il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

17 Marzo 2009

2 "election days" = 120 Beckham

E’ su iniziativa dei Giovani Democratici che è stata ideata e realizzata la cartolina che, distribuita dal PD, i cittadini potranno inviare direttamente al Presidente del Consiglio e con la quale si chiede di accorpare il referendum sulla legge elettorale ai prossimi impegni elettorali, che il Governo con un insana decisione vorrebbe indire in date differenti.

Come sappiamo il prossimo giugno saremo chiamati a scegliere i nostri rappresentanti in Europa e nelle amministrazioni locali, e – se non verrà seguito il buon senso – pochi giorni dopo dovremo recarci nuovamente alle urne per il voto referendario. In caso di ballottaggi si arriverà a dover votare per ben tre settimane consecutive.

La domanda che ci poniamo è: perché anticipando di una settimana il referendum non fare in modo che esista un unico turno, un “election day”, che permetta di andare ai seggi una volta sola e che, soprattutto, faccia risparmiare agli Italiani oltre 460 milioni di euro?

Infatti il problema, oltreché politico, è anche economico: si pensi che 460 milioni di euro pagherebbero tutti i libri di testo di tutti gli studenti italiani, e basterebbero per mettere a norma le scuole di tutte le Province, compresa la nostra. O ancora, tema forse più sentito dai cittadini, si potrebbero acquistare ben 5.000 nuove volanti per la polizia.

Se questi argomenti, e cioè la sicurezza, la scuola, il sostegno alle famiglie, fossero troppo distanti dalla vita del nostro Premier, per convincerlo dello spreco potremmo utilizzare un ultimo paragone più vicino a lui: con 460 milioni di euro potrebbe comprare addirittura altri 120 Beckham, per la gioia dei suoi tifosi.

7 Marzo 2009

Legge "Salva Amat" ?

Mi è stato segnalato da un visitatore che sulla Gazzetta Ufficiale è uscita il 28 febbraio scorso la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 208 del 30 dicembre 2008, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente.

E’ stato, tra le altre cose, inserito un nuovo articolo, l’8-sexies che dice: [le sottolineature sono mie]

Art. 8-sexies
Disposizioni in materia di servizio idrico integrato

1. Gli oneri relativi alle attivita’ di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonche’ quelli relativi ai connessi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d’ambito, costituiscono una componente vincolata della tariffa del servizio idrico integrato che concorre alla determinazione del corrispettivo dovuto dall’utente. Detta componente e’ pertanto dovuta al gestore dall’utenza, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purche’ alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati.

2. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione. Nei casi di cui al secondo periodo del comma 1, dall’importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attivita’ di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L’importo da restituire e’ individuato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettive Autorita’ d’ambito.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche agli enti locali gestori in via diretta dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. In tali casi all’individuazione dell’importo da restituire provvedono i medesimi enti locali.

4. […] il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce con propri decreti i criteri ed i parametri per l’attuazione […] di quanto previsto dal comma 2, nonche’ le informazioni minime che devono essere periodicamente fornite agl utenti dai singoli gestori in ordine al programma per la realizzazione, il completamento, l’adeguamento e l’attivazione degli impianti di depurazione previsto dal rispettivo Piano d’ambito, nonche’ al suo grado di progressiva attuazione, e le relative forme di pubblicita’, ivi inclusa l’indicazione all’interno della bolletta.

5. Nell’ambito delle informazioni fornite all’utenza devono rientrare anche quelle inerenti al consuntivo delle spese gia’ sostenute ed al preventivo delle spese che il gestore deve ancora sostenere, a valere sulla quota di tariffa vincolata a coprire gli oneri derivanti dalle attivita’ di cui al comma 4, nonche’ all’osservanza dei tempi di realizzazione previsti.

6. Il Comitato provvede al controllo e al monitoraggio periodico del corretto adempimento degli obblighi informativi da parte del gestore, al quale, nell’ipotesi di inadempienze, si applicano, ai fini dell’osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, le disposizioni di cui all’artcolo 152, commi 2 e 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 .

Qui si stabilisce che la famosa tariffa pagata fino a qualche tempo fa all’Amat è dovuta per intero nei casi in cui, come il nostro, il depuratore non sia a regime ma sia in corso la sua progettazione o la sua realizzazione. Viene detto che gli oneri relativi a queste attività propedeutiche all’attività di depurazione hanno tutto il diritto di stare in bolletta.

