il blog di Giorgio Montanari

cittadino di Imperia

17 febbraio 2014
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Consiglio Comunale del 17 febbraio 2014

Prima dell’inizio della seduta, in Sala Consiglio sono state ricevute le ragazze della squadra nazionale di Pallanuoto accompagnate dal loro allenatore. Domani sera saranno impegnate in un importante incontro alla Piscina Comunale Felice Cascione.

Dopo i saluti è iniziato l’esame delle pratiche all’ordine del giorno. La prima mozione, presentata da tutta la maggioranza, ha riguardato il tema delle slot machines e della ludopatia. Il Consiglio si è espresso favorevolmente alla quasi-unanimità, con un paio di astenuti tra cui la Consigliera Acquarone che a microfono spento ha pronunciato una frase che ho capito a metà, e che – come riporta correttamente ImperiaPost – conteneva le parole “inorridita”, “cocaina” e “distribuiamo”.

La seconda mozione, proposta da Luca Falciola di Forza Italia, è stata bocciata perché quello che è stato proposto (la costituzione di un Fondo” per erogazione contributi a famiglie e persone meno abbienti) è già stato inserito nell’azione amministrativa del Comune per opera dell’Assessore ai Servizi Sociali, Fabrizio Risso. Buono ma vano, da parte di FI, il tentativo di “intestarsi” la paternità di una qualche azione “sul sociale”, ma purtroppo quel che è stato sbagliato è il tempismo.

La terza mozione in calendario, sull’istituzione di una procedura all’interno dell’Ente Comunale di una procedura denominata “WhistleBlowing” non è stata discussa, perché anche questa è già stata recepita dal nuovo regolamento Comune sul funzionamento degli uffici. (per sapere di che si tratta, andate su questa pagina)

La mozione seguente, proposta e illustrata dal collega Lagorio del PD, ha portato il dibattito sulla Carige, sulla svalutazione delle sue azioni, e sui generosi prestiti concessi ad alcune nostre conoscenze (come all’Acquamare di Caltagirone). Approvata all’unanimità.

L’ultima mozione, approvata all’unanimità, ha invece introdotto l’argomento del Bilancio Sociale, i cui presupposti saranno istituiti da questa Amministrazione nel 2014. Si sono dunque messe le fondamenta per realizzare uno dei punti del nostro programma elettorale, e cioè di redarre un bilancio da affiancare a quello “canonico”, che è composto esclusivamente da numeri, cifre e capitoli, evidenziando invece le ricadute dirette dei servizi erogati dal Comune di Imperia nei confronti dei cittadini.

In coda al Consiglio, il vicesindaco Zagarella ha risposto all’interrogazione della Consigliera Poillucci sulla Rari Nantes.

10 febbraio 2014
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Consiglio Comunale del 10 febbraio 2014

Al primo punto dell’ordine del giorno, gli eventi alluvionali di metà gennaio e le loro conseguenze. La situazione emergenziale è stata gestita molto bene dal comune, che ha attivato il Centro Operativo e ha monitorato continuamente la situazione e disposto gli interventi.

Grazie alla manutenzioni preventive, quali la pulizia del letto dei torrenti e dei tombini, si è evitato un bollettino ben più grave; restano comunque attualmente svariati nuclei familiari impossibilitati a rientrare nelle proprie abitazioni (una ventina di persone circa, in totale) così resta un quadro poco rassicurante quello che l’assessore e vicesindaco Zagarella ha delineato riguardo sia agli edifici pubblici, sia a numerosi punti in cui la praticabilità stradale è a rischio da frane e smottamenti che riguardano i vari muri di contenimento di cui il nostro territorio è particolarmente ricco.

Tra gli edifici pubblici la situazione è pessima: praticamente tutti gli stabili comunali hanno subìto infiltrazioni: dalle scuole all’Isah, dal Comune alla nuova biblioteca e al palazzetto dello sport.

Un plauso unanime è stato rivolto ai volontari della Protezione Civile, che si sono proficuamente spesi sul territorio, ad ogni orario, per intervenire e sanare i problemi che via via si sono manifestati in seguito alle forti precipitazioni.

