il blog di Giorgio Montanari

cittadino di Imperia

Consiglio Comunale del 20 febbraio 2012

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a) Il Consiglio inizia con un minuto di silenzio per ricordare Pippo Vassallo, ex Sindaco recentemente scomparso

1) Surroga del dimissionario Paolo Verda; entra ufficialmente Fiorenzo Marino nelle file del PD (benvenuto!)

2) Regolamento dei dehor: ci sarebbe da scrivere un libro solo per raccontare come si è arrivati ad oggi a partire dalla prima versione che a me nota del regolamento. Mi limito al resoconto della seduta, e iccome è stato un travaglio lo trascrivo per punti:

– 20 febbraio: la pratica viene illustrata e appena inizia la discussione iniziano ad essere presentati gli emendamenti. Ce n’è per tutti i gusti, e provengono da ogni singolo gruppo consiliare. Alcuni sono uguali – o comunque molto simili – pur provenendo da schieramenti opposti. Altri sono invece discordanti pur provenendo dallo stesso gruppo del PdL. Alla fine non tutti verranno discussi. Certi sono veri e propri “fantasmi”: emendamenti senza firma che abbiamo trovato in un fascicolo “ufficiale”, ma che in relatà poi sono spariti nel nulla.

– L’aula consiliare diventa presto un pollaio. Chi interviene lo fa nel caos totale. Gli animi si surriscaldano e c’è gran confusione nelle fila del PdL, che per l’occasione è orfano del Sindaco (impegnato a una cena con Berlusconi per pianificare le prossime amministrative, si dice).

– Gli emendamenti aumentano. I ciclostili continuano a sfornarne copie e copie. Tra tutti spicca quello di Arimondi: “Emendamento: si propone di numerare gli emendamenti con numeri arabi progressivi per una maggiore chiarezza”. Per inciso: io sono uno che scherza volentieri, e se c’è da fare un po’ lo scemo non mi tiro certo indietro; ma questa simpatica trovata costa 40 inutili fotocopie al comune. E vabbé. Per completezza, l’emendamento è stato accolto e verrà pure approvato (giuro) con l’astensione del PdL (anche mia, più qualcun altro) e una manciata di voti favorevoli sparsi qua e la.

– Dalla maggioranza, prima che la seduta venga inesorabilmente sospesa, arrivano solo due interventi. Pastorelli (PdL) che dice “siamo tornati alla preistoria, ho difficoltà in questa maggioranza” e Pugi che si spende in un quantomai rituale, melenso e inutile tentativo di incensare l’Assessore Broccoletti, che sconsolato ascolta il dibattito

– Più o meno tutti iniziano a dire che la seduta va sospesa perché non è possibile vagliare con attenzione tutti gli emendamenti durante la seduta. L’unico che vuole proseguire sembra proprio Broccoletti. A un certo punto sbotta coi suoi: “Andiamo avanti! Questa sera SI VOTA!”. In quel momento ho capito che la seduta sarebbe stata sicuramente sospesa.

– Il nostro nuovo capogruppo Zagarella propone una mozione d’ordine: sospendere tutto e vedersi il giorno dopo in commissione d’urgenza. Tutti i gruppi (Lega compresa) si esprimono favorevolmente sul rinvio. L’unico gruppo che vuole continuare è il PdL. O meglio: questo è quel che dice il capogruppo Gazzano. In realtà vince il partito del rinvio, con una discreta compagine di dissidenti all’interno del PdL.

– 21 febbraio: la seduta riprende esattamente da dove era stata interrotta. La sera prima il PdL è rimasto in conclave a esaminare gli emendamenti. Mi ritrovo sul mio banco il plico fogli (rigorosamente numerati con numeri arabi progressivi) e le annotazioni SI/NO accanto a ognuno. Per un errore hanno fatto fotocopiare i fogli dove avevano preso appunti. Quando l’ho detto, nel mio intervento, dal PdL si sono messi le mani nei capelli e non ci volevano credere.

