il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

31 Agosto 2010

Esposti (in)fondati

Breve riassunto delle puntate precedenti: i colleghi di partito e di consiglio Verda e Zagarella fecero un esposto basato sul “sospetto” che il capannone dei cantieri navali costruito sul porto costituisse un abuso edilizio. Iniziarono le indagini, ci furono quattro indagati, finché nell’aprile di quest’anno il PM dopo aver incaricato un perito di fare i dovuti accertamenti chiese l’archiviazione.

Il PdL non perse l’occasione per tacciare l’opposizione di ostruzionismo e cocciutaggine, benché paradossalmente anche altri soggetti si erano già mossi nella nostra stessa direzione confermando di fatto l’irregolarità della costruzione: la Capitaneria che rilevò il fatto, l’Arch. Morasso (allora progettista, da poco dimissionario) che addirittura presentò istanza per sanare la questione, e infine il Comune che sanzionò la società (di cui, ricordiamo, è socio).

La vicenda fu poi lo spunto per Abusivissima 2009, bollata solo pochi giorni fa dal Sindaco come “autocelebrazione di una certa parte politica”.

E proprio nel giorno di Mafiosissima 2010, cioè sabato scorso, su Repubblica è stato pubblicato un illuminante articolo di Marco Preve, che deve aver letto la perizia dell’Arch. Colciago (incaricato dal PM) e ne cita i passaggi fondamentali [i grassetti sono miei]:

Lo snodo della sua consulenza è contenuto in un passaggio fondamentale, quando affronta l’ aumento di volume del capannone (52.509 metri cubi invece dei previsti 40.928): «….per la configurazione del reato di abuso edilizio, è irrilevante che la costruzione sia stata completata in ogni sua parte essendo sufficiente il solo inizio delle opere e delle relative attività prodromiche». L’ attività d’ indagine della Capitaneria aveva dimostrato, carte alla mano, che la costruzione del capannone era iniziata già con il progetto che conteneva quell’ aumento di volumetria, per il quale era stata chiesta l’ autorizzazione all’ interno della maxi variante del porto. Variante che all’ epoca non era ancora stata discussa. Il consulente della procura sottolinea poi che: «L’ illecito ambientale compiuto coi Cantieri Navali non può ottenere la compatibilità paesaggistica “postuma”» e respinge la tesi difensiva secondo cui «se fosse stata richiesta l’ autorizzazione della soprintendenza, questa l’ avrebbe concessa ugualmente approvando il progetto nella sua interezza senza modifiche». E questo perché, spiega l’ architetto Colciago, «la volumetria dell’ opera così progettata sfora il limite massimo previsto dal Piano regolatore portuale (43.500 metri cubi)», e prova ne sia, è l’ affondo del perito, che proprio per questa ragione è stata chiesta una «deroga al ministero dell’ Ambiente». E ancora: «Il “danno ambientale” viene considerato come violazione anche in assenza riconosciuta di un pregiudizio al paesaggio e nonostante il parere favorevole dell’ autorità preposta alla tutela del vincolo paesistico». L’ architetto scelto dalla procura contesta anche la strada preferenziale imboccata dalla Porto di Imperia spa per chiedere la compatibilità paesaggistica. Infatti, scegliendo un articolo di legge rispetto ad un altro: «In caso di opera abusiva, ma conforme, compiuta su beni paesistici …. la sanzione sarà di tipo pecuniario» mentre secondo l’ architetto «nel caso in specie… in cui l’ opera determina aumento di volume o superficie utile e impiego di materiali in difformità la domanda doveva essere presentata in base…. e la sanzione relativa è quella penale». Il paragrafo finale elenca in sintesi le violazioni: «L’ opera risulta non conforme per le seguenti difformità: aumento di volumetria; modifica della sagoma, diversità dei materiali»

In pratica sembra che la richiesta di archiviazione non abbia tenuto troppo in considerazione il risultato della perizia, che dice chiaramente che l’abuso c’è stato, eccome.

