il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

21 Marzo 2012

Se la sono presa

Confindustria ha annullato la riunione convocata oggi con i capigruppo. Devono essersela presa perché il gruppo di Rinfondazione Comunista aveva comunicato la propria indisponibilità a prendere parte all’incontro, e per l’intervento critico – seppur con un tenore differente – del PD. All’Associazione degli Industriali, furbamente, devono aver pensato che non ne sarebbero usciti fuori se non mantenendo un basso profilo. E quindi si sono gentilmente tirati indietro rimanendo a disposizione per vedersi con i singoli Partiti.

20 Marzo 2012

Confindustria chiama

Ora che tutto è a scatafascio, Confindustria si sta muovendo per “trovare una soluzione”. Si è già incontrata col Sindaco e domani è la vota dei capigruppo. Fin’adesso nessuna parola sul fatto che tutti gli imprenditori indagati sono degli associati.

La situazione estremamente complessa che si è creata in merito alla questione porto merita che la si affronti con competenza, scrupolo e grande prudenza.

Domani alle 13 il Sindaco ha convocato una Conferenza Capigruppo per esaminare la situazione e per ascoltare una delle tante parti potenzialmente in causa, Confindustria, che ne ha fatto richiesta.

Il Gruppo Consiliare del PD è, da sempre, disposto ad ascoltare tutte le parti sociali, e così sarà anche domani, come è assolutamente disponibile a chiarire con grande trasparenza alle stesse parti la delicatezza assoluta della attuale situazione.

Auspica pertanto che, nell’intento di allargare il più possibile lo spettro degli interlocutori, il Comune di Imperia si adoperi al più presto per dare udienza a tutti i soggetti interessati, ivi compresi tutti coloro, e sono tanti, che da questa sciagurata operazione rischiano di uscire “con le ossa rotte”, a partire dalle imprese che sul porto operano (nessuna delle quali iscritta a Confindustria), dai sindacati e dalle associazioni compresa quella recentemente costituitasi in rappresentanza degli acquirenti dei posti barca.

Tale però è la delicatezza dell’argomento che ci permettiamo di segnalare al Sindaco che, qualora una delle parti in causa, qualunque essa sia, pensasse di “convocare” essa stessa ad un “tavolo” il Comune come, sicuramente per errore, sembrava di poter desumere dagli articoli di stampa odierni, e così facendo pensasse di sostituirsi nel ruolo che istituzionalmente e doverosamente spetta al Comune, il PD non parteciperà a quei tavoli.

Il contributo di Confindustria sarà pertanto inquadrato, dal PD, come intervento di una parte, e come tale sarà valutato, sapendo bene che vista la delicata situazione ed il ruolo apparentemente svolto dai suoi associati, essa sarà molto prudente e doverosamente “all’ascolto”.

Giuseppe Zagarella (capogruppo PD in Consiglio Comunale)

 

19 Marzo 2012

Il punto sulla situazione del porto di Imperia

Il quadro attuale, variegato e in continua evoluzione, è riassumibile per punti.

Penale

Caltagirone e Conti sono in carcere, gli altri indagati tacciono. Rispetto ai nomi già noti (perché usciti in uno dei vari filoni d’inchiesta) e quelli in qualche modo prevedibili (chi ha avuto a che fare direttamente nella società, cioè Carli, Isnardi e tutti i vari presidenti fino a Parisi) ci sono un paio di new entri notevoli. Uno è Ilvo Calzia, dirigente comunale, e poi l’Avvocato Giardini. Il dato inquietante è che il marciume sia andato oltre la spregiudicatezza imprenditoriale. Si delinea la possibilità concreta di scoprire una macchina amministrativa comunale non solo succube ma anche complice delle misfatte. Ancor più grave che sia sospettato di patrocinio infedele anche il difensore del comune durante il discusso ricorso al TAR di inizio 2011. Giardini potrebbe non aver difeso appieno il Comune. Perché? Il fatto che già all’epoca siano stati sentiti dagli inquirenti i giudici di quella sentenza getta pesanti ombre sulla sua validità. Invece Claudio Scajola parla, indagato per associazione a delinquere dall’anno scorso, per dire che non ha mai comprato posti barca ma sua moglie invece sì, con uno sconto del 18% che è “in linea con gli sconti diffusamente applicati”. Poi ha querelato Repubblica (qui l’articolo) il Fatto Quotidiano (qui l’articolo) e pure il TG3 per averlo assimilato a un corrotto.

