Ieri si sono incontrati i giovani candidati delle liste a sostegno di Paolo Verda.
Durante l’assemblea, partecipata da un folto numero di giovani, è emersa la volontà trasversale di dar vita a un coordinamento che comprenda tutto l’arco giovanile della sinistra partitica e movimentista imperiese.
Si è discusso di vari argomenti: le prospettive occupazionali, gli spazi sociali, la vivibilità, l’ambiente e soprattutto il futuro della città in un difficile momento di trasformazione.
Le ragazze ed i ragazzi del centro-sinistra, uniti nel frangente elettorale, hanno gettato oggi le basi per intraprendere un percorso comune e continuativo.
Simbolica è stata la sede dell’incontro, la Talpa, che si riconferma come luogo di dibattito libero e partecipato.
La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appanaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia.
Enrico Berlinguer – Discorso ai Giovani – Milano, 1982
Soprattutto in occasione dei vari banchetti in cui distribuisco materiale elettorale mi viene posta spesso questa domanda: “ma cos’è il voto disgiunto?”
Partiamo dal FAC-SIMILE della scheda elettorale, supponendo che l’elettore in questione abbia scelto di dare la propria preferenza ad un certo Montanari. Siccome tal Montanari è nella lista PD, il cognome può essere scritto solo nella riga posta accanto al relativo simbolo:
La croce sul simbolo del PD è facoltativa: l’importante è che il simbolo barrato sia quello accanto al quale si scrive il cognome, e non un altro.
A questo punto, se non viene fatto null’altro sulla scheda, il voto viene attribuito automaticamente anche a Paolo Verda dato che è quello che la lista PD appoggia.
Se ora l’elettore facesse un’ulteriore croce sul nome di un candidato sindaco che non è Verda, si tratterebbe di voto disgiunto. E cioè: si dà contemporaneamente la preferenza al candidato consigliere di una certa lista ed a un Sindaco non appoggiato da quella lista.
Viceversa, si potrebbe votare Verda barrando il suo nome e successivamente indicare come preferenza qualcuno che si trova in una lista fuori dalla coalizione di centro-sinistra.
Dal punto di vista politico il voto disgiunto ha un certo significato: alle ultime elezioni comunali Sappa prese alcuni punti percentuali in meno rispetto al totale delle liste che lo sostenevano. Quest’anno, sempre da quella parte, capiterà lo stesso; inoltre tutto fa pensare che il “divario” sia destinato ad aumentare. Questo perché molti sceglieranno di NON VOTARE STRESCINO anche se intenzionati, per un motivo o per l’altro, a dare la preferenza ad un consigliere della sua coalizione. Mi è stato riferito che alcuni candidati del PdL stanno puntando molto su questa possibilità, proponendo loro per primi il voto disgiunto pur di prendere la preferenza.
Il caso limite (o “anatra zoppa”) si verifica quando la vittoria va ad un determinato Sindaco mentre in Consiglio Comunale la maggioranza è detenuta da una coalizione che ne appoggiava un altro.
Spero che questo nodo, venuto al pettine un paio di settimane fa, sia un caso isolato. Sta di fatto che la bruttura sorta sul porto, che dovrebbe servire per ospitare dei cantieri navali, risulta irregolare. I consiglieri del PD Zagarella e Verda hanno presentato a fine aprile un esposto in cui è scritto quello che chiunque può verificare avendo il progetto alla mano: è diverso da ciò che invece è stato costruito.
Bonello, consigliere Regionale, ha presentato un’iterpellanza e riferendosi alla replica giunta dal Comune scrive:
“Sono affermazioni gravissime poiché costituiscono un’implicita ammissione dell’esistenza di un abuso edilizio compiuto dalla Porto di Imperia. La prova del nove sembra esserci fornita proprio dalla Porto di Imperia che si è subito affrettata a presentare una richiesta di sanatoria”.
“Tutto ciò è paradossale – conclude Bonello – così come è paradossale che in questa vicenda il controllato e il controllore coincidano: infatti, il Presidente della Porto di Imperia e il Direttore Generale del Comune di Imperia sono la stessa identica persona”.