E per la restituzione della differenza, vale lo stesso principio: da ciò che l’Amat dovrebbe restituire secondo la sentenza Corte Costituzionale bisogna sottrarre gli oneri derivati dalle attività di progettazione o realizzazione. In pratica tutto quanto.  Perché se ho ben inteso il legalese non viene specificato che la non-restituzione riguarda solo quello che del “supplemento” è effettivamente andato al depuratore, ma in generale tutto il costo dello stesso dev’essere scalato dalla cifra da rimborsare.

Ricapitolando: è giusto pagare la tassa anche quando il depuratore non c’è ma si trova in fase di realizzazione, e comunque non può essere rimborsata qualora la somma spesa per la realizzazione dell’impianto siano uguali o maggiori di quello che è stato pagato dagli utenti.

Infine viene inserito l’obbligo di dettagliare nelle bollette l’ammontare delle cifre, provenienti dagli utenti, che sono state stanziate per gli impianti di depurazione, e in pratica di tenerci aggiornati su come procedono i lavori, se sono nei tempi oppure no.

A Imperia gli Amministratori dichiararono tramite stampa che “I proventi derivanti dalla tassa sulla depurazione non andavano a finanziare le cene della Giunta, ma la manutenzione delle condotte fognarie.”

Se tecnicamente la manutenzione delle condotte fognarie sia in un qualche modo correlata alla costruzione del depuratore non lo so, ma comunque sia i soldi non saranno restituiti perché seppur ancora senza risultati, per quell’eterno cantiere di soldi ne sono stati spesi uno sprofondo: sicuramente non meno dei 10 milioni di euro che gli imperiesi hanno versato in più negli ultimi 10 anni e di cui qualcuno aveva già cominciato a chiedere il rimborso.

Qui tutta la legge.

3 Marzo 2009

Ronde democratiche

E’ sabato sera, intorno alle 20. Insieme ad alcuni amici – nonché compagni di Partito reduci dal nostro primo congresso provinciale – mi incammino chiacchierando da San Giovanni verso il porto.

In piazza Doria due ragazze, ad occhio e croce poco più che ventenni, stanno ritirando le sigarette dal distributore automatico. A pochi metri da loro c’è una presenza che non mi sfugge: si tratta di un uomo, età indefinita, capelli arruffati, sguardo un po’ appannato. “Hey ragazze…” biascica fissandole. L’aspetto decisamente trasandato, la voce impastata e la postura un po’ barcollante, a me sembrano motivi già più che sufficienti per cercare di tenermene alla larga. Figuriamoci alle due giovani, che non hanno certo voglia che costui attacchi bottone. E difatti, appena concluso l’acquisto cominiciano ad allontanarsi con passo deciso in direzione della piazza del mercato, senza considerarlo.

Farfugliando frasi che non riesco a capire, il “losco figuro” trascinando i piedi prende deciso la stessa direzione.

Non sono l’unico che si è accorto della scena e che ha avuto lo stesso presentimento: uno degli amici nel frattempo si è fermato accanto a me, e mi domanda: “Che dici, dobbiamo stare tranquilli?”. Personalmente no, non mi sento affatto tranquillo, e gli rispondo che forse è meglio tenere sott’occhio la situazione. “Non si sa mai”, mi dico.

Segue un velocissimo recrutamento nel gruppo ed ora siamo in quattro a cominciare una sorta di pedinamento discreto, cercando di rimanere alla stessa distanza a cui lui si mantiene a sua volta dalle ragazze oggetto della sua attenzione. Queste proseguono verso via Doria a passo sempre più svelto; si sono voltate ed hanno capito che non è un caso se quel tipo sta facendo la loro stessa strada. Lui le segue, e noi seguiamo lui.

Siamo all’altezza della Capitaneria e il passo di tutta la carovana si è fatto via via più veloce. Le ragazze dopo aver girato l’angolo devono aver accelerato non poco e a questo punto stanno quasi correndo, per quanto sia possibile farlo con i tacchi; personalmente fossi stato nei loro panni sarei entrato a cercar rifugio in uno dei tanti locali che, vista l’ora, sono aperti e ben affollati. E invece si stanno dirigendo verso il fondo del parcheggio, il luogo meno illuminato e frequentato che si potesse trovare. “Accidenti ragazze, capisco che avete la macchina laggiù, ma tanto valeva andare direttamente sulla punta del molo, no?” le rimprovero tra me e me. Ma la paura fa prendere le decisioni più istintive e meno razionali. Intanto noi continuiamo a tallonarlo.