Fin qui nulla di strano, poiché non è la prima volta che un sostituto procuratore prenda le distanze dal suo perito. Più curioso, invece, il fatto che a Imperia, a livello mediatico, sia a lungo circolata la voce che la decisione della procura si basasse proprio sui risultati della consulenza tecnica.

Quindi dovranno esserci stati altri motivi che hanno indotto il PM Marrali a chiedere l’archiviazione. Non so quale sia il termine entro il quale il GIP dovrà pronunciarsi in merito, quindi per ora non resta che aspettare. Certo è che Verda e Zagarella, che sono due tecnici, ci avevano visto giusto e le irregolarità non se l’erano affatto sognate.

31 Agosto 2010

La mafia che intendiamo noi

Alle parole del coordinatore cittadino del PdL Alessandro Gazzano non sarebbe seguita una replica se non fosse per la gravità dell’affermazione “A Imperia la mafia che loro intendono non c’è” davanti alla quale non è possibile soprassedere.

Se già quelli del “mancato invito” o dell’utilizzo della fascia tricolore sono argomenti piuttosto deboli utilizzati al solo scopo di fomentare la polemica e distogliere l’attenzione dal problema reale, sostenere che la mafia qui da noi non esiste vuol dire negare l’evidenza.

Non solo: significa sorvolare sull’esistenza di un Comune (Bordighera) di cui un’apposita commissione sta valutando l’eventuale scioglimento; significa smentire il rapporto di Legambiente secondo cui la nostra provincia è terza in classifica per incidenza di eco-reati; significa far finta di non sapere che le indagini hanno più volte portato la DIA anche nella nostra città; significa sottovalutare i numerosissimi attentati che sono avvenuti dalle nostre parti; significa pensare ingenuamente che la mafia si manifesti solo con il pizzo e la lupara; significa ignorare che già più di 10 anni fa l’allora Prefetto di Imperia descriveva nel dettaglio l’attività della ‘ndrangheta nella nostra Provincia.

Tale atteggiamento è inaccettabile in particolar modo da parte di chi ricopre incarichi così importanti a livello partitico e istituzionale. Il compito della politica dovrebbe essere quello di risolvere i problemi, non di ignorarli; per questo sarebbe necessario innanzitutto prenderne coscienza, superando con la dovuta onestà intellettuale l’imbarazzo creato dal presunto coinvolgimento di esponenti del proprio partito in situazioni a dir poco ambigue.

La magra consolazione è che tutto questo dimostra proprio che iniziative come Mafiosissima sono tutt’altro che inutili: infatti i relatori hanno descritto nel dettaglio e dati alla mano dove, come e perché la criminalità organizzata agisce nel nostro territorio. Chiunque abbia assistito alla nostra manifestazione non potrebbe mai fare dichiarazioni così avventate, per non dire irresponsabili, come quella di Gazzano.

30 Agosto 2010

Gheddafi

Dunque, riassumendo: un vecchio porcello ridicolmente pittato, cammuffato e truccato come un guitto da avaspettacolo, diventato milionario a spese dei propri connazionali attraverso oscure connections, incapace di tollerare anche la minima opposizione alla propria stizzosa prepotenza, dotato di televisioni e giornali sotto controllo governativo che cantano la sua gloria e azzannano i suoi avversarsi a comando, cinicamente capace di esibire per il pubblico una devozione religiosa che si guarda bene dal praticare in privato, arriva a Roma circondato da legioni di smandrappone per (e)scortarlo e intrattenerlo e per sparecchiare qualche altro milione dalle nostre tasche in cambio di qualche nocciolina regalata alle scimmiette italiane per far contenti i beduini dei suoi media che le spacciano per grandi affari. Nei prossimi giorni, questo grottesco, ma ricchissimo satrapo, da anni oggetto di ridicolo internazionale, incontrerà Muammar Gheddafy.

