il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

10 Febbraio 2011

Se non ora quando?

In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.

Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.

Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne. Portate tutt@ qualcosa di bianco!!!!

L’APPUNTAMENTO E’ PER DOMENICA 13 FEBBRAIO in Piazza De Amicis ad Imperia (sul porto di Oneglia) alle ore 11

DONNE: SE NON ORA QUANDO?

10 Febbraio 2011

Tra rossi e neri

Che  in questo periodo, ogni anno, col pretesto delle commemorazioni si colga l’occasione di far scintille fra rossi e neri, è una prassi consolidata. Capita meno spesso, invece, che siano quelli di “Federazione di Imperia del Raggruppamento Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana ed il Circolo ‘Continuità Ideale'” a lanciare accuse di strumentalizzazione politica ad un’altra accoppiata vincente: giovani del PdL + giovani de La Destra, che quest’anno sponsorizzano assieme la manifestazione in ricordo dei martiri delle foibe (da leggere le deliranti accuse a nostalgici professori che si rifiuterebbero di parlarne agli studenti).

E così, ragionando di ricorrenze, corone di fiori, “i morti sono tutti uguali” e le altre simili frasi di circostanza, di foibe e di resistenza, mi è venuto in mente queso passaggio da “Di sana e robusta costituzione“:

Spesso si sente ripetere che ormai i morti sono morti, che la morte li ha resi uguali, qualunque sia la parte per la quale sono caduti. Si può anche dire, può essere giusto. Com’è giusto sforzarsi sinceramente di costruire la pace nel cuore di tutti gli italiani, ma nel rispetto della verità e della storia, vale a dire tenendo ben ferma l’imprescindibile distinzione tra chi ha combattuto per la dittatura e chi ha combattuto per la libertà, la libertà di tutti. All’ex-fascista divenuto parlamentare che commentava il fatto di ritrovarsi nella stessa Camera con un politico che aveva combattuto contro la dittatura, questi rispose che ciò era possibile perché avevano vinto gli antifascisti, altrimenti non le aule del Parlamento, ma le galere sarebbero state ancora piene di oppositori. Nella serena saggezza di questa risposta sta la chiave di lettura della Resistenza.

9 Febbraio 2011

Ecco, bravo

«Sono un ricco signore che può passare il resto della sua vita a fare ospedali per i bambini del mondo, ché l’ho sempre desiderato»
Silvio Berlusconi, oggi

7 Febbraio 2011

O.d.g. 21 febbraio 2010

Il primo febbraio scorso tutta la minoranza ha presentato una richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere sul porto. Il PdL commentava così:

[..] ci sorprende apprendere che l’intera sinistra imperiese abbia chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico per analizzare la vicenda porto turistico. Vorrei consigliare ai colleghi di minoranza di smettere di arrivare sempre dopo, e quindi tardi, infatti la richiesta era già stata fatta responsabilmente dal Popolo della Libertà [..]

E’ vero: la nostra richiesta arrivò dopo quella della maggioranza, ma c’era un motivo ben preciso: sapevamo che poteva trattarsi solo di una richiesta di facciata, fumo negli occhi, e il rischio di procrastinare ulteriormente la discussione pubblica – uscendo dai botta-risposta esclusivamente a colpi di comunicati stampa – era reale. E quanto avevamo pronosticato si è puntualmente avverato: il PdL ha ritirato quella responsabile richiesta di convocazione, e la loro motivazione è che occorre aspettare la pronuncia del TAR (prevista il 3 marzo) per proporre qualcosa di sensato.

Non è un ragionamento del tutto sbagliato: in effetti per decidere e deliberare sull’immediato futuro del porto sarà utile vedere come vanno le cose dal punto di vista amministrativo/giudiziario. Ma proprio per questo l’ordine del giorno che abbiamo proposto noi non implica una votazione, ma solo un momento di confronto e dibattito su quello che fin’ora si è verificato e sulle prospettive/proposte che verranno messe sul tavolo. Argomenti che possono essere tranquillamente esaminati anche senza aspettare la decisione del TAR. In più c’è la mozione di Rifondazione che la maggioranza non aveva voluto ammettere nel consiglio di dicembre: anche per questa non c’è bisogno di aspettare ma va discussa prima possibile (parla dei rappresentanti del Comune all’interno della Spa chiedendone di fatto le dimissioni).

