Con la gara per le spiagge libere attrezzate ne sono state assegnate due su tre. Poteva andare peggio. Resta scoperta la più grande, quella del Prino. Ma almeno delle altre due non se ne dovrebbe riparlare più fino al 2013.
19 Aprile 2012
19 Aprile 2012
Con la gara per le spiagge libere attrezzate ne sono state assegnate due su tre. Poteva andare peggio. Resta scoperta la più grande, quella del Prino. Ma almeno delle altre due non se ne dovrebbe riparlare più fino al 2013.
18 Aprile 2012

Quel che ipotizzavo un paio di settimane fa – e cioè che il Sindaco, se per assurdo fosse possibile, si armerebbe di mazza ferrata e inizierebbe a demolire il capannone da solo – si sta quasi avverando. Oggi è arrivata sul posto una grossa gru e le operazioni di demolizione sono iniziate.
Anzi, a dir la verità non è ancora successo quasi nulla. Sono stato sul luogo del misfatto e tra un’intervista tv e una dichiarazione, qualche foto e quattro chiacchiere, gli operai non sono partiti con lo smontaggio perché a quanto ho capito manca qualche documento relativo alla sicurezza o cose del genere. Comunque ci siamo, e quando il capannone sarà scomparso vorrà dire che un passaggio simbolico molto importante sarà stato compiuto. E’ il segno di una legalità che cerca di riaffermarsi sulle promesse non mantenute, sugli abusi tardivamente e/o solo parzialmente ammessi, sui “vedrai che non ci fanno nulla”, sugli “esposti infondati dell’opposizione“, sui giochi di forza e di potere. Il simbolo di un castello che si sgretola per lasciare al suo posto un terreno (sociale oltreché fisico) per ricostruire. In maniera sana e soprattutto legale.
E sono passati quasi 3 anni da quando lanciammo Abusivissima.
18 Aprile 2012

Il putridume imperiese si sta palesando giorno per giorno, e dai giornali si scopre che l’inchiesta sulle pressioni su alcuni consiglieri comunali potrebbe interessare anche una sorta di dossieraggio, con cui qualcuno potrebbe aver raccolto dati personali di esponenti politici per riuscire a convincerli.
In Comune negli ultimi tempi si è respirato un clima da mercato delle vacche sconvolgente, mi chiedo quanto ancora durerà.
16 Aprile 2012
La seduta è iniziata attorno alle 20:30 e si è conclusa con il sole, alle 7:30 antimeridiane. La delibera “salva Imperia” è stata approvata all’unanimità, con l’unica astensione di una consigliera della Lega (per inquadrare il personaggio: quella che non aveva voluto votare la mia mozione sulla PEC perché “io non la voglio usare, e quindi anche se è facoltativa non voglio che la usino nemmeno gli altri, per cui non la voto”).
Il contenuto della delibera è piuttosto tecnico, e contiene una serie di punti che hanno lo scopo di indirizzare il Comune a fare tutto quello che è possibile per tutelarsi, comprese eventuali richieste risarcitorie e costituzione di parte ci vile nei procedimenti giudiziari. Si demanda inoltre al Dirigente del settore porti di compiere gli atti necessari per verificare se ci sono o meno i presupposti per la decadenza della concessione. Riguardo alle opere pubbliche che la Porto di Imperia avrebbe dovuto aver già eseguito e di cui non c’è traccia, si procederà con l’escussione delle fidejussioni depositate dalla società affinché possa essere direttamente il Comune a curarne la realizzazione.
C’è stata la presentazione di una dozzina di emendamenti, un paio illustrati da me, e la seduta è stata sospesa per esaminarli attorno alle cinque del mattino. Mentre in aula cercavamo di tenerci svegli, una riunione dei capigruppo li vagliava e maneggiava per arrivare alla votazione senza “doppioni”. Alla fine il PdL annunciava il voto contrario alla delibera nel caso in cui i loro emendamenti non fossero stati tutti approvati; alla fine siano stati in gran parte bocciati, ma il loro voto favorevole c’è stato lo stesso.
In particolare è stato approvata la mia proposta di inserire una formula di tutela per lo scalo di via Scarincio alla Marina, quello usato per la scuola vela e per le regate delle derive, che in parte è inutilizzabile per motivazioni tecnico/burocratiche. In pratica sia quell’area, sia il grande spiazzo di calata Anselmi, sono tecnicamente “aree di cantiere” e fino a quando il direttore dei lavori non ne comunicherà ufficialmente la conclusione, non potranno essere presi in carico dal Comune. Per la cronaca, una conseguenza di questa situazione di cui ci accorgeremo quest’estate è che tutti gli spazi dove solitamente sorgono le tensostrutture in occasione delle “Vele d’epoca” per la prossima edizione non saranno a disposizione. La banchina sarà fruibile soltanto con un corridoio di qualche metro tra il ciglio e la serie di transenne divisorie; in pratica davanti a loro, una volta messi i piedi a terra, gli equipaggi di tutto il mondo che ormeggeranno in banchina si troveranno uno spazio enorme, vuoto, e inagibile.
Al di là della delibera, durante le 10 ore di consiglio sono emersi una buona dose di dati politici nuovi e molto importanti. Il Sindaco ha iniziato con un’illustrazione di un paio d’ore della situazione attuale, ripercorrendo ed elencando tutte magagne di cui finalmente tutti sono ben consapevoli. La rottura tra il PdL “ufficiale” e il Strescino è oramai insanabile: c’è stata anche la scissione dei suoi fedelissimi che hanno formato il gruppo consiliare autonomo “PdL per Imperia”.
Sono volate parole grosse, quasi degli insulti, nei botta e risposta tra PdL e Strescino, tanto che agli interventi della minoranza – tutti decisamente duri – non hanno nemmeno risposto tanto che erano presi dalle loro scaramucce. Ad alimentare i contrasti c’è stata anche una sorta di mozione di sfiducia (anche se tenicamente non lo era) che il PdL ha provato a presentare fuori tempo massimo, proprio la mattina del Consiglio, e che alla fine non è stata ammessa alla discussione.
Il Sindaco, in poche parole, sta rinnegando completamente la linea politica dei suoi predecessori e più in generale del suo partito. Ha detto che ora ci vuole aria nuova, che il sistema di potere attuale sta finendo, che ci sono troppi pesanti condizionamenti (riferendosi anche alle presunte pressioni su alcuni consiglieri per far cadere l’amministrazione), che la città chiede rinnovamento, che l’operazione porto è stata condotta male, etc. E soprattutto che vuole rimanere fino alla fine dell’anno. Il risultato è che una parte della città sta iniziando quasi a vederlo come un eroe, per quanto tutto ciò che adesso sostiene fosse sotto gli occhi di tutti da tanto tempo e che per noi non costituisca alcuna novità. Fa più scalpore vedere una pedina che decide di non essere più tale, di tante persone libere che pedine hanno deciso di non esserlo mai.
Ora la situazione è quantomai complicata: da una parte il PdL ha raggiunto i numeri e ha presentato la mozione di sfiducia con 16 firme (anzi, 15+1 grazie al leone Giuseppe Soria) che se non ci sono intoppi arriverà in consiglio tra 10 e 30 giorni dalla data di presentazione (13 aprile). Dall’altra ci siamo noi che non abbiamo i numeri per arrivare a 16 firme ma che abbiamo lo stesso pronta un’altra mozione di sfiducia.
Nel frattempo stanno uscendo altre gustose intercettazioni da cui si capisce bene il “tutti contro tutti” all’interno del gruppo di potere Caltagirone-Scajola-Gandolfo-Leone-Lanteri ed è difficile fino a che punto arriveremo in questo vortice di sputtanamenti, cambi di rotta, responsabilità politiche e responsabilità penali.
Questo il mio intervento in Consiglio:
12 Aprile 2012
La Repubblica ha pubblicato online questa inchiesta sul porto di Imperia.
11 Aprile 2012
Alla vigilia dell’atteso consiglio comunale sul porto e oramai è piuttosto chiaro che il Sindaco e la nuova Giunta hanno i giorni contati. Da una parte c’è il PDL che non vede l’ora di farla finita, dall’altra ci siamo noi che col resto dell’opposizione siamo pronti ad una mozione di sfiducia. In tutto questo, l’unico partito che non ha chiesto le dimissioni immediate di Strescino è FLI, che innegabilmente ha avuto anche qualche ruolo nella formulazione della nuova “squadra”.
Mentre Strescino si è limitato a dire che ci sono alcune pratiche considerate “urgenti”, il vero e proprio “programma di governo” gliel’ha scritto FLI che oggi ha messo nero su bianco questo comunicato. IMU, PUD e refezione scolastica sono i punti principali in agenda, con annesso appello agli altri partiti per un “patto a termine”.
Ricapitolando: ci viene chiesto di sostenere fino a dicembre Strescino e la sua nuova Giunta per portare a termine un programma nemmeno scritto da lui, bensì da un’altra forza d’opposizione il cui principale esponente era peraltro già parte della maggioranza prima della scissione Berlusconi-Fini. Beh che dire, per Fossati sarebbe un gran colpo: dalla maggioranza all’opposizione e ritorno in poco più di un anno.
6 Aprile 2012
Oggi ancora, su Il Secolo XIX, “Il PD è diviso” perché ieri ho scritto che avrei partecipato alla manifestazione di sabato.
Allora tanto vale calare tutte le carte e smetterla di fingere che il PD sia un partito “normale” dove ci sono diverse vedute che poi convergono in una sintesi comune. Ai giornalisti, che intanto ringrazio per l’attenzione che dedicano al mio blog, offro questi ulteriori spunti:
– Quando mi trovo al bar con Zagarella, io ordino sempre un cappuccino zuccherato e lui un caffé amaro: il PD è diviso
– Oliviero Olivieri e Pino Debonis usano gli slip, io e Fiorenzo Marino i boxer: il PD è diviso
– Paolo Verda usa il Mac, io il pc: il PD è diviso
– Lorenzo Lagorio ogni venerdì gioca a calcetto mentre a me il calcio fa schifo: il PD è diviso
Insomma, il PD è diviso.
5 Aprile 2012

Per completezza dell’informazione: contrariamente a quanto si scrive, il sottoscritto non disobbedisce a nessuno. Semplicemente perché non c’è alcun divieto del PD a partecipare alla manifestazione di sabato. Il partito ha legittimamente scelto di non aderire e così sia, ma fortunatamente ognuno in questi casi è altrettanto legittimamente libero di avere una propria idea, magari diversa.
4 Aprile 2012
Sabato mattina ci sarà una manifestazione/corteo sul porto. Il PD, com’è noto, ha ufficialmente deciso di non aderire (e se invece non fosse noto, qui c’è qualche riga in proposito). Io invece parteciperò, a titolo personale, perché semplicemente mi sembra la cosa giusta da fare.
Sabato 7 aprile ore 10:00 dall’ingresso del parco urbano fino alla banchina di Calata Anselmi. Ci si vede là.
3 Aprile 2012
Bollettino quotidiano della crisi politico-portuale. Imperia, addì 3 Aprile
Quando qualche giorno fa è uscita la proposta di Vinti, avevo buttato giù le prime impressioni della sua exit-strategy per (sintetizzo) disfarsi di Acquamare e far terminare il porto a qualcun altro salvando capra e cavoli.
Dopo due giorni il Sindaco già rispondeva a Vinti, definendo la proposta “irricevibile” e “allarmante” e anche accusandolo – per niente velatamente – di aver scritto per conto e nell’interesse del socio Acquamare S.p.A. anziché per conto della società che presiede: la Porto di Imperia Spa. Dunque Strescino, e magari anche chi lo sta consigliando in questo periodo, devono aver avuto le mie perplessità. Per inciso: ad oggi Vinti non ha chiarito la questione dell’ipoteca. Ma indipendentemente dagli aspetti tecnici, non ci vuole un genio per capire che anche con tutte le intenzioni sarà ben difficile che tutto si riesca a sistemare senza che qualcuno ci rimetta qualcosa. A “tarallucci e vinti”, come scrivevo. E’ razionalmente poco plausibile che nonostante i soldi che probabilmente se ne sono andati chissà dove, come sostiengono dice l’accusa, si riesca a praticare una soluzione che più o meno non deluda nessuno. Per dirlo con altre parole: l’inghippo ci deve pure essere, da qualche parte.
Fermo restando questo discorso, e tenendo presenti i dubbi che avevo e che ho tutt’ora sull’accordo con Acquamare c’è anche da dire che l’idea di tentare una transazione non è così peregrina. Ha un suo fondamento dato che non mi pare ci siano altre vie nel caso in cui si voglia salvaguardare gli acquirenti dei posti barca e la Società (ma non è detto che lo si voglia, beninteso). E quindi il Sindaco in totale autonomia, e nel giro di pochissimo, ha preso una decisione piuttosto importante, rifiutando l’approccio transativo con toni che non lasciano certo spazio a ulteriori agreement. L’opposizione non mi pare che abbia commentato tutto questo più di tanto, perché alla fine va bene così. Invece il PdL, o quel che ne resta, non è per niente contento del secco rifiuto ma è troppo affannato a sprecarsi in comunicati accessori piuttosto che tentare di imporsi in questioni un po’ più fondamentali.
Oggi arriva la risposta del Vinti al “no, grazie” si Strescino. E ci è andato giù pesante, il ragazzo. Dice che ha agito per il bene della Società. Dice che da quando c’è lui i rapporti col Comune sono migliorati (e anzi: sostiene pure che non è stato Strescino a scrivergli di proprio pugno altrimenti avrebbe usato ben altri toni vista la cordialità tra i due). E poi dice ancora una cosa: che prima di presentare la proposta al Comune, ha chiesto l’approvazione da parte del CdA, in cui siedono anche membri nominati da Strescino stesso. E indovinate cosa come si sono espressi? Tutti favorevolmente.
Strescino intanto annuncia azioni legali a destra e a manca, e informa che il Comune compie indagini interne su alcune pratiche urbanistiche. Avvocati, parte civile, azioni di responsabilità, commissariamento della Spa, danni a questo e a quello, demolizioni subito, e così via. Per rendere l’idea, possiamo ipotizzare che se fosse legalmente possibile, avrebbe già inforcato una mazza ferrata e starebbe notte e dì a tirar colpi sui pilastri del capannone per farlo cadere e far vedere quanto sia rinsavito. Tutta la scena nel tripudio generale del “fa il bene della città”, ovviamente.
E poi nel pomeriggio è arrivata la proposta di SEL (la consigliera Nattero ne sa sempre una più del diavolo): mozione di sfiducia da presentare dopo il Consiglio del 12. Così da chiudere baracca e burattini con una bella votazione nominale in cui tutti i consiglieri sono chiamati uno per uno a dire SI o NO al proseguimento dell’amministrazione. Per me è NO. Vediamo se ce ne saranno altri 20.