Intercettazioni

Giorno per giorno i giornali snocciolano nuovi virgolettati, e viene il voltastomaco. Pare che Caltagirone facesse il buono e il cattivo tempo, influendo pesantemente sull’attività del Consiglio Comunale e del Sindaco, chiedendo di modificare preventivamente le delibere e facendo dettare dal proprio avvocato i “discorsi politici” al Sindaco. E’ sua la strategia (non così innovativa in fin dei conti) di attaccare l’opposizione dicendo “voi volete il male della città” ripresa e ripetuta a pappagallo dalle marionette in maggioranza. Qualcuno chiama “balubba” quelli che sono nella minoranza come me, e “cazzatine” le cose che diciamo, pur ammettendo la totale sproporzione tra quel che andava ad Acquamare e ciò che rimaneva alla Spa di cui il Comune è socio (i famosi gabinetti). E se il Comune non si allinea, “apro le fogne del porto” minacciava Caltagirone. Il Sindaco da degli “stupidi” a quelli della Lega, e chissà quali altri imprevedibili sputtanamenti potrebbero ancora venir fuori.

Sindaco

Ha ammesso che è improbabile arrivare a fine mandato (2014) e che probabilmente si voterà un anno prima. Lo strappo con il suo PdL, o almeno una parte di esso, è lampante. Il motivo è semplice: qualsiasi retromarcia o ammissione negativa sul porto è un boomerang politico che infrange il “sogno” di Scajola & co., e non può essere contemplato. Anche se Strescino ha già detto molto con quel “mi rendo conto che solo oggi ho com­pre­so le con­di­zio­ni dram­ma­ti­che”. Dato che quello che sta venendo fuori rispecchia quasi alla lettera quello che noi diciamo da anni (l’incongruità della permuta, la necessità della gara, la svendita del porto ai privati, etc) delle due l’una: se seriamente non ha mai capito nulla nonostante la sua posizione (vicesindaco prima e da sindaco poi) siamo davanti ad una manifesta incapacità amministrativa, dato che non serviva essere sindaco per accorgersi di queste criticità ma bastava leggere le carte; se invece aveva capito e ora cade dal pero, vuol dire che ha fatto buon viso a cattivo gioco oppure che il gioco non gli pareva nemmeno poi così cattivo. Ha anche ammesso (e chi non se ne era accorto?) di aver chiamato in giunta Leone controvoglia, piegandosi ad una sorta di commissariamento Scajoliano. Eppure era stato lui ad elencare i nomi dei consiglieri di minoranza che votarono contro questo porto, additandoli come nemici del popolo. Ora la musica è cambiata, e a quegli stessi dissenzienti viene chiesto di collaborare alla risoluzione dei problemi creati esclusivamente dalla sua parte politica. Da settimane annuncia l’imminenza di un consiglio monotematico.

PdL

Nel prossimo consiglio verranno fuori le diverse posizioni, se veramente ce ne sono. Dal “siamo uniti” ad oggi è successo di tutto: votazioni in cui “liberi tutti”, un consigliere che è uscito dal partito e dal gruppo consiliare (“questa giunta non ci rappresenta”), altri che hanno smentito di voler fare lo stesso ma che rimangono comunque critici. Sta di fatto che in molti hanno finalmente capito che alzare la mano come belle statuine non sempre è senza rischi e senza conseguenze.

Lega

La lega nicchia, ripetendo come un mantra che al momento delle decisioni importanti, nelle due passate amministrazioni, loro in giunta non c’erano mica. Durante il confronto televisivo a cui ho partecipato un paio di settimane fa è stato detto chiaramente che al momento attuale – parimenti di quanto succede nel resto d’Italia – non si presenterebbero alle elezioni assieme all’attuale alleato PdL. Sembra scontato che la loro intenzione sia di sfilarsi appena possibile per avere le mani – e la bocca – libera di rinnegare alcune scelte di fondo (già ora “il porto forse sovradimensionato”). Sono da sempre al traino del PdL, e ora che quelli affondano loro preferiscono star distanti per tagliare la corda prima di essere risucchiati nell’abisso.

