il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

3 Marzo 2012

La maggioranza perde i pezzi

Il consigliere Marino Arimondi lascia il gruppo del PdL in consiglio comunale e annuncia di restare da indipendente.

E’ il terzo che abbandona la maggioranza, anche se in questo caso non è ancora così chiaro da quale parte starà da oggi in avanti. Lo scopriremo presto.

Chissà se ora, finalmente, porterà in consiglio la mozione per reinvertire il senso di marcia di Piazza Della Vittoria. Era il 2010 e disse che “o se ne parla in Consiglio oppure mi dimetto”. Da allora non se ne seppe più nulla.

3 Marzo 2012

Barare su Twitter

Questo articolo de L’espresso presenta un report sulle anomalie dei Twitter-seguaci di alcuni personaggi politici:

Ma, soprattutto, bisogna fugare il sospetto di trucchi e stratagemmi adoperati per gonfiare ad hoc il numero dei “seguaci”. Non è un segreto che esista un mercato nero di fan e follower: vuoi 10 mila like sulla tua pagina Facebook o 50 mila nuovi follower su Twitter? Basta che paghi. Vale per le aziende, come per Vip e i politici.

3 Marzo 2012

Consiglio Comunale del 1 marzo 2012

Scrivo il resoconto a 24 ore dalla fine da fine consiglio cercando di essere il più obiettivo possibile. I fatti: la maggioranza non aveva il numero legale, e ce n’eravamo accorti tutti. Al momento dell’inizio dell’appello non era stata decisa alcuna mossa kansas city, ma poi è iniziato il fuggi-fuggi. E’ vero quel che si legge online, e cioè che sia stato Fossati a dare il via, e tutta la minoranza l’ha seguito. Tutti tranne Indulgenza, che ha permesso di raggiungere il numero legale rimanendo al suo posto.

Va detto che il nostro intento non era quello di far saltare il consiglio. Non ne avremmo avuto motivo, tant’è vero che poi abbiamo votato favorevolmente tutte le pratiche discusse e avremmo approvato anche quelle che poi sarebbero state rimandate. Però sarebbe anche stata un’occasione perfetta per far notare alla maggioranza di non esser capace di essere presente in aula nemmeno dopo ben 60 minuti dall’ora di convocazione. Già, perchè le sedute iniziano con puntualità svizzera, tutte le volte a un’ora esatta dalla convocazione; cioè all’ultimo secondo utile secondo il regolamento. Una sorta di ritardo istituzionalizzato, tant’è vero che spesso contemporaneamente sono convocati altri happening tipo la conferenza dei capigruppo. Chi dovesse entrare in Comune all’ora esatta di convocazione del consiglio si troverebbe da solo, tanto da pensare di aver sbagliato giorno. E il tutto, proprio la sera in cui si votava anche la modifica al regolamento proprio sugli orari di inizio delle commissioni.

1) La prima pratica era la mia, di cui ho già parlato qui. Approvata all’unanimità.

2) Spostamento della fiera. Si passa dall’attuale location sulla spianata ad una disposizione più estesa nel centro fino in largo Piana e tutta via Berio. Approvata all’unanimità.

3) Made in Italy. Una mozione promossa dalla Coldiretti. Approvata all’unanimità. (nota di folklore: non ci volevo credere. l’ha fatto di nuovo. una consigliera PdL ha letto il proprio intervento e ho di nuovo sgamato le fonti: ha preso qualche frase da qui e qualche altra da qua)

Dato che i punti 2) e 5) dell’o.d.g. erano stati già rimandati, a quel punto erano finite le pratiche portate dalla giunta e rimanevano solo due mozioni: una mia e una di SEL sull’acqua. E invece, colpo-di-scena a questo punto è il PdL che abbandona l’aula, con il capogruppo Gazzano che prima ci accusa di essere degli irresponsabili e che poi annuncia di voleci dimostrare che loro sanno fare pure di meglio.

E così è finita, con la minoranza a guardare l’aula deserta con l’aria del bambino a cui il bullo ha portato via il pallone. “E’ mio e ci gioco io”.

Insomma, non è proprio quel che si può dire un bel Consiglio.

2 Marzo 2012

Followfriendaci

Anche il Sindaco Strescino è su Twitter:

L’Amministrazione Strescino al passo con i tempi. Per un’ulteriore informazione sulla città e non solo, è possibile collegarsi a Twitter ed entrare a far parte dei Follower del Sindaco per un’interazione completa tra Amministrazione e Cittadino.

Gli abbiamo voluto rispondere così:

Caro Sindaco,

siamo un gruppo di tuoi fans, che non ha mancato nel recente passato di mostrarti tutto il nostro affetto (anche se non sempre hai capito le nostre dimostrazioni di simpatia: ti stiamo forse antipatici? no dai! non fare il musone).

