il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

21 Agosto 2009

Abusivissima – Il documento congiunto

Quello che segue è il documento prodotto congiuntamente da: Giovani Democratici – Giovani Comunisti – Sinistra per Imperia- Con Imperia – CSOA La Talpa e l’Orologio – Liberamente – ARCI ACPO – ARCI Guernica- Garabombo l’invisibile – Collettivo Studentesco il Bombarolo

“Quando Quinto saliva alla sua villa, un tempo dominante la distesa dei tetti della città nuova e i bassi quartieri della marina e del porto, più in qua il mucchio di case muffite e lichenose della città vecchia, tra il versante della collina a ponente dove sopra gli orti si infittiva l’oliveto, e, a levante, un reame di ville e alberghi verdi come un bosco, sotto il dosso brullo dei campi di garofani scintillanti di serre fino al Capo: ora più nulla, non vedeva che un sovrapporsi geometrico di parallelepipedi e poliedri, spigoli e lati di case, di qua e di là, tetti, finestre, muri ciechi con solo i finestrini smerigliati dei gabinetti uno sopra l’altro”
Italo Calvino – La speculazione edilizia

Ci sono molti modi per devastare il territorio. Si può inondare una periferia urbana con complessi industriali distruggendo l’ambiente ma producendo lavoro. Un compromesso accettato in nome dell’occupazione. Ma se una devastazione viene portata avanti senza compromessi, senza una contropartita, senza il lavoro? Si può accettare che una regione costituita da una breve striscia di terra tra mare e monti, veda un’immensa lingua di cemento dividere questi due elementi?
Lungo il nostro litorale c’erano camminamenti marini che affascinavano i poeti romantici inglesi dell’ottocento, tutto questo è scomparso. Ora ci restano gli abusi di chi costruisce edilizia residenziale, vende porti futuristici e immensi complessi turistici non tenendo conto né del cittadino, né del paesaggio, lasciando l’ennesimo parcheggio di barche a brancolare come una cattedrale nel deserto.
Caltagirone ha una storia trista e questo è documentato dai suoi precedenti lavori in Italia.
Si è espanso nel sistema azionario di “Porto di Imperia SPA” tramite la società “Acqua Marcia” in poco tempo ed ora ci troviamo un porto in cui il settore pubblico è stato pressoché espulso.
Caltagirone ha trattato per entrare in possesso del 70% di qualsiasi opera che è stata e verrà costruita, di conseguenza, alla conclusione dell’intera struttura, diventerà proprietario di quasi tutto il sistema portuale. Il tutto senza rischiare nulla di tasca sua, trattandosi di denaro “sulla carta”, riferito alla vendita dei posti barca. Non male per chi si è presentato come un grande benefattore per la città …
Il Comune attualmente compromesso nel sistema societario si è reso complice di un abuso edilizio, “il famoso capannone” su cui sta indagando la Procura e, multato dagli organismi preposti, si trova a sanzionare se stesso. La risposta della nuova amministrazione è quella di vendere anche il 10% che è rimasto pubblico, attestando di fatto l’enorme regalo che Imperia ha fatto agli speculatori privati.
Non solo il Comune paga la presenza dell’imprenditore romano. Anche i più illustri imprenditori locali (che facevano capo ad Imperia Sviluppo SPA) sono di fatto tagliati fuori dall’affaire “Porto Imperia”, grazie a giochi societari che li hanno estromessi da qualunque potere decisionale.
Anche grazie alla lunga catena di appalti e sub appalti che distanzia le fonti di liquidità dagli esecutori materiali delle opere si è già arrivati al fallimento di una ditta locale (i cui operai si trovano ora disoccupati e non pagati). E’ facile immaginare che potrebbe non essere un caso isolato.
Ipotizziamo uno scenario doppio. Ipotizziamo che il porto vada bene, funzioni nel modo da loro previsto. Si creerebbe una zona costiera limitrofa al mare (espansa su tutto il litorale cittadino) di lusso ma separata dalla città, tale per cui le persone meno abbienti, causa affitti e costo della vita, verrebbero espulse verso l’entroterra.
Contrariamente, nella seconda ipotesi, nel caso in cui il porto non funzionasse, ci troveremmo con l’ennesimo cimitero di barche.
Non accettiamo questo immaginario. Vogliamo un territorio a misura d’uomo, in cui il cittadino sia immerso nel contesto naturale senza il minimo impatto su di esso.
Crediamo che chi vive, lavora e studia in queste terre abbia maggiore voce in capitolo di chi ha deciso di comprare un’immensa area di questa città, di chi costruirà un porto in cui i normali cittadini non potranno mettere piede, di chi ha costruito un parco urbano, ma avrebbe preferito un campo da golf.
Chiediamo all’amministrazione comunale di aumentare la capacità decisionale del pubblico rispetto al privato all’interno del porto turistico, in modo che il cittadino possa trarre maggiori vantaggi e maggiore forza contrattuale nei confronti di quegli imprenditori che di questo passo potrebbero chiudere le banchine agli imperiesi e ai pescatori, fino a impossessarsi del grande evento delle “Vele d’Epoca”.
Ci troveremo sabato 29 agosto da liberi imperiesi, costruiremo in spiaggia un capannone senza chiedere nessuna autorizzazione dimostrando che dove è tollerato un abuso sul litorale possono esserne tollerate altri. Intorno a questa struttura prenderemo il sole, balleremo e parleremo di territorio con Marco Preve (Giornalista La Repubblica) e Nicola Podestà (ex Direttore Osservatorio Meteorologico di Imperia). Con noi ci saranno tutti quei cittadini liberi che credono che il turismo debba essere sano e responsabile. La sera abbatteremo il mostro, dimostrando che a noi piace il mare senza il cemento, quello delle spiagge alla portata di tutti, senza stabilimenti e barriere all’ingresso. Quella stessa concezione di balneazione che porterebbe qui migliaia di vacanzieri che in tempo di crisi non riescono a reggere spese di ombrelloni, lettini e yacht. Rimuoveremo il capannone perché a noi piace ancora osservare (come direbbe Fabrizio De André) “il lenzuolo che gonfia sul cavo dell’onda”.