Imperia e il suo porto

La situazione è disastrosa, le prospettive per il futuro ancora di più. I PM ipotizzano una truffa da 140 milioni di euro. Caltagirone avrebbe drenato 270 milioni di euro in tutto. Gli imperiesi, ammaliati e forse stregati dal “sogno” del porto con 7mila posti di lavoro stanno finalmente capendo la verità. E la proroga per il completamento non è stata concessa. Cosa resta? Per ora una società che è “un morto che cammina” come dice l’attuale (chissà ancora per quanto) presidente Vinti; bilancio in passivo e una concessione che rischia di sparire;  problemi strutturali enormi; concreto rischio di inconpiute; i proprietari dei posti barca sanno che può finire come a Lavagna (se la concessione salta, loro perdono tutto quel che han già pagato); i cantieri navali sono fermi da mesi e mesi; le ditte creditrici sono messe ancora peggio; tutta l’economia che gira attorno all’opera è in seria crisi e sfiora il tracollo. Partiranno ricorsi e controricorsi in una serie lunga chissà quanto di ulteriori beghe giudiziarie che posticiperanno qualunque sbocco.

PD e resto dell’opposizione

A seguito della “richiesta di aiuto” di Strescino i partiti di opposizione hanno risposto in maniera sostanzialmente simile in maniera diversissima tra loro, così diversa diversa che parlerò solo del punto di vista del PD*. Il problema dei problemi è che in caso di commissariamento potrebbero non essere fattibili i tentativi fondamentali di salvare Imperia dal precipizio. In particolare: costituzione di parte civile nel procedimento penale, decadenza della concessione, azioni di responsabilità contro gli amministratori che hanno causato il danno, nuova gara per trovare un soggetto disposto a terminare le opere. Il tutto affiancato dall’istituzione di una commissione speciale di controllo che acquisisca gli atti e li esamini. E’ per questo motivo che il PD si è reso disponibile a partecipare in questi passaggi, non per strani tornaconti se non la volontà di salvare il salvabile. Le notizie che davano il PD a caccia di assessorati erano fantasiose panzane, già smentite categoricamente sia nell’ultimo consiglio sia a mezzo stampa. Il supporto di cui si parla è ben altra cosa, e cioè: se è vero (e lo scopriremo presto) che la maggioranza attuale non è in grado di prendere certe decisioni forti, un commissariamento potrebbe non essere funzionale per il bene della città. In questo caso il PD farà la propria parte, com’è giusto che sia, e non starà a guardare mentre Imperia affonda. E’ una scelta politica impegnativa, ma va fatta per il bene comune. Fermo restando che questa giunta è arrivata al capolinea e che su almeno una cosa siamo d’accordo col Sindaco: arrivare alla naturale scadenza del 2014 non è fattibile e bisogna tornare alle urne per verificare se i cittadini hanno capito quel che è successo e si rendono conto del fallimento generale della classe politica che ha governato nell’ultimo decennio.

*la rettifica mi è stata richiesta dal “resto dell’opposizione”

18 Marzo 2012

Consiglio Comunale del 12 e 13 marzo 2012

(qui l’o.d.g.)

1) Mozione su accopramento punti nascita: è stata approvata con il nostro voto favorevole. C’è da dire che il reale intento dei proponenti (consiglieri del PdL) era più che altro quello di appoggiare la battaglia del loro paladino in Regione (l’ex vicesindaco e ora consigliere regionale Marco Scajola) che attacca spesso l’Ente (sull’unica cosa che può attaccare, e cioè la sanità). Non per demeriti della giunta regionale, ma per l’evidente difficoltà finanziaria in cui si trova e per i tagli che è costretta a fare anche su questo settore. Resta il fatto che “mentre Scajola faceva comunicati stampa” (cito più o meno testualmente l’intervento di Zagarella) “c’era chi come il nostro consigliere Giancarlo Manti proponeva emendamenti alla legge regionale che scongiuravano il rischio di realizzare questi paventati accorpamenti”. E l’emendamento in questione dice che eventuali accorpamenti saranno fattibili se e solo se ci saranno un domani i soldi per l’ospedale unico. E questa possibilità, a breve termine, non trova fondamento proprio per la situazione economica non florida di cui sopra.