Il secondo punto all’ordine dell’ordine del giorno ha riguardato invece la situazione della raccolta dei rifiuti, sempre sotto forma di discussione senza votazione. L’illustrazione è stata fatta dal proponente, il Consigliere Russo del Movimento5Stelle, che ha elencato una serie di dubbi e questioni, in parte senz’altro giustificati.

L’occasione di questa discussione è stata utile per ribadire innanzitutto un paio di concetti di base: il primo è fin troppo evidente, ed è stato introdotto anche negli interventi della minoranza. E cioè: questa amministrazione, l’Amminsitrazione Capacci, e quindi questa maggioranza, hanno ereditato una situazione che era già definita, con:

– un nuovo soggetto operante, vincitore della gara d’appalto (la Tra.De.Co)

– nuove modalità di raccolta

– un nuovo “ambito” composto da 35 Comuni di cui il nostro è il capofila, eccetera.

Questi elementi non sono stati ribaditi per seguire la solita prassi della politica, consistente nell’attribuzione al passato, e quindi agli “altri”, una serie di responsabilità. Anzi, tutt’altro, e spiego perché: cosa è successo fino ad adesso? Nel maggio 2011 il Partito Democratico era all’opposizione in questo consiglio Comunale, e ci trovammo in quest’aula la pratica che dava il via a questo nuovo assetto della raccolta dei rifiuti.

Fu una delle poche volte, se non addirittura l’unica su temi importanti, in cui decidemmo di votare a favore, anche se la pratica era portata dall’Amministrazione dell’epoca, che era composta da una maggioranza PdL+Lega.

Avremmo potuto votare contro piuttosto facilmente, avremmo potuto pretendere, come dire, di volare più in alto, trovando mille pretesti per essere contrari. E in effetti c’era senz’altro qualche elemento che già allora sarebbe potuto essere migliorato. Ovviamente noi non votammo nel dettaglio la posizione dei cassonetti, o il colore dei sacchetti per la differenziata, ma più in generale l’organizzazione del servizio.

Per esempio sulla raccolta porta a porta, io stesso nella dichiarazione di voto dissi che non ero del tutto convinto della scelta, e cioè che qui nel nostro territorio non vi fosse una raccolta al 100% “porta a porta”, ma solo in una certa misura e sostanzialmente solo per le utenze commerciali.

Mi ricordo il mio intervento: avevo detto che non avevo elementi per sostenere che con questa scelta non si sarebbero potuti raggiungere alti livelli di raccolta differenziata, però la cosa certa era che prendendo l’elenco dei cosiddetti “comuni ricicloni”, cioè quelli con le massime percentuali di raccolta differenziata, e andando a vedere quale metodo era stato messo in atto, si trovavano quasi unicamente esperienze di raccolta “porta a porta” spinta.

Ciononostante, il Partito Democratico votò quella pratica. E sono convinto che facemmo bene. E il motivo è molto semplice, e già all’epoca gli venne dato un certo risalto. Perché sebbene se la pratica provenisse dai nostri avversari politici, aveva recepito se non tutte, almeno larga parte delle nostre istanze.

Il tema dei rifiuti, in generale, era stato affrontato a livello provinciale, sempre sotto la guida del PdL, in maniera disastrosa fino ad allora. Ed è su questo ben noto terreno provinciale che ci siamo trovati a prendere quella decisione: noi volevamo già da molto tempo che si uscisse da quella situazione in cui il gestore del servizio, che peraltro andava avanti con una situazione operativa e un livello di qualità del servizio tutt’altro che perfetti, era una società mista pubblico-privata dove il socio privato era contemporaneamente anche il proprietario delle discariche.

