il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

26 Ottobre 2011

Consiglio Comunale del 25 ottobre 2011

Prosecuzione del consiglio di ieri.

punto 5) “Liguria in rete” che è… “l’iniziativa di punta della Regione Liguria per attuare il processo di decentramento amministrativo in corso, in questi anni, nel nostro paese. E’ la risposta istituzionale, organizzativa e tecnologica alla spinta innovativa per la riforma della pubblica amministrazione. Nasce per aumentarne l’efficienza, la capacità di servizio e per garantire l’equilibrio nello sviluppo economico e sociale delle diverse aree della regione.” Definizione a parte, di sostanza ce n’è un po’ pochina – almeno fin’ora – ma almeno non ci sono oneri a carico del Comune di Imperia, che ha aderito al progetto così come gli altri Enti locali della Liguria. Approvato all’unanimità.

punto 6 – mozioni) Sulla prima mozione sono intervenuto io a nome del PD.  L’argomento è stato decisamente interessante, perché si è parlato di risparmio energetico e nello specifico dell’introduzione dei LED nell’illuminazione pubblica. E’ una scelta su cui non si può non essere d’accordo, perché la tecnologia è matura e i vantaggi molteplici e comprovati (economici, ambientali e tecnici). Tuttavia, la versione originale della mozione presentata dal cons. Diego Parodi del PdL conteneva delle perentorietà eccessive che ci hanno portato inizialmente ad annunciare un voto negativo. In pratica in non più di sei righe si obbligava il Comune a fare due cose: creare un Piano Regolatore di Illuminazione Comunale (fin qui nulla da eccepire) e poi di utilizzare esclusivamente i LED a partire dal primo gennaio 2012 per tutti i nuovi impianti e per quelli sostituiti. Innanzitutto, come ho detto in aula (sul momento non mi è venuta una metafora migliore), acquistare dei corpi illuminanti a LED anziché no, non è come comprare il latte al supermercato, dove sceglierlo di un tipo o dell’altro è solo questione di centimetri all’ultimo secondo. Tecnicamente, non basta svitare una ‘lampadina’ non-LED e infilarne una a LED. La faccenda è ben più complicata e bisogna sostituire tutto il lampione nella maggior parte dei casi, perchè ci sono incompatibilità nell’alimentazione, nella lampada, nell’ottica, e secondo com’è anche nella distanza tra i vari lampioni: va da sé che se cambia l’intensità (e la tonalità) della luce, allora si dovrà anche ridefinire la disposizione dei punti luce.

Non è tutto; va detto che per quanto i LED consentano un risparmio, occorre prevedere delle eccezioni. Un conto è l’illuminazione puramente “stradale”, un conto è illuminare dell’altro: fontane, scorci storici, piazze pedonali, portici, e anche le facciate di alcuni palazzi, potrebbero avere la necessità di essere illuminati con una luce più calda di quella che può fornire il LED. Immaginamoci come sarebbe il Parasio visto da ponente, se fosse illuminato da luce “bianca”.

Iinfine, la mozione non faceva alcun riferimento all’aspetto gestionale dell’introduzione dei LED, che invece è necessario ed è la prima cosa a cui pensare. Ci sono delle società denominate E.S.CO. (Energy Service Company) che fanno un certo mestiere, e lo fanno soprattutto con le pubbliche amministrazioni: innanzitutto uno screening completo dell’illuminazione pubblica attualmente installata, e poi lo studio delle alternative tecniche e i relativi costi, benefici, investimenti, finanziamenti, ammortamenti, etc. Poi si occupano di sostituire la vecchia illuminazione e manutenere la nuova per un tot di anni, alla fine dei quali a seconda del tipo di contratto che è stato stipulato (può essere ‘shared savings’, ‘first out’ o ‘guaranteed savings’) l’Ente si trova un’illuminazione a LED completa senza aver ancora speso nemmeno un euro in più del solito. Infatti la ESCO guadagna sul risparmio del cliente, che almeno non è tenuto a fare nessun investimento. La tecnologia LED permette di risparmiare, ma non nel breve periodo: i materiali costano più di quelli tradizionali, ma sono minori i costi in bolletta e la manutenzione.

