il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

21 Settembre 2009

Forse non tutti sanno che…

Torta

Ci sono alcuni aspetti legati al/i porto/i di Imperia che non sono ben conosciuti al “grande pubblico” e visto che nei prossimi giorni ci saranno importanti avvenimenti a riguardo mi sembra questo il momento giusto per parlarne.

Cominciamo dal bacino di Porto Maurizio. Com’è noto, l’area è stata data in concessione alla Porto di Imperia Spa, società di cui (ma ancora per poco) il Comune detiene un terzo delle quote. Ci sono altri due soci, a loro volta con il 33% ciascuno: il primo è la Imperia Sviluppo srl, al cui interno trovano posto vari imprenditori della nostra Provincia. Questi sembrano per ora gli unici ad aver fatto un sicuro buon investimento. A fronte di una “spesa” iniziale inferiore al milione di euro, ora si trovano in mano azioni per un ammontare di oltre 25 milioni. Almeno, questo è il valore “teorico” calcolato per le quote di proprietà del Comune di Imperia, e sarà il prezzo “base d’asta” con cui tra poco verranno messe in vendita. La valutazione è stata fatta da un consulente esterno, dott. Federico Fontana di Novi Ligure, incaricato ad-hoc dalla Giunta di vagliare tutte le partecipazioni e farne un quadro completo.

Secondo la relazione “Il Comune di Imperia detiene un articolato bouquet di partecipazioni societarie che, nel tempo, sono state attivate per rispondere ad una pluralità di esigenze di varia natura. In particolare, le società considerate comprendono:

  • AAGC (Autostrada Albenga Garessio Ceva) s.p.a.
  • ADF (Autostrada dei Fiori) s.p.a.
  • AMAT s.p.a.
  • AVA (Aeroporto di Villanova di Albenga) s.p.a.
  • Balneare Turistica Imperiese s.p.a.
  • ECO Imperia s.p.a.
  • FILSE (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) s.p.a.
  • Imperia Servizi s.p.a.
  • Porto d’Imperia s.p.a.
  • RT (Riviera Trasporti) s.p.a.
  • SERIS (Servizi Educativi, Ristorazione, Infanzia, Sport) s.r.l.
  • SPUI (Società per la Promozione dell’Università nell’Imperiese) s.p.a.

Il terzo socio della Porto di Imperia è la Acquamare di Francesco Bellavista Caltagirone, l’imprenditore “esterno”. Nonostante disponga anche lui del 33%, in realtà la sua posizione è nettamente prevalemte. Come mai? Perché – com’è di dominio pubblico – intrattiene rapporti personali con Beatrice Cozzi Parodi, imprenditrice presente a sua volta nella compagine della Imperia Sviluppo? Non solo: la porto di Imperia Spa aveva la necessità di far eseguire i lavori ad un soggetto esterno che avesse competenze e capitali adatti a tirar su materialmente le opere a terra ed a mare. Allora si è rivolta sempre al gruppo Acqua Marcia, sempre di Caltagirone, già attiva nel settore dei porti (San Lorenzo al Mare, Siracusa, ed altri). Mancando alla Porto di Imperia Spa i soldi per poter pagare “cash” la è stato stipulato un accordo di “permuta”. L’Acquamare/Acqua Marcia costruirà il porto senza avere soldi in cambio, bensì una parte delle opere realizzate. Quanta parte? Il 70%. Quale parte? Non si sa. Ed è una cosa che fa la differenza. Un conto è avere il 70% degli ormeggi o delle attività commerciali, o delle unità residenziali, o ancora dell’area cantieristica.

In una seconda relazione, quella del dott. Ramone di Imperia, viene esaminata nello specifico la Porto di Imperia Spa. Dal rapporto si evince che le aree di competenza della Porto di Imperia spa sarebbero quelle meno “ghiotte”. C’è la discoteca (che comprensibilmente può interessare ben poco ad un grande imprenditore) ma non ci sarebbe traccia delle abitazioni, dell’area commerciale e dei posti barca più “remunerativi”. Il condizionale va usato perché un’aspetto molto curioso della vicenda è che il testo “ufficiale” dell’accordo non è disponibile. Cioè ad oggi non si sa con precisione in cosa consista questo 30% che non andrà al costruttore. Si tratta di un atto evidentemente privato, ma che interessa da una delle due parti il Comune in quanto socio. Se ci aggiungiamo che il Presidente della società è anche il Segretario del Comune, il fatto che il contenuto dell’accordo sia secretato è grave oltrechè grottesco.

Insomma, è un po’ come se il Comune nella società non ci fosse affatto. E non è tutto: siccome anche il reale prezzo a cui vengono venduti i posti barca sembra avvolto nel mistero (ed è determinante a livello di introiti) si dice che il consulente – per poter fare una stima veritiera dei futuri incassi – abbia dovuto fingersi un possibile acquirente per poter avere il listino, e si sia dunque rivolto alla Porto di Imperia Spa come un cliente. La questione non è di poco conto, anche perché sembra (il condizionale rimane d’obbligo) che altre stime, fatte all’epoca della prima diminuzione delle quote del Comune, fossero ben inferiori a quelle attuali.

Ricapitolando, una volta finito il porto (senza contare l’imminente dismissione delle proprie quote) il Comune si ritroverebbe con il 33% non di tutto il realizzato, ma del solo 30%. Traducendo: il 10% del totale. Viceversa Caltagirone, attraverso le sue due società, si ritroverà l’80% della torta: non solo la fetta più grande, ma anche la più saporita.

Prima ho scritto che Imperia Sviluppo ha fatto un sicuro buon investimento; allora perché non pensare la stessa cosa a proposito del Comune? In fondo, come abbiamo potuto leggere tramite le parole del capogruppo PdL Fossati, il Comune ci ha messo solo 800 mila euro, e in pochi anni si ritrova con 25 milioni. Ebbene è vero che l’investimento è stato quello, però quanto valutare tutta la parte del porto che già c’era e che sono “confluite”? E’ quantificabile? E l’Imperia Mare, società partecipata che lo gestiva e produceva utili, ora liquidata? E’ un calcolo difficile, se non impossibile. Ma anche se lo fosse, mi pare comunque evidente che il Comune non deve perseguire solo mere speculazioni immobiliari: non è il suo ruolo. La presenza dell’Ente pubblico deve servire per mantenere una qualche forma di controllo, per il bene della comunità e non per cercare profitti e ritirarsi quando conviene col malloppo ma senza più podestà su una parte – importantissima – della città.

A livello teorico tutto questo potrebbe essere “bilanciato” da un ipotetico futuro in cui il turismo secondo alcune ottimistiche previsioni si espanderà proprio grazie al porto. Questo dovrebbe essere il motivo che sta alla base del nuovo porto; ma è appunto “ipotetico” perché non è per nulla così scontato che il nuovo bacino, così concepito, possa favorire economicamente la città dal punto di vista occupazionale, turistico e commerciale.

E a proposito di turismo, si è anche corso il rischio di non fare più le vele d’epoca, l’evento di maggior richiamo che imperia possa vantare. Nonostante l’opposizione l’avesse fatto notare (e che anche in maggioranza qualcuno se ne fosse accorto seppur senza far nulla) se non fosse stato per