2) La mia mozione sull’iniziativa 18 anni in comune è stata bocciata come da programma. Intendo dire che forse dovrei smetterla di pensare di trovare la maggioranza d’accordo su una qualsiasi questione “minore” anche se simbolica e qualificante. Dovrei ma non mollo, anche se ogni volta c’è un buon motivo per cassarle; e in questa la ragione ufficiale è stata che “chi vuole diventare cittadino si informerà già da sé senza bisogno di essere informato dal Comune”. In realtà gli sviluppi sono stati più complessi e il PdL si è diviso tanto che qualcuno ha votato a favore (il Presidente del cons. comunale Emilio Varaldo) altri contro e altri ancora si sono astenuti. Da mettere agli atti la posizione del cons. Pastorelli, espressa durante quella che il regolamento chiama “dichiarazione di voto dissenziente“: “io mi asterrò perché questa mozione è persino riduttiva”. Tant’è che alla fine non è passata per 14 voti contro 11. E non posso non far notare che se alcuni consiglieri dell’opposizione (che all’inizio della seduta erano presenti) fossero rimasti al loro posto anziché andare tranquillamente in pizzeria a cenare (mi riferisco a Fossati di Fli e Rollero della lista civica, mentre Canetti del PD non era con loro ma da un certo punto non s’è comunque più visto) avremmo per lo meno “pareggiato”. Buon appetito.

Sull’acqua ci sono state altre spaccature, questa volta all’interno della minoranza. Il PD ha assunto una posizione diversa da RC e SEL, che assieme ai Movimenti per l’acqua pubblica hanno presentato quella che secondo loro è la strada che deve essere seguita all’interno della nostra provincia. E c’è da sottolineare il fatto che il PD non è stato interpellato nella stesura della mozione, che a esser sinceri non sembrava essere nemmeno proposta con la reale convinzione di poterla fare approvare (non tanto dal PD, quanto dalla maggioranza i cui voti sono indispensabili). Anzi, a voler essere proprio maliziosi si potrebbe quasi ipotizzare che tra gli scopi principali dell’iniziativa ci fosse quello di “stanare” il PD. E ultimamente quello che fa (o non fa) il PD gode di molte attenzioni da parte delle altre forze di sinistra, non solo (e aggiungo: comprensibilmente) in vista delle prossime alleanze programmatiche ed elettorali, ma in generale un po’ su tutto, incluse le parole usate e quelle non usate (ivi compreso l’uso di maiuscole e minuscole, e non sto scherzando: mi sono pervenuti sul serio rilievi sull’uso di maiuscole e minuscole). Ortografia a parte, la posizione che abbiamo tenuto in consiglio comunale rispecchia l’orientamente del Partito Democratico a livello provinciale (e il segretario Faraldi avvalora la mia stessa tesi, parlando di “fuga in avanti”). La mozione era del tutto condivisibile nella parte riguardante i princìpi generali e le intenzioni, ma non ci ha convinto l’individuazione della Azienda Speciale Consortile come unica possibilità di gestione delle risorse idriche. A Imperia c’è l’AMAT (strasformata in SPA proprio all’epoca della giunta di sinistra e in cui successivamente entrò il socio privato) e non è chiaro quali siano i passaggi tecnici che stanno tra il completo ritorno allo pubblico, la salvaguardia dei lavoratori e la riappropriazione delle reti, tenendo conto che sebbene il parere del CONVIRI dica che l’affidamento fu illegittimo bisogna vedere come e a quale prezzo si può riportare la società completamente in mano pubblica.

Ciò detto il voto di astensione si spiega molto facilmente e chiunque lo capirà, se vorrà capirlo: esprimenrci contrariamente sarebbe stato deleterio, dato per assodato che l’opinione pubblica il più delle volte si ferma ai titoli e il tutto sarebbe diventato “il PD fa marcia indietro e non vuole l’acqua pubblica” (riduzione che contiene in sé già almeno un paio di non verità). Il voto favorevole nemmeno era possibile, per i motivi di cui sopra. Pertanto: astensione. Ma il PD non deve fermarsi qui, ed è già all’opera per presentare un’alternativa che rispecchi al 100% la propria linea e applicabile in tutta la provincia.

Infine mozione di RC du “Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori” è stata votata all’unanimità.