E anche “Mister X”, sebbene con qualche difficoltà dovuta ai calzoni (che sembra gli stiano un calando e che deve continuamente tirar su), affretta la camminata per non prendere troppo svantaggio. Siamo pronti ad uno scatto qualora volesse cominciare a correre per tentare di raggiungerle prima che riescano ad entrare in macchina.

Ma ciò non avviene: le nostre ombre, allungate dai fari che da dietro le nostre spalle illuminano lo spiazzo, vengono notate dall’inseguitore che senza voltarsi rallenta fino a fermarsi. Ha finalmente capito di non essere solo, e desiste. Da cosa, possiamo solo immaginarlo.

Facciamo finta di niente fino a quando la macchina delle due ragazze parte sgommando. Loro sono salve, anche se probabilmente spaventate, e noi possiamo tornarcene indietro soddisfatti.

Scherziamo tra noi sul fatto che abbiamo costituito la prima “Ronda Democratica”, prendendo in giro le ronde padane e le contro-ronde proposte da Caruso.

Oggi ho ripensato a tutto questo, e mi sono fatto delle domande: sarà che magari l’idea delle ronde non è così malsana? Cosa sarebbe potuto succedere se avessimo fatto finta di non vedere? Se avessimo proseguito senza preoccuparci? Le forze dell’ordine sono sufficienti a salvaguardare la nostra sicurezza?

Ci ho riflettuto e sono giunto a questa conclusione: la nostra non è stata affatto una ronda: semplicemente, e senza vantarmi, ci siamo comportati in maniera responsabile. Lo facessimo più spesso, senza girarci dall’altra parte, contribuiremmo tutti alla sicurezza delle nostre città. Si tratti di uno “sconvolto-e-possibile-stupratore” o di un “balordo-che-dà-fuoco-ai-motorini”.

Inoltre avevamo tutti quanti il cellulare pronto a far partire la chiamata al 113 in caso di necessità; non avevamo velleità da sceriffi, e soprattutto la nostra collocazione politica in quel frangente era la stessa ma solo per puro caso. Insomma, le bande di partito che tentano di imporre una propria giustizia in maniera arbitraria devono rimanere solo un lontano ricordo. Quello che serve è innanzitutto un po’ di sano senso civico.

27 Febbraio 2009

La storia insegna!

L'Ufficiale Giudiziario legge il verbale

Ufficiale Giudiziario che legge il verbale

Per la Talpa e l’Orologio quella di ieri è stata, e rimarrà, una data storica. Alla presenza dell’Ufficiale Giudiziario, dei Legali del Comune, del proprietario dell’immobile (qui parlo della vecchia sede), dell’Assessore Regionale Enrico Vesco e di un folto gruppo di “Talpini”, c’è stata la solenne consegna delle chiavi.

Da ieri mattina i locali della sede di via Matteotti non sono più “occupati”, ma sono concessi in temporaneo “comodato d’uso” fino al completamento del trasloco in quel di Barcheto.

Sempre ieri sera, e questa volta in Comune, mentre nel contempo dalla sala Consiliare pervenivano i crepitii derivanti dalla discussione sul porto turistico (per la cronaca, sono state bocciate 7 delle 8 osservazioni proposte dall’opposizione) c’è stato un incontro molto poco formale tra una delegazione degli abitanti di Barcheto (anzi, Trexenda come ha giustamente tenuto a precisare qualcuno) ed alcuni “membri” del Centro Sociale.

L’intenzione della delegazione era quella di protestare contro gli Amministratori comunali, a loro dire colpevoli di aver sottaciuto il conseguimento dell’accordo sulla nuova sede.

Chi era lì, come il sottoscritto, lo ha fatto per conoscere e farsi conoscere. Perché innanzitutto bisogna abbattere alcuni pregiudizi, mostrando che coloro che difendono la Talpa e la sua attività non sono mostri a due teste, ma gente comune di tutti gli assortimenti possibili (studenti, insegnanti, impiegati, pensionati, imprenditori, disoccupati, giovani, vecchi, uomini e donne).

