il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

30 Settembre 2011

Pan per focaccia (a proposito di mense scolastiche)

Su Sanremonews c’è un intervento del collega Petrucci (PdL) sulle mense scolastiche. Dice:

In data odierna, insieme all’assessore alle Politiche Sociali Antonello Ranise ed alcuni dirigenti, mi sono recato alla mensa della scuola di L.go Ghiglia per pranzare insieme ad alunni e maestre avendo modo di testare il servizio. La realtà che ho avuto modo di toccare con mano o per meglio dire con bocca… è assolutamente di qualità sia per quanto riguarda il cibo sia per il servizio offerto dagli Operatori.

Innanzitutto, ci sarebbe da stupirsi del contrario; è pacifico che la qualità debba essere il primo requisito in una mensa scolastica, e ci mancherebbe altro. Ma il problema non è quello, o meglio: non in questi termini. Faccio un esempio: quando siamo andati a volantinare e parlare coi genitori davanti alle elementari di Piazza Mameli, molti ci hanno detto che i loro pargoli si erano lamentati della qualità del cibo. A meno che non abbiano cresciuto degli infanti precocemente polemici, quelle lamentele guarda caso trovano riscontro nel fatto che adesso in quella scuola il primo piatto viene cucinato in loco, mentre il secondo (la portata su cui si concentravano le critiche, appunto) viene prodotto altrove e successivamente trasportato e servito lì. Sarà un caso?

Ma a parte la disquisizione sulla bontà della pasta al sugo che il Petrucci si è pappato stamane, che cosa c’entra il giudizio “in data odierna” – basato peraltro su un campione non compiutamente significativo di una mensa su dodici – quando l’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è proprio quello di esternalizzare il servizio e quindi per forza di cose modificarlo? Il problema vero, e arriviamo al punto, è la possibilità che la qualità si abbassi ulteriormente, senza contare le implicazioni dell’esternalizzazione, occupazionali e legati al prezzo: se un servizio viene affidato a un privato, dovrà per forza subire un rialzo. Perché all’imprenditore privato non basta “andare in pari”: gli serve avere un utile.

Il comunicato finisce così:

E per fare chiarezza una volta per tutte ricordo che gli ultimi rincari sulla mensa scolastica di circa 8€ al mese sul primo figlio, sono aumenti da tabella ISTAT, rimasti per anni congelati prima del 2009

I numeri sono numeri, ma è assodato che possano essere interpretati alla bisogna. Ricordo allora che dal 2009 al 2010 il costo è passato da 76 € a 88 € (+16%), e per il 2011 siamo a 96 € (un altro +9%). Da notare infine che il costo non è parametrato all’ISEE come avviene nella maggior parte delle città per non pesare troppo sulle famiglie con un reddito basso.

28 Settembre 2011

Un post a Rete unificata

Parte una nuova mobilitazione contro l’ennesimo tentativo di bavaglio. Il post che segue è preso da qui, e giro a mia volta l’invito a tutti i blogger: diffondetelo anche voi.

Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.

Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.

Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l’impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).

Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.

Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.

Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.

La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.

Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.

Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?
Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).

Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?

Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.

E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.

Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.

Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.

(post originale di Bruno Saetta)

27 Settembre 2011

All'assemblea dei lavoratori della SERIS

Sono di ritorno dal Comune, dove ho partecipato all’assemblea sindacale della SERIS.

Invitati: tutti i Consiglieri Comunali, Assessore alle politiche sociali, Sindaco, Segretario Comunale. Presenti: solo la minoranza.

E’ veramente spiacevole, per non dire altro, toccar con mano tale disinteresse per le sorti della società, dei lavoratori, e in generale di tutti i servizi che la SERIS eroga alla cittadinanza, in primis le mense scolastiche. Della decisione di procedere con l’esternalizzazione del servizio, di cui non si è minimamente parlato in Consiglio e di cui siamo venuti a conoscenza solo dai giornali, a quanto pare nessuno vuol parlare pubblicamente.