14 Agosto 2009

Abusivissima

Clicca per ingrandire

Un solo capannone abusivo a Imperia non ci basta. Sabato 29 agosto ne costruiremo un altro, nella spiaggia libera di Oneglia prima della Galeazza.

Sarà un’occasione per divertirci che costituirà lo spunto per pensare seriamente alla nostra costa ed al suo futuro. Nel primo pomeriggio avremo due ospiti illusti: Nicola Podestà, ex direttore dell’Osservatorio di Imperia ed autore di saggi, e Marco Preve, giornalista de La Repubbica nonché già autore de “Il Partito del Cemento”.

Ci parleranno di rischio sismico, energie rinnovabili, cementificazione, abusi edilizi. Il tutto dopo aver eretto con l’aiuto dell’intera spiaggia – e con tanto di dichiarazione di inizio lavori e cerimonia di inaugurazione – un bel nuovo capannone di (simil-)cemento. Però in serata, giusto prima di andare via, in un simbolico atto di demolizione – a tempo di musica – libereremo la costa dallo scempio per lasciarla come l’avremo trovata.

L’invito a partecipare è aperto a tutti: turisti e residenti, vecchi e bambini.

PRENDI SECCHIELLO E PALETTA, UN NUOVO ABUSO TI ASPETTA!

Programma:

31 Luglio 2009

Consiglio del 31 luglio 2009

Innanzitutto una sintesi delle risposte alle mie tre interrogazioni.

Riguardo alle bandiere, l’Assessore Broccoletti (arredo urbano) ha annunciato di essersi fatto un giro presso tutti i pennoni per prender visione della situazione generale. Ha annunciato che quanto prima verranno acquistate e risistemate al loro posto, concordando sul fatto che sia una buona cosa abbellire quanto possibile l’immagine della città.

Per la biblioteca mi ha risposto Marco Scajola. Come immaginavo è troppo tardi per cambiare l’orario estivo della biblioteca e non mi ha potuto garantire che sarà fatto in questa stagione. Ha comunque preso atto della mia richiesta e nel futuro si cercherà di ridurre al minimo il periodo di chiusura per inventario. Sulla questione dell’informatizzazione degli archivi ha precisato che fin’ora è stata data priorità all’installazione di un sistema antitaccheggio basato su RFID (fornito dalla 3M). Nei prossimi due anni si procederà con il resto. Su La Stampa di oggi c’è anche una nota a riguardo, scritta da Silvia Bonjean (direttrice della biblioteca)

