondo. E’ il secondo consigliere dell’ex An a decidere di aderire, in futuro, all’Udc. Il primo era stato Lucio Basini che ha abbandonato il partito perchè in disaccordo con l’adesione al Popolo delle Libertà. «E’ il mio stesso pensiero – afferma Maienza
– Non sono d’accordo con la fusione del mio ex partito con Forza Italia. La componente di An rischia di perdere per sempre la sua identità»

La componente di An, quindi “più a destra” del PDL, crede di poter mantenere la propria identità in un partito di centro?

Ci sta che qualcuno non si sia trovato d’accordo con la confluenza nel PDL, come all’epoca accadde con il neonato PD, e capisco anche che a destra in effetti non siano rimaste alternative valide (e aggiungerei: fortunatamente). Tuttavia non vedo la consequenzialità dell’inserirsi nell’UDC. E’ come se – ai tempi – chi proveniva dai DS e voleva rimanere fuori dal PD invece di starsene più a sinistra se ne fosse andato a pascolare nei prati dei Radicali (o chessò, dell’Italia dei Valori o dell’Udeur) giusto per rimanere su un treno in corsa.

Non me ne vogliano gli interessati, ma l’impressione è un po’ quella che sia l’unica soluzione “conveniente”.

7 Aprile 2009

Bidoni pre-elettorali d.o.c.

Nuovi bidoni dell’immondizia sono stati posizionati in alcune vie della città (la mia foto è stata scattata in via Pirinoli).

Qualcuno, con un abile gioco di parole e una discreta tecnica pittorica, ne ha rimarcato l’origine e la reale destinazione d’uso.

Aggiornamento: un informatore segreto (…) mi ha fatto sapere che la scritta sui bidoni c’è da un paio d’anni.

6 Aprile 2009

Futuro incerto per i pescherecci di Imperia

Nel 2007 la Regione decise di intervenire per rilanciare la pesca imperiese, stanziando un milione e mezzo di euro per una serie di interventi. Il Comune avrebbe dovuto metterci un altro mezzo milione e poi far partire i lavori, che dovrebbero prevedere un rifacimento sostanziale della base del molo corto, compreso un mercato del pesce. Si tratta del maggior investimento dell’ultimo decennio a favore dell’occupazione e dello sviluppo economico, a favore di un settore che ha visto negli ultimi tempi svariati momenti di crisi e che per la sua tipicità va salvaguardato.

Da allora il Comune non ha ancora presentato il progetto a cui dovrebbe seguire l’appalto, e c’è il reale rischio che il contributo vada perso, come diceva qualche giorno fa l’assessore regionale Cassini.

Il vero problema è che sembra che l’intenzione sia quella di trasformare anche il porto di Oneglia in aprodo turistico, eliminando o comunque riducendo le attività legate alla pesca. In seguito al progressivo incremento della presenza di maxi yacht, la Regione ipotizzò di revocarne la gestione affidata appunto al Comune dal ’95, ipotesi ancora attuale vista la situazione.

Oggi pomeriggio a Oneglia Cassini e il Presidente Burlando hanno avuto un incontro con i pescatori e le relative associazioni di categoria, per fare il punto della situazione. I lavoratori si sentono presi per sfinimento. Già sono stati ridimensionati in quella che risulta essere è la parte peggiore della banchina per far posto agli yacht, senza tra l’altro poter usare la nuova diga foranea costruita da poco, e nel frattempo aspettano che la situazione si smuova per trovare un po’ di nuovo ossigeno.

E’ importante che l’amministrazione prenda una posizione chiara e alla svelta, senza tergiversare ulteriormente. Stando a Burlando, l’ultimo contatto con l’assessore Lanteri risale a due settimane fa e nonostante le assicurazioni a Genova non è ancora arrivato nulla. E’ un’occasione troppo importante per lasciarsela scappare, vuoi per i posti di lavoro in gioco (circa 80 famiglie), vuoi perché a Imperia deve continuare ad esserci anche un grande porto peschereccio.

5 Aprile 2009

Proposta per Parco De André

Su La Stampa di oggi si parla della mia proposta di intitolare il parco di Imperia a Fabrizio De André.

Dieci anni or sono Faber, universalmente riconosciuto come uno dei maggiori cantautori e poeti italiani, se ne andava; ed è in seguito alle varie celebrazioni che mi è venuto in mente che anche Imperia avrebbe potuto rendere omaggio al grande artista nostro conterraneo, dando il suo nome ad una qualche parte della città.

In un attimo, chiedendomi quale sarebbe potuta essere l’ubicazione adatta, mi sono reso conto che una delle aree più vaste e nuove di Imperia viene chiamata sin dalla fase progettuale “Parco urbano”. Appellativo discretamente anonimo e cacofonico (ne avevo già parlato qui). Al massimo sembra dedicato ad un Papa.

