il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

9 Aprile 2010

Intrecci

Le dichiarazioni del coordinatore del PdL Ambesi (che a quanto pare sono state “rubate” da un cronista infiltrato) stanno scatenando un putiferio. Mentre i toccati sul vivo gli rispondono per le rime, dai “suoi” – perché li ha nominati lui stesso a novembre – coordinatori territoriali arrivano parole di elogio e di stima (Sanremo, Ventimiglia, Arma, Ospedaletti, Diano, etc…)

Il ventimigliese Bistolfi dice di lui che opera “senza nessun tipo di ritorno personale e mettendosi a servizio dei ‘politici’ della nostra provincia”. E’ senz’altro vero, e in particolare al servizio del Ministro Scajola. Oltre a fungere (vox populi) da bocca e da orecchie del Ministro nella nostra provincia, e ad essere appunto il coordinatore provinciale del PdL, Ambesi è anche Presidente del C.d.a. della S.P.U.I., che è la società che gestisce il Polo Universitario Imperiese. Del fatto che la moglie di Scajola sia vicepresidente di un master della facoltà di economia e dei numerosi legami tra famiglia, master e finanziamenti, ne parlava Marco Preve in un articolo dell’Espresso:

Quando si dice un ‘master di famiglia’. Capita a Imperia, nella sede distaccata della facoltà di Economia. Titolo: Sviluppo locale e turismo, Mare Mediterraneo, Ambiente, Cultura. La vicepresidente insegna Storia dell’Arte in una scuola media superiore, e si chiama Maria Verda in Scajola.

Il master, per partire doveva avere minimo 15 studenti e massimo 30. Ne ha 26. Ben 18 però hanno la quota d’iscrizione (2.697,62 euro) quasi interamente coperta da borse di studio. Di queste, 15 arrivano da Promuovitalia, braccio operativo del ministero dello Sviluppo economico, proprio come Invitalia, ex Sviluppo Italia che di borse ne paga altre due.

Il ministro in questione è Claudio Scajola, marito della professoressa. L’ultima borsa la offre l’Isnart, società di Unioncamere dove siede Maurizio Scajola, un cognato. E poi ci sono 50 mila euro di finanziamento dalla Fondazione Carige. Il vicepresidente del Gruppo Carige è il terzo fratello Scajola, Alessandro. La titolare del master, Paola Massa, è moglie dell’ex preside di Giurisprudenza Vito Piergiovanni che nel 2001 laureò l’onorevole studente Claudio Scajola. Il preside di Economia Pier Maria Ferrando riconosce l’importanza dei contributi, “così si incentivano a partecipare brillanti neolaureati con l’obiettivo di qualificare il settore turistico”.

L’Espresso – 4 dicembre 2009

9 Aprile 2010

I panni sporchi

Nell’immediato post-elezioni fatto di ringraziamenti, considerazioni, analisi e valutazioni, il segretario provinciale del mio partito Giancarlo Manti aveva espresso alcune opinioni sull’esito del voto. Parlava del fatto che Giordano ha perso ma non nel peggiore dei modi; del fatto che occorre costruire un’alternativa di governo dalle nostre parti; del fatto che l’UdC – nostra alleata di maggioranza in regione – alle provinciali ha ottenuto un buon risultato e si potrebbe puntare ad una convergenza programmatica. E poi dedicava un pensiero speciale a Marco Bertaina:

[…] altre liste, basate su personalismi, che si sono presentate per la corsa in Provincia con persone provenienti da storie completamente difformi, non sono state premiate dall’elettorato, a conferma che esiste un quadro bipolare in cui si muovono le forze politiche.

Manti si era voluto togliere un sassolino dalla scarpa, è evidente, e tutto sommato l’ha fatto in maniera soft. La sua è una valutazione politica, ardua da confutare e confermata dai fatti. Per chi ha seguito un po’ le vicende nostrane, non è altro che la prosecuzione di una lunga serie di battibecchi tra lui e l’ex sindaco di Camporosso. Solo una parte – fortunatamente minoritaria – è pubblica (alcuni assaggini qui, qui e qui) mentre c’è dell’altro che è rimasto nei corridoi (e nelle email) del PD.