Dopo aver capito che non ci sono intenzioni bellicose, fortunatamente una parte della delegazione di cui sopra è stata ragionevole e ha illustrato le proprie preoccupazioni. Hanno delle motivazioni tecnico-pratiche che li hanno spinti a questa protesta, e io li capisco. Sinceramente. In particolare si è parlato del possibile rumore (in riferimento alla musica dei concerti) e della carenza di parcheggi. Questi sono i loro crucci, e hanno fatto bene a parlarcene. Anche perché i problemi del quartiere diverranno i problemi anche della Talpa. Non si tratterà di un corpo estraneo, ma di una nuova realtà che arricchirà la zona. Non dal punto di vista economico, è chiaro, ma da quello aggregativo, culturale, musicale, giovanile.

Nota dolente: l’assoluta impossibilità di dialogo con alcuni altri; tra costoro il Consigliere CIrcoscrizionale Bonifazio, che ha aggredito (in maniera verbale, s’intende) dapprima il vicesindaco Strescino e poi un po’ chiunque cercasse un confronto tranquillo e pacato. Questo è un breve stralcio di uno dei più significativi dialoghi che ho sentito:

– Parliamone. Che problemi può dare il Centro Sociale?
– La storia insegna!!
– In che senso? La Talpa fin’ora è stata in pieno centro e non ci sono mai stati disordini o problemi…
– LA STORIA INSEGNA!!
– Insegna cosa? Proprio perché insegna, siccome non è mai successo nulla, di cosa bisognerebbe preoccuparsi?
– LA STORIA INSEGNA!!!!

E vabbé.

25 Febbraio 2009

L'acqua del Sindaco

Nel Consiglio Comunale di domani si discuterà prevalentemente del Porto, ma non manca un’interrogazione della consigliere Gabriella Badano (Verdi) che pone l’attenzione sull’acqua. Non quella su cui si adageranno presto enormi panfili. Quella da bere.

Sono queste le richieste che contiene:

1) di disporre che le bollette dell’Amat di pagamento dell’acqua potabile siano accompagnate dal depliant informativo che illustra i valori dell’acqua distribuita e li confronta con i parametri di legge

E’ una buona idea: la sensibilizzazione parte anche dal confronto economico e qualitativo con l’acqua che siamo soliti comprare in bottiglia. Allegare un depliant alle bollette potrebbe essere un primo passo.

2) di utilizzare, in Consiglio Comunale ed in sala Giunta acqua del rubinetto in caraffa

Cambierà poco perché non credo che i nostri consiglieri bevano come cammelli, ma è sicuramente condivisibile l’idea che il buon esempio dev’essere dato (anche) dagli Amministratori.

3) di promuovere una campagna informativa, tramite manifesti e materiale informativo per promuovere “l’etichetta dell’acqua del rubinetto”

Anche questa è una buona idea: ci sono Comuni (come scrivevo tempo fa) che investono molto sull’acqua pubblica, distribuendo caraffe a tutte le famiglie. L’uso dell’ “Acqua del Sindaco”, come la chiama qualcuno, non può essere “forzato”: bisogna prima di tutto far capire perché è una scelta buona e giusta.

Infine:

4) di utilizzare, a partire dal prossimo anno scolastico, nelle mense scolastiche, come già in atto in Comuni della Provincia, l’acqua del rubinetto, prevedendo controlli periodici aggiuntivi dell’acqua che giunge nei diversi Istituti scolastici

L’acqua in bottiglia costa di più, il suo trasporto inquina, così come inquinano le montagne di PET (le bottiglie vuote) che devono essere smaltite. Comuni virtuosi già da tempo hanno sostituito quella industriale con l’acqua del rubinetto. Le mense dovrebbero adeguarsi e predisporsi di caraffe. Con un impianto di depurazione aggiuntivo, eventualmente, in modo da scongiurare qualsiasi problema alla rete idrica.

Tutto questo è – giusto per restare in tema – solo una goccia nel mare per quanto riguarda il “problema acqua”. Forse non ce ne rendiamo conto ma, complice il DL 112 firmato da Tremonti, la situazione potrebbe precipitare.

La ricetta che propongono Pallante e Grillo è ben più articolata, ma ovviamente (figuriamoci!) non siamo pronti per affrontare il tema in maniera così radicale. Ci vorranno anni, purtroppo, prima che si prenda coscenza del problema per intero. Questo il decalogo:

1. L’acqua deve rimanere pubblica
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
9. Promozione uso acqua potabile comunale
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento

Chissà, se la Badano trovasse approvazione alle sue richieste, il penultimo punto sarebbe già a posto. Ne rimarrebbero solo altri 9.