Piuttosto che “Parco urbano” sarebbe molto meglio un semplice “parco”, ma ancor meglio suonerebbe “Parco De André”. Inutile dire che importa poco se De André non è imperiese: la sua figura rappresenta a meraviglia la Liguria, il nostro territorio, il nostro mare, la nostra cultura. E l’attaccamento degli Imperiesi verso la figura e la musica di De André non possono essere messi in discussione: nemmeno due mesi fa al teatro Cavour si è tenuta una serata-tributo con i Born To Drink che ha riscosso un gran successo di pubblico.

Così, per rendermene conto di persona ed avere la conferma che si trattasse veramente di un’idea buona e condivisa, ho cominciato una raccolta firme. Senza pubblicità, tramite il solo passaparola, ne sono state raccolte ad oggi più di 400: studenti, lavoratori, pensionati, simpatizzanti di destra e simpatizzanti di sinistra. Prima di cominciare ho anche interpellato per scrupolo la Fondazione De André che ha risposto con un parere ovviamente positivo; sul loro sito tra l’altro è possibile vedere l’elenco di tutto ciò che è stato intitolato a Fabrizio.

Il passo successivo, qualche giorno fa, è stato quello di creare un apposito gruppo su Facebook, dove le adesioni, velocissime per la natura stessa del mezzo, in questo momento stanno già per arrivare a 1000.

Intanto la raccolta firme continua, il modulo può essere scaricato qui (fatemeli avere una volta riempiti!) oppure è possibile sottoscrivere direttamente la richiesta presso il pub Winston Churcill.

1 Aprile 2009

Energia eolica

E’ un po’ che ne voglio parlare, perché recentemente le ho viste svettare dal colle San Bernardo; mi riferisco alle pale eoliche che si scorgono per un breve tratto della Statale 28 poco prima di entrare a Garessio in direzione Nava.

Lo spunto me lo fornise un articolo su La Stampa di ieri, che dice:

Anche Ormea avrà il suo parco eolico per la produzione di energia pulita. La notizia, «concreta, anche se l’iter autorizzativo deve ancora iniziare», è stata annunciata dal sindaco Massimo Seno l’altra sera, in una riunione pubblica in cui si è presentato anche il bilancio. A qualche chilometro in linea d’aria dal sito già operativo sul colle San Bernardo di Garessio, dovrebbero sorgere 10-15 nuovi impianti. Imponenti torri dotate di pale per lo sfruttamento della forza del vento. Per i «mulini» di Ormea è stato scelto il colle San Bartolomeo, a 1400 metri di quota, sulla dorsale che divide l’alta valle Tanaro dalla val Pennavaire (provincia di Savona). Una zona frequentata dagli escursionisti, tra il monte Galero e Armetta.

Personalmente ho un’opinione molto radicale in merito. Se vogliamo continuare a prenderci in giro, e creare i problemi invece di risolverli, possiamo puntare sul nucleare e incrociare le dita. Altrimenti possiamo prendere atto che le fonti rinnovabili sono l’unica soluzione che ci possa garantire un futuro più tranquillo dal punto di vista ecologico, energetico ed economico. La richiesta cresce, il prezzo del petrolio aumenta, le riserve si esauriranno, e bisogna venirne fuori.

La “radicalità” della mia posizione non sta tanto in questo, ma piuttosto nel fatto che io le metterei pressoché ovunque. Sul monte Faudo, per esempio. Già me le immagino, una dozzina di torri, che giorno e notte macinano energia mosse dal vento che lambisce la nostra costa.

Qualche esteta storcerà il naso interpretando quei “mostri rotanti” come una deturpazione del paesaggio. A me invece hanno sempre fatto l’effetto opposto, sin dalla prima volta che le ho viste da vicino; erano sia per terra sia in mezzo al mare, in territorio olandese. Mi hanno dato l’ìdea di strumenti che lavorano da soli e senza sosta per noi, in maniera silenziosa e proficua. Gira che ti rigira, ecco l’energia che fa illuminare le strade, accendere i computer, funzionare le industrie. Guardando questi enormi mulini non vedo scempi paesaggistici, ma solo una maniera furba che una società progredita ha trovato per sfruttare ciò che la natura mette a disposizione.

Quello del Faudo è solo un esempio, non saprei nemmeno dire se tecnicamente abbia un senso. Ma so che se in futuro dovessi vedere la cresta delle nostre montagne costellata di pale eoliche, non mi dispiacerà per niente.

(foto per gentile concessione Progettazione Impianti Elettrici)

31 Marzo 2009

Velisti per Caso, Equi per Scelta

Giovedì 2 aprile arriverà ad Imperia Adriatica, la barca dei Velisti per Caso che abbiamo conosciuto in tv seguendo i viaggi della coppia di viaggiatori per eccellenza: Patrizio Roversi e Syusy Blady.

Il “tour” di Adriatica sulla costa ligure ha finalità specifiche: si parla del commercio equo e solidale, di libero mercato, di globalizzazione, di filiera, di cooperazione, di economia.