«La Biblioteca è informatizzata»

L’archivio infomatizzato esiste dal settembre 2002, anno in cui la Biblioteca ha aderito ad sbn client server, un moderno e funzionale sistema di catalogazione e gestione di servizi bibliotecari finanziato dalla Regione. Sono attualmente inseriti a catalogo informatizzato consultabile on line anche da casa e quindi reperibili agevolmente circa 24 mila volumi che corrispondono alle sezioni di più ampia e frequente consultazione e lettura (tutti quelli che sono a scaffale aperto al secondo piano, e buona parte dei volumi del fondo locale e archivio- deposito). Sarà possibile entro i prossimi due anni completare l’informatizzazione di tutto il catalogo delle collezioni moderne, (circa 40 mila volumi) oltre alla catalogazione della biblioteca di edomondo de amicis (3250 libri rari e di pregio). L’attesa nella ricerca dei volumi eventualmente più lunga rispetto alla vecchia sede dipende semmai dal fatto che le iscrizioni, gli utenti e le richieste di prestito sono triplicati, mentre non ha collegamento alcuno con la ricerca dei volumi, più di 20 mila posti tra l’altro a consultazione diretta del lettore (scaffale aperto).

Infine l’argomento più importante, quello delle “case parcheggio”. Mi hanno risposto in due, l’assessore Gaggero e l’assessore Ranise. Entrambi hanno sottolineato la difficoltà di agire in un contesto sociale molto complicato. Personalmente non ero a conoscenza del fatto che la Regione avesse prolungato di un anno i termini per la fine dei lavori, quindi per quanto riguarda il rispetto dell’appalto (lavori di ristrutturazione) tutto pare essere nella norma. Non ho ricevuto invece una risposta soddisfacente sulla destinazione degli inquilini che – per la natura stessa delle case parcheggio – dovrebbero abitarci solo “temporaneamente” e non a tempo indeterminato.

Per il resto il consiglio non ha riservato grosse sorprese. Una lunga serie di formalità con la nomina dei membri del Consorzio Deleghe Agricoltura, la Commissione Giudici Popolari e il subentro nel Consiglio di Paolo Petrucci al posto di Claudio Ghiglione, che rimarrà a presiedere la Commissione Edilizia Locale.

E’ seguita la presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni su piani particolareggiati, ed infine è stata votata all’unanimità la mozione proposta dal PD per l’adozione di un regolamento sulle antenne. Erano presenti in aula molti esponenti del Comitato di Via Don Minzoni, a testimoniare l’enorme interesse della cittadinanza su questo tema.

31 Luglio 2009

Delegati di frazione

Oggi il Sindaco ha nominato 12 “delegati di frazione”, figura inedita annunciata in campagna elettorale.

Tra i prescelti ce ne sono 5 che si erano presentati nelle 3 liste a sostegno di Strescino:

Fabio Garibbo, Artallo; Luisella Ferro, Poggi; Maurizio Massa, Castelvecchio e Oliveto; Antonio D’amore, Costa d’Oneglia; Fulvio Balestra, Sant’Agata; Vittorio Chisci, Caramagna, Cantalupo e Massabovi; Ignazio Allegro, Torrazza e Clavi; Beniamino Giribaldi, Monte Grazie; Luca Paoli, Piani; Giovanni Semeria, Moltedo; Davide La Monica, Borgo d’Oneglia; Giovanni Bonifazio, Barcheto.

31 Luglio 2009

Blitz contro i vu cumprà

Marco Preve sul suo blog:

Poco fa ho ricevuto un comunicato della Capitaneria di Porto di Imperia che da notizia di “un’importante azione di Polizia Giudiziaria in ambito demaniale marittimo.
Le operazioni, coordinate dal Capitano di Fregata Gianpaolo Conti, Comandante della Capitaneria di Porto, hanno interessato principalmente il controllo sulle spiagge dei cosiddetti “vu cumprà” , venditori ambulanti di materiale contraffatto…”. La nota prosegue con l’elencazione delle sanzioni e dei prodotti sequestrati. Attività senz’altro importante, ma mi chiedo se analoga severità e volontà repressiva siano state adottate anche nell’opera di controllo dei lavori di costruzione del nuovo porto in cui sono soci i gruppi Caltagirone Bellavista, Cozzi Parodi e l’amministrazione comunale di Imperia. Ricorderete la vicenda incredibile degli abusi del capannone per cui il Comune è riuscito a multare sè stesso. In quel caso gli illeciti urbanistici la Capitaneria li ha segnalati alla procura non per averli scoperti da sola bensì dopo l’esposto di due consiglieri del Pd.
Ma che ci volete fare i vu cumprà si muovono, sono abbronzati – come direbbe il premier Papi B.- e fanno un mucchio di casino. Il cemento invece è silenzioso, sta fermo e ti accorgi che c’è solo quando il cantiere ha chiuso.

