il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

5 Novembre 2010

Dare soldi vedere cammello

Ufficialmente le due cose non c’entrano l’una con l’altra, ma l’ipotesi c’è. La ditta imperiese Metroquadro stamattina ha cambiato le serrature dei gabbiotti delle forze dell’ordine che sono nel nuovo porto. E quelli non son riusciti ad entrare. Si parla di disguido, ma vien fuori che Metroquadro è tra coloro che vantano crediti e insoluti nei confronti della Porto di Imperia spa o di una delle ditte subappaltatrici.

Qui il servizio di ImperiaTV.

5 Novembre 2010

Capolavoro di autoironia

Oramai il Parlamento italiano è sostanzialmente immobile: togliendo le conversioni dei decreti, le ratifiche dei trattati e qualche altro atto di routine, come sappiamo sono state partorite ben 10 nuove leggi negli ultimi 10 mesi. E’ il Governo che fa tutto. E oggi dal Consiglio dei Ministri è finalmente uscita la tanto attesa modifica del decreto Pisanu sulle restrizioni d’accesso alle reti wi-fi (anche se bisogna vedere come verrà tradotto nella pratica “mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza”).

Ma non è tutto: il GovernoDelFare quest’oggi si è superato: giro di vite sulla prostituzione. Che – come scrive Sarubbi – sembrerebbe un capolavoro di autoronia. E invece no.

A tal proposito c’è un bel post di Marco Braccioni (“Escort e mignotte“):

Un buon governo, nel terzo millennio, non si muove ideologicamente. Non va per titoli, e non butta l’acqua sporca con il bambino. Sa distinguere. Sa che ci sono negri e persone di colore, per esempio, e che i primi vanno stipati nei Cpa mentre i secondi vanno tirati fuori in qualche modo dalle questure. Non solo. Questo moderno governo, che non fa di tutta l’erba un fascio, sa che ci sono omosessuali e froci, e allora questi li sfotte nei motoshow e quegli altri li piazza alla direzione di Chi.

Se si vuole un’altra prova di questo talento nel cogliere le sottili differenze della contemporaneità basta ascoltare le parole pronunciate oggi da Berlusconi e Maroni (video). L’annunciato giro di vite sulla prostituzione è la dimostrazione che ci sono prostitute e prostitute. Quelle che battono per strada, che vanno cacciate col foglio di via, e quelle in tubino nero che invece si invitano a cena per fare il coretto sulle canzoni di Apicella.

Quelle si chiamano mignotte, queste escort.

Non è certo colpa di Berlusconi se la lingua italiana, dai tempi di Dante, è tanto ricca da avere almeno due nomi per dire la stessa identica cosa.

1 Novembre 2010

Maradona reprise

[…] Solo in seguito avrei capito che Maradona faceva sempre notizia perché era l’emblema inconsapevole di un’epoca, la nostra: emotiva, ossessionata dalla trasgressione, prodiga nel dilapidare talenti senza preoccuparsi del futuro. Quando infine si ritirò, tutti fummo concordi nel dire che un fenomeno mediatico come lui non ci sarebbe più stato. E invece ci sbagliavamo. Bunga bunga se ci sbagliavamo.

(Gramellini)

29 Ottobre 2010

Bungagiorno a tutti

Ma Mubarak cosa ne penserà?

Già me lo vedo Lui al telefono in diretta con quell’altro che ha l’ufficio con vista sulla piramide di Keope a spiegargli che è tutta una montatura… e i “non l’ho mai detto” che voleranno per tutto il Mediterraneo, con quell’altro attonito al telefono che mette il vivavoce per poi sghignazzare coi suoi collaboratori, salvo poi sputtanarci in sede internazionale.

Un altra bella figuretta di merda per noi e tutta la nostra Patria.
Bungagiorno a tutti.

[col contributo di G.G.]

28 Ottobre 2010

Ed è così

Ed è così che nella nostra provincia – in cui la mafia non c’è, quindi nemmeno a Bordighera – Donatella sia stata messa sotto scorta.

Non solo le esprimo la mia solidarietà, ma anche la mia ammirazione: con questo clima non è da tutti mantenere la voglia di far politica, resistere alla inevitabile tentazione di gettare la spugna, e perseverare nel proprio impegno senza clamore o vittimismo.