Dunque i Comuni che vogliono intraprendere la strada dei LED lo devono fare ‘assisstiti’ da un partner unico che si occupi di tutto quanto, a partire dagli investimenti, altrimenti i benefici non ci saranno mai. Acquistare i materiali un po’ qua e un po’ la, e per di più senza nemmeno sapere se la ditta che attualmente si occupa della manutenzione possiede il know-how per operare su impianti diversi da quelli attuali, sarebbe stata una mossa suicida.

Per farla breve, dalla minoranza abbiamo detto un po’ dutti la stessa cosa e fortunatamente siamo stati ascoltati. Invece di procedere subito al voto, si è iniziata la discussione sulla mozione seguente (che quindi non ho potuto seguire quasi per nulla) e nel frattempo il testo è stato modificato (diciamo pure sostanzialmente modificato). Ne è uscita fuori una versione decisamente migliore senza più termini temporali perentori, che cita inoltre il piano triennale degli investimenti e indica di intraprendere celermente il percorso sopra citato. Alla fine, per questi motivi, la pratica è stata approvata all’unanimità.

La mozione seguente, del cons. Indulgenza, è stata anche quella approvata all’unanimità. Risultato non scontato, visto che si trattava di un documento sostanzialmente contro i tagli agli Enti locali effettuati dalla manovra finanziaria del Governo.

25 Ottobre 2011

Consiglio Comunale del 24 ottobre 2011

Prima della seduta, le question-time: in totale sono state ben 15, di cui due mie e una presentata per la prima volta da un consigliere di maggioranza, Gian Luca Lanteri.

Riguardo alle mie, la prima riguardava nuovamente il capannone della Capitaneria che sta alla Marina, attualmente utlizzato dal Comune come magazzino. A giugno avevo fatto una question-time analoga a cui aveva risposto l’allora Assessore Leone, dicendomi che la Capitaneria aveva intenzione di rientrare in possesso totale ed esclusivo del capannone. Se ciò accadesse, il problema ovviamente non sarebbe tanto quello di trovare una sistemazione alternativa per il materiale del Comune (un altro magazzino, da qualche parte si trova sempre) ma piuttosto il fatto che andrebbe a svanire definitivamente il giorno di una eventuale ‘riconversione’ del capannone. E quindi, per evitare questo epilogo, avevo proposto a Leone di interessarsi attivamente nella ricerca di un sito alternativo da ‘offrire’ alla capitaneria al posto del Capannone, magari rivolgendosi alla Porto di Imperia Spa che potrebbe avere all’interno delle proprie aree uno spazio che potrebbe essere impiegato all’uopo. Alla mia question-time, tramite cui chiedevo se ci fossero novità a riguardo, il Sindaco mi ha risposto che non è da escludere che la situazione possa ancora evolversi in meglio, lasciando intendere che nulla è ancora definitivo e non c’è una data già decisa di ‘consegna delle chiavi’ tra Comune e Capitaneria. Ad ogni modo, devo dire che comunque ho l’impressione che un bel giorno, non troppo lontano, la Capitaneria si riprenderà il capannone, e che quindi l’area attuale in cui è posto (nel bel mezzo di Borgo Marina, a due passi dalla spiaggia) non verrà mai utilizzata per qualcos’altro.

Alla seconda question-time, quella sulle spiagge, ho ricevuto questa risposta: a gennaio partirà una nuova gara d’appalto, con durata triennale (fino al 2015) anziché annuale. Speriamo che sia fatta bene e che non ci siano intoppi.

Quella di Lanteri era sulla riapertura di tre delle quattro cucine chiuse, e ha dato modo all’Assessore Ranise di spiegare il perché e il percome.

Appena iniziato il consiglio comunale c’è stato un fuori programma: seduto tra il pubblico c’era il giornalista Gabriele Piccardo, che ha tirato fuori un panino-kebab e ha iniziato a mangiarlo. Non perché sia stato colto da un improvviso e incontrollabile attacco di fame, ma perché il giornale di oggi riportava un articolo sulla sparata proposta dell’assessore leghista Gagliano di vietare l’apertura di nuovi punti vendita dedicati al cibo etnico. (qui l’articolo di Sanremonews e qui un video). Poi c’è stato un seguito, ma ne scriverò in un post a parte.