29 Luglio 2009

Tutto nel rispetto delle leggi

La giunta Regionale ligure ha approvato una variante che aggiorna il Piano di Coordinamento Paesistico, con l’intento di limitare in alcune zone la possibilità di costruire e la conseguente cementificazione costiera.

In questa pagina del sito della Regione è possibile prendere visione delle modifiche apportate dalla variante.

Il Sindaco di Imperia Paolo Strescino – in un commento appena uscito – dice:

“[…] Sino ad oggi tutto ciò che è stato costruito è stato fatto nel rispetto delle leggi. Non sono davvero comprensibili i motivi di questa drastica chiusura”

A parte il fatto che se anche fosse vero che tutto è stato fatto nella legalità questo non è per forza un buon motivo per non dover modificare il PCP, che nessuno gli abbia detto che il catafalco nel mezzo del nuovo porto è abusivo e c’è un’indagine della Procura in corso?

29 Luglio 2009

Vietato vietare

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

A Sanremo, per evidenti e urgenti motivi di sicurezza, sono state vietate pericolose ed indecorose attività come sedersi a mangiare un gelato in piazza Colombo.

Il gruppo provinciale dei Giovani Democratici, per mano del Segretario Alessandro Lanteri (d’ora in poi soprannominato “Toro Seduto”) ha presentato al Sindaco una richiesta ufficiale per l’utilizzo del suolo pubblico al fine di poter svolgere varie attività sociali nel pieno rispetto della legge.

Oggetto: richiesta suolo pubblico per scopi sociali

I sottoscritti Alessandro Lanteri (anni 27), Giorgio Montanari (anni 26), Stefano Vio (anni 22) e Simone Barbagallo (anni 24) richiedono la concessione dello spazio pubblico, sito in Piazza Colombo, corrispondente al lato sud dell’aiola a bordo carreggiata lato orientale, con il motivo di impellenti esigenze di carattere sociale, che devono essere svolti in posizione di parziale riposo, ossia seduti sul bordo dell’aiola di cui sopra.

La richiesta si intende per il giorno 6 agosto dalle ore 16, 15 alle 17, 10 circa.

Il programma delle attività, previste sulla porzione di suolo pubblico in oggetto dai sopracitati richiedenti comprende:

  • degustazione di n° 4 gelati (specificatamente, una coppetta gusti limone-fragola, una coppetta gusti vaniglia-cioccolato, un cono gusti stracciatella-bacio-panna montata e un cono gusti caffè-cioccolato);
  • raccolta rifiuti dagli stessi prodotta e conferimento nel più vicino cestino;
  • analisi approfondita dei principali investimenti e cessioni in capitale umano delle squadre di calcio militanti nelle serie A e B;
  • discussione di stampo cinematografico-artistico sulle rispettive capacità espressive delle artiste Angelina Jolie, Scarlett Johannsson e Milla Jovovich;
  • comparazione di stampo meteorologico della situazione atmosferica dei giorni appena trascorsi e del possibile scenario futuro in vista di possibile passeggiata sulle cime della Alpi Liguri;
  • esposizione di un aneddoto umoristico inventato, popolarmente noto come “barzelletta”, avente come oggetto diversi comportamenti umani di fronte alla medesima situazione;
  • discussione di stampo organolettico sull’opportunità della presenza dell’aglio nella preparazione della nota ricetta “pasta alla carbonara”;
  • ordine del giorno e successiva mozione a maggioranza se proseguire il pomeriggio con una passeggiata in via Matteotti o lungo l’itinerario ciclopedonale, comprendendo o meno l’assunzione di caffè.

Nel caso sia richiesto, siamo comunque disponibili a preparare una relazione sulle suddette attività, dopo l’effettuazione del loro svolgimento.