Vorremmo invitarti a seguirci su twitter, ti riserveremo l’hashtag #strexandthecity, cosa ne dici? Ci incontreremo nel fantastico mondo telematico così.

Dai, addaci, followaci, retwittaci e followfriendaci.

Con affetto

Alessandro Lanteri – consigliere provinciale PD @alelanter

Giorgio Montanari – consigliere comunale PD di Imperia @giorgiom_

Andrea Zulberti – Giovani Democratici @algouthi

Gianni Oggiana – segretario PD Taggia @oggianni

Aggiungo: il “volantino” allegato al comunicato stampa del Sindaco è qualcosa di inguardabile. Credo che presenterò una mozione per vietare l’uso del Comic Sans Serif nelle comunicazioni ufficiali del Comune:

1 Marzo 2012

Di proverbio in proverbio

L’Amministrazione Comunale risponde alla mia sollecitazione sulle spiagge: “La fretta è cattiva consigliera”, dicono. Potremmo andare avanti così, ribattendo colpo su colpo con tanti simpatici adagi popolari (il prossimo tocca a me: “chi ha tempo non aspetti tempo”). Ma non vorrei distogliere gli uffici dalla “predisposizione del dispositivo”, per cui li lascio lavorare in pace. Ci vediamo a giugno sulla battigia. E per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia e stesso mare.

29 Febbraio 2012

Anno bisesto, sulle spiagge fate presto

La mia ultima question time sull’argomento risale al 24 ottobre: sollecitavo l’Amministrazione a preparare il bando in modo da scongiurare i problemi che si sono verificati nel 2011. Mi si rispose con l’assicurazione che tutto sarebbe stato fatto nei tempi.

Poi il Sindaco, a Dicembre, annunciava che il bando era pronto e sarebbe stato pubblicato entro il mese di gennaio (Testualmente il virgolettato: “Ritengo che la gara sarà bandita entro il mese di gennaio in modo che i vincitori possano predisporre gli stabilimenti in tempo utile per l’avvio della stagione balneare” – da Il Secolo XIX del 19 dicembre 2011).

Ora siamo arrivati a Marzo e del bando ancora nessuna notizia.

Più il tempo passa, più il Comune mette in difficoltà sé stesso e i futuri aggiudicatari: ci sono i tempi tecnici della pubblicazione del bando, della valutazione delle offerte e dell’ottenimento dei vari permessi, senza contare che le due spiagge rimaste inattive la scorsa estate ora versano in condizioni disastrose e dovranno essere sostanzialmente riattrezzate da zero.

Per di più, come è successo l’anno scorso, eventuali imprevedibili ricorsi – fondati o infondati che siano – possono dilatare i tempi in maniera altrettanto imprevedibile.

E se pensiamo che sin dal giugno scorso si sapeva perfettamente che quest’anno si sarebbe dovuta ripetere la gara, questo ritardo pare sinceramente incomprensibile.

 

25 Febbraio 2012

O.d.g. 1 marzo 2012

1) Modifica al Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari (del sottoscritto – sull’uso della PEC con l’emendamento sulla questione del tempo limite per l’inizio delle commissioni)

2) Modifica art. 91 “fiere e promozionali” del Regolamento del Commercio al dettaglio su aree pubbliche.

3) Trasferimento fiere di Oneglia dalla sede attuale al centro storico.

4) Approvazione dell’ordine del giorno proposto dalla Coldiretti di Imperia relativo alla tutela “Made in Italy”.

5) Nomina Collegio dei Revisori dei Conti del Comune – Triennio 2011/2013.

6) Mozioni:

– Mozione su adesione a iniziativa “18 anni in Comune” (del sottoscritto)

– Riorganizzazione del servizio idrico provinciale e avvio del percorso di pubblicizzazione dello stesso in accoglimento dei risultati del referendum del 12 e 13 giugno. (SEL)

7) Situazione sanitaria su unificazione punti nascita del Ponente. (della Maggioranza)

 

24 Febbraio 2012

Consiglio Comunale del 20 febbraio 2012

a) Il Consiglio inizia con un minuto di silenzio per ricordare Pippo Vassallo, ex Sindaco recentemente scomparso

1) Surroga del dimissionario Paolo Verda; entra ufficialmente Fiorenzo Marino nelle file del PD (benvenuto!)

2) Regolamento dei dehor: ci sarebbe da scrivere un libro solo per raccontare come si è arrivati ad oggi a partire dalla prima versione che a me nota del regolamento. Mi limito al resoconto della seduta, e iccome è stato un travaglio lo trascrivo per punti:

– 20 febbraio: la pratica viene illustrata e appena inizia la discussione iniziano ad essere presentati gli emendamenti. Ce n’è per tutti i gusti, e provengono da ogni singolo gruppo consiliare. Alcuni sono uguali – o comunque molto simili – pur provenendo da schieramenti opposti. Altri sono invece discordanti pur provenendo dallo stesso gruppo del PdL. Alla fine non tutti verranno discussi. Certi sono veri e propri “fantasmi”: emendamenti senza firma che abbiamo trovato in un fascicolo “ufficiale”, ma che in relatà poi sono spariti nel nulla.