Punto 2 all’ordine del giorno) Formalità. Votazione unanime e senza discussione.

Punto 3) Il Comune si trova a dover pagare 450.000 euro all’architetto che progettò il parcheggio interrato dei Toscanini, dopo la conclusione di una causa durata 22 anni. Invece di concludere prima la vicenda, accettando la proposta della controparte che prevedeva un pagamento minore e dilazionato, le varie Amministrazioni hanno continuato a posticipare e a ricorrere in appello. Il PD si è astenuto.

Punto 1) Sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio il nostro voto è stato contrario. Il Sindaco, che grazie alla sua carica a quanto pare può parlare con tempi illimitati anche quando interviene come Assessore al bilancio, ha fatto un discorso piuttosto lungo parlando soprattutto di Seris. Ha di nuovo usato l’argomento del “dobbiamo esser capaci di fare scelte impopolari”, già sentito almeno in un paio di occasioni recenti. Sembra che comincino ad essere un po’ frequenti, queste scelte diffusamente non gradite. E la prossima, che evidentemente porterà la refezione scolastica sul piatto della privatizzazione, si sta avvicinando.

21 Ottobre 2011

Chi ha tempo non aspetti tempo

L’anno scorso le pratiche per l’affidamento delle celebri spiagge libere attrezzate erano iniziate a metà gennaio. Sappiamo poi com’è andata: due su tre sono rimaste sfitte, mentre l’altra è stata concessa praticamente fuori tempo massimo.

Delle indagini non se n’è saputo più nulla, ma comunque non avevano influito sui tempi. Si era andati lunghi perché il bando non era ben fatto e perché – come si capiva dalle dichiarazioni sulla stampa dell’allora Assessore Leone – nemmeno l’Amministrazione aveva le idee ben chiare.

Questa situazione ha costituito un danno economico per le attività (che non hanno aperto e non hanno dato lavoro), per l’indotto, e per il Comune stesso (che non ha incamerato i canoni demaniali), creando ben evidenti disagi per i fruitori delle spiagge sia turisti che residenti.

Anche e soprattutto alla luce degli intoppi che si sono verificati, è evidentemente necessario che l’Amministrazione si debba muovere con il dovuto anticipo per risolvere una situazione non consona ad una città balneare a vocazione turistica.

Nel prossimo consiglio si discuterà un mio question-time in cui chiedo all’Amministrazione quale sia il percorso che intende intraprendere e le relative tempistiche, perché occorre anticipare quanto possibile i tempi per scongiurare il pericolo che nel 2012 ci siano di nuovo gli stessi problemi.

14 Ottobre 2011

O.d.g. 24 e 25 ottobre 2011

1) Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio – Esercizio 2011.

2) SUA della zona di espansione edilizia C2A in località Caramagna, in variante connessa. Presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni.

3) Riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 9080/2011 “Comune di Imperia/Arch. Bernardi”.

4) Rinnovo della convenzione tra i Comuni del Distretto Socio Sanitario n. 3 Imperiese e l’Asl n. 1 Imperiese per la gestione integrata e coordinata dei servizi socio-sanitari ex L.R. n. 12/2006.

5) Convenzione tra Regione Liguria e Comune di Imperia per la prosecuzione del progetto “Liguria in Rete”.

6) Mozioni:

– Impegno dell’Amministrazione Comunale al risparmio energetico tramite l’ utilizzo obbligatorio della tecnologia a Led per la pubblica illuminazione. (cons. Diego Parodi)

– Manovra economico-finanziaria bis del Governo e il suo impatto sugli Enti Locali e le Regioni. (cons. Pasquale Indulgenza)

7) Interrogazione. (di Lagorio – è quella che da Marzo, per un motivo o per l’altro, non è ancora stata affrontata)

13 Ottobre 2011

Onorevole Schwarzkopf

Il mio nuovo idolo è un Onorevole del PD di cui non ho fatto in tempo a capire il nome, e che quindi chiamerò amichevolmente Schwarzkopf per le innegabili doti tecnico-tattiche di guerrilla parlamentare che ha dimostrato sul campo. Ha appena raccontato in diretta tv alcuni retroscena sull’ultimo voto della Camera dei Deputati in cui la maggioranza è stata battuta; ha svelato alcune strategie che hanno dell’incredibile e che, per di più, a volte funzionano.

