il blog di Giorgio Montanari

cittadino di Imperia

E’ stato un fallimento

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Il fallimento della Porto di Imperia S.p.A. non è soltanto un atto di natura tecnico-giuridica nei confronti di una società per azioni, ma è il sigillo finale del fallimento di una intera operazione politica ed economica, nata male quasi 10 anni fa e proseguita peggio fino ai giorni nostri.

A leggere gli interventi dell’opposizione e in particolare quelli di Forza Italia, chi per assurdo non fosse a conoscenza della recente storia locale potrebbe pensare che la Città sia stata governata da un manipolo di marziani atterrati in Riviera e che poi, circa un anno fa, sono svaniti nel nulla per andare alla ricerca di un altro pianeta (e di un altro porto) da conquistare.

Sappiamo tutti che non è così, e tutti ci ricordiamo di chi è la grave responsabilità di aver invitato a Imperia uno squalo per il grande banchetto, spacciandolo pure per benefattore. E sappiamo anche chi, e per quanto tempo, si è fatto vanto di tirate i fili dell’operazione, senza mai esigere un controllo serrato da parte del Comune, senza preoccuparsi di seguire alla lettera le procedure, e senza mai pudore nel tacciare come “cassandre” chi, come noi, ha sin dall’inizio perfettamente capito che si stava andando nella direzione sbagliata.

Ma davvero oggi credono, con i loro comunicati naif, di poter convincere qualche allocco che l’Amministrazione Capacci avrebbe dovuto “dirigere” in chissà quale modo la situazione, finita in bilico sull’orlo del tracollo da anni, e ormai persino approdata nei tribunali sia penali che fallimentari? E davvero credono di cavarsela accusando di “tifo avverso” non si capisce bene chi, e per di più dopo aver tentato in continuazione, per rimanere in metafora, di accecare l’arbitro e accendere i fumogeni sugli spalti, in modo che nessuno capisse più nulla di quel che succedeva in campo?

Sappiamo la risposta, anche se umanamente ci rendiamo perfettamente conto dello smarrimento che oggi sta subendo chi per tanto tempo ha fatto affidamento solo sulle rassicurazioni che giungevano dal Capo (e che per un bel po’, probabilmente, ora non giungeranno più) e su di esse ha dormito sonni sereni e costruito sogni pieni d’oro.

E a proposito di sonno, invitiamo i colleghi Consiglieri di minoranza a valutare attentamente e criticamente, prima di gettarsi nella scrittura del prossimo comunicato “ad laudandos”, il ruolo che nella vicenda ha giocato Confindustria, da cui per inciso proviene l’attuale Amministratore della fallita Porto di Imperia Spa, la quale sembrava finalmente uscita dal dormiveglia per dover improvvisamente interpretare un ruolo chiave e risolutivo, e che nella realtà non solo si è dimostrata del tutto ininfluente, ma risulta inoltre, ad oggi, del tutto silente sulla vicenda.

Una cosa sola è certa: indipendentemente dagli sviluppi penali della vicenda, il Partito Democratico farà di tutto per tenere il più lontano possibile dal porto e dal resto della città le mani di coloro che per ingordigia, per megalomania o per manifesta incapacità, ci hanno portati al tracollo da cui ora la Città tenterà faticosamente di venir fuori.

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2 commenti

  1. Caro Giorgio, con la sentenza dichiarativa di fallimento si apre una fase del tutto nuova.Molto prevedibilmente i privati di Imperia sviluppo coinvolti nella gestione negli
    anni scorsi si opporranno strenuamente a tale sentenza: rischiano infatti un coinvolgimento penale qualora nel corso della procedura fallimentare dovesse emergere
    il reato di bancarotta,semplice per negligenza,incapacità o imperizia, o fraudolenta se si accertasse il dolo. Certo non una bella cosa per il supposto “gotha” della imprenditoria imperiese, già alle prese con i reati fiscali connessi.E’ anche possibile che il management abbia per tale medesimo motivo, più che per nobili intenti ( la salvaguardia dei livelli occupazionali) cercato di evitare il fallimento.
    Un raccomandazione e una perplessità’. Mi raccomando, fate esperire come Comune un serio accertamento tecnico preventivo sullo stato di avanzamento opere a terra e a mare, e sulla realizzazione a regola d’arte del realizzato, prima di assumere. impegni che potrebbero rivelarsi insostenibili per la comunità’.
    La perplessità? Be’ se la vicenda del porto e’ stata un delitto,tu ora siedi ( me ferocemente contrario, per quel poco che vale il mio pensiero) nella medesima maggioranza consiliare e appoggi una giunta ,in cui parte determinante e’ chi ha contribuito ( a livello di mandante e non di mero esecutore) a compiere quel delitto.
    E si legge sui migliori gialli che gli assassini cercano di occultare le prove e hanno la strana tenenza a ritornare sul luogo del delitto, specie se sono killer seriali! Occhio dunque a non mostrare inopinatamente le terga…

  2. Purtroppo è stato un fallimento a partire da tanti anni addietro, troppi. Ricordate quando a Imperia volevano creare una base nautica Cigala e Bertinetti torinesi costruttori di motoscafi? Vennero fatti scappare.
    Poi venne fatto scappare una prima volta Vitelli patron di Azimut.
    Successivamente venne fatta scappare la finlandese Swan che voleva creare una base nautica e invece andò in Costa Azzurra.
    Per la seconda volta fu fatto scappare Vitelli che andò a costruire il marina di Varazze.
    Adesso il buon Vitelli sembra ancora intenzionato a ritentarci.
    Indipendentemente dagli squali che sono stati fatti venire negli ultimi anni, è da una vita che ad Imperia sappiamo creare solo casini e fa scappare chi vuole venire ad investire nella nostra città.

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