I lavoratori, che vedono vicina la fine del loro impiego visto che tutti contratti scadranno due giorni prima di Natale, sono sul piede di guerra e hanno annunciato una mobilitazione che dovrà, prima o poi, sfociare in un confronto con l’Amministrazione. Amministrazione che dovrà palesare la propria volontà politica, perché non basta usare la manovra finanziaria come uno scudo e addossare al governo nazionale la colpa di aver introdotto quei vincoli che sembrano portare ad un’unica possibilità, e cioè l’esternalizzazione. In realtà le alternative ci sono, ma bisogna avere la volontà di metterle in pratica.

Dal punto di vista politico, la nostra posizione è chiara: è ora di finirla di trattare aspetti così significativi e impattanti sulla qualità della vita dei cittadini imperiesi (costo dei servizi e loro relativa qualità, e prospettive per quasi un centinaio di lavoratori) esclusivamente tramite comunicati stampa e videointerviste in cui Sindaco e Assessore se la suonano e se la cantano. La mobilitazione, dunque, inizia anche per noi.

24 Settembre 2011

Tanto fumo e pochi Meloni

Ho appena letto su Sanremonews gli apprezzamenti dell’Anga provinciale al Ministro Meloni. I giovani agricoltori sono soddisfatti perché la giovane ministra ha dato il proprio nome a una legge costituzionale con cui si arriverà a poter essere eletti alla Camera a 18 anni (anziché gli attuali 25) e in Senato a 25 (anziché gli attuali 40), equiparando l’età minima tra elettorato passivo e attivo.

Ovviamente ora tutti a dire ‘viva la ministra che fa strada aigggiovani’, ma non è tutto oro quel che luccica. Innanzitutto vorrei capire come mai il partito della giovine Giorgia ha bocciato vari emendamenti, tra cui quello di Vassallo (PD) che proponeva di uniformare anche l’età minima per essere elettori del Senato, portandola a 18 anni. Eh sì, perché quando la ‘legge Meloni’ sarà definitivamente approvata, i diciottenni potranno diventare Deputati (e quindi legiferare) ma ancora non potranno votare il Senato fino a quando non avranno spento le loro 25 candeline.

E poi, proprio riguardo all’età, mi trovo d’accordo con quanto ho sentito dire oggi qui a Cortona – dove mi trovo per seguire la scuola di formazione politica del PD – dal nostro On. Fioroni. E cioè: c’è un’età per tutto: d’accordo fare largo ai giovani eccetera, ma davvero pensiamo che un/a ragazzo/a di 18 anni, che per intenderci sta frequentando il quarto o il quinto anno della scuola superiore, sia adatto a sedere in Parlamento? Se avessimo una legge elettorale ‘normalmente democratica’, con le sue belle preferenze, allora risponderei di sì, perché se davvero esistesse qualche enfant prodige tanto conosciuto e preparato da avere il necessario consenso per essere eletto appena maggiorenne, allora non vedrei motivi validi per togliergli questa possibilità. Ma visto che ora come ora – al netto dell’esito che avrà il referendum anti-porcellum – il nostro è purtroppo un Parlamento di nominati, veramente crediamo che questa legge porterà un sincero e reale ‘ricambio generazionale’, e in Parlamento nuove ed eccelse menti di altrettanto eccelsi diciottenni? Oppure, ben che vada, nelle liste comparirà qua e là qualche giovanotto che con la sua faccina ggiovane farà da specchietto per le allodole, con l’unico obbligo di rispondere al proprio capo-partito per ringraziarlo della poltrona che gli è stata offerta?

Va bene, la c.d. legge Meloni comunque sia migliorerà lo stato delle cose, anche se di poco. Ma da qui ad applaudirla per aver aperto le porte alla rappresenzanza giovanile in Parlamento, ce ne passa. Di ostacoli ce n’è ancora molti, e sono ben altri.

24 Settembre 2011

I famosi 10 punti

L’ex Assessore Leone, a inizio agosto, presentò ai colleghi della Giunta un elenco di interventi in ambito finanziario. Si trattava di 10 misure da mettere in atto quanto prima per far fronte allo stato delle casse comunali e alla mannaia del Governo sugli Enti Pubblici.

Ora che la gestione delle Finanze è rimasta nelle dirette mani del Sindaco, occorre che ci dica apertamente se ritiene di confermare o modificare l’impostazione dell’ex vicesindaco.

Di certo c’è che Strescino ha seguito alla lettera le indicazioni di Leone riguardo alle mense, uscendo finalmente allo scoperto con l’annuncio della loro prossima esternalizzazione.