Siccome quella non era la prima votazione della seduta ma sarebbe stata la più importante, in quelle precedenti alcuni della minoranza sono appositamente rimasti nascosti in chissà quale stanzino per non farsi vedere, ma pronti a saltar fuori al momento giusto. Questo per non svelare in anitcipo alla maggioranza tutte le presenze nelle file nemiche, inducendo quindi a far sottostimare la propria reale potenza di fuoco. Roba che nemmeno durante l’assedio di Kuwait City. Magari c’è pure un urlo di battaglia con cui si ordina alle retrovie di uscire allo scoperto. Tipo: “deputati, al mio via scateniamo l’inferno”, e questi che escono trafelati dalla tana e si scapicollano nei corridoi per arrivare allo scranno al momento preciso della chiama.

Ma il bello viene ora: Schwarzkopf ha spiegato – con malcelato orgoglio – che a un certo punto si è alzato per fare una semplice e innocua domanda al Presidente di turno: “Mi conferma che davvero abbiamo ancora tutta un’ora per parlare?”. Queste parole deve anche averle scandite molto bene in modo che nessuno, al di là della trincea, rischiasse di perdersele. Mi sto immaginando il replay della scena: Schwarzkopf si alza, assume l’aria innocente di un arcangelo, formula la domanda con la bocca vicina al microfono più che può, poi finge di sentirsi sollevato dalla risposta ovviamente affertmativa, e infine flemmatico si risiede con un mezzo ghigno e gli occhi a fessura, tipici del bracconiere che ha appena piazzato la tagliola. Il moviolone a questo punto prosegue, e si sposta nella parte opposta dell’emiciclo: nella maggioranza c’è chi guarda sbuffando l’orologio e pensa che quasi quasi un breve salto in ufficio ci sta, mentre qualcun altro concorda col vicino di banco che è giunta l’ora di cena, e perché durante i noiosi monologhi dell’opposizione non scendere alla buvette a scofanarsi un risotto gamberi e pachino (5,30 €) o un bel carré di agnello al forno (sempre a 5,30 €) ?

E così il gioco è fatto: con la minoranza che non fa interventi, col voto che inizia prima del previsto, e con gli imboscati – affamatissimi, perché loro a cena non ci potevano mica andare – che al segnale convenuto sbucano da dietro le tende per entrare in aula accolti dai trionfali applausi delle truppe alleate che incitano e ringraziano chi si è sacrificato – e ha digiunato – per la squadra.

Alla fine mi è venuta in mente una cosa: se noi leggessimo in un libro di storia, chessò, che “gli antichi romani erano soliti adottare ogni tipo di stratagemma non convenzionale per ottenere determinati risultati in Senato”, ci verrebbe da sorridere. Penseremmo che all’epoca era tutto diverso, e che in fondo i popoli antichi erano un po’ bizzarri, ruspanti e sottosviluppati. Penseremmo anche che da allora le cose sono molto cambiate, ci siamo evoluti, le Istituzioni hanno fatto passi da gigante, e la res publica oggi è amministrata in ben altra maniera. Invece no, perché fra 2000 anni nei libri di storia ci sarà scritto che nel ventunesimo secolo il Parlamento italiano funzionava così male che “per raggiungere determinati risultati si adottava ogni tipo di stratagemma non convenzionale“. Tra cui quello di prendere gli onorevoli per la gola. I nostri discendenti del quarantunesimo secolo leggeranno che “[…] spesso venivano attirati fuori dall’Aula – dove occorreva presenziare per poter votare – con astuzie varie, tra cui far credere di avere il tempo di gustare l’ottimo cibo venduto a modico prezzo nel ristorante a loro riservato”.

E nell’anno 4000 ci sarà chi sorriderà di noi, pensando che in fondo negli anni 2000 gli antichi italiani erano davvero bizzarri, ruspanti e sottosviluppati.