3) [nella serata del 13] Sono state ricostituite alcune commissioni per aggiornarne la composizione dopo l’usicta di Paolo Verda e l’ingresso di Fiorenzo Marino

4) Sono stati nominati i nuovi revisori dei conti: Acquarone, De Michelis e Sardi (quest’ultimo è quello indicato dalla minoranza)

5) Si è parlato di trasporto pubblico, pratica approvata. Note di folklore: alla fine della votazione il numero legale non c’era. O meglio: c’era perché la minoranza è rimasta in aula. Appena è iniziata la discussione della pratica seguente, però, il cons. Fossati ha voluto chiedere il conteggio al Segretario, forse spinto dal desiderio di rivincita dopo quello che era successo nel consiglio precedente. E non era da fare, secondo me. Non aveva molto senso reiniziare con le ripicche: oramai avevamo fatto notare che per senso di responsabilità permettevamo il prosieguo del consiglio, e tanto bastava. Tra l’altro il Segretario non ha voluto procedere all’appello, e in effetti il regolamento prevede che la “conta” venga fatta durante la discussione o prima del voto, non nel mezzo della relazione dell’assessore (in questo caso si parlava di commercio, e parlava Amoretti). Non pago, Fossati il giorno dopo ha dichiarato di volersi appellare al prefetto per la dubbia (a suo dire) interpretazione del regolamento. Insomma: anche basta.

 

 

10 Marzo 2012

Lettera aperta di Strescino alla città (versione tradotta)

Oggi i giornali pubblicano la lettera del Sindaco di Imperia alla città. Vale la pena leggerla, e tradurla:

Nel mio ruolo di Sindaco sento il dovere di fornire un quadro sull’attuale situazione portuale imperiese e in particolar modo sulla realizzazione del nuovo approdo turistico.

Traduzione: voglio dimostrarvi che ammetto i problemi. Mi avete dato dello struzzo, ma non lo sono. Eccomi qui, pronto a farvi una relazione tecnica.

Oggi le opere risultano realizzate limitatamente alle opere di difesa primarie dell’approdo e le stesse consentono l’utilizzo in sicurezza degli specchi acquei. Mancano tutte le opere a terra, le opere di urbanizzazione primaria, e le opere a scomputo quali: ponte pedo-ciclabile sul torrente Impero, ponte carrabile sul Rio Baitè, raccordo della pista ciclabile in fregio all’eliporto, due rotonde in Lungomare Marinai d’Italia, la realizzazione della nuova passeggiata in Via Scarincio.

Traduzione: i moli e le banchine sono completate, altrimenti non avrebbero potuto vendere i posti barca. Per il resto non c’è nulla di finito, e delle opere a beneficio della città non ne è stata fatta nessuna.

A seguito degli ultimi avvenimenti mi rivolgo a tutti coloro che credono nello sviluppo della nostra Città e pertanto chiedo un impegno deciso per affrontare i problemi legati al completamento del porto.

Traduzione: siamo nella cacca, e se vogliamo avere un porto che possa definirsi tale ho bisogno del vostro aiuto. Ma mi rivolgo a voi solo adesso che stiamo precipitando. Quello che mi dicevate prima non l’ho nemmeno ascoltato.

Dovranno essere affrontati in modo radicale gli aspetti di continuità di sviluppo della Città nel rispetto dei ruoli istituzionali legati al mondo produttivo locale, tenendo conto della vocazione turistica di Imperia.

Traduzione: qui ci metto una supercazzola per disorientarvi.

I passaggi cruciali sono davanti a me e non nascondo il malessere che in queste ore avverto per cause che mai avrei potuto immaginare e che oggi si presentano in tutta la loro gravità per i riflessi negativi non solo di immagine del nostro territorio ma per carenza di rispetto verso le Istituzioni e soprattutto verso i cittadini.

Traduzione: la città, l’amministrazione e tutti i cittadini sono stati presi per i fondelli fino a oggi, e proprio non potevo immaginarlo. Stiamo affondando e a me viene il mal di mare.

Non posso entrare, per ovvi motivi, nel merito degli aspetti giudiziari, ma posso assicurare che il mio impegno sarà volto a garantire il prosieguo del mandato conferitomi dagli imperiesi nel maggio 2009, preventivando anche sacrifici in questo terribile momento che sono disposto a sopportare personalmente, anche sul piano politico.

Traduzione: molti vogliono la mia testa, ma io non alcuna intenzione di mollare. Nel programma ho scritto “porto”, e “porto” deve essere, fosse l’ultima cosa che faccio. Altrimenti non ci crederà più nessuno, definitivamente.

Non nascondo di credere nelle forze buone, corrette, oneste e nelle risorse di questa Città confidando nell’aiuto incondizionato delle forze politiche rappresentate nel Consiglio Comunale e, come sempre fatto, sono pronto a ricevere da esse indicazioni finalizzate alla soluzione del problema.