– L’aula consiliare diventa presto un pollaio. Chi interviene lo fa nel caos totale. Gli animi si surriscaldano e c’è gran confusione nelle fila del PdL, che per l’occasione è orfano del Sindaco (impegnato a una cena con Berlusconi per pianificare le prossime amministrative, si dice).

– Gli emendamenti aumentano. I ciclostili continuano a sfornarne copie e copie. Tra tutti spicca quello di Arimondi: “Emendamento: si propone di numerare gli emendamenti con numeri arabi progressivi per una maggiore chiarezza”. Per inciso: io sono uno che scherza volentieri, e se c’è da fare un po’ lo scemo non mi tiro certo indietro; ma questa simpatica trovata costa 40 inutili fotocopie al comune. E vabbé. Per completezza, l’emendamento è stato accolto e verrà pure approvato (giuro) con l’astensione del PdL (anche mia, più qualcun altro) e una manciata di voti favorevoli sparsi qua e la.

– Dalla maggioranza, prima che la seduta venga inesorabilmente sospesa, arrivano solo due interventi. Pastorelli (PdL) che dice “siamo tornati alla preistoria, ho difficoltà in questa maggioranza” e Pugi che si spende in un quantomai rituale, melenso e inutile tentativo di incensare l’Assessore Broccoletti, che sconsolato ascolta il dibattito

– Più o meno tutti iniziano a dire che la seduta va sospesa perché non è possibile vagliare con attenzione tutti gli emendamenti durante la seduta. L’unico che vuole proseguire sembra proprio Broccoletti. A un certo punto sbotta coi suoi: “Andiamo avanti! Questa sera SI VOTA!”. In quel momento ho capito che la seduta sarebbe stata sicuramente sospesa.

– Il nostro nuovo capogruppo Zagarella propone una mozione d’ordine: sospendere tutto e vedersi il giorno dopo in commissione d’urgenza. Tutti i gruppi (Lega compresa) si esprimono favorevolmente sul rinvio. L’unico gruppo che vuole continuare è il PdL. O meglio: questo è quel che dice il capogruppo Gazzano. In realtà vince il partito del rinvio, con una discreta compagine di dissidenti all’interno del PdL.

– 21 febbraio: la seduta riprende esattamente da dove era stata interrotta. La sera prima il PdL è rimasto in conclave a esaminare gli emendamenti. Mi ritrovo sul mio banco il plico fogli (rigorosamente numerati con numeri arabi progressivi) e le annotazioni SI/NO accanto a ognuno. Per un errore hanno fatto fotocopiare i fogli dove avevano preso appunti. Quando l’ho detto, nel mio intervento, dal PdL si sono messi le mani nei capelli e non ci volevano credere.

– La discussione prosegue e ciascuno spende il proprio intervento sostanzialmente ad illustrare gli emendamenti presentati da sé stesso o dal proprio gruppo. Riassumo quelli di cui mi sono occupato io:

— non contare le zone pedonali e le aree adibite a parcheggio per determinare il 50% della piazza che può ospitare i dehors. Poi è stato bocciato, e così avremo il paradosso che il 50% di piazza Dante, per esempio, potrà essere occupato dai dehor. Ma di pedonale, in questa piazza, ci sarà si e no il 10%.

— un’attività può mettere il dehor solo sulla ‘proiezione’ della propria entrata, sulla facciata che dà sulla pubblica via/piazza. E’ però possibile allargarsi del 30% andando “davanti ai vicini”, ma solo se questi vicini sono ovviamente d’accordo. Noi proponevamo che tale concessione potesse limitarsi a un determinato periodo temporale, e non “a vita”. Questo perché se ho un magazzino inutilizzato, o un’attività commerciale che adesso non ha bisogno del dehor, un domani potrei voler convertirlo e aver bisogno anche io del dehor, e quindi poter dire “caro vicino, vieni pure davanti alla mia vetrina, ma solo per tot anni, poi ne riparliamo”. Bocciato.

— tramite i Progetti d’ambito è possibile derogare a qualsiasi norma, e quindi anche fare dehors di 1000 mq contro i 50 mq ‘massimi’ stabiliti dal regolamento. Proponevamo di escludere questa possibilità, mantenendo sempre comunque lo stesso tetto (50mq) anche in caso di progetti d’ambito. Bocciato.