Non la pensa com me Giuseppe Famà, membro della Direzione provinciale del partito, che si è affrettato a rispondere a Manti sostenendo in particolare:

– che è anche grazie al quasi 3% di Bertaina che Sappa è rimasto sotto il 60%
– che è anche grazie al contributo di Bertaina che lo stesso Manti è stato eletto Consigliere Regionale (Manti era nel listino del Presidente e solo in caso di vittoria di Burlando sarebbe salito, n.d.r.)

Motivato – e a tratti un po’ rincuorato – dal fatto che non solo nel PD c’è l’usanza di lavare in pubblico i panni sporchi (ma questo argomento lo rimando a dopo) mi vengono da fare un po’ di commenti. Li posso classificare  in due categorie distinte: la prima è circoscritta ai contenuti, mentre l’altra è riferita all’opportunità di mettere in piazza polemiche di questo genere. Perchè nonostante ci sian voluti mesi e mesi per ammetterlo, mi pare finalmente assodato e condiviso che una delle principali cause del mancato decollo del PD sia stata una palese litigiosità nazionale, incessante e deleteria. E qui in periferia sembra invece che ancora non l’abbiamo capito. La posizione che Manti ricopre gli conferisce tutto il diritto di fare un’analisi elettorale ed esprimerla a nome del PD, e l’ha fatto con toni tutt’altro che sprezzanti, come dicevo più su.

Passando ai contenuti, innanzitutto voglio tranquillizzare Famà: è già in progetto l’installazione (in bella vista nell’atrio della sede provinciale di via S. Giovanni) di un busto bronzeo raffigurante Bertaina, così gli verrà reso l’adeguato ringraziamento che a quanto pare merita.

Battute a parte, sulla questione del 60%: Famà dà per scontato che quel 3% sia stato tolto a Sappa. Ma qualcosa non torna: Bertaina è un (apprezzato) politico di sinistra che si è professato fino all’ultimo “iscritto al PD” – addirittura firmando così alcuni suoi comunicati recenti. Com’è, come non è, si è candidato con una lista sua; e magicamente i voti che ha preso, ora provengono dal centrodestra? Dov’è scritto? Mistero.

Il secondo mistero è quale sia stato il fantomatico contributo diretto o indiretto di Bertaina all’elezione di Burlando, dato che la “lista collegata” (ma che vuol dire poi?) denominata “Alleanza democratica/pensionati” che cità Famà ha portato a casa un altamente prescindibile 0,76%.

C’è poi un altro elemento discretamente fumoso, e cioè il concetto di “rispetto politico” che Famà dice di non scorgere nelle parole di Manti. Lascia sottintendere che non fare ponti d’oro a chi si è posto come un avversario del PD e della coalizione intera e anziché stare alle regole apportando un contributo al coro ha preferito fare il cantante solista, sia “politicamente irrispettoso”. Io piuttosto la chiamerei coerenza. Comunque sia, ho detto di bronzo, il busto? Ma no, facciamolo d’oro, dài!

Passando infine alle grane in casa altrui, è da mettere a verbale che al congresso del PdL (pardon, i loro si chiamano “stati generali”) il coordinatore provinciale Ambesi ha avuto una parola buona per tutti. Della Lega sembra che abba detto che non ha politici di valore, e quelli si sono arrabbiati. Ha definito l’UdC “come la peggior sinistra”, e quelli si sono arrabbiati. Infine ha tirato le orecchie al capogruppo consiliare del suo stesso partito, rimproverandogli di aver espresso un’opinione nettamente contraria (e già solo per questo condivisibile) alla boutade pre-elettorale di Gagliano sulla chiusura delle moschee di cui già parlai. E anche Fossati, manco a dirlo, si è arrabbiato.

6 Aprile 2010

Il capannone è regolare?

Il Pubblico Ministero ha richiesto l’archiviazione per il caso dell’ormai famoso capannone da cui l’estate scorsa era nato Abusivissima, evento di sensibilizzazione sulla cementificazione e sugli abusi edilizi. In sostanza da quanto si legge sulla stampa sembra che l’abuso possa essere escluso in quanto, nonostante la forma finale risulti differente, la volumetria totale non è cresciuta. I due colleghi consiglieri PD Verda e Zagarella, dai quali partì l’esposto sulla sospetta irregolarità dell’edificio, dicono su questi ultimi sviluppi:

La notizia di richiesta di archiviazione da parte del magistrato inquirente circa la costruzione in difformità rispetto ai titoli autorizzativi del capannone sul Porto di Imperia ci lascia sicuramente perplessi.