Era ora di finirla con quella situazione, e ci venne finalmente (con una dozzina d’anni di ritardo) proposto un piano alternativo, che apriva al mercato e contemporaneamente apriva alle buone pratiche di differenziazione, di ottimizzazione delle risorse, poiché su scala comprensoriale, e che finalmente individuava una prospettiva nuova sul tema dei rifiuti, che potesse riuscire a dare un’impennata nelle percentuali di raccolta differenziata che sono sempre state misere e lontane non solo dai limiti di legge, ma dai comportamenti virtuosi che dobbiamo ricercare.

E non solo: quel bando, che poi diede luogo alla gara, recepiva quelle che erano state anche le nostre istanze anche riguardo al mantenimento occupazionale.

In sostanza, il fatto che questa Amministrazione si trovi a gestire una situazione completamente ereditata non toglie il fatto che ci fu una svolta enorme a cui parteciparono tutti i consigli comunali, tutte le giunte, tutti i Sindaci dei 35 comuni del comprensorio.

Noi decidemmo, laicamente, di cogliere l’occasione di poter attuare una sterzata nella gestione dei rifiuti per la nostra città, perché ci trovavamo una volta tanto di fronte a un progetto che, con i difetti che poteva avere, era stato redatto se non altro in maniera consapevole e un po’ lungimirante.

Questo per dire che noi rivendichiamo quella scelta, e rivendichiamo con orgoglio di esserci saputi esprimere con la responsabilità di una forza di governo anche allora che eravamo all’opposizione, poiché avevamo chiari gli obiettivi.

Arriviamo al secondo nodo, appunto: gli obiettivi. Gli obiettivi dell’epoca rimangono gli obiettivi attuali: aumentare il più possibile la raccolta differenziata e conseguentemente, oltre a preservare l’ambiente con comportamenti virtuosi, avere anche una tassa sulla spazzatura più leggera.

Allora dov’è il problema? Il problema è che il servizio non è ancora all’altezza delle aspettative, per due motivi principali: il primo è che ci sono state troppe inadempienze da una parte del consorzio che hanno rallentato il lavoro di Tra.De.Co., e dall’altra parte Tra.De.Co che non è ancora allineata al contratto di servizio anche perché non è stata messa in grado di poterlo fare.

Oltre a questo c’è il fatto che le procedure operative hanno bisogno di ulteriori modifiche e aggiornamenti, ed è anche per questo che sono nati, all’interno dell’assemblea dei sindaci del comprensorio, dei sub-ambiti ristretti che avranno il compito di coordinarsi operativamente sulla raccolta.

Siccome il nostro obiettivo non è cambiato, faremo quel che è giusto: stare col fiato sul collo alla Tra.De.Co. affinché il servizio sia ottimale, e dall’altra parte dovremo gestire, come comune capofila, il “consorzio” nel suo insieme, affinché tutti i comuni siano nella condizione di remare dalla parte giusta.

E questo è un punto importante, e in particolare rivolgerei al M5S questa domanda: qual è la direzione in cui volete andare? Da che parte volete remare? Avete i nostri stessi obiettivi, oppure ne avete altri?

Se ne hanno altri, l’unica soluzione è trovare una macchina del tempo, tornare indietro di 10 anni, candidarsi alle elezioni, vincerle, governare questa città e tutta la Provincia, e infine proporre soluzioni alternative valide.

Ci sono due modi di inserirsi in questo contesto, e di partecipare a quella che può rappresentare una svolta sociale e culturale: uno è virtuoso, e consiste nel diventare cittadini attivi, nell’informarsi, nell’informare, nel migliorarsi. E questo si può fare sia individualmente, sia in forma associativa. E per fortuna è successo, e sta succedendo, e ne sono la prova i cittadini, le associazioni e i ragazzi che da settimane contribuiscono al raggiungimento di questo obiettivo distribuendo i kit per la differenziata, pulendo luoghi pubblici come le spiagge, creando veri e propri eventi collettivi, organizzando incontri di formazione sulla differenziazione, etc.

Questi sì che sono comportamenti virtuosi, attivi, che riescono a creare sinergie tra il volontariato, gli Enti pubblici, e il gestore del servizio. Tutti nella stessa direzione, con lo stesso obiettivo, informando, rendendosi protagonisti di un cambiamento che prima di tutto deve avvenire nelle nostre teste.