28 Luglio 2009

Le mie prime tre question-time

Giovedì prossimo verranno prese in esame tre mie “question-time” su altrettanti diversi argomenti.

La prima (scaricabile qui) riguarda la biblioteca. Ho ricevuto le segnalazioni da amici studenti che, essendo rimasti ad imperia per l’estate, gradirebbero poter andare a studiare lì anche dopo le 13, che è l’orario di chiusura attuale. Tra l’altro gli universitari non sono gli unici frequentatori: ci sono anche bambini piccoli che trascorrono il tempo negli spazi a loro dedicati, e sembra che anche ai turisti non dispiaccia la nuova struttura, che è ampia ed accogliente e ben visibile a chi gira la città.

In Agosto, poi, il pubblico non potrà accedere per tre settimane a causa dell’inventario. Succede che mentre nelle biblioteche moderne i prestiti ed i cataloghi sono gestini in maniera completamente informatizzata, nella nostra siamo ancora decisamente indietro. Ciò implica un lavoro manuale che porta via tempo e risorse, e rende anche macchinosa l’attività di sollecito delle restituzioni. Un rinnovamento in tal senso sarebbe auspicabile, per migliorare il servizio ma anche per evitare una chiusura così prolungata proprio nel mezzo della stagione turistica. Se è vero che la biblioteca ha un “appeal” in questo senso, non possiamo permetterci che resti serrata proprio ora.

Lo spunto per la seconda question-time (scaricabile qui) mi è giunto dalla stampa locale, che ad inizio luglio pubblicava una lettera in cui tal sig. Cavarero – turista piemontese dall’occhio attento – si chiedeva dove fossero finite le bandiere che un tempo svettavano sugli appositi pennoni in Viale Matteotti e della Marina. Ciò ribadisce il concetto che i turisti sono sempre attenti ai dettagli ed ai particolari, e che noi “residenti” per abitudine o pigrizia non sempre ci scomodiamo più di tanto per rendere Imperia esteticamente migliore e turisticamente più appetibile. Certo è che l’assenza delle bandiere conta poco da quando nella più bella cartolina di Imperia che si possa scattare rimane incluso lo scheletro di un enorme (ed abusivo) capannone.

La terza (scaricabile qui) parla infine delle “Case Parcheggio”, argomento già venuto fuori a fine maggio. La situazione purtroppo continua ad essere la stessa. Lì bisogna intervenire con vera urgenza.

“Cus’ u l’è u chestiontain, garsunettu?”

La question-time, che potrebbero forse essere chiamate “interrogazioni” in italiano, è una procedura cui possono far ricorso i Consiglieri. Si pone un quesito (su una tematica amministrativa) all’attenzione del Sindaco e del Presidente del Consiglio. A seconda dell’ambito la risposta viene affidata all’assessore competente, che la esprime pubblicamente. Le question-time si tengono prima dell’inizio di ciascuna riunione del Consiglio, con questo rito:il Presidente legge il quesito, il Consigliere che l’ha proposto ha 3 minuti per argomentare, l’Assessore risponde in 5 minuti, al Consigliere è concessa una replica di chiusura di 2 minuti per esprimere la propria (in)soddisfazione della risposta ricevuta.

27 Luglio 2009

O.d.g. 30 luglio 2009

Giovedì 30 luglio si terrà l’ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva. L’ordine del giorno è scaricabile qui in PDF.

Riassumendo, il Consigliere Claudio Ghiglione è dimissionario e verrà surrogato dal primo dei non eletti (che a questo punto mi pare sia Paolo Petrucci). Successivamente verrà nominata la Commissione Elenchi Giudici Popolari e la Commissione Toponomastica. C’è anche in programma la designazione dei Rappresentanti del Comune nel Consorzio Deleghe in Agricoltura.

Seguono 7 prese d’atto della mancata presentazione di osservazioni su altrettanti piani particolareggiati.

Infine c’è una mozione che è stata presentata dal nostro gruppo consiliare riguardo agli impianti di telefonia mobile. Durante un pubblico dibattito, in campagna elettorale Strescino disse a Verda che il regolamento sui ripetitori non era stato fatto perché la minoranza non l’aveva mai presentato (!). Allora eccolo: è una bozza da cui prendere spunto, modificare qualcosa dove serve, e se tutto va bene anche Imperia avrà il proprio regolamento.