La costruzione è, per stessa ammissione del progettista (a mezzo stampa), difforme rispetto a quanto autorizzato e conforme rispetto ad una variante che a tutt’oggi, per la parte relativa al capannone, non è stata formalmente approvata dalla competente Conferenza dei Servizi (non a caso è stata determinata una “sanzione ambientale” a fronte di una “istanza di compatibilità paesaggistica” presentata dallo stesso progettista).

Poco importa che allo stato attuale solo 2/3 del volume risultino realizzati. Dalle documentazioni depositate agli atti risulta chiaramente non solo che l’altezza del capannone non diminuisce rispetto al progetto approvato, ma il volume finale del capannone (una volta costruito per intero) verrà aumentato sensibilmente come attestato dalla stessa Commissione Edilizia Integrata del Comune di Imperia.

E questo al di là delle dichiarazioni dei legali, non corrette, secondo le quali l’altezza dell’edificio sarebbe diminuita, laddove l’altezza di gronda (parametro urbanisticamente rilevante) è aumentato di circa 3 metri.

Certo è che qualora, lette le motivazioni del provvedimento, si confermino i criteri illustrati a mezzo stampa per dirimere la questione, questo costituirà senza ombra di dubbio un importante precedente a sostegno di coloro che ritengano i parametri urbanistici e le norme tecniche di attuazione dei piani passibili di interpretazioni soggettive e modifiche.

Se tutto sarà confermato allora i nostri colleghi sappiano:

– sembrerebbe possibile sanare abusi e difformità gravi su suolo demaniale;
– su demanio, nonostante quanto espressamente previsto dal Codice della Navigazione all’Art. 47, e dalla Legge dicembre 2006 n. 296 e dalla Legge Regionale 13/1999 come modificata ed integrata dalla Legge Regionale 22/2008, le gravi violazioni urbanistico edilizie e paesaggistico ambientali a quanto pare non comporteranno più sanzioni, tanto meno la prevista revoca delle concessioni demaniali; (Stralcio da L.R.13/99 in combinato disposto con L.R.22/2008: Art. 11 quinquies. (Violazioni urbanistico-edilizie e paesistico-ambientali) (22)[…]
– sembrerebbe possibile la procedura di S.U.A. “in sanatoria”.

Restiamo in attesa di conoscere gli esiti definitivi della questione consci che qualunque essi siano questi costituiranno precedente non trascurabile per dirimere future questioni con la Soprintendenza della Regione Liguria e con tutte le altre su base nazionale, così come con l’Agenzia del Demanio e con gli altri Enti interessati.

Contestualmente restiamo in attesa di conoscere anche gli sviluppi circa l’evidente sforamento dei volumi massimi ammessi dal Piano Regolatore Portuale (il progetto in variante complessivamente vede volumetrie per 127.000 metri cubi a fronte di un massimo ammesso di 120.000), certi che verrà sicuramente trovata idonea e repentina soluzione, magari con qualche “decreto interpretativo” ad hoc.

Tutto quanto sopra detto, sia chiaro, il problema è e resta sempre lo stesso: se le regole esistano e per chi esistano. E che la cantieristica abbia bisogno di spazi idonei per lavorare è cosa che ci ha visto in prima linea, propositivi, durante l’intero iter di approvazione del progetto del Porto Turistico. Che poi i progetti vengano variati per meglio rispondere al contenimento della spese di realizzazione, a scapito dell’impatto su una città è tutta un’altra storia…

Imperia, 06.04.2010

Ing. Giuseppe Zagarella

Arch. Paolo Verda

Aggiornamento 1: dal PdL replicano con questo comunicato (nel consueto stile noi-dalla-parte-della-giustizia-e-del-progresso)

Aggiornamento 2: dal PD Verda e Zagarella mettono un po’ di puntini sulle i.

4 Aprile 2010

Da rifletterci su

Lette tra i commenti di un blog:

Ma se invece per una volta, pur senza perdere di vista l’inettitudine del PD, parlassimo degli italiani? Siamo sicuri che il candidato ideale, alla guida del partito con la politica, la tattica e la strategia migliore, che dicesse le cose giuste da dire, prenderebbe una marea di voti nell’Italia di oggi?