12 Ottobre 2011

A gonfie vele

Come i miei quattro lettori avranno sicuramente notato, oramai non sto più a tener conto sul blog di tutti i bizzarri avvenimenti che riguardano il porto-più-bellissimo-del-mediterraneo. Per vari motivi:

1. mi porterebbe via del tempo che preferisco dedicare ad altro
2. sulle singole questioni c’è poco da commentare, salvo voler diventare noiosi a furia di ripetere sempre le stesse considerazioni
3. per essere sempre aggiornati sulle ultime novità non serve venire qui, dato che bastano e avanzano i giornali (cartacei e online)
4. dimissioni, promesse non mantenute, subentri, dopo un po’ stancano e uno ci fa il callo

Ci sono tuttavia delle chicche, qua e là, che val la pena di collezionare. Eccone una:

11 Ottobre 2011

Zona Cesarini

Tutti i Consiglieri Comunali di Imperia hanno ricevuto tra ieri e oggi una comunicazione da parte della Prefettura che dice:

Si prende atto della mancata approvazione degli equilibri di bilancio da parte di codesto Consiglio Comunale e si comunica che la circostanza comporta l’applicazione dell’art. 141 comma 2 del D.Lgs. 18.8.2000, n.267.

Ciò premesso, si fissa il termine di 20 giorni, a decorrere dalla data della presente, per la prescritta approvazione da parte del Consiglio Comunale.

In parole povere: l’Amministrazione non ha ancora portato in Consiglio gli equilibri di bilancio, e adesso ci sono 20 giorni per l’approvazione altrimenti arriva un Commissario.

Benché ci si possa definire relativamente certi che l’approvazione sarà ufficializzata in extremis nel prossimo consiglio, che dovrebbe essere convocato per il 24 ottobre, è evidente che questa inadempienza da parte dell’Amministrazione Comunale sia l’ennesimo sintomo di una situazione a dir poco traballante.

Non si può non tener conto del fatto che dalle dimissioni di Leone è ormai passato un mese, e ancora la città non ha un Assessore al Bilancio degno di questo nome (l’assessorato è retto “ad interim” dal Sindaco, così come altre deleghe importanti quali patrimonio, demanio marittimo e porti).

Non è da escludere che trovare per la terza volta in due anni qualcuno che abbia le capacità e il coraggio di gestire le finanze del nostro Comune sia diventata una missione impossibile, ma è anche plausibile che a costringere Strescino a questa impasse siano impedimenti politici interni alla maggioranza ormai incapace di tenere la barra del timone.

Una cosa è certa: in un periodo in cui la crisi finanziaria attanaglia gli Enti Locali costringendoli a drastiche decisioni, non è immaginabile che la programmazione finanziaria non sia gestita a “tempo pieno” da chi ne ha le complete competenze. In ogni caso Strescino non può rimandare ulteriormente, e deve palesare le sue intenzioni: vuole applicare i famosi 10 punti lasciatigli in eredità da Leone, vuole proporre misure alternative e differenti, oppure più semplicemente vuole continuare a navigare a vista in attesa di improbabili tempi migliori?

Aggiornamento: vengo a conoscenza che la data del prossimo consiglio comunale (e quindi tutto questo ritardo nell’approvazione di questa pratica) è stata “concordata” dalle diverse parti politiche anche per venire in contro ad alcune indisponibilità della minoranza a riunirsi prima. Ne prendo atto; rimane tuttavia inalterato quel che penso sulla programmazione finanziaria e sulla situazione politica della maggioranza.

5 Ottobre 2011

Biciclette blu

E mentre noi siamo qui a farci governare da questi, in Danimarca la nuova Premier è una classe ’66 che ieri è andata a presentare alla Regina Margrethe i suoi 22 nuovi Ministri (età media 43 anni, 8 le donne). E ci sono andati in bicicletta.

(grazie a Gabriele per la segnalazione)

3 Ottobre 2011

Imperia su Nonciclopedia

Nonciclopedia è un sito-parodia sviluppato sulla falsariga della famosa Wikipedia, l’enciclopedia collaborativa gratuita. In rete se ne sta parlando molto da quando i gestori hanno annunciato di voler sospendere il sito a causa di controversie legali legate alla pagina suVasco Rossi; la rockstar evidentemente non ha gradito qualche presa in giro sul suo conto, e la decisione di ricorrere agli avvocati si sta già rivelando un gigantesco boomerang mediatico.