Quindi il 21 febbraio ci sarà il consiglio comunale convocato dalla minoranza, mentre quello in cui si delibererà è fissato in via non ufficiale per il 14 marzo (salvo ulteriori rinvii).

Ordine del giorno per il 21 febbraio:

1) Surroga Consiglieri Gramondo Fabrizio (dimissioni) e Falciola Nicola (decadenza)

Entreranno in consiglio Dino Pastorelli per il PdL e Risso che ricostituirà in solitaria il gruppo UdC.

2) Elezione del nuovo presidente del Consiglio Comunale (Falciola com’è noto è diventato assessore)

3) Ricostituzione commissioni consiliari (è un passaggio tecnico che si ha ogni volta che entra qualche nuovo consigliere)

4) Analisi della vicenda portuale ed implicazioni politico-amministrative per l’Ente

5) Mozione di Pasquale Indulgenza

E’ la mozione di cui sopra, sui rappresentanti del Comune all’interno della Porto di Imperia Spa.

5 Febbraio 2011

Portite acuta

Ogni giorno ne accadono così tante che dovrei pagarmi una redazione che segua gli sviluppi e scriva sul blog al posto mio.

Le notizie sono due, di carattere diverso ma in realtà legate a doppio filo. La prima è che tutti (anzi, quasi tutti) i componenti della precedente giunta Sappa (compreso il Sindaco) hanno ricevuto un avviso di garanzia per quanto è successo nel 2007, e cioè una serie di delibere ravvicinate che permisero ad alcuni privati di iniziare a gestire il porto di Oneglia e dividersi ricchi guadagni in maniera più o meno lecita. Sono indagati quasi tutti perché alcuni abbandonarono la seduta della giunta e non votarono il provvedimento incriminato. Tra questi Fossati, che è un avvocato: forse proprio grazie alla sua professione aveva capito che quel che volavano fargli fare non era legittimo.

La seconda notizia riguarda invece il nuovo porto turistico. La revoca della concessione è stata stoppata dal TAR, anche se non si tratta di una decisione definitiva. Leggendo il decreto che è stato emesso oggi, affinché l’interesse pubblico venga tutelato e la gestione tecnica dello scalo sia assicurata, la Porto di Imperia Spa potrà continuare a operare in attesa della sentenza collegiale attesa per il 3 marzo.

Il collegamento tecnico tra le due cose non c’è, ma a ban vedere sono due sintomi della stessa malattia, la “portite”. Imperia ne è affetta: il decorso è lungo e imprevedibile e i sintomi sono noti: avvisi di garanzia, ricorsi e controricorsi, inchieste varie, rappresentanti delle istituzioni che dicono “non riusciamo a capiare cosa stia succedendo”.

Certo, come per ogni malattia possiamo cercare di combattere i sintomi oppure eliminare le cause alla radice. Io sono per la seconda: tutti a casa, e grazie tante per l’impegno, sarà per la prossima.

1 Febbraio 2011

Normali avvicendamenti

In un colpo si sono dimessi i due assessori con le deleghe più pesanti. Rientrano due ex di cui uno, a suo tempo, già fu tra i principali artefici dell’operazione porto che oggi rischia miseramente di naufragare.

Noi e altri dell’opposizione diciamo che trattasi di un commissariamento politico effettuato dal PdL, nell’evidente tentativo di imporre una certa linea e un certo modo di fare. Ambesi, il loro coordinatore, dice che invece è un “normale avvicendamento”.

ps: in tutto questo la Lega ancora tace. Forse devono ancora capire se sono in maggioranza oppure no.

1 Febbraio 2011

Marrazzo

Due post che avrei voluto (saper) scrivere io:

Siccome non capiscono, occorre rispiegarglielo.

Marrazzo si è dimesso, al contrario di altri. Non ricopre alcuna carica pubblica, al contrario di altri. Non rappresenta alcuna istituzione, al contrario di altri. Non è andato al Family Day, al contrario di altri. Non ha telefonato in questura raccontando balle, al contrario di altri. Non risulta abbia commesso reati, al contrario di altri.

E’ un cittadino comune, insomma: vada in via Tuscolana quando gli pare, e sia felice.