Questo è un Paese che ragiona (se la parola non è già eccessiva) al contrario. Infatti non c’è osservatore straniero che non resti basito. Forse per vincere il PD dovrebbe iniziare a mettere camorristi, mafiosi e puttane e magari farebbe riuscita. In un certo amarissimo senso, farsi dare torto da chi non ha ragione (l’elettorato) ha una sua nobile logica.

1 Aprile 2010

Brutto è dire poco

(Premessa: quello di cui vado a parlare in questo post è uscito già da qualche giorno sia sulle testate online sia sulla carta stampata – vedi ad esempio Riviera24 e il Secolo del 26 marzo. Lo dico perché, vista la data odierna, potrebbe sembrare un grosso pesce d’aprile, ma non lo è. Giuro.)

La notizia originaria era che che la Agnesi ha fatto photoshoppare una foto prima di utilizzarla sulla confezione di un certo tipo di pasta (la Gemma). Il “ritocco” non è di poco conto: è stato completamente cancellato il grattacielo che con orribile arroganza visiva si erge dietro il porto in quella che è l’inquadratura più frequente ed eccezionalmente bella del porto di Oneglia:

Il Secolo XIX citato nella premessa ha dedicato un’intera paginata alla vicenda, includendo vari particolari a cominciare dall’intervista ad Adolfo Ranise, il fotografo che ha materialmente eseguito la foto e la successiva cancellazione dello sgorbio. Dice: “ho agito su commissione, ma non mi è dispiaciuto per niente”. E come biasimarlo, aggiungo io! D’altronde nessuna azienda si sognerebbe di associare questo obbrobrioso grattacielo ad un proprio prodotto. E infatti l’Agnesi non è stata la prima: pare che anni fa anche un altro noto industriale imperiese abbia ordinato la stessa correzione.

Credo non possa esistere qualcuno sano di mente che difenda la bruttura di cui stiamo parlando. Il prof. Dolmetta dell’Ist. D’arte, intervistato, spiega:

“Non ha un nesso con l’architettura che si staglia tra i monti alle spalle del borgo in orizzontale e con profili bassi, e non ha un nesso soprattutto quella cima piatta, a solettone della torre. I terrazzi tutt’attorno il grattacielo, poi… Almeno in foto è possibile eliminare la bruttura”

E’ proprio così: almeno in foto si può rimediare a quello che quarant’anni fa degli scellerati hanno eretto noncuranti di rovinare per sempre un panorama naturalmente bello, probabilmente pensando di essere pure dei ganzi. Lo confermano le parole di Franco Lanteri, impresario che costruì l’edificio:

Non sarà un’opera di grande pregio architettonico, ma non sono affatto d’accordo con chi lo denigra così aspramente. […] È stata un’impresa realizzarlo e a quarantanni di distanza ha una struttura ancora perfetta.

E ci mancava che oltre ad esser brutto cadesse anche a pezzi! Diciamoglielo: è inutile perseverare nel cercare di convincerci che in fondo la “torre Doria” non è malaccio solo perché ancora non è venuta giù e perché rispecchia lo stile architettonico del tempo. Possibile che negli anni ’60 nessuno avesse gli occhi per accorgersi di cosa stava (e tuttora sta) attorno al grattacielo? Allora come oggi, chiunque poteva vedere chiaramente che i colori dominanti della città NON erano quelli che avrebbero rivestito il tozzo parallelepipede. Il palazzone di cui stiamo parlando è totalmente fuori contesto: come forma, come colori, come dimensioni, come tutto.

Ma nemmeno nel 2010 tutti sembrano avere una chiara percezione dell’ambiente: ad esempio Riccardo Guatelli – l’industriale che per primo agì di fotoritocco – propone di rivestire gli esterni di pannelli solari “come all’estero”. (E quali esterni? Le finestre? O i Muri? Facendolo diventare un grosso specchio??). Ma nemmeno fossimo a Manhattan! I pannelli solari andrebbero messi sempre e dovunque, ma magari non proprio sul grattacielo, che diventerebbe – se possibile – ancora più visibile, disturbante e deturpante.

Non ci siamo proprio: il grattacielo di Imperia è brutto, bruttissimo, e non bisogna essere Sgarbi per capirlo. Non è affatto il parto dello stile architettonico di tempi che furono. E’ la sintesi del cattivo gusto, e di chissà quale speculazione edil-politica di megalomani senza stile.