Poi, purtroppo, c’è anche una seconda maniera, di inserirsi nel contesto, ed è fatta di atteggiamenti per nulla virtuosi: scaricare il vecchio divano in mezzo alla strada, oppure il frigorifero, magari di notte, magari in qualche strada di collina; oppure venire da fuori Imperia appositamente per omaggiare le nostre strade di qualche rottame; oppure fare disinformazione, dicendo che è inutile differenziare, per poi andare con una bottiglia di olio esausto all’isola ecologica, e aspettare il momento giusto in cui l’addetto non c’è, per poter dire sui giornali che non si può buttare, e quindi non funziona nulla, e quindi bisogna buttare tutto all’aria, e quindi bisogna rovesciando il tavolo.

Dei due tipi di comportamento il nostro plauso deve andare al primo, a quello virtuoso, a quello costruttivo, e non a chi vuole attirare l’attenzione, esibendo perennemente una certa megalomania.

O si rema tutti dalla stessa parte, facendo in modo che tutto il ciclo dei rifiuti diventi funzionante al 100%, con ogni ingranaggio che fa la sua piccola parte, ciascuno di noi compreso, e abbiamo tutti lo stesso obiettivo in testa, oppure sarà Imperia, saremo tutti quanti noi a rimetterci, vivendo in una città sporca con delle tasse di igiene urbana altissime.

Per andare nella direzione di quegli obiettivi dobbiamo fare in modo che sia la parte pubblica che quella privata si allineino al contratto di servizio, e non mettere in difficoltà la controparte.

10 febbraio 2014
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O.d.g. 10 e 17 febbraio 2014

Per febbraio doppio Consiglio Comunale, oggi e lunedi prossimo. Questi i punti in discussione:

Il programma prevede: (stasera ore 19)

– Comunicazione del Presidente.

– Discussione inerente agli eventi alluvionali del 16 e 17 gennaio 2014 – avvenimenti e richiesta aiuti Regione Liguria per danni subiti.

– discussione avente a oggetto il contratto di appalto della gestione del Servizio di Igiene Ambientale nel comprensorio imperiese con Imperia Comune capofila e di cui al contratto stipulato con TRADECO.

Invece il 17 febbraio ci saranno questi argomenti:

– Comunicazione del Presidente.

– mozione avente ad oggetto contrasto pubblicità sale giochi e applicazione Legge Regione liguria n.17/2012 (IMCAMBIA).

– mozione: Istituzione “Fondo” per erogazione contributi a persone meno abbienti (FI).

– mozione: Istituzione procedura denominata Whistleblowing (LABIM).

– mozione: Problematiche Banca CARIGE (PD).

– mozione: Adozione dei principi del Bilancio Sociale (IM di tutti IM per tutti).

– Interrogazioni.

20 dicembre 2013
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Consiglio Comunale del 16 dicembre 2013

La seduta si è aperta con la discussione sulla manifestazione del 9 e 10 dicembre. Non sto qui a riportare quel che ne penso, perché il mio intervento (come tutti i consigli comunali per intero) è qui su YouTube e chi vuole può riguardaselo. Il punto politico è che qualcuno sembra non aver capito cos’è successo (e cosa ancora potrebbe succedere) e sinceramente non è chiaro se questo deficit di comprensione sia dovuto a ingenuità o a maliziosa consapevolezza.

L’amministrazione aveva già calendarizzato un punto sull’esternalizzazione delle mense scolastiche, ma è noto che le carte in tavola stiano nuovamente cambiando a seguito delle modifiche legislative che saranno probabilmente introdotte con la approvanda legge di stabilità. Il punto è stato congelato, per fare in modo che la discussione avvenisse a bocce ferme, con un quadro chiaro e definito della normativa. Allo stesso modo abbiamo ritenuto di invertire l’ordine delle discussioni seguenti, provocando l’abbandono dell’aula da parte della minoranza.