(su Piovonorane)

Oggi Libero ha superato se stesso (sembra impossibile) e ha dedicato l’apertura all’ex governatore del Lazio Marrazzo, attualmente privatissimo cittadino, fermato in auto con un trans. Purtroppo Libero non è un tabloid di gossip, magari lo fosse, in quel caso le cose disgustose che mette in prima pagina avrebbero un senso. È invece uno dei numerosi motori della decadenza di questo paese. Ne è contemporaneamente lo specchio e il megafono: la sua presentazione nelle edicole la mattina è il fastidioso reminder dell’agonia di un paese che non ha più nemmeno le energie per emarginare gente come Belpietro e Feltri.

(su Manteblog)

31 Gennaio 2011

Calcinculo

Condivido l’analisi di Futuro e Libertà (devo preoccuparmi?) sugli smottamenti in giunta.

A nostro avviso, infatti, è chiaro che il PdL ha voluto ‘commissariare’ l’Amministrazione e fare in modo che in Comune siano altri a dettare o, sarebbe meglio dire, a farsi dettare la linea.

Poi c’è la questione dei calci in culo. Leone aveva esposto il suo elegante parere sul rapporto tra assessori e dirigenti solo qualche giorno fa (e gli è già valsa valsa una querela da parte del dirigente interessato)

forse il PdL vuole assessori che, come ha recentemente detto Leone, ‘prendano a calci nel c… i dirigenti’ per fargli fare quello che il politico vuole?

Comunque adesso, come chiede Rifondazione, il Consiglio Comunale deve riunirsi al più presto. Sempre che i vari avvicendamenti non diventino l’ennesima scusa per rinviare la discussione e arrivare a Marzo – mese in cui la Porto di Imperia Spa rinnoverà le cariche, e Calzia probabilmente darà l’addio – senza averne parlato in consiglio.

31 Gennaio 2011

Dimissioni tandem

Foto da Sanremonews.it

Si sono appena dimessi sia Lanteri, assessore ai porti (e Vicesindaco) sia Calcagno, assessore al bilancio. A guidare i conti e i porti del Comune torna quindi Rodolfo Leone, nuovamente al timone. Rientra in giunta anche Nicola Falciola con le deleghe che avanzano (urbanistica e edilizia) e di conseguenza si liberano un posto da consigliere e la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Il primo dei non eletti PdL è Angelo Pastorelli detto Dino.

27 Gennaio 2011

Quanta fretta ma dove corri

Su ImperiaTV c’è un’interessante intervista a Carlo Conti, direttore generale della Porto di Imperia spa, da cui si capisce qual è la strategia della Società. Innanzitutto ammette esplicitamente e ripetutamente “errori e superficialità” commessi in campo amministrativo.

C’è poi comunque un richiamo all’opposizione, anche se in una versione inedita. Alla domanda specifica “com’è stato possibile [commettere gli errori] ?” la risposta è questa:

“Qualche errore è stato commesso. L’opposizione, soprattutto Zagarella e Verda, negli anni hanno insistito molto su alcune posizioni che non condividevano, e probabilmente magari sbagliando ma in buona fede si è cercato di andare di corsa per poter terminare quest’opera. [..] A volte discorsi di forma diventano anche discorsi di contenuto e se si sbaglia, si sbaglia in buona fede.”

Non so se la mia interpretazione è corretta, ma ne uscirebbe che gli errori formali sono nati dalla fretta. E la fretta c’è stata perché i due colleghi di partito hanno perorato la loro causa. Ecco: se è così, allora ammetto che quest’ultimo passaggio non mi è proprio chiarissimo, va un po’ decifrato.

Ma dall’intervista esce anche un’altra novità, molto più importante. Per uscire dall’empasse e riprendersi la concessione Conti propone al sindaco una nuova via (bisognerà vedere se praticabile). Dice:

“leggevo un articolo di un regolamento comunale e il sindaco, volendo, potrebbe prendere la decisione di avocare a sé questo decreto ed eventualmente annullarlo, ma sono scelte politiche e amministrative interne al Comune”

Il riferimento al regolamento è molto vago, ma se questa eventualità fosse reale il Sindaco avrebbe davanti un bel bivio. Dovrebbe prendere una decisione importante in poco tempo, e speriamo che l’opposizione nel frattempo taccia, altrimenti gli mette fretta e poi magari sbaglia per colpa nostra.