Ma non si può dire lo stesso sulla riduzione dei costi della politica, punto che ci trova particolarmente d’accordo e che ci sorprende trovare nel decalogo di Leone. E’ forse un ravvedimento tardivo, dato che proprio noi proponemmo un taglio ai costi di Assessori e Consiglieri Comunali, proposta poi ovviamente respinta dalla maggioranza?

E a chi, da quel giorno in poi, ha ripetuto sempre e solo lo stesso ritornello, e cioè che sarebbe un misero risparmio, va detta una cosa sola: una classe dirigente deve saper dare l’esempio. E se anche chi ne fa parte saprà fare delle rinunce, sebbene non risolutive, allora potrà permettersi di guardare in faccia i gli imperiesi che, oltre alla crisi globale, prossimamente vedranno aumentare i costi dei servizi e diminuire la loro qualità.

I famosi 10 punti:

1) Riorganizzazione del personale
2) Cessione di Villa Carpeneto all’Amat
3) Esternalizzazione del servizio di Refezione Scolastica
4) Esternalizzazione delle gestioni degli Impianti Sportivi
5) Riorganizzazione delle società controllate
6) Aggiornamento del regolamento degli uffici e dei Servizi e di altre regolamentazioni di contenuto finanziario
7) Ruolo di Ecoimperia e organizzazione del servizio di igiene urbana
8) Istituzione dell’Ufficio Acquisti centralizzato e limitazione spese auto
9) Riduzione dei costi della politica
10) Revisione dei residui passivi e devoluzione mutui

20 Settembre 2011

Linea Gaggero

Sarà un caso, ma da due giorni abbiamo un nuovo vicesindaco e già possiamo prendere visione della nuova linea politica tenuta dal non-vice. Ricalca perfettamente quella a cui Gaggero, già assessore ai lavori pubblici nelle ultime giunte azzurre – ci ha abituato: quella del “con voi non ci parlo”. Per ora i destinatari sono stati quelli del comitato anti-ascensori del Parasio, ma la formula è applicabile ad libitum.

Come dire: chi ben comincia.

19 Settembre 2011

Porcellum allo spiedo

Questi sono gli ultimi giorni utili per le firme anti-porcellum. Già da qualche giorno non ne posso più raccogliere, perché ho finito tutti i moduli disponibili; in extremis ne abbiamo recuperato ancora qualcuno che arriverà da Genova domani, per un ultimo banchetto stradale. Anche all’Ufficio Elettorale hanno esaurito i moduli che il comitato promotore ha inviato a tutti i maggiori Comuni. Insomma, un buon risultato che lascia presagire un lieto fine.

Nel frattempo, forse proprio perché sembra che i numeri (mezzo milione di firme entro la fine del mese) ci siano, c’è chi cerca di salire in anticipo sul carro dei vincitori. Per esempio Fini e il suo capogruppo alla Camera Della Vedova, che oggi è andato a firmare.

Il PD invece, mi duole dirlo, ancora barcolla senza ancora essersi schierato ufficialmente. In realtà una grande parte della dirigenza appoggia il referendum dall’inizio, così come una parte ancora maggiore dell’elettorato (se non tutto), ma lo stesso Bersani non riesce lo stresso a dire che “il PD è a favore del referendum”, ma si limita ad un “alle feste del PD si raccolgono le firme”. Meglio che niente.

Dei possibili risvolti politici del referendum, comunque, se n’è accorto anche D’Alema:

Quello che un po’ mi spaventa è che anche il PdL adesso si è messo a parlare di riforme istituzionali, tra cui non escludono una riforma elettorale. Certo, tirare fuori un argomento nuovo (come ultimamente è già successo molte volte) può servire a distogliere l’attenzione da tutto il resto (processi al Premier e crisi) ma non mi stupirei se uscisse fuori dal cilindro una sorta di mossa nucleare-bis: cambiare in fretta la legge elettorale quel tanto che basta da rendere inutile il referendum, tenendosi comunque a distanza dal ritorno alle preferenze.