(da Tempo Reale)

30 Agosto 2010

Mafiosissima 2010, un successo

Per vedere le foto e leggere l’intervento del Sindaco di Imperia (che non può che prendersela con chi ha indossato la “sacra” fascia tricolore, unico appiglio possibile) c’è questo articolo su Sanremonews. Per il testo della canzone/parodia “Le cose che abbiamo in Comune” vi rimando invece al blog di Alessandro Lanteri che ha impersonato Strescino.

Considerazioni personali: è stata una giornata di festa, di divertimento e di riflessione. I dati esposti dai relatori parlano chiaro: la nostra provincia, così apparentemente lontana dal quel “suddentrione” fatto di coppole e lupare, non è affatto immune dalla criminalità organizzata. La cittadinanza lo sa, o vuole saperlo. E una certa classe politica teme invece proprio questo: che se ne parli, che escano i nomi, che si faccia clamore attorno alle emergenti storie di collusioni e amicizie.

Sabato il caldo e il sole non hanno impedito a un folto pubblico, più di 500 persone, di partecipare a Mafiosissima, per la cui riuscita dobbiamo ringraziare i relatori Sebastiano Venneri, Vice Presidente Legambiente nazionale, Marco Preve, giornalista di Reubblica, e Matteo Lupi di Libera Liguria.

L’attenzione con cui la platea ha seguito gli interventi ci ha dimostrato che la lotta alla mafia parte dal cittadino comune. La voglia di comprendere è tanta, non ci si fa spaventare dai garbugli giudiziari in cui è sempre un po’ difficile districarsi, benché i fatti siano comunque chiari. Ci ha fatto molto piacere vedere l’interessamento dei turisti alle vicende locali; abbiamo avuto la prova tangibile che non è affatto vero che chi viene in vacanza si fa intimorire dai problemi del territorio e non vuole sapere cosa potrebbe esserci sotto tutto quel cemento che sta ricoprendo la Liguria.

Sin dall’inizio abbiamo chiarito la natura pubblica e aperta dell’evento, a cui difatti hanno presenziato anche persone lontane dall’area politica del centro-sinistra. Chi è venuto lo ha fatto per una propria spontanea volontà di approfondimento, e senza alcun invito personale, mentre chi non ha voluto partecipare forse lo ha fatto per non correre il rischio di dover rispondere a domande non gradite.

La grottesca polemica sull’utilizzo della fascia tricolore nell’imitazione del Sindaco è solo il pretesto per distogliere l’attenzione dai reali contenuti di Mafiossisima 2010. Abbiamo parlato di mafia, anche usando l’ironia, sempre però con la consapevolezza della serietà degli argomenti trattati. Si è puntato il dito contro i gravissimi fatti avvenuti negli ultimi tempi sul nostro territorio, che non hanno nulla da invidiare alla mafia del Sud. Anzi, il rapporto di Legambiente evidenzia come purtroppo la nostra provincia sia tra le prime per reati connessi all’ecomafia, in particolare spazzatura e cemento. Imperia è terza nella classifica delle province con la più alta incidenza di reati legati allo smaltimento dei rifiuti. E’ questa la conseguenza delle scelte (e delle non-scelte) che negli ultimi 10 anni sono state intraprese dall’Ammnistrazione provinciale.

Ci piacerebbe che il messaggio lanciato con Mafiosissima venisse raccolto da tutti, società civile e istituzioni, anziché essere sottovalutato come la criminalità organizzata vorrebbe. Ci auguriamo che le autorità competenti inizino una vera e propria lotta alla mafia e che la cittadinanza possa responsabilizzarsi rifiutando sul nascere ogni atteggiamento mafioso.

Gli organizzatori di Mafiosissima 2010

27 Agosto 2010

A scatafascio

Forse la definizione “porto delle nebbie” sta diventando insufficiente a descrivere ciò che sta accadendo. Ogni giorno ce n’è una nuova: l’a.d. denunciato dalla Capitaneria, il il progettista dimissionario e il direttore dei lavori licenziato (nonché un’ipotesi di furto nel suo ufficio), Acquamare che nomina persone di propria fiducia per “controllarsi”, un’azienda appaltatrice denunciata per violazioni della sicurezza, ispezioni quotidiane della polposte negli uffici e in Comune, indagini sul movimento terra, il capannone abusivo, l’incremento del costo dei posti barca, la commissione di vigilanza che contesta varie violazioni, e così via.