Aggiornamento: si parla anche di abbandonare l’uso delle stoviglie di plastica.

25 Febbraio 2009

Il mandante

Tra festival, frizzi e lazzi è passata un po’ in secondo piano la notizia che Mills è stato condannato.

L’avvocato Mills condannato per essere stato corrotto da un dipendente di Berlusconi, con i soldi di Berlusconi, per testimoniare il falso in un processo a carico di Berlusconi. Permane il mistero sul nome del mandante.

(letta su Facebook)

21 Febbraio 2009

I know my chickens

Mi ero lasciato andare ad un pronostico, che si è avverato anche se ammetto di aver sottostimato i tempi di reazione.

Oggi, con un giorno di ritardo rispetto alla mia previsione, è uscito questo bel comunicato a proposito della nuova sede del Centro Sociale, individuato in zona Barcheto. Lo riporto in versione integrale perché ne vale la pena:

Il comitato spontaneo di cittadini denominato “Barcheto periferie e dintorni”, è pienamente contrario ad accogliere la sede della talpa e l’orologio a Barcheto.
Dall’assemblea straordinaria è emerso chiaramente che tutti i mali che affliggono i cittadini nascono dall’incapacità del centro sinistra (ormai farneticante e già bocciato dagli italiani) come gli accorpamenti delle scuole, lo sfascio della sanità, una città come Sanremo resa dal buonismo della sinistra una città allo sbando e pericolosa, il commissariamento della provincia, le manifestazioni violente di piazza degli appartenenti ai centri sociali, fra l’altro finanziati con i soldi dei cittadini, ecc.
Sono anni che il comitato chiede più controlli sulla sicurezza e sulla viabilità, ora per aggravare le problematiche del nostro rione ci mancava un centro “sociale”. Pertanto faremo ferma opposizione tramite i nostri legali nelle opportune sedi per far valere le nostre ragioni del NO! all’insediamento della talpa e l’orologio.

Per il comitato il consigliere circoscrizionale Giovanni Bonifazio

L’ho riletto più volte prima di prendere atto che tali parole siano potute veramente essere scritte da qualcuno, e per di più a nome di un’assemblea. Dalla quale sostanzialmente emerge che tutti i mali che li affliggono nascono dall’incapacità del centro sinistra.

Ma si può? Onestà intellettuale: zero.

E’ così assurdo che fa quasi ridere. Le manifestazioni di piazza? La viabilità? La sanità? Di tutto e di più per sostenere una posizione che non ha giustificazioni. Sono “contrari” per partito preso.

E poi che dire dei “nostri legali nelle opportune sedi”? Forse vogliono fare causa al “centro sinistra” per tutti i mali del mondo? Non posso e non voglio crederci, ma se è davvero così, e cioè che un gruppo di abitanti di un determinato quartiere si è fatto fare il lavaggio del cervello ed è stato convinto a schierarsi contro il centro sociale perché “tutto va male ed è colpa del centro sinistra”… beh allora più che chickens, si deve dire cabrones.

20 Febbraio 2009

Grillini e Mancuso

L’incontro di ieri sera con Grillini è andato veramente bene. Anche su suo consiglio avevo optato per l’Arci di Oneglia. Mi disse: “meglio un posto più piccolo ma pieno di gente che un posto più grande ma semivuoto”.

In effetti ieri in Compagnia si stava un po’ stipati, e in tutto ho stimato un’affluenza tra le 80 e le 90 persone, più del previsto. Inoltre abbiamo avuto il piacere della partecipazione di Aurelio Mancuso, attivista storico del movimento omosessuale nonché attuale presidente Arcigay.

Come previsto il libro di Grillini è stato lo spunto per allargare il discorso non solo sul Festival, ma sulla ben più vasta problematica riguardante una sorta di “regressione” della politica italiana riguardo il tema dei diritti civili. Regressione che purtroppo riguarda anche le forze di sinistra.

Davvero una bella serata.

20 Febbraio 2009

Trovata una sede per la Talpa

Sembra si sia finalmente chiusa (e bene) la vicenda riguardante la sede del centro Sociale. Sarà in località Barcheto, sull’argine destro dell’Impero.

I dettagli sono qui, ci sarà modo in seguito per approfondire.

Per ora mi limito a pronosticare un comunicato stampa ad opera di qualche abitante della zona che vorrà porre delle condizioni. Entro mezzogiorno.