Nel frattempo, giusto per far capire a chi non l’ha mai visitata in che stile è scritta Nonciclopedia, e per salvarne qualche briciola nel malaugurato caso in cui si arrivi ad una chiusura definitiva, riporto il testo integrale della pagina dedicata a Imperia:

Imperia è la più grande metropoli, megalopoli, e Paperopoli della Liguria e provincia, famosissima, ma che dico, famosa, per l’ olio d’oliva, la pasta Agnesi e per la totale assenza di figa.

Caratteristica peculiare dei suoi abitanti è la loro forma a fisarmonica, che gli permette nel periodo estivo di assumere delle dimensioni più contenute, idonee per inserirsi negli angusti spazi sulla famosissima “spiaggia d’oro”.

Imperia è conosciutissima dagli integralisti islamici poiché è stata a lungo in ballottaggio con New York come sede per l’attentato terroristico dell’ 11 settembre 2001. Infatti il grattacielo di Oneglia, di ben 18 piani, è sempre stato un punto nevralgico della società imperiese.

Storia

Imperia fu creata da Benny Hill per celebrare l’Impero d’Italia (quello che univa Roma a prestigiose colonie come l’Albania e l’Etiopia), ma quando i fascisti furono sconfitti in Grecia dal pro-pronipote di Leonida, la città divenne sempre meno importante. Ai giorni nostri rimangono solo alcuni monumenti a testimonianza del suo grande passato, quali la Piramide di Cheope, il Trenino dei Puffi, la Torre di Babele nonché la torre di Pisa (che, pochi lo sanno, è proprietà del comune di Imperia, però è stata lasciata a Pisa perché ad Imperia non c’era abbastanza spazio).

Gemellaggi

Imperia è gemellata con Bogotá con la quale condivide la stessa apertura verso il turismo e il medesimo senso civico dei suoi cittadini.

Viabilità

Causa avanzo di fondi europeii arrivati dalla mancata costruzione del ponte sullo stretto di Messina, ad Imperia sono state compiute importanti opere per la viabilità, fortemente congestionata dal flusso turistico. Infatti, le due rotonde e l’aiuola con i gelsomini hanno contribuito in maniera determinante a ridurre di 3 o 4 secondi l’attesa degli automobilisti provenienti dalle località limitrofe. L’unica problematica è stata quella di inviare tutti gli imperiesi dagli agenti di “Man in black” per rimuovere dalle loro menti il concetto della predecedenza a destra. Curioso il progetto di dotare Imperia di un avveniristico sistema di attraversamento pedonale. Infatti, ogni pedone avrà a disposizione un comodissimo giubbetto dotato di reattore a nitro per poter agevolmente passare sopra i gentili automobilisti che potranno continuare a sfrecciare senza colpo ferire.

Economia

Imperia è conosciuta nel mondo. Tutti sanno che, nella ridente cittadina ligure, si produce l’olio migliore del pianeta, l’olio di ricino.

Imperia è inoltre famosa per la produzione di olio. E infine, ultima ma non per importanza, Imperia è famosa per produrre olio.

Per il futuro si pensa di dotare la città di ampie zone verdi coltivate a ulivo dove, secondo i più, si potrà raccoglierne liberamente i frutti per poi portare avanti un ambizioso progetto: produrre olio.

Per quanto riguarda il commercio, gli assessori e i politici Imperiesi stanno pensando di chiedere alla Comunità Europea dei fondi per dotare il negozio della Signora Maria, situato nella via Cascione, di un camioncino (anche usato) per poter trasportare l’ingente quantità di caciocavallo che viene consumata dai suoi clienti.

Politica

Il nuovo Sindaco, famoso per controllare personalmente le strisce pedonali di ogni quartiere passandoci avanti e indietro ripetutamente, ama farsi invitare a cena dai suoi concittadini per ascoltare i loro problemi. Ne è risultato che il problema più sentito dalla popolazione è il nuovo sindaco, che non fa che farsi invitare a cena dai suoi concittadini.

1 Ottobre 2011

Potenza delle firme

1.210.466 è il numero di firme raccolte per il referendum anti-porcellum. Sono state consegnate ieri dal Comitato promotore. Se tutto va bene, si voterà in primavera. Comunque vada, quel che ne pensano gli italiani dell’attuale legge elettorale risulta piuttosto chiaro: una porcata all’ennesima potenza; anzi, una portcata elevato alla 1.210.466.