14 Settembre 2011

Indiani vs. Cowboys

Copincollo integralmente il pensiero del mio capogruppo Paolo Verda sulla vicenda delle dimissioni di Leone:

Con l’uscita di scena del Vice sindaco Leone si conclude di fatto una stagione politica costellata di errori gravissimi e scelte superficiali, in cui i soggetti coinvolti erano preda al delirio di onnipotenza: i dieci anni del Sindaco Sappa in cui tutto appariva possibile e tutto sembrava permesso. Le conseguenze dell’incapacità gestionale sulle vicende portuali e demaniali, delle carenze programmatiche su depuratore, raccolta rifiuti e discarica, delle irricevibili scelte politiche su scuola e servizi, delle devastanti politiche urbanistiche, dell’imprudente e autoreferenziale utilizzo di fondi pubblici, ora stanno venendo a galla con ripercussioni negative allora difficilmente immaginabili.

Ma l’aspetto drammatico per la città è ora rappresentato dall’attuale amministrazione che non non si dimostra in grado di controllarle, né soprattutto di capirne la gravità. La scelta di richiamare Leone, al di là delle sue competenze, la trovammo poco lungimirante e frettolosa, ma soprattutto dettata da una strategia sbagliata, che non teneva conto dei cambiamenti e dei problemi da noi evidenziati. Leone era il migliore, ma non l’unico interprete, di una visione politica arrogante, che si distingueva per l’assoluta mancanza di dialogo e di confronto. E’ durato poco l’uomo, ma soprattutto è naufragata la scelta ottusa e sgangherata che essa rappresentava. Pensare di poter uscire e di continuare a gestire la vicenda portuale con il medesimo atteggiamento era pura follia. Il sistema prepotente, di cui la nota lista di proscrizione del Sindaco Strescino è figlia, non porta da nessuna parte, mai. Leone si è dimesso anche grazie alla difesa delle norme, delle leggi, dei procedimenti che noi da sempre portiamo avanti. Leone si è dimesso per la nostra continua ricerca dell’interesse pubblico e del bene comune, spesso calpestato in nome della politica del “fare a tutti i costi” portato avanti dalle amministrazioni di centro destra dell’ultimo decennio. La nostra battaglia, quella degli ‘indiani’ tanto per usare un termine coniato dal nostro ex vice sindaco, era contro questa cultura, condotta senza faziosità e soprattutto senza intenti distruttivi. Anche grazie alla nostra determinazione e fermezza, tensioni insostenibili ai più, ora si spostano dalla società che gestisce il porto direttamente alla classe politica e di conseguenza, le lotte intestine al centro destra, rischiano di paralizzare lo sviluppo e la gestione della città. Una classe politica che porta avanti questi atteggiamenti, se adeguatamente contrastata, difficilmente riesce a tollerarli a lungo. Così come, la città che li subisce, col tempo li respinge e li rifiuta. Non si è dimesso solo il vice sindaco Leone, è stato congedato un certo modo di fare politica.

In questa vicenda Imperia, per la prima volta – conclude Verda – sembra anticipare gli accadimenti nazionali dove, il decadimento della politica, sta provocando danni incalcolabili dal punto di vista democratico e civile e nel contempo rischia di portare il paese al tracollo finanziario. Con questo non offro la collaborazione politica al Sindaco, né porgo la mano per aiutarlo – questo sia ben chiaro – il nostro progetto è e resta alternativo a quello del centro-destra; offro però la nostra immutata disponibilità all’ascolto e al confronto costruttivo e, soprattutto, gli propongo di prestare maggiore attenzione alle minoranze e trarne, se lo riterrà opportuno, suggerimenti e ispirazioni.

13 Settembre 2011

Consiglio Comunale del 12 settembre 2011

(L’ordine del giorno è qui)

3) Per prima cosa un passaggio formale: vengono ricostituite le commissioni consiliari dopo i vari subentri/spostamenti. Ufficializzato il nuovo capogruppo della Lega Nord: è la consigliera Parodi.

1 e 2) Variazioni di bilancio. Le cifre sono piuttosto piccole e l’unica cosa eclatante sono 400 mila euro in arrivo dalla Fondazione Carige esclusivamente per il nuovo Museo Navale, di cui però nessuno parla e di cui non si sa niente. Che tipo di interventi? Quali allestimenti? A quando l’apertura? E con quale forma di gestione?