Diciamolo e ricordiamocelo, che per fortuna ci sono molti amministratori così. Adesso. Senza aspettare che sia la cronaca a farlo.

26 Ottobre 2010

Completamente bolliti

Non mi trattengo dal commentare l’ultimo comunicato del PdL imperiese, che dimostra come in pieno delirio post-traumatico l’unica via d’uscita rimasta sia quella di tentare di rigirare la frittata, a costo di cadere nell’assurdo (o nel ridicolo).

Riguardo agli attentati alla democrazia paventati dalla sinistra moderata o estrema la risposta è chiara e semplice: oggi come lo eravate allora (26 luglio 2005) siete contrari al nuovo porto turistico di Imperia.

Questo è l’argomento principale utilizzato dalla maggioranza, anche quando in realtà non c’entra nulla: in questo caso, ad esempio, è evidente l’assenza assoluta di correlazione tra il fatto di aver votato in una certa maniera e l’attacco alla democrazia che è stato contestato al Sindaco. Nel merito: la nostra idea non è cambiata dal 2005 ad oggi, e come allora non siamo affatto contrari al porto tout court. Tanto che fu la giunta Berio (di sinistra) ad adottare a suo tempo il piano regolatore che permise il porto. Ovviamente è molto più facile generalizzare anziché spiegare che chi votò contrario lo fece perché erano evidenti i punti deboli del progetto (la città consegnata al privato, l’impatto sul territorio, procedure poco chiare, etc..).

Il coordinamento cittadino del Pdl rivendica da parte del Sindaco Paolo Strescino la libertà di ricordare come si sono sviluppati i fatti nel tempo, potendo fare anche dei nomi, visto che non sono contenuti in dossier segreti ma sono accessibili a tutti i cittadini.

Un conto è leggere in pubblico atti che sono altrettanto pubblici. Un conto è attaccare l’opposizione addossandole la colpa dei risvolti giudiziari che – va detto – non ci sarebbero stati se le cose fossero state fatte diversamente. Gli sviluppi odierni mi pare confermino che l’opposizione già allora ci aveva visto bene. E comunque, non mi pare proprio così elegante leggere una lista di nomi col pubblico che urla “a mare, a mare!”, soprattutto se chi legge è il Sindaco e non un capo ultrà. Ma vaglielo a spiegare.

La sinistra ha ritenuto legittimamente di votare contro la delibera, adempiendo a quelle che sono le facoltà istituzionali in pieno rispetto della democrazia.

Sacrosanto.

Per questo motivo non si capisce perché oggi ci sia questa levata di scudi verso il Sindaco che ha solamente ricordato chi non era, e non lo è tuttora, favorevole a quest’opera. Per l’ennesima volta la sinistra ha quindi dimostrato di non essere capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e quindi preferisce ritenersi indignata quando le viene chiesto di farlo”.

Di nuovo, come sopra, la storia del “non favorevoli a quest’opera”. Bene, innanzitutto urge mettersi d’accordo sui termini; se per “quest’opera” si intende: un porto di cui il Comune ha solo il famoso 10%, su cui indagano tutti dall’antimafia alla capitaneria alla postale, un porto in cui il privato fa il bello e cattivo tempo e decide più del Sindaco, un porto su cui nemmeno la maggioranza sa dire con sicurezza se l’affare è stato conveniente o no, un porto dove ogni sasso che sposti viene fuori della m…. del marcio, beh se è questa l’opera a cui si riferiscono, allora no, non siamo favorevoli.

E parlando delle responsabilità: non solo la sinistra se le assume, ma le rivendica. Non so perché, invece, nessuno ha letto l’elenco dei consiglieri che all’epoca votarono a favore, specificando che se si è arrivati a questo punto è tutto, ma proprio tutto, grazie a loro. Dovremmo farlo noi ma tranquilli, abbiamo un minimo di buon gusto.

Aggiornamento: intervistato su ImperiaTV, Strescino dice che noi andiamo in Regione per cercare “di bloccare, di capire, di approfondire, di indirizzare”. Capisco il timore – anche se mi vien da ridere – per la prima e l’ultima cosa. Ma sul “capire” e “approfondire” non posso che immediatamente dichiarare tutto il PD assolutamente colpevole.