Quella di oggi, riportata dal Secolo XIX, è che anche la Capitaneria abbia “suggerito” al Comune di revocare la licenza alla Porto di Imperia Spa.

Come gruppo consiliare, inoltre, stiamo redigendo un “libro bianco” sull’intera storia del porto, e invieremo a breve un esposto alla Corte dei Conti affinché faccia luce su alcune delle questioni più spinose.

Aggiornamento: il giorno dopo la pubblicazione di questo post è uscita la notizia di un nuovo avviso di garanzia.

25 Agosto 2010

AAA Vendesi beni dello Stato

Sul sito dell’agenzia del demanio è possibile sfogliare l’elenco dei beni che lo Stato trasferisce agli enti locali, che potranno venderli trattenendo il 75% del ricavato. Per ciascuno è indicato il valore, l’ubicazione con tanto di mappa satellitare interattiva, e in qualche caso anche la foto.

A Imperia arrivano nelle disponibilità del Comune: la galleria Gastaldi (valutata poco meno di 200.000 €), quella di via S. Lucia, un tratto dell’argine del torrente Prino, e poi una serie di terreni, uliveti e altro, anche in riva al mare.

Nota: su internet non è passato inosservato un piccolo ma significativo dettaglio. Negli ultimi giorni l’indirizzo del sito con l’elenco dei beni è passato dall’originale http://venditaimmobili.agenziademanio.it/vetrinaimmobiliare a http://benidellostato.agenziademanio.it/BeniPatrimoniali

24 Agosto 2010

L'invasione barbarica

La misura della gravità della malattia di cui soffre la provincia l’ha fornita il sindaco di Imperia tuonando contro “Mafiosissima” come se stesse affrontando una feroce invasione barbarica e fosse in pericolo l’intera città. Ha ottenuto due risultati: da un lato ha fatto una grande pubblicità alla manifestazione e dall’altro ha dimostrato una puerile mancanza di ironia abbinata alla presunzione di essere perfetto ed immortale. Grande!

(da Il Punto di Claudio Porchia)

23 Agosto 2010

Mafiosissima 2010: il comunicato (serio, questa volta)

Mafiosissima 2010 e la passata Abusivissima  nascono dalla stessa ricetta: la collaborazione di molte realtà imperiesi, l’attenzione all’attualità del nostro territorio, la voglia di denunciare ingiustizie e di proporre il cambiamento con ironia.

Sono state messe in luce infiltrazioni mafiose nell’economia e nella politica della nostra provincia, ogni giorno affiorano aspetti sempre più inquietanti riguardo l’estensione del giro di affari malavitoso e dell’ormai svelato connubio mafia-politica.

Mafiosissima gioca con lo stereotipo del mafioso (coppola, lupara, dialetto) ben sapendo che dire mafia significa denaro, appalti, potere e quindi collusione con la politica. Vogliamo che ciò sia chiaro a tutti!

I mafiosi non hanno ironia e noi li ridicolizzeremo, i mafiosi non vogliono i riflettori e noi li accenderemo. Ce lo ha insegnato con il suo drammatico esempio Peppino Impastato: le sue prese in giro del potente boss Badalamenti sono passate alla storia.

Mafiosissima porta con sé una forte critica a tutte le generazioni di politici che da anni gestiscono il nostro territorio. Come è possibile, come si è permesso questo livello di collusione!?

Le parole sulla legalità pronunciate da tutti i livelli politici e istituzionali si rivelano inutili se i fatti le smentiscono inesorabilmente.

La sfrenata cementificazione della costa, la politica dei “porticcioli” e della speculazione edilizia, propongono un modello di sviluppo insostenibile per la Liguria che costituisce fertile humus per l’economia mafiosa e ostacolo per quella che sarebbe reale valore aggiunto al territorio.