– La discussione prosegue e ciascuno spende il proprio intervento sostanzialmente ad illustrare gli emendamenti presentati da sé stesso o dal proprio gruppo. Riassumo quelli di cui mi sono occupato io:

— non contare le zone pedonali e le aree adibite a parcheggio per determinare il 50% della piazza che può ospitare i dehors. Poi è stato bocciato, e così avremo il paradosso che il 50% di piazza Dante, per esempio, potrà essere occupato dai dehor. Ma di pedonale, in questa piazza, ci sarà si e no il 10%.

— un’attività può mettere il dehor solo sulla ‘proiezione’ della propria entrata, sulla facciata che dà sulla pubblica via/piazza. E’ però possibile allargarsi del 30% andando “davanti ai vicini”, ma solo se questi vicini sono ovviamente d’accordo. Noi proponevamo che tale concessione potesse limitarsi a un determinato periodo temporale, e non “a vita”. Questo perché se ho un magazzino inutilizzato, o un’attività commerciale che adesso non ha bisogno del dehor, un domani potrei voler convertirlo e aver bisogno anche io del dehor, e quindi poter dire “caro vicino, vieni pure davanti alla mia vetrina, ma solo per tot anni, poi ne riparliamo”. Bocciato.

— tramite i Progetti d’ambito è possibile derogare a qualsiasi norma, e quindi anche fare dehors di 1000 mq contro i 50 mq ‘massimi’ stabiliti dal regolamento. Proponevamo di escludere questa possibilità, mantenendo sempre comunque lo stesso tetto (50mq) anche in caso di progetti d’ambito. Bocciato.

— il regolamento trattava inizialmente in maniera identica i dehors su aree private e quelli su aree pubbliche. Ci è sembrato assurdo, perché all’interno di cortili/corti/etc… non ha senso andare a limitare le dimensioni dei dehors. Fermo restando che già, in ogni caso, ciascuno deve sottostare ai vincoli urbanistici e  paesistici del caso. Fortunatamente è stato accolto, e i limiti dimensionali non avranno effetto sulle aree private.

— il regolamento vieta di poter utilizzare materiale con sponsorizzazioni. Si intendono, per esempio, ombrelloni “Peroni” o le scritte “Caffé Marzullo” sulle vetrofanie. Ora, è giusto dare uniformità e bellezza a tutti i dehors. Ma la città è divisa in ambiti, e se pare opportuno negare le sponsorizzazioni nel centro storico, al parasio, o sul fronte mare, pare eccessivo lasciare questo paletto nel resto della città. E in effetti nella prima versione del regolamento era ammesso esclusivamente nel “resto della città”. Abbiamo proposto di reintrodurre questa esenzione perché abbiamo fatto questo semplice ragionamento: mettiamo che qualcuno voglia aprire un bar a Moltedo, oppure a Clavi, o in qualsiasi altra zona decentrata dove mancano esercizi: quel qualcuno andrebbe premiato e incentivato, non obbligato a spendere grosse cifre per ombrelloni in radica quando potrebbe averli gratis dalla ditta da cui si rifornisce (fermo restando la qualità dei materiali). Tuttavia: bocciato.

Infine un altro punto importante lo abbiamo segnato con la questione dei protocolli di attuazione. che potranno essere predisposti al pari di quanto già avvenuto sull’area di Calata Cuneo, dove per avere un dehor basta un semplice modulo e l’adeguamento dei materiali a quelli già autorizzati. Su iniziativa del Comune o delle Associazioni di Categoria potranno essere infatti stilate delle linee guida che interessino altre aree cittadine definite (ad esempio il Parasio, o Piazza Dante, o qualsiasi altra porzione significativa di territorio), tramite cui sarà possibile semplificare l’iter autorizzativo. Approvato.

Alla fine abbiamo deciso di astenerci (qui il comunicato ufficiale del gruppo) sull’intera pratica, anche se inizialmente avevamo deciso di votare contro. Siamo stati in parte soddisfatti dall’accoglimento dei nostri emendamenti (alla fine in totale ben sette) di cui almeno un paio – quelli di cui ho scritto sopra – hanno sostanzialmente modificato il regolamento migliorandolo di molto.

Nota di folklore: ancora una volta qualcuno dal PdL ha letto il proprio intervento copiando da un sito web (precisamente questo).

