il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

20 Aprile 2011

Ma certamente

Giornalista: Affari di lavoro e affari di cuore: un problema?

Beatrice Cozzi Parodi: «No. Ilbusiness è una cosa, la relazione con Francesco un’altra. Sono percorsi diversi e separati. Sarà così anche in futuro».

G: Già. Ma se Acquamare dovesse comportarsi male, che farebbe? Tirerebbe le orecchie al suo compagno?

B.C.P.: «Certamente. Sono il presidente diuna società a capitale misto. Devo fare gli interessi di tutti i soci, parte pubblica compresa. Non ho motivo di credere che Acquamare non farà il proprio dovere, ma se dovessi muovere una critica o un rimprovero all’impresa dell’ingegnere Caltagirone non esiterei un solominuto».

(da Il Secolo XIX)

19 Aprile 2011

Sovraesposizioni ingiustificate

Negli ultimi mesi il ritmo dei consigli comunali si è un po’ interrotto. In aprile non ci riuniremo, mentre maggio sarà a tutti gli effetti molto caldo, con ben tre convocazioni. Le prime due (il 2 e il 9) saranno consigli canonici in cui si discuteranno le pratiche presentate dall’Amministrazione. Quello del 16 maggio è stato invece richiesto da noi dell’opposizione, e si tornerà a discutere di porto. Sì, lo ammetto, abbiamo la testa dura.

E a proposito di porto, come sempre non mancano le novità. Da una parte i risvolti giudiziari: da quanto si è letto dai giornali sono stati ascoltati in Procura i tre giudici del TAR che accolsero il ricorso della Porto di Imperia S.p.a. contro il provvedimento di decadenza della concessione. Dall’altra parte c’è stato il rinnovo del CdA della società, che il vicesindaco ci ha illustrato “a caldo” proprio ieri a margine di una riunione della commissione bilancio. In pratica l’amministrazione ha indicato i componenti del collegio sindacale, mentre con una sorprendente motivazione (“il Comune fino ad oggi ha avuto una sovraesposizione ingiustificata”) i ruoli gestionali sono stati lasciati completamente ai privati. Il nuovo Presidente è Beatrice Cozzi Parodi (alias “nostra signora dei porticcioli”).

A ben vedere l’esposizione del Comune non sembra poi tanto “ingiustificata”; in un’opera enorme, con evidenti riflessi sull’economia e sull’intero assetto cittadino, che è stata voluta e ottenuta dalla politica, l’esposizione è doverosa. E non ci si può dimenticare che il Comune ha portato nell’impresa una dote non indifferente, inclusa l’attività dell’Imperia Mare e un bacino portuale già attivo e redditizio. E poi il “ruolo di controllo” è stato sempre rivendicato dalle varie amministrazioni di centrodestra, anche se nei fatti si è dimostrato ininfluente. Basti citare il famoso “contratto di permuta” con l’Acquamare, atto importante e fondamentale di cui il Comune ha conosciuto ufficialmente i dettagli solo qualche mese fa, ad anni di distanza dalla sua stipula. E quindi calza a pennello quel che dice Fossati, e cioè che sembra di sentire la fiaba della volpe e dell’uva. Più che “sovraesposizione ingiustificata” potremmo dire che il Comune ha avuto un “ruolo ininfluente e marginale”, e da tempo è noto che le due parti private fanno il bello e il cattivo tempo nella società. E così, qualcuno avrà pensato, piuttosto che tentare di rimanere in sella e contare come il due di briscola, tanto vale farsi da parte.

12 Aprile 2011

Spiagge bloccate

Il problema delle tre spiagge libere attrezzate non si è ancora concluso. Anzi, ci sono tutti i presupposti per un’ennesima storia infinita; e se non sarà infinita, sarà comunque molto lunga.

Quando ho proposto che il Comune seguisse la strada dell’affido diretto a una società interamente pubblica non ero a conoscenza dei due ricorsi al TAR avanzati da altrettanti gestori uscenti che erano stati esclusi dalla gara per il mancato pagamento dei canoni demaniali degli ultimi anni. Nonostante in entrambi i casi il Tribunale abbia già dato ragione al Comune, respingendo le richieste di sospensiva, oggi sul Secolo XIX parla il legale dei due ricorrenti e annuncia che il prossimo  passo sarà il Consiglio di Stato. Davanti a questa situazione bloccata si può solo aspettare il verdetto finale.

Nel frattempo passano le settimane, l’estate è sempre più vicina, e per ora l’Amministrazione ha solo farfugliato qualcosa senza troppa convinzione. C’è stato l’intervento di Fossati, che appoggia la mia proposta e sottolinea che se le spiagge sono affidate a terzi il Comune non ne ricava un euro, mentre potrebbe trarne un guadagno gestendole tramite una propria controllata. Poi sono intervenuti i Giovani Democratici con l’azzeccato paragone “è come se in val Gardena non si trovassero più maestri di sci”.

Oggi ho letto anche lo strano commento di Indulgenza (RC) che propone “spiagge libere, ma libere veramente”. Dico “strano” perché mi sarei aspettato una presa di posizione un po’ meno superficiale e più pragmatica, soprattutto quando ho letto che:

“Potremmo finalmente godere, ad Imperia, di spiagge per la cui fruizione non occorre spendere soldi se non, volendo, per qualche bibita. Liberi beni comuni a disposizione di chi voglia prender un pò di sole e fare un bagno.”

A parte che messa così sembra che a Imperia non ci sia nemmeno una spiaggia libera, e non è affatto vero, c’è poi un equivoco maggiore; forse il collega non ha ben presente cosa sia una spiaggia libera attrezzata, perché non c’è nessun pagamento obbligatorio, e “prendere il sole e fare il bagno” sono attività libere e gratuite per definizione mentre i servizi accessori sono del tutto facoltativi. Volerle rendere “spiagge libere veramente” affinché “non occorra spendere soldi” sarebbe come voler eliminare i TAXI cosicché ci si possa “muovere liberamente” da una parte all’altra della città senza che “occorra pagare”. Ovviamente non è così, perché la “libertà” sta anche nel permettere la creazione di un’offerta differenziata tra cui ciascuno possa autonomamente scegliere, senza voler imporre una spiaggia “nuda” solo perché si pensa arbitrariamente che possa essere più gradita a chi ne usufruisce.

Concludo evidenziando un ulteriore aspetto che non può essere tralasciato: all’interno di una spiaggia libera attrezzata, il prezzo giornaliero di sdraio e ombrelloni è calmierato e non può superare il tetto massimo imposto dal Comune, decisamente più basso dei prezzi di mercato applicati (legittimamente) dalle strutture private. Se per ipotesi eliminassimo tutte le spiagge libere attrezzate, elimineremmo anche la possibilità di poter avere sdraio, lettini e ombrelloni a prezzi popolari, perché rimarrebbero solo i due estremi: da una parte la spiaggia libera senza servizi, dall’altra la spiaggia privata che i servizi te li offre solo al prezzo deciso dal gestore.  E quindi avremmo i proletari sugli asciugamani e i capitalisti sui lettini. Libertà?

12 Aprile 2011

Videofestival 2011

Oggi parte l’edizione 2011, la sesta, del “Video Festival Città di Imperia”. Il programma è ricco e interessante (qui scaricabile in PDF). L’unica cosa che non capisco è come mai quest’anno non ci siano appuntamenti al Centrale. Più in generale, non c’è nemmeno una proiezione che si svolga dentro la location che dovrebbe essere quella naturale, visto il tema: un cinema.

11 Aprile 2011

Responsabilmente osservati

Sul sito de L’Espresso è possibile seguire le mirabolanti avventure dei “responsabili” tramite un blog a loro appositamente dedicato.

Decisamente da non perdere il prossimo appuntamento del Movimento di responsabilità Nazionale.

L’onorevole Domenico Scilipoti è infatti lieto di invitarvi al primo convegno sulla Medicina Olistica che, grazie a lui, si terrà nella Sala delle Colonne di Montecitorio, venerdì 15 aprile, dalle 9,30.

I lavori saranno introdotti e conclusi dallo stesso Scilipoti.

Alle 10,20 prenderà la parola Pippo Franco (sì, ancora lui) il cui speech è intitolato “Uno stile di vita”.

Alle 11,50 si parlerà dei «metodi di riequilibrio energetico esseni e lettura dell’Aura».

Alle 13.40 di scie chimiche, relatore Raffaele Cavaliere, già autore di una petizione contro le medesime scie a Ladispoli.

Alle due e mezza tutti a casa.

Intervenite numerosi.

11 Aprile 2011

Cominciamo a dirlo

Il 12 e 13 giugno dobbiamo andare a votare SI ai 4 quesiti referendari.

Quesito 1 (acqua pubblica): votando SI verrà abrogata la legge che impone l’affidamento a soggetti privati, scelti attraverso gara, la gestione del servizio idrico.

Quesito 2 (acqua pubblica): votando SI verrà eliminata la parte di normativa che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa idrica con un ricarico sulla bolletta dei cittadini (per approfondire: acquabenecomune.org e referendumacqua.it)

Quesito 3 (nucleare): votando SI verrà abrogata la legge che prevede la costruzione delle centrali nucleari (per approfondire: fermiamoilnucleare.it)

Quesito 4 (legittimo impedimento): votando SI verrà abrogata le legge ad personam che permette al Premier e gli altri Ministri di comparire in udienza (per approfondire: sireferendum2011.it)

6 Aprile 2011

God SAVE the queen

Ci ho messo un po’ ad accorgermene, ma ora non posso fare a meno di notare che la politica si occupa più di alcuni aspetti legati al porto piuttosto che di altri. Sarà perché può intervenire di meno, ma ogni volta che si parla dei crediti vantati da alcune imprese di costruzione non vedo tutta questa corsa a prendere posizione. Forse è proprio per questo: c’è solo una posizione prendibile quando non una, non due, ma tante aziende diverse si lamentano per lo stesso problema. In sostanza c’è poco da discutere.

Non è la prima volta che si arriva ad azioni clamorose e mediatiche pur di sollecitare pagamenti che sono attesi fin’anche da due anni. Mi ricordo ancora quell’articolo su un giornale locale di luglio: un’impresa si era letteralmente ripresa, sradicandole dal cemento, le bitte che aveva già posizionato in banchina; non veniva pagata da dicembre ed evidentemente ne aveva le scatole piene.

La storia si ripete, e non solo nel tempo, ma anche nello spazio. Perchè gli stessi problemi li stanno avendo a Fiumicino, dove Caltagirone costruisce il Porto della Concordia. Anche lì, sotto Natale, le ditte degli autotrasportatori hanno deciso di smetterla di aspettare invano con le buone, e di passare alle cattive. Hanno bloccato completamente il porto con i loro automezzi, poi si sono fatti promettere di metter tutto a posto entro la fine del 2010. La promessa non è stata mantenuta, e via di nuovo con altre proteste.

Nelle due circostanze, a Imperia e a Fiumicino, ci sono varie analogie. Non soltanto entrambi i porti sono costruiti da Caltagirone, ma c’è anche sempre di mezzo la stessa ditta a gestire i subappalti: la SAVE. E ancora, in entrambi i casi è Caltagirone stesso, in un modo o nell’altro, a cercare di metter le cose a posto, intercedendo tra creditori e debitori. Viene detto chiaramente in questo servizio di Imperia TV: la Porto di Imperia tecnicamente non c’entra, perché le ditte non hanno rapporti diretti né con questa società né con l’Acquamare di Caltagirone. Uno degli imprenditori dice che la trattativa con Save e Impregeco, un’altra stazione appaltante, sembrava a buon punto ma poi s’è interrotta. Sta di fatto che l’Amministrazione Delegato della Porto di Imperia, comunque interessato da un possibile blocco dei lavori, ha garantito che si adopererà da subito per risolvere la questione.

In effetti, i mancati pagamenti non sembrano essere colpa diretta dei noti problemi finanziari in cui versa Caltagirone, ma delle ditte subappaltatrici che avrebbero già percepito quanto gli spetta ma non avrebbero effettuato i relativi pagamenti a cascata. C’è quindi un altro anello debole nella catena di appalti e subappalti che continua a incepparsi, e questa non è una buona notizia.

6 Aprile 2011

Tempo di biciclette magre

Quest’anno non ci sarà più “Imperia in bicicletta”, una manifestazione che l’anno scorso aveva celebrato la sua trentesima edizione. Il gruppo sportivo “Pedale Imperiese” sembra impossibilitato a far fronte alle spese dell’organizzazione, e già l’anno scorso aveva lanciato un appello che a quanto pare è caduto nel vuoto.

Per ora tutto tace dal fronte dell’Amministrazione Comunale, forse per l’imbarazzo di non aver saputo salvaguardare un’iniziativa tradizionale così partecipata e nemmeno così tanto onerosa da rendere impossibile il reperimento delle risorse necessarie.

5 Aprile 2011

Fanta-sperimentazione

Stranamente dell’annunciata “sperimentazione” di Piazza Dante non se n’è saputo più nulla. “Via i parcheggi, avanti con le fioriere, le panchine, e i dehors”. Prima doveva essere “a marzo”, poi “il 2 aprile”; il Sindaco e l’Assessore (Broccoletti) erano stati anche piuttosto perentori, come a dire: “è una cosa che va fatta, e noi siamo quelli del fare”. Ma non li aveva presi sul serio praticamente nessuno.

Oggi si ha la conferma che l’Amministrazione non ha la forza di prendere una decisione e mantenerla neppure quando si tratta di togliere qualche parcheggio e mettere due fiori. Andammu bén.