Questo sistema opprime l’aspetto ecologico e soprattutto lavorativo del territorio. Una gestione non limpida degli appalti peggiora le condizioni di lavoro: grazie alle infiltrazioni i mafiosi lo gestiscono mentre il lavoratore è succube di scelte obbligate dettate da regole di mercato criminali frutto di un sistema economico viziato.

La conclusione è che se la criminalità organizzata è riuscita a raggiungere tale livello di radicamento è grazie a coloro che troppo spesso hanno cercato proprio nelle mafie un partner elettorale.

Ci pare doveroso che quei politici che sono stati recentemente accostati a note famiglie mafiose chiariscano pubblicamente la loro posizione, evitando di sfuggire pretestuosamente alle proprie responsabilità in nome della salvaguardia della “buona reputazione” della città e di una lotta alla mafia che resta esclusivamente nelle loro parole. Anzi, è proprio affrontando la mafia a viso aperto che noi crediamo si debba difendere la buona reputazione della nostra città.

CSA La Talpa e L’Orologio, Garabombo l’invisibile, Libera Liguria, Giovani Democratici, Giovani Comunisti, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, Liberamente, AIFO, ARCI ACPO, ARCI Guernica, ARCI Provinciale, CGIL, Comitato Pro Valle Oxentina, CIMAP, Collettivo studentesco Anteo Zamboni

22 Agosto 2010

Se ne faccia una ragione

Ha scritto Alessandro Lanteri su DemIM:

Al primo cittadino imperiese non è andato giù il fatto che varie associazioni e movimenti giovanili abbiano organizzato una manifestazione goliardica contro le mafie. Da SanremoNews il sindaco accusa il Collettivo Abusivissima di voler usare l’umorismo, la creatività, l’ironia e la libertà d’espressione contro le mafie.

Ci dichiariamo colpevoli. Stiamo, nel nostro piccolo, seguendo la strada di un grande giovane buontempone, Peppino Impastato .

Il messaggio del Sindaco è chiaro: dell’argomento non si può scherzare, ma se ne deve parlare seriamente. Noi non siamo nelle condizioni di occuparcene seriamente, quindi non ce ne dobbiamo occupare. E in ogni caso, dato che stiamo all’opposizione, dobbiamo stare zitti e a cuccia.

Sostiene inoltre che le infiltrazioni mafiose nel Ponente sono solo “presunte”. Certo, signor Sindaco. Alle nostre latitudini, le autocombustioni di negozi, bar, auto, mezzi di lavoro sono quindi un fenomeno meteorologico. Per piacere, riprendiamo i contatti con la realltà: seguendo la stessa logica, il bilancio della Città che amministra lo riporterà dentro al Patto di Stabilità mediante una letterina a Babbo Natale…

In realtà, sono almeno cinquant’anni che le organizzazioni criminali di stampo mafioso sono presenti nella nostra Riviera, ed è una realtà accertata e accettata da tutti. Se ne faccia una ragione, quindi.

E il Sindaco stia sicuro anche di un’altra cosa: non smetteremo di parlare della mafia per paura della “cattiva pubblicità”.

Come ogni anno qualcuno a Imperia vuole celebrare un avvenimento, dare una risonanza mediatica, non importa se positiva o negativa per la città.

Proprio così: non importa “se positiva o negativa”, non è il primo dei problemi. Se l’argomento mafia tiene banco nella nostra città è colpa di chi ha permesso alla criminalità organizzata di proliferare sul nostro territorio come un fungo infestante, e non certo di chi decide di parlarne per far sapere come stanno le cose.

Se qualcuno pensa di organizzare un dibattito con la presunzione di ergersi già ad arbitro o giudice, la partita sarà persa in partenza perché banalmente condizionata, seppure con una giustificazione goliardica.

Non siamo né arbitri né giudici, ci basta essere persone pulite che con la mafia non vogliono avere nulla a che fare.