Però, dulcis in fundo, a cercare di metterci una toppa c’è il governo del fare del sindaco Strescino, che butta lì un concorso ad-hoc, per chi vuol proporre idee e soluzioni:

«Studenti e non, architetti o meno: che ci consegnino i progetti e le idee, anche quelle più semplici e che magari appaiono banali, per risolvere il problema d’impatto della torre Andrea Doria. Siamo pronti ad accettare ogni soluzione proposta e non ha importanza che lo facciano a mano, per posta o via email. Non poniamo alcun limite». Il sindaco Paolo Strescino cerca di stimolare fantasie e genialità, pur di trovare un suggerimento per il possibile restyling del grattacielo. «Lavoriamo già in collaborazione con gli studenti e i docenti del Politecnico di Torino. Anche a loro chiederemo di realizzare proposte. Le esamineremo e le esporremo al pubblico».

Molto molto bene, non mi par vero! Io ce l’ho un’idea! Prima ho dovuto scartatare quella della demolizione coatta (scontata) e quella dello spostamento a Sanremo (i matuziani non avrebbero gradito). Allora non rimane che agire di pennello, senza spendere troppo. Sono indeciso se mandare il progetto al Sindaco; non lo escludo. Questo è grossomodo come dovrebbe apparire dopo il restyling, giudicate voi:

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31 Marzo 2010

Analisi del voto

Alcuni pensieri a caldo: Burlando ce l’ha fatta e si riconferma Governatore della Liguria, pur con un lieve arretramento rispetto al 2005. Non sfugge che l’UdC si sia rivelata decisiva con il suo 3,93%. Il centrosinistra dovrebbe anche riflettere sul buon risultato delle liste a 5 stelle di Grillo. In Piemonte han fatto il 4,08%. Tra i 90 mila elettori ci sono anche quei nove mila che sarebbero serviti alla Bresso per vincere su Cota, e bisognerà pur chiedersi come sarebbe andata in Liguria se i grillini si fossero presentati.

Riguardo ai Consiglieri nella nostra provincia, per il PD passa Sergio Scibilia oltre a Giancarlo Manti che era nel listino; nel PdL Scajola fa il record di preferenze e Saso è riconfermato, mentre Giuliano viene bocciato. A proposito, se devo essere sincero non penso che i suoi elettori gli abbiano voluto far pagare la decisione di interrompere il mandato da Presidente provinciale per entrare in Regione (anche se a me sarebbe parso già un motivo più che sufficiente). E ammetto di non credere nemmeno che il capitombolo rappresenti un giudizio negativo sulla sua Amministrazione. Per carità, mi piacerebbe (vorrebbe dire che qualcuno si è accorto di come vanno le cose!) ma i fatti mi smentirebbero: e il calo del subentrato Sappa rispetto al Giuliano del 2006 è ampiamente giustificabile guardando cos’ha fatto l’UdC che stavolta ha corso da sola. Piuttosto direi che si è scontrato con delle corazzate che vuoi per il nome, vuoi per il curriculum, vuoi per la campagna elettorale faraonica, si sono portati via i due terzi di tutte le preferenze. Invece è da notare come la gara tra i quattro candidati del PD sia stata molto più equilibrata, con scarti di poche decine di voti.

PdL: Scajola 11.327, Saso 6.330, Giuliano 5.062, Barabino 2.045
PD: Scibilia 1.782, Bonello 1.704, Baldassarre 1.582, De Bonis 1.575

Questo vuol dire almeno due cose: che nel PD tutti erano degli ottimi candidati, ciascuno con le proprie peculiarità, e che nessuno ha mai tirato i remi in barca. A loro i miei sinceri complimenti.

In tutto il ponente si conferma comunque l’egemonia del centrodestra, che sbanca; in Provincia vengono eletti solo 5 consiglieri democratici. In questo caso la lista che ha portato via voti (ma fortunatamente non seggi) al PD è stata quella civica. Basta vedere come in alcune sezioni il totale di civica + PD (per la provincia) equivalga alla percentuale che la lista PD prende per le regionali. Una lista civica che va a pescare da un elettorato differente è comprensibile, ma una che saccheggia i voti del partito è inutile e dannosa; questo sembra che non lo abbiamo ancora capito.