Mentre l’opposizione non c’era, è stato approvato il nuovo “regolamento del verde” che norma cosa si può e cosa non si può fare all’interno dei parchi cittadini (compreso l’accesso ai cani). Il regolamento tra l’altro pone le basi per l’introduzione degli orti urbani, aspetto tutt’altro che folkloristico.

Quando la minoranza ha finalmente deciso che la pausa caffé fuori dall’aula era finita, sono rimasti da soli. Il Consiglio è finito dunque tra polemiche e battibecchi, con toni veramente spiacevoli che hanno poi dato corpo a una serie di comunicati stampa in cui alcuni consiglieri preannunciano di volersi rivolgere al Prefetto.

Questa è stata la risposta del Gruppo del Partito Democratico:

Da sua Eccellenza il Prefetto vadano tutti insieme, i Consiglieri di opposizione, a protestare per l’avvenuta inversione dell’ordine del giorno e si portino appresso anche la documentazione necessaria a dimostrare quanto vanno sostenendo con così tanta aggressività.

Non si dimentichino di portare la convocazione notificata ai consiglieri in data 9 dicembre 2013, contenente ben dieci pratiche da trattare, tutte della medesima importanza, oltre alle comunicazioni del Presidente e del Sindaco sui fatti accaduti nel corso della protesta dei “forconi”.

E neppure lascino a casa il verbale delle commissioni consiliari tenutesi, senza soluzione di continuità, dalle ore 14,00 alle 20,30 di venerdì 12 dicembre 2013. Lo porti con sé soprattutto il consigliere Russo il quale, a proposito della mozione presentata dal M5S sulla SERIS, dichiarava in commissione “… visto che non c’è più l’urgenza è meglio rinviare la discussione ad un momento successivo”.

Ci vada il consigliere Casano che, dal canto suo, riteneva che la proposta dell’Assessore Risso di congelare temporaneamente la pratica SERIS, alla luce delle recenti modifiche normative, era “convincente”, aggiungendo di “… concordare con la proposta di posticipare il discorso sulle partecipate” avanzata dalla consigliera Gianfranca Mezzera del Gruppo del Partito Democratico.

Vadano Servalli e Grosso, che chiedevano di ritirare la delibera sulla SERIS e sulle partecipate, ai quali è stato spiegato che per la prima ciò non era possibile, poiché altrimenti non si sarebbe potuto prorogare il servizio di refezione scolastica lasciando a bocca asciutta gli studenti imperiesi a partire dal 7 gennaio 2014, mentre sulla seconda non ci sarebbe stato alcun problema.

Ci vadano i consiglieri di Forza Italia, nessuno dei quali nel corso della commissione è intervenuto sulla questione, probabilmente distratti dalla presenza del cane della Poillucci.

Tutti uniti accompagnino il leader dell’opposizione, colui che non essendo stato presente in commissione (con valide motivazioni) è venuto a sapere dell’accordo per il rinvio delle mozioni tramite gli organi di stampa di domenica e lunedì già tuonava con comunicati preannunciando la sua ferma opposizione, avendone anche lui, unitamente a Grosso, sottoscritta una. Colui che, al momento in cui la maggioranza in Consiglio ha votato di invertire l’ordine del giorno, si è alzato per primo e toccandoli sulla spalla ha “ordinato” agli altri consiglieri di minoranza di abbandonare l’aula.

Questo gesto sprezzante, il quale non è isolato, mal si concilia con la disponibilità sempre manifestata dalla nostra maggioranza a ricercare un civile dibattito, concedendo il più possibile alle legittime istanze dell’opposizione, fissando prontamente all’ordine del giorno le questioni ogni volta da loro presentate.

Cosa avvenuta anche in Conferenza Capigruppo quando si era deciso che l’attenzione maggiore doveva averla il dibattito sui gravissimi episodi dei “forconi”, con concessione di interventi (sebbene non previsti da regolamento) a tutti i consiglieri, nella migliore dialettica democratica possibile.