Scrive Roversi sul sito di Velisti per Caso:

Seguendo l’intero percorso del mercato equosolidale abbiamo capito che un’economia diversa è possibile. Non si tratta di tornare agli schemi del socialismo reale, anzi: siamo nel pieno del Mercato con la “m” maiuscola, ma è anche un mercato controllato e controllabile. Siamo insomma nel futuro, visto come è finito il mercato incontrollato e incontrollabile.
C’è poi tutta una branca, parallela, che è quella del microcredito: accanto al percorso di Altromercato, abbiamo realizzato un percorso anche con Banca Etica Etimos, in particolare in Ecuador. Le due cose vanno a braccetto, sono praticamente la stessa cosa.
Questo giro che farà Adriatica in Liguria presso le botteghe equosolidali vorrebbe diventare un modo per divulgare questo tipo di esperienze: tant’è che stiamo preparando una serie di “pillole”, brevi estratti video del nostro viaggio, da mostrare in queste botteghe e a bordo di Adriatica, che idealmente completerà la sua circumnavigazione dell’America del Sud con una navigazione nei porti e nelle botteghe equosolidali della Liguria.

Programma:

Alle 17 ci sarà l’arrivo di Adriatica, la barca di Velisti per Caso, in Calata Cuneo a Oneglia.
Dal mare arriverà Patrizio Roversi che alle 17.30, presso il circolo ARCI Antica Compagnia Portuale ci racconterà dei progetti di commercio equo incontrati nei suoi viaggi.
Alle 19,30 ci sposteremo al Centro Sociale la Talpa e l’Orologio, per assaggiare il Cous-Cous palestinese che Adriatica ci avrà portato, ma se non prenotate non mangiate…

Dalla barca scenderà anche Shadi Mahmoud, che alle 21 ci racconterà dei progetti di PARC dove viene prodotto il cous-cous. Insieme a lui ci sarà anche Rawash Khalid medico del gruppo “Mente e Guerra”, che ci illustrerà, con i suoi colleghi, l’esperienza appena conclusa nella Striscia di Gaza. L’incasso della serata sarà devoluto alle attività del progetto “Mente e guerra”.

Già che ci siamo voglio riportare le informazioni che riguardano le due botteghe equosolidali di Imperia gestite dall’Ass. Garabombo l’invisibile, il cui costante impegno in un mare di iniziative è degno di nota:

Bottega Imperia Oneglia, Piazza Doria 2
lun-sab 9.30-12.30 16.30-19.30, chiuso lunedi mattina, tel 0183739996

Bottega Imperia Porto Maurizio, Viale Matteotti 23
lun-sab 10.00-13.00 16.30-19.30, chiuso mercoledi mattina, tel 3498867916

30 Marzo 2009

L'intervista

Voglio riportare anche qui, a futura memoria, la mia intervista su SanremoNews.

Imperia: intervista ad un giovane del PD, Giorgio Montanari

Giorgio Montanari, membro del direttivo del circolo di Oneglia del PD, imperiese di 27 anni. Sin dai tempi della scuola si era impegnato in politica: prima nei DS/Sinistra Giovanile, attualmente nel Partito Democratico. Oltre a fare politica lavora nel mondo del web e per hobby fa il DJ. Lo abbiamo intervistato per conoscere il suo pensiero sulle questioni di rilievo ad Imperia.

Montanari, cosa spinge un giovane a voler entrare attivamente nella vita politica di Imperia?

Principalmente l’attaccamento a Imperia stessa. Credo che senza un forte amore per la propria città sia difficile trovare le motivazioni per tentare in prima persona di migliorarla. Nei giovani c’è più predisposizione ad apprendere, maggiore comunicatività, la voglia di mettersi alla prova: è utile che queste qualità siano messe al servizio della collettività anche attraverso la politica. Continua a leggere →

27 Marzo 2009

Via al televoto

Mantenere saldi princìpi e tradizione, rinnovando al contempo il linguaggio e gli aspetti legati alle forme di comunicazione, non è certo cosa facile. La necessità di aggiornarsi e di trovare nuovi “target” cui rivolgersi può però portare a questo:

Si può votare via fax, via emai e su Facebook, senza dimenticarsi di spiegare il perché della preferenza. Nella home page di Famiglia Cristiana compaiono a rotazione le immagini di chi è in “nomination”. E’ anche chiaramente specificato che Gesù e Maria non possono essere votati: godono evidentemente della stessa immunità che al Grande Fratello viene concessa al “leader”.

Il tutto, inutile negarlo, ricorda un po’ troppo il “Chi vuoi eliminare?” televisivo a cui ci siamo abituati. Sarà pure fatto per invogliare la lettura di nuovo e vecchio Testamento, ma bisogna anche dire che scegliere “il più simpatico” tra i personaggi biblici conosciuti esclusivamente tramite parabole a me pare inconcepibile.