26 Ottobre 2010

Sconsiderazioni

Io m’ero domandato quale sarebbe stata la linea del PdL e sarei stato indubbiamente ingenuo ad aspettarmi, davanti alla riapertura dell’inchiesta sul capannone, una qualche “ammissione” o “retromarcia”. Ma addirittura questo, in tutta franchezza, no. Non solo la manifestazione “di solidarietà” all’ex-ministro che è stata più che altro un comizio zeppo di invettive; ma persino quelle parole vergognose del sindaco Strescino contro i Consiglieri che all’epoca votarono contro il progetto del porto. E certo, adesso sono loro i colpevoli: di cosa? Di aver avuto dei dubbi e di averli pure ostentatamente espressi. Che arroganza questi nemici del popolo! Hanno osato rappresentatare in sede istituzionale le tante voci di chi vedeva nel progetto, oltre alle opportunità di sviluppo economico e turistico, anche insidiose opacità.

Siccome la stampa ha glissato su questo particolare allora scrivo io le parole che ha liturgicamente urlato il gregge di pecorelle (non si sa quanto smarrite) davanti all’altare su cui si stava celebrando questo insulto alla democrazia e all’onestà: “a mare! a mare!”. Così via per ciascuno dei nomi pronunciati. Eccolo, il partito dell’amore. Dell’amore e della proscrizione.

Non è un mondo alla rovescia quello in cui si sostiene a scatola chiusa chi è indagato e si aggredisce non tanto chi formula le accuse, ma chi non era favorevole proprio alle scelte che hanno portato a questo stato delle cose? E poi naturalmente i giornalisti, che ne hanno parlato invece di limitarsi a descrivere la bellezza dei nuovi moli.

E via tutti a urlare contro la stampa, la giustizia, l’opposizione. Ma il dubbio che forse qualcosa di poco chiaro ci sia sul serio, non sfiora proprio nessuno? E vorrei capire in che modo la stampa avrebbe montato un caso mediatico, un “tiro al bersaglio”. A ben vedere non l’ha fatto, si è limitata ad annunciare gli sviluppi delle indagini (per primo il Corriere) e tutto si è dimostrato più che vero, nulla di inventato.

Associazione a delinquere: non quisquilie. E tutti coloro che si stracciano le vesti vogliono credere – e far credere – che l’innesco sia stato un esposto su un capannone ritenuto abusivo perché è qualche metro più alto del dovuto. Ma foss’anche che tutto sia realmente partito da lì, per quanto io fatichi a crederci, allora evidentemente è stato trovato qualcosa di più grave, qualcosa che vale la pena approfondire.

Forse non dormono sonni tranquilli coloro che votarono a favore: sanno bene che potrebbero andarci di mezzo pure loro. E guarda caso proprio un mese fa, con soli 5 anni di ritardo, la maggioranza metteva nero su bianco i propri dubbi sulla congruità e coerenza dell’accordo tra Porto di Imperia e Acquamare (la famosa “permuta”). Coincidenze.

Se i lavori di costruzione dovessero fermarsi sappiamo già a chi cercheranno di dare la colpa. La strategia è chiara, per quanto paradossale: quando il porto è bello e grande, il merito è di chi l’ha votato; quando si scoprono le magagne è colpa dell’opposizione che era contraria. Ma purtroppo per loro la responsabilità politica è fin troppo chiara e altrettanto ineludibile, già adesso, indipendentemente da come finirà la vicenda giudiziaria; ed è tutta sulle spalle di chi non ha voluto ascoltare e non ha voluto vedere, agendo con l’ottusità e l’arroganza di chi nega l’evidenza.

21 Ottobre 2010

SU di TARSU

E così, dopo aver aumentato la TARSU del 26%, pagheremo un altro 8,4% in più per colpa di chi non ha saputo gestire i rifiuti in provincia di Imperia. Ancora grazie.

I due aumenti, assommati, costituiscono un incremento complessivo del 36,5%: ne deriva che i calcoli fatti dal PD, che pubblicavo lo scorso giugno, erano (purtroppo) decisamente corretti: preannunciavano un aggravio del 38%, e in quei giorni tra l’altro si pensava che i rifiuti sarebbero andati fino a Genova anziché a Vado.

(ps: vediamo ora come si muove il “coordinamento di cittadini decisi a tutto pur di non farsi spremere come limoni“)