Traduzione: se sto a sentire esclusivamente i miei, rischio di prendere altre sòle. Non mi fido più. Quindi datemi una mano, chiunque di voi abbia un’idea da come uscirne si faccia avanti. Non importa se siete all’opposizione: venite da me e ammazzerò il vitello grasso per voi.

Mi rendo conto che solo oggi ho compreso le condizioni drammatiche che hanno favorito e portato all’attuale situazione e vorrei che il mio pensiero non venisse strumentalizzato ma solo, esclusivamente, recepito in senso positivo per l’attaccamento che nutro per questa Città volto a garantire il futuro alle prossime generazioni.

Traduzione: non mandatemi a quel paese se ora chiedo aiuto. Davvero, non sapevo nulla e solo adesso mi sono reso conto dello strato di melma che ci è piovuto addosso. Lo ammetto, che posso fare di più? Non prendetevela con me, perché tanto mi farò scudo con la città e i suoi giovani e il suo futuro e la sua vocazione turistica eccetera.

Rivolgo, quindi,  un forte appello perchè il Comune di Imperia possa superare le difficoltà con l’aiuto indiscriminato del Consiglio Comunale e invito tutti, indistintamente, ad adoperarsi nell’interesse di salvaguardare le risorse di questo Ente ed evitare una crisi politica senza alternativa.

Traduzione: ve lo ridico: non importa da che parte state, l’importante è che mi date una mano. Se l’amministrazione dovesse cadere non avrò una seconda possibilità perché l’abbiamo combinata troppo grossa. Aiutatemi a restare in sella ma non fatelo per me. Fatelo per il Imperia.

Ringrazio tutti coloro che insieme a me stanno vivendo queste difficoltà e che vorranno contribuire alla soluzione dei problemi traguardando un futuro di speranza per Imperia.

Traduzione: diventiamo amici, dài. Spaliamo la cacca un po’ per uno, dài.

Ora, io non so quali siano le reali intenzioni di Strescino e dove porti realmente questo appello. Sui giornali di oggi si parla di “Grosse Koalition” e del PD “corteggiato”. Secondo me siamo in una crisi senza ritorno, e un “governo di unità Comunale” non avrebbe molto senso né dal punto di vista politico né da quello pratico. L’ho scritto, l’ho detto e lo ripeto: ci vuole un RESET totale, non una politica del volemose bene.

8 Marzo 2012

O.d.g. 12 e 13 marzo 2012

a) Comunicazioni del Presidente.

1) Situazione sanitaria su unificazione punti nascita del Ponente.

2) Mozioni:

– Mozione su adesione a iniziativa “18 anni in Comune” (sottoscritto)

– Riorganizzazione del servizio idrico provinciale e avvio del percorso di pubblicizzazione dello stesso in accoglimento dei risultati del referendum del 12 e 13 giugno. (cons. Nattero)

– Campagna Nazionale “Salviamo il Paesaggio e difendiamo i Territori” (Cons. Indulgenza)

3) Ricostituzione Commissioni Consiliari II, III, Speciale Sanità, Speciale Ambiente e Speciale Viabilità. (formalità conseguente all’uscita dal consiglio di Paolo Verda)

4) Nomina Collegio dei Revisori dei Conti del Comune – Triennio 2012/2015.

5) Approvazione Accordo di Programma per il trasporto pubblico locale 2009-2011.

6) Modifica art. 91 “fiere e promozionali” del Regolamento del Commercio al dettaglio su aree pubbliche.

7 Marzo 2012

C'è una visita per te

Francesco Goodview Caltagirone ha ricevuto la prima visita in carcere. E’ andato a trovarlo nientemeno che il Senatore Riccardo Villari [breve biografia: DC, PPI, CDU, UDEUR, MARGHERITA, ULIVO, PD (espulso dopo la grana della commissione vigilanza RAI) e ancora RADICALI, MPA, e infine “Coesione Nazionale” (che in Senato è il gruppo omologo a “Iniziativa Responsabile” di Scilipoti)].

Nonostante gli siano stati vietati colloqui di ogni tipo, i Parlamentari hanno il diritto di compiere ispezioni in carcere, senza limiti.

Si dice che questo pellegrinaggio non sarà l’ultimo, e che presto altre auto blu arriveranno a Imperia.

UPDATE – nemmeno il tempo di pubbilcare il post e c’è già il secondo: è Giuseppe Consolo (FLI). Ed è subito polemica, dato che non ha nemmeno fatto finta di “ispezionare” l’istituto penitenziario ma si è subito appartato con Goodview. Consiglio la lettura del commento rilasciato da Roberto Martinelli del SAPPE (il Sindacato della Penitenziaria)

6 Marzo 2012

Il profeta Nostrescinus

Sentir nominare la propria città in tutti i telegiornali rende sempre orgogliosi. Imperia: la città che si è fatta infinocchiare! Imperia: la città col porto più indagato del mediterraneo!

E pensare che Caltagirone era quello che “Ho il conforto della gente di Imperia che mi ringrazia e mi offre il caffè al bar”. Sarà, ma per ora ha ricevuto in dono solo dei nuovi braccialetti.

Cosa ne dice il Sindaco? Per ora nulla, ma a rileggere l’intervista rilasciata a Il Secolo XIX un paio di giorni fa gli si potrebbero addebitare poteri divinatori e profetici. I punti su cui avrei da ridire sono più d’uno, a iniziare dall’uso di “Imperia Levante” e “Imperia Ponente” al posto di Oneglia e Porto Maurizio. D’altronde “negli atti pubblici dopo l’unificazione le parole Oneglia e Porto Maurizio erano vietate ed è ora di riprendere questa abitudine” (ah bei tempi, quando c’era Lui!). Cose dell’altro mondo. O forse no: che invece sia stato un passo anticipato, studiato a tavolino, perfettamente calcolato? Quasi la posa della prima pietra in vista di un cambiamento più grande, di ampio respiro: modificare il nome dell’intera città. Per tentare di lavarci, almeno sulla carta, dall’onta di avere il porto più indagato del Mediterraneo, potremmo decidere di fare come a Bombay e diventare, chessò, Interia. Senza più addosso gli ingombranti nomi dei due maggiori municipi da cui è nata. Massì, dimentichiamoci quanto prima questi desueti toponimi e scordiamoci pure di Caltagirone, del porto, e di tutto quanto.

Ma la sfera di cristallo che il Sindaco tiene in ufficio si palesa nell’affermazione profetica che apre l’intervista, e che non poteva non diventare il titolo di tutto l’articolo: “Nella nostra città non c’è la cultura della legalità”. Due giorni dopo finiscono in galera Caltagirone e Conti, vengono indagati altri personaggi legati al porto, qualche arresto domiciliare, perquisizioni ancora in corso, e non si capisce se siamo alla fine oppure è solo l’inizio.

C’è dell’altro, perché Strescino non si limita a dire che agli Imperiesi manca la cultura della legalità, ma ammette che qui, per trovare lavoro, servono le raccomandazioni: “E’ evidente che il politico può avere più facilità per i suoi contatti. Certo che se viene nelmio ufficio uno che ha perso il lavoro con due figli e moglie disoccupata cerco di fare qualcosa. Chi ha la possibilità di accedere al sindaco è agevolato. Io cerco, infatti, di ricevere più persone possibile”. Ma allora chissà quante volte avrà dovuto ricevere l’architetto a cui sono stati affidati, senza gara, sia il progetto di restauro di Porta Martina (documento ufficiale in Pdf), sia il computo metrico per i portici di Via Della Repubblica (documento ufficiale in Pdf), sia qualche altra progettazione qua e la (vedi il famoso “Quaderno di Imperia”). E chissà se ha dei figli a carico e un coniuge disoccupato, questo architetto. Quel che è certo è che ha un parente stretto in Consiglio Comunale.

Strescino sta innegabilmente tentando il bordo della disperazione: quando in una regata sei molto indietro, l’alternativa migliore può essere quella di lasciar perdere l’inseguimento del gruppo e cambiare il lato della bolina, buttandoti su quello dove non s’è diretto nessun altro. Così, puntando il tutto per tutto in un miracoloso salto del vento, se la sorte ti assiste può anche andarti bene tanto da ritrovarti in testa. Ma in questo caso il tentativo è vano, bisogna dirglielo. Le enormi responsabilità politiche, sue e di tutti quanti hanno fatto finta di non vedere, di non sapere, di non sentire i NOSTRI ammonimenti, non si sciacquano via con qualche bella virata. Il nuovo porto di Imperia è nato male e sta finendo peggio. Ci vuole un RESET totale, al più presto; fare i conti con le macerie e reiniziare sul pulito. “Pulito”, si fa per dire.