Nota di polemica: queste votazioni con mille emendamenti (non è la prima volta che accade) rischiano sempre di portare a una confusione tale che ci si sbaglia a votare. Per esempio, un emendamento di SEL non è stato letto abbastanza attentamente dal PdL, che lo ha approvato con leggerezza. Diceva che un progetto d’ambito deve interessare almeno una intera piazza o una via. Il ragionamento è corretto, ma formulato così è pericoloso: viale Matteotti, per dire, è una via molto lunga, che attraversa mezza città. Chi vuole farsi un progetto d’ambito in viale Matteotti come diavolo fa? L’ho fatto notare e se ne sono accorti, e ho provato a metterci una pezza chiedendo al presidente se fosse possibile rifare la votazione. Ma giustamente il regolamento non lo prevede. Da notare l’intervento della Cons. Nattero (proponente dell’emendamento) che invece di ammettere l’errore, con la consueta umiltà ha detto che il mio appunto era inappropriato perché per “via” non si intende mica “tutta quella strada che ha lo stesso nome” ma una “porzione di essa” (?). In pratica ha voluto fornire una, peraltro discutibile, “interpretazione preventiva” del regolamento. Girala come vuoi, ma la frittata è fatta. E va bene così.

Nota politica: le anime contrastanti del PdL che si sono palesate su questa discussione, culminando nella maggioranza che va sotto sulla nostra mozione d’ordine per la sospensione del dibattito, sono state associate alle due correnti del PdL locale: “minassiani” vs. “scajolani”. Il Sindaco ha smentito categoricamente questa versione, così come hanno fatto altri (Pino Camiolo per citarne uno, che dice “fantapolitica!”). Eh già, così “fantapolitica” che ieri su Il Secolo XIX c’è questo virgolettato del cons. Marino Arimondi: “Gli accordi erano chiari, il sindaco ad An e la giunta a Forza Italia. Oggi non è più così”. E l’altro ieri ancora peggio: “C’è una significativa parte di consiglieri del Pdl che non si sente rappresentata da questa giunta”.

Se non è fantapolitica, di sicuro si tratta almeno di fantadehors.

 

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3 commenti

  1. BRAVO! sei stato un grande!
    Apprezzabile l’impegno che ci abbiamo messo…credo che sia stata la dimostrazione – minassiani e scajolani a parte – che il Consiglio Comunale ha un ruolo importantissimo che da tempo è stato dimenticato – ovviamente più dalle maggioranze che dalle opposizioni -.
    Grazie ancora per l’impegno e per la disponibilità dimostrata.
    A vostra disposizione per ogni ragionamento futuro.
    Paolo

  2. Mi permetto di dissentire sulla “Nota polemica” che Giorgio esprime. Ricordo a Giorgio che SEL, nella persona del Coinsigliere Comunale Carla Nattero, ha portato tutti gli emendamenti proposti da SEL in Commissione e pertanto letti e perfettamente compresi da tutti e quando dico tutti anche dai Consiglieri del PDL che credo abbiano votato a favore condivinendo l’emendamento e non letto con leggerezza come sostiene Giorgio. Inoltre ritengo sia poco corretto dire, anche ironicamente, che la Consigliera Nattero è stata poco umile perchè ribaltando il ragionamento potrei sostenere senza timore di smentita che il Consigliere Giorgio Montanari, con il solito atteggiamento per niente presuntuoso, ha dichiarato e sostenuto che…. ecc… ecc.. ecc.. Voglio solo ricordare ai tuoi elettori e, consentimi, ricordare anche a Te che Carla ha semplicemente fatto un ragionamento politico differente dal tuo dove l’umiltà non centra poroprio niente… Inoltre, visto che prendi in considerazione come esempio Viale Matteotti, guarda quanti esercizi commerciali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande esistono e come sia pensabile e possibile la creazione del dehor.

  3. Due esempi: il bar della Pensilina e il ristorante Didù.
    Entrambi, nel caso volessero presentare un progetto d’ambito, dovrebbero coprire dall’Argine fino a via Cascione (“interpretazioni autentiche” a parte, ça va sans dire).

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