Poi mi permetto di farmi gli affari altrui e dire il mio parere su quello che ha affermato Nicola Falciola (attuale Consigliere ed ex Assessore nel Comune di Imperia, nonché Assessore provinciale negli ultimi mesi prima del voto):

“Pazienza -sospira Falciola per 10 anni assessore ai servizi sociali nell’era Sappa – continuerò a fare il consigliere comunale a Imperia. Purtroppo c’è stata una dispersione di voti dovuta alle due liste presentate dal Pdl e molta confusione tra gli elettori tra i due simboli. Comunque è stata una scelta che non ha pagato perchè a Imperia il Pdl è andato indietro di 3 punti”. “Certo -conclude con amarezza Falciola – che dopo nove elezioni, nove campagne elettorali vittoriose essere sorteggiati…”

Se da una parte presumo che al suo posto penserei le stesse cose (e cioè che il sorteggione forse forse non è il metodo migliore per smistare i candidati nelle liste) dall’altra mi viene da pensare che un po’ d’alternanza non fa poi tanto male. Insomma, se il PD vieta ai suoi di svolgere il mandato più di due volte, è proprio per evitare che qualcuno possa rimanere nello stesso posto per nove turni. Il PdL s’è inventato la lotteria, ma lo scopo in parte coincide.

Riguardo al quadro nazionale complessivo, pare che abbiano vinto tutti. Non è vero, noi non l’abbiamo fatto, e non ci consola il fatto che anche il PdL arretri; l’incremento della Lega è un segnale negativo da non sottovalutare. Dico, però, che non sono d’accordo con chi parla di sconfitta dell’antiberlusconismo (di cui mi piace la definizione di Giglioli: “antiberlusconismo in realtà vuol dire semplicemente rifiuto etico e morale per un certo modo di fare politica: quello della commistione violenta con l’affarismo, dell’assoluta mancanza di rispetto delle regole, delle bugie da imbonitore, delle leggi ad personam, del dominio assoluto di uno solo che eleva a ministri le sue veline, della rappresentazione che maschera la realtà e così via.”)

Se il PD non ha brillato è per altri motivi, ma non certo per l’antiberlusconismo:

– tra i votanti del PD è proprio la linea troppo morbida contro Berlusconi che è vista come una grave colpa e ragione di disaffezione. Non c’è votante di centrosinistra che non lamenti questa modalità di fare opposizione (ad esempio non partecipando ufficialmente al no-b day)

– definire antiberlusconismo gli scandali in cui Berlusconi poteva semplicemente evitare di invischiarsi è un po’ forzato, inoltre se c’è qualcuno nell’opposizione che ha attaccato Berlusconi su questi scandali, il PD è l’ultimo della lista

– se l’antiberlusconismo fosse un problema Di Pietro non sarebbe cresciuto ad ogni elezione, per non parlare di Grillo. Casomai la loro crescita sta a dimostrare proprio il contrario: cioè che il PD spinge troppo poco su questo tasto che, a ben guardare, è quello della legalità. Loro due sono molto più radicali e anti-B del PD, ma hanno avuto, in proporzione, molto più successo.

29 Marzo 2010

Salviamo il salvabile

Porro, segretario provinciale della Lega, ha appena fatto in diretta su Imperia TV questo ragionamento riferendosi ai voti triplicati rispetto al 2005:

La bella giornata di ieri ha favorito l’astensionismo, che ha certamente penalizzato la nostra coalizione. Non per la Lega, però, perchè i nostri elettori vanno a votare.

28 Marzo 2010

Alle urne!

E anche questa campagna elettorale è finita. Alle urne, dunque, a scegliere chi guiderà Provincia e Regione.

Appello al voto: barriamo il simbolo del PD e scriviamo SCIBILIA. E vediamo di passare i prossimi 5 anni in compagnia di Giordano e Burlando.

27 Marzo 2010

Nel Comitato Amici di Friederichshafen

Qualche giorno fa si è costituito il Comitato Amici di Frederichshafen. Anche il sottoscritto ne fa parte, in rappresentanza della minoranza consiliare. Sarà nostro compito proporre e coordinare le iniziative riguardanti il gemellaggio con la cittadina tedesca.

Il nome di tutti gli altri membri è uscito nei vari comunicati ripresi dalla stampa; siccome il mio non c’era mai, dapprima ho pensato che mi avessero escluso, magari per aver saputo che in tedesco so dire sì e no due parole (di cui almeno una pronunciata in modo sbagliato).

Poi invece ho ricevuto la comunicazione ufficiale dal Comune, per cui si dev’essere solo trattato di una dimenticanza.

Oltre a me ci sono: la professoressa Asplanato Ricca, coordinatrice del gruppo, l’assessore Franca Rambaldi, Dario Ghiglione (Federalberghi), Giancarlo Micolucci per la Cna, Americo Pilati (Camera di Commercio), Enrico Lupi (Unione Commercianti), Angelo Mileto (Coldiretti), Sandro Cepollini (Confindustria), Marco Benedetti (Confesercenti), Francesco Brioglio (Coni), Riccardo Guatelli (Yacht Club), Elisabetta Bianchi (Ufficio Scolastico Provinciale) e Giuliana Paladini (Dirigente scolastica).

25 Marzo 2010

Consiglio Comunale del 22 marzo 2010

L’ordine del giorno è formato dai due punti che dovevano già essere disussi la volta precedente, ma erano stati rinviati perché, la mancanza del numero legale aveva fatto saltare la riunione della commissione.

1) Approvazione Regolamento interno dell’approdo turistico di Imperia

2) Istituzione Società a responsabilità limitata unipersonale per la gestione di una porzione del bacino portuale di Oneglia

In apertura di seduta Fossati, capogruppo PdL, ha chiesto l’inversione dei punti dell’ordine del giorno. La minoranza si è opposta senza risultato, chiedendo invano un ulteriore rinvio.

La richiesta del PdL veniva dal fatto che la pratica sul regolamento del porto aveva bisogno di un altro approfondimento durante il Consiglio, che in seguito infatti verrà sospeso per un’ora.

Inizia quindi la discussione sulla creazione della società “Imperia Yacht Srl” cui dovrà venire affidata la gestione di Calata Cuneo. La nostra posizione è dubbiosa sul disegno politico che c’è dietro la costituzione della srl. Non siamo, e l’ho anche sottolineato nel mio intervento, avversi ai charter in maniera pregiudiziale. Ma non possiamo firmare una delega alla gestione del porto senza sapere come, con quali soldi, con quali partner, con quali effetti. Ho anche fatto notare che durante la riunione di commissione ho chiesto agli assessori presenti se ci fosse già qualche idea sul nome del futuro amministratore delegato (o amministratore unico) per la costituenda società. La risposta era stata che in quel momento nessuno poteva essere in grado di fare dei nomi. Sempre durante l’intervento ho espresso il forte presentimento che ciò fosse del tutto vero: realmente nessuno può rispondere a questa domanda, nemmeno oggi, perché la scelta non verrà fatta né dal Sindaco né da qualche Assessore, bensì da qualcun altro evidentemente più in alto.

Abbiamo votato favorevolmente i 3 emendamenti del PdL che miglioravano un po’ lo statuto stabilendo ad esempio l’obbligo che tutti i soci siano sempre e solo Enti pubblici. Ci siamo comunque astenuti alla votazione finale perché nel complesso le perplessità non potevano permettere una totale fiducia in quest’atto dell’Amministrazione.

Siamo arrivati quindi alla pratica sul regolamento, di certo meno pesante politicamente ma ben più complessa sul lato tecnico. La versione proposta da Lanteri era stata redatta dalla Porto di Imperia Spa, ed era ovviamente molto sbilanciata a favore di quest’ultima nei confronti dei diportisti e degli Utenti ma anche del Comune stesso. Poi vi erano (ed alcune sono rimaste) una serie di norme incomprensibili e senza senso che abbiamo cercato di eliminare tramite una caterva di emendamenti. Per dire quanto fosse palesemente fatto male, solo il PdL ha presentato una ventina di modifiche racchiuse in un maxi-emendamento. Il sottoscritto di emendamenti ne ha confezionati ben 37.

Rientrati dalla sospensione, durante la quale ho illustrato e spiegato uno per uno all’Assessore ed ai gruppi di maggioranza i miei emendamenti, siamo passati alla discussione ed al voto. E’ possibile leggere il risultato nel mio comunicato che è stato ripreso anche dai quotidiani locali degli ultimi due giorni. Ne hanno parlato anche al TG Regionale, citando tra l’altro la bizzarria dell’ormeggio obbligatorio di poppa.