Altro enigma riguarda i canoni demaniali. La variazione prevede di spostare 40 mila euro precedentemente impegnati su quel capitolo a favore delle spese legali che il Comune sostiene nei vari procedimenti in cui è coinvolto. Non si è capito come mai si spenderà di meno rispetto alle previsioni di inizio estate – quando venne approvato il bilancio previsionale – oppure se è, come ha ipotizzato Fossati di Fli, l’inizio di un ‘indebitamento’ nei confronti dello stato.

Altro punto caldo è la SERIS, la società che gestisce le mense scolastiche, di cui il futuro è incentro. Intanto quest’anno scolastico è iniziato con 4 mense in meno rispetto all’anno scorso (che già iniziò con 3 in meno rispetto a quello prima.

Il colpo di scena è arrivato alla fine della seconda replica dell’Assessore, con le dimissioni del vicesindaco-assessore Leone, che leggendo una sorta di comunicato-commiato ha detto tra le altre cose (frasi sparse che sono riuscito a trascrivere in diretta):

[..] Quando ho accettato di rientrare nella giunta sapevo bene che avrei avuto un puntino rosso a seguirmi
[..] Sapevo che sarei entrato in situazioni pericolose.
[..] Il mio ingresso è stato segnato da polemiche sull’anagrafe degli assessori anziché sulla loro qualità.
[..] E da tempo si sente parlare dell’opportunità di un ricambio in giunta, chiacchiere non smentite da chi avrebbe potuto farlo
[..] Le ragioni della mia permanenza sono terminate, e siccome la dignità è un valore imprescindibile, rassegno le dimissioni. L’altra volta ho detto addio, questa volta dico “buona sera”.

Poco dopo il Sindaco ha preso la parola, prima per assicurare che a breve si conoscerà il nuovo assetto della Giunta, poi per fare (secondo colpo di scena) il suo primo discorso veramente ‘da Sindaco’ e non da ‘capopopolo’ : una serie di aperture inaspettate verso la minoranza (tra cui un passaggio sul fatto che in fondo tutti – nel rispetto dei propri ruoli eccetera – abbiamo sempre agito nell’interesse della città. Ma va?)

E non solo:

Per voltare pagina questa è l’occasione migliore, che si è presentata inaspettatamente.

E poi che la sua maggioranza deve “riprendersi la fiducia dei concittadini”, che le decisioni devono essere possibilmente condivise, e qualche altro ammiccamento dalla nostra parte.

Tornando all’ordine del giorno, entrambe le variazioni sono state approvate dalla maggioranza con il voto contrario dell’opposizione (Fli astenuto sulla prima e favorevole alla seconda – Soria della Lista Civica astenuto su entrambe)

4) La pratica riguarda alcune nuove normative che riguardano gli appalti dei servizi pubblici, che interessa il nostro comune perchè sta per essere bandita la gara d’appalto per l’affidamento del servizio di igiene ambientale (raccolta dei rifiuti, spazzamento, etc.). Approvato all’unanimità (esclusa l’astensione di Fli).

Nota: Siccome Leone dopo il proprio intervento ha fisicamente lasciato il Comune, anche questa volta l’interrogazione di Lagorio sui costi del porto non ha avuto risposta. E pensare che venne depositata ad aprile, e per un motivo o per l’altro continua a essere rimandata.

 

 

11 Settembre 2011

O.d.g. 12 settembre 2011

Domani, smaltita la sbornia post-alpina, si ritorna in consiglio comunale:

1) I Variazione di Bilancio – Esercizio 2011. Ratifica Deliberazione G.M. n. 197 del 18.7.2011

2) II Variazione di Bilancio – Esercizio 2011. Ratifica Deliberazione G.M. n. 227 del 30.8.2011

3) Ricostituzione Commissioni Consiliari I, II, III, IV, V, Commissione Speciale Viabilità e Commissione Speciale Ambiente ed Ecologia.

4) Verifica ai sensi dell’art. 4 c. 1 e 2 del D.L. n. 138/2011 dell’assenza dei presupposti di realizzabilità di gestione concorrenziale del servizio igiene ambientale (SIA) di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 del 9/5/2011.

5) Interrogazione di Lagorio sui costi di realizzazione del porto