— il regolamento trattava inizialmente in maniera identica i dehors su aree private e quelli su aree pubbliche. Ci è sembrato assurdo, perché all’interno di cortili/corti/etc… non ha senso andare a limitare le dimensioni dei dehors. Fermo restando che già, in ogni caso, ciascuno deve sottostare ai vincoli urbanistici e  paesistici del caso. Fortunatamente è stato accolto, e i limiti dimensionali non avranno effetto sulle aree private.

— il regolamento vieta di poter utilizzare materiale con sponsorizzazioni. Si intendono, per esempio, ombrelloni “Peroni” o le scritte “Caffé Marzullo” sulle vetrofanie. Ora, è giusto dare uniformità e bellezza a tutti i dehors. Ma la città è divisa in ambiti, e se pare opportuno negare le sponsorizzazioni nel centro storico, al parasio, o sul fronte mare, pare eccessivo lasciare questo paletto nel resto della città. E in effetti nella prima versione del regolamento era ammesso esclusivamente nel “resto della città”. Abbiamo proposto di reintrodurre questa esenzione perché abbiamo fatto questo semplice ragionamento: mettiamo che qualcuno voglia aprire un bar a Moltedo, oppure a Clavi, o in qualsiasi altra zona decentrata dove mancano esercizi: quel qualcuno andrebbe premiato e incentivato, non obbligato a spendere grosse cifre per ombrelloni in radica quando potrebbe averli gratis dalla ditta da cui si rifornisce (fermo restando la qualità dei materiali). Tuttavia: bocciato.

Infine un altro punto importante lo abbiamo segnato con la questione dei protocolli di attuazione. che potranno essere predisposti al pari di quanto già avvenuto sull’area di Calata Cuneo, dove per avere un dehor basta un semplice modulo e l’adeguamento dei materiali a quelli già autorizzati. Su iniziativa del Comune o delle Associazioni di Categoria potranno essere infatti stilate delle linee guida che interessino altre aree cittadine definite (ad esempio il Parasio, o Piazza Dante, o qualsiasi altra porzione significativa di territorio), tramite cui sarà possibile semplificare l’iter autorizzativo. Approvato.

Alla fine abbiamo deciso di astenerci (qui il comunicato ufficiale del gruppo) sull’intera pratica, anche se inizialmente avevamo deciso di votare contro. Siamo stati in parte soddisfatti dall’accoglimento dei nostri emendamenti (alla fine in totale ben sette) di cui almeno un paio – quelli di cui ho scritto sopra – hanno sostanzialmente modificato il regolamento migliorandolo di molto.

Nota di folklore: ancora una volta qualcuno dal PdL ha letto il proprio intervento copiando da un sito web (precisamente questo).

Nota di polemica: queste votazioni con mille emendamenti (non è la prima volta che accade) rischiano sempre di portare a una confusione tale che ci si sbaglia a votare. Per esempio, un emendamento di SEL non è stato letto abbastanza attentamente dal PdL, che lo ha approvato con leggerezza. Diceva che un progetto d’ambito deve interessare almeno una intera piazza o una via. Il ragionamento è corretto, ma formulato così è pericoloso: viale Matteotti, per dire, è una via molto lunga, che attraversa mezza città. Chi vuole farsi un progetto d’ambito in viale Matteotti come diavolo fa? L’ho fatto notare e se ne sono accorti, e ho provato a metterci una pezza chiedendo al presidente se fosse possibile rifare la votazione. Ma giustamente il regolamento non lo prevede. Da notare l’intervento della Cons. Nattero (proponente dell’emendamento) che invece di ammettere l’errore, con la consueta umiltà ha detto che il mio appunto era inappropriato perché per “via” non si intende mica “tutta quella strada che ha lo stesso nome” ma una “porzione di essa” (?). In pratica ha voluto fornire una, peraltro discutibile, “interpretazione preventiva” del regolamento. Girala come vuoi, ma la frittata è fatta. E va bene così.

Nota politica: le anime contrastanti del PdL che si sono palesate su questa discussione, culminando nella maggioranza che va sotto sulla nostra mozione d’ordine per la sospensione del dibattito, sono state associate alle due correnti del PdL locale: “minassiani” vs. “scajolani”. Il Sindaco ha smentito categoricamente questa versione, così come hanno fatto altri (Pino Camiolo per citarne uno, che dice “fantapolitica!”). Eh già, così “fantapolitica” che ieri su Il Secolo XIX c’è questo virgolettato del cons. Marino Arimondi: “Gli accordi erano chiari, il sindaco ad An e la giunta a Forza Italia. Oggi non è più così”. E l’altro ieri ancora peggio: “C’è una significativa parte di consiglieri del Pdl che non si sente rappresentata da questa giunta”.

Se non è fantapolitica, di sicuro si tratta almeno di fantadehors.