La misura però è colma: non è ulteriormente tollerabile il modo di fare politica basato sulla protervia e saccenza del quale molti esponenti dell’opposizione sono impregnati, e che ha investito in modo emblematico e deprecabile anche il Segretario Comunale, aggredito a fine seduta con il medesimo fare dei calciatori che se la prendono con l’arbitro dopo che gli è stato fischiato un fallo di frustrazione.

Essi non si scordino, infine, di riportare al Prefetto che la Conferenza Capigruppo tenutasi oggi, a cui hanno scelto di non partecipare, ha stabilito che nel prossimo consiglio Comunale saranno regolarmente discusse le mozioni sulla SERIS, esattamente come avevamo anticipato.

La maggioranza ha i numeri per amministrare, per modificare legittimamente un ordine del giorno, per rispondere agli attacchi, non solo verbali, dell’opposizione, e per fare intendere che l’aria è cambiata davvero.

9 dicembre 2013
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Bisogna saper perdere

Matteo Renzi sarà il nuovo Segretario del PD. Meritatamente, con una percentuale che non lascia dubbi (al momento in cui scrivo siamo al parziale di 67,8%). Ho letto che Civati per congratularsi gli avrebbe mandato un sms “Vabbè, così non vale”. L’ha presa bene.

Buon lavoro a Renzi, e un grazie a Civati che ce l’ha messa tutta e ha radunato attorno a lui quel 14,3% di elettori che non si rassegnano e che avrebbero voluto prendere un’altra direzione. Per inciso, a Imperia Pippo si è posizionato un paio di punti oltre la media nazionale, due punti davanti a Cuperlo.

4 dicembre 2013
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Domenica si vota

Il prossimo appuntamento con le primarie è alle porte; ne ho parlato davanti alle telecamere di ImperiaTV come rappresentante della candidatura di Giuseppe Civati.

Già che siamo in tema, qui trovate le informazioni sul voto, mentre qui trovate l’elenco dei seggi della Provincia (individuerete il vostro a seconda della vostra sezione elettorale di appartenenza). Si voterà dalle 8 alle 20.

3 dicembre 2013
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Sulla TARES

Nell’ottica di fornire chiarimenti ai cittadini Imperiesi su questa complicata vicenda, abbiamo deciso di intervenire soltanto dopo aver approfondito attentamente il tema anziché buttarci di getto nella produzione di roboanti comunicati stampa.

E’ senz’altro vero che ci si sarebbe potuti accorgere dell’entità del problema con maggiore anticipo, ed è un dato di fatto che persino gli esercenti stessi e le loro associazioni di categoria ne abbiano avuto contezza solo negli ultimi giorni, e cioè all’arrivo delle cartelle.

Nemmeno le forze politiche di opposizione che ora cavalcano le giustificate proteste, si erano mai accorte del problema; ovviamente non vogliamo nemmeno lontanamente ipotizzare che chi oggi urla allo scandalo fosse già da tempo consapevole della situazione che si stava per delineare e abbia preferito tacerne la gravità solo per convenienza politica.

Abbiamo avanzato all’Assessore Abbo, durante vari incontri tenuti negli ultimi giorni, una serie di proposte di cui si sta vagliando l’applicabilità e che potrebbero servire ad alleviare, l’inaspettato carico con cui alcune categorie di esercenti imperiesi si trovano a dover fare i conti.

I cittadini di Imperia sanno perfettamente che questa amministrazione non è nata per strozzare le attività commerciali, ma al contrario per tentare di sollevare un tessuto produttivo già in ginocchio a causa della crisi globale e di una gestione tutt’altro che proficua della Città. Capiamo pertanto le ragioni della protesta e ci uniamo al disagio degli esercenti, confermando che saremo al loro fianco nel cercare tutte le soluzioni legali possibili ai ben noti aumenti che la TARES ha subìto.

Giorgio Montanari (capogruppo PD)
Alessandro Savioli (capogruppo Imperia Cambia)
Diego Parodi (capogruppo Laboratorio per Imperia)
Riccardo Ghigliazza (capogruppo Imperia di tutti, Imperia per tutti)