La risposta dell’Amministrazione era stata più o meno questa: “Ah sul serio i lavori sono andati avanti senza la necessaria approvazione? Vabbé, pazienza, al massimo ci sarà una multa. Proseguiamo.”
Oggi la Regione non ha partecipato alla Conferenza dei servizi, rimandando di fatto le decisioni sulle varianti proposte e chiedendo più tempo per esaminare la questione dal punto di vista giuridico.
La frittata viene ovviamente rigirata dalla maggioranza, secondo la quale è ovviamente tutto architettato dalla nostra Bolscevica Regione per rallentare i lavori di completamento del porto (?).
Come commentano i due consiglieri democratici, il fatto è realmente grave sia nella sostanza (l’abuso in sé) sia nella forma, che denota un atteggiamento arrogante e irrispettoso delle leggi.
In relazione alla vicenda del Porto di Imperia ormai non stupisce neanche più la totale remissione di un ente pubblico, di un assessore, di un Sindaco nei confronti di un privato che pensa di essere il padrone della città. Neppure il fatto che ci sia un’inchiesta in corso detta loro prudenza. Se il problema fosse l’occupazione sarebbe più opportuno che il Comune, da socio, si facesse carico di verificare lo stato dei pagamenti dei subappaltatori, anche per non essere compartecipe di situazioni sgradevoli. E se ha rinunciato al suo ruolo di controllore, perché compartecipe degli abusi e delle irregolarità, ben venga una Regione Liguria capace di far rispettare le regole. La questione dei capannoni potrebbe essere la sola punta dell’iceberg. Noi il nostro ruolo di controllo lo esercitiamo e continueremo a esercitarlo, per rispetto ai nostri concittadini. Se il PDL e il Ministro Scajola non sono interessati al rispetto di leggi e regole, a Imperia come a Savona, lo dicano chiaramente, e visto che sembrano farne una questione meramente elettorale, gli elettori sapranno giudicare da sé.
Ci troviamo con un controllore che è anche il controllato. Il presidente della Porto di Imperia è la stessa persona fisica che ricopre il ruolo di Direttore Generale del Comune di Imperia. E allora chi controlla?
L’obiettivo è stato raggiunto: la formazione femminile di pallanuoto della Rari Nantes Carige Imperia ha vinto a Firenze l’ultima partita dei playout aggiudicandosi la permanenza in serie A1.
I miei complimenti alle ragazze ed all’allenatore Marco Capanna!
Da piccoli io e lui abbiamo anche giocato in squadra assieme, quando per diverso tempo mi dedicai al nuoto e poi alla pallanuoto. Tra l’altro pochi giorni fa ho scoperto con sorpresa che una foto proprio di quegli anni, in cui sono presente anch’io, è inclusa tra le tante che compongono il volume che la Rari ha stampato per celebrare la propria lunga storia. Dei tanti dodicenni ritratti sul bordo vasca della vecchia piscina ce ne sono alcuni che giocano ancora, mentre altri, come il sottoscritto, hanno invece capito che le partite era meglio guardarle dalla tribuna. Ad ogni modo, bei ricordi!
Dovrebbe essere proprio questo il mio momento di massima attività “blogghistica”, ed invece la campagna elettorale mi assorbe a tal punto che non ho avuto il tempo di scrivere per ben 10 lunghi giorni. Eppure di spunti ce ne sarebbero a bizzeffe: dal “caso Piccardo” al botta e risposta Verda-Strescino passando per scene quotidiane di vero e puro delirio elettorale.
Potrei citare le innumerevoli chicche uscite durante i vari confronti tra candidati… e forse solo per quelle ci vorrebbe un sito a parte. Avrei da parlare dell’incontro con Chiamparino, degli appuntamenti di Paolo Verda con le categorie cui ho partecipato, quelli con gli abitanti delle frazioni, della presentazione delle liste…
Rimando a tempi migliori, e per ora mi limito a dire che la campagna elettorale è sì stancante e frenetica ma anche istruttiva e formativa. Come ha detto il “Chiampa” è un momento in cui in generale si fa cultura: quella vera, quella reale, quella concreta. Insomma: un momento di crescita, un po’ per tutti.
E’ finalmente online il programma elettorale di Paolo Verda, e voglio subito commentare qui una delle parti che più mi interessa e cui ho maggiormente contribuito. Secondo me è anche una delle più importanti: una città che non pensa ai giovani è una città senza futuro.
I giovani
Valorizziamo i loro progetti
Imperia, una città di cervelli in fuga, in cui chi resta non trova sbocchi, elemosina occupazioni quasi mai all’altezza del proprio titolo di studio, una città che invecchia prematuramente, una città di insoddisfatti. Una città che ha un bisogno vitale di una politica rivolta ai giovani veramente efficace, che restituisca loro il desiderio di costruire il futuro “da casa”.
È prioritario promuovere una forma di “contrattualità” tra le nuove generazioni e l’Amministrazione, investendo sulle loro capacità e vocazioni. Un Comune in grado di mettere a disposizione strumenti per realizzare progetti e persino sogni, di indirizzare verso l’autopromozione, il protagonismo e la responsabilità, sarà un Comune capace di garantire un corretto ricambio generazionale e di contribuire alla formazione del cittadino che ognuno vorrebbe essere o avere accanto.
Come ho già avuto modo di scrivere, è indispensabile che i giovani siano non soltanto ascoltati, ma anche responsabilizzati e indirizzati all’autopromozione. L’obiettivo è permettere di esprimere le proprie potenzialià riducendo la tendenza di “emigrare” verso altre città migliorando innanzitutto i servizi che un Comune deve offrire ai cittadini di determinate fasce di età.
Come raggiungere un obiettivo tanto ambizioso? Ecco i progetti che intendiamo realizzare:
• assegnare spazi per incentivare l’aggregazione, anche diversificando l’offerta di opportunità e di servizi;
• favorire l’uso degli spazi pubblici già esistenti. Per esempio ampliando il patrimonio librario, degli strumenti multimediali e delle attrezzature informatiche di libero accesso alla nuova biblioteca. Il palazzetto dello sport, inoltre, sarà utilizzato anche per eventi e spettacoli di carattere culturale e musicale;
• sfruttare tutte le potenzialità dello sportello informagiovani per renderlo un vero punto di riferimento e supporto ai giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale, oppure ottenere informazioni in merito a progetti che li riguardano, o ancora attivare iniziative di carattere sociale e organizzare eventi culturali;
• istituire un tavolo giovani permanente che sosterrà i progetti concordati con, non solo per loro, investendo sulla capacità di innovazione proprie delle nuove generazioni per apportare beneficio all’intera comunità. Con l’introduzione di forme di consultazione e co-decisione il dialogo tra i giovani e l’Amministrazione sarà continuo e produttivo;
Gli spazi sono l’indispensabile primo passo che dev’essere affontato per favorire le iniziative e la creatività. Ce ne sono molti che nel prossimo futuro per varie ragioni si renderanno disponibili: primi fra tutti gli immobili che attualmente ospitano le due stazioni ferroviare (che stanno per entrare in pensione) e i relativi capannoni. Per fare un esempio molto vicino: a Sanremo la ristrutturazione dell’ex area ferroviaria ha permesso di realizzare lo spazio espositivo “Italo Calvino” che attualmente ospita dalle mostre di artisti emergenti ai concerti, dai convegni alle piccole riunioni.
E’ importante la multifunzionalità del palazzetto dello sport. Come ho accennato in occasione dell’inaugurazione della struttura, le caratteristiche consentono di poterla utilizzare (ed economicamente parlando “ammortizzare”) anche con eventi diversi da quelli sportivi. Concerti, spettacoli, esposizioni temporanee… insomma tutto quello che non è stato possibile fare, o solo a fatica, nel Teatro Cavour.
Per quanto riguarda l’Informagiovani, a mia memoria non ha mai funzionato: ora è un’insegna grigia sopra a due vetrine in Piazza Ulisse Calvi; si sposterà presto qualche metro accanto (al suo posto l’Associazione Alpini), per insediarsi dove ora c’è l’estinta Circoscrizione (una sede monostanza e minuscola). Invece deve essere rivalutato, per diventare un punto di riferimento per i giovani della città, rispondendo a qualsiasi domanda riguardo la vita scolastica o lavorativa, e funzionando da epicentro per le più disparate iniziative. Ed ovviamente Il tutto – è indispensabile – dovrà replicare anche online l’attività dello sportello con un apposito sito web.
Sempre citando la vicina Sanremo (c’è da dire che Borea ha lavorato davvero bene specialmente in questo settore) Il “tavolo giovani” ha avuto un buon successo. E’ un altro aspetto decisivo su cui deve incardinarsi il rapporto tra Amministrazione e giovani. Se questi ultimi vengono coinvolti nelle decisioni, e sanno di poter incidere realmente sulla vita cittadina, saranno spronati ad un maggior impegno.
• dare sostegno alle giovani coppie e all’imprenditorialità dei giovani, aumentando le forme di credito sulla fiducia e facilitare l’accesso al credito – soprattutto alla fascia 18-35 anni – per il mutuo sulla prima casa, attraverso accordi con gli istituti bancari e bonus per sgravare il peso del mutuo;
• offrire possibilità di sconti fiscali e tariffari per tutti i residenti tra i 18 e i 35 anni che costituiscono uno stato di famiglia autonomo;
• garantire un sostegno economico (sotto forma di borse di studio, prestiti d’onore, etc.) agli studenti meritevoli non in grado di sostenere le spese per la frequentazione di università lontane dalla città di origine;
La questione economica ha evidente rilevanza quando si parla di imprenditorialità, di studio, di famiglia. In tutti e tre questi settori sono previste attività di sostegno per la fascia 18-15 in cui rientrano i giovani nell’età post-scolare durante la quale cominciano a diventare autonomi. Pensiamo a due ventenni che decidono di iniziare una convivenza: un grande aiuto potrebbe arrivare dal Comune riducendo ad esempio la tassa sui rifiuti e le bollette dell’acqua, oppure aiutandoli ad ottenere mutui a condizioni agevolate in accordo con gli istituti di credito.
• istituire una Tessera Giovani che consenta di partecipare gratuitamente o a costo ridotto a tutte le iniziative culturali della città e -attraverso una convenzione con i commercianti interessati- di acquistare prodotti culturali (libri, cd, dvd, etc.) a prezzi molto agevolati. In cambio della tessera, il giovane offrirà disponibilità a partecipare all’organizzazione delle iniziative pubbliche in forma gratuita e volontaria.
Si potrebbe dire che la “Teen Card” esiste già; ma a parte il fatto che ne andrebbe modificato il “raggio d’azione” (sia sulla fascia d’età interessata, sia sul tipo delle convenzioni incluse) non è un dettaglio da trascurare quello di richiedere qualcosa “in cambio” a chi ne vuole usufruire. Come tutte le cose che vengono in un qualche modo “conquistate” avranno un valore maggiore, e in questa maniera verrà raggiunto un un doppio obiettivo: quello di disporre di una larga “forza lavoro” (se così si può chiamare) che può essere molto utile nell’organizzazione degli eventi, ed al tempo stesso far vivere a chi ne prenderà parte nuove esperienze di collaborazione, volontariato, socialità e crescita individuale.
Pubblico un articolo che ha scritto Ilyes, studente del Liceo Vieusseux, a proposito delle carte elettroniche contemplate nella riforma scolastica. E ci si accorge che della Gelmini, dei tagli, e di tutto ciò che ha infiammato in autunno la politica nazionale e il movimento studentesco, non si sente quasi più parlare.
Il processo di modernizzazione della scuola sta procedendo a ritmo sostenuto, almeno questo è quanto giornali cartacei e televisivi hanno intenzione di farci credere, con articoli e servizi dedicati alle innovazioni del ministro Gelmini.
Basta accendere la televisione, su un qualsiasi canale, per potere vedere un servizio riguardante la recente idea dell’inserimento delle carte elettroniche per segnalare le assenze ed i ritardi presso gli istituti medi superiori.
Questa è realmente modernizzazione? Piuttosto un altro inutile spreco di soldi, in un momento nero dell’istruzione italiana, sia dal punto di vista qualitativo che economico.
L’economia scolastica ha subito una decisa penalizzazione con il decreto Gelmini, vedendosi ridurre nettamente le entrate. Il ministro nonostante la situazione finanziaria, ha preso la brillante decisione di portare avanti il progetto di trasformazione della scuola implementando nuovi sistemi elettronici.
L’utilità dovrebbe essere alla base di ogni progetto riguardante una tema così delicato ed importante come la scuola, ma purtroppo l’interesse e la convenienza stanno sempre più rapidamente prendendo il sopravvento, come dimostrato dal recente decreto. Infatti, l’inserimento delle carte elettroniche nelle scuole, e il relativo impianto, comporta per le scuole un’ulteriore spesa non indifferente.
L’utilità di questo sistema non è semplice da trovare: esso fa in modo che si registri elettronicamente l’orario di entrata dello studente o l’eventuale assenza, funzione già assolta fino ad oggi dal registro di classe e che comunque non verrà mandato in pensione ma continuerà a registrare le stesse come da sempre.
Un altro ingegnoso metodo per incrementare il PIL? O per soddisfare la richiesta di spendere avanzata dal primo ministro? Dal punto di vista economico è un aggravio di spesa, in particolare se verrà estesa a tutte le scuole italiane, nonostante i dirigenti scolastici si siano fortemente lamentati per la mancanza di fondi, necessari per l’istituzione degli obbligatori corsi di recupero; per i quali il ministero ha deciso un taglio di 40 milioni di euro sui fondi destinati e ha consigliato alle scuole di utilizzare quel che rimane nelle singole casse.
Dal punto di vista personale, tutto ciò contribuisce ulteriormente al progressivo declino del rapporto studente-insegnante, in cui quest’ultimo avrà sempre meno il dovere di curarsi del singolo studente, trattando i ragazzi come semplici numeri o lettere su una tabella.
Questa deresponsabilizzazione della scuola non può che nuocere allo studente, il quale si ritroverà senza le debite attenzioni, che meriterebbe frequentando un istituto di un paese sviluppato.
D’altro lato la famiglia si troverà a gestire la scolarità dei suoi ragazzi in maniera “contabile” e quindi avulsa dalla condizione reale del giovane che verrebbe a subire una pressione senza poter spiegare le ragioni del disagio di cui le assenze sono solo il segnale evidente.
Come risultato finale i ragazzi saranno le più dirette vittime di questa “innovazione”.
Non è solo qui a Imperia che la campagna elettorale si appresta ad inaugurare l’ultimo mese. Speciale attenzione a a Camporosso ed ovviamente a Sanremo, dove i Giovani Democratici hanno messo in canpo un bello schieramento: a sostenere Borea ci sono Fabiana Dumarte, Flavio Di Malta, Jolanda Gurnari, Alessandro Lanteri, Andrea Zulberti e Valentina Borea. Al fianco di Gibelli troviamo invece Gaetano Messina e Simona Pappatico.
In tutto, aggiungendo il sottoscritto, sono 9 i Demozuveni che in provincia provano a diventare Consigliere Comunale. E’ già un bel primo risultato del gruppo coordinato dal prode Alessandro, che se n’è uscito con quest’altra perla pubblicata su DemIm:
Una proposta per l’entroterra
Sta tenendo banco in questi giorni la polemica riguardo le candidature femminili del PdL.
La solita stampa bolscevica, coadiuvata dall’illiberale e noglobal signora Veronica Lario, ha di fatto obbligato il nostro Presidente del Consiglio a ritirare le candidature di alcune fanciulle under 30, creando evidenti scompensi nella loro vita lavorativa. Adesso queste povere ragazze, sedotte ed abbandonate, non sanno più che fare, hanno perso un impiego su cui contavano.
Come Segretario dei Giovani Democratici della Provincia di Imperia propongo la loro candidatura nelle nostre fila.
Chiara Sgarbossa, 25 anni, ex miss Veneto, la vedrei benissimo candidata a San Biagio della Cima, ad esempio; Angela Sozio, ex concorrente del Grande Fratello, potrebbe essere un ottimo assessore alla videosorveglianza ad Olivetta San Michele; infine Susanna Petrone, valletta di Guida al Campionato potrebbe diventare un’ottima delegata allo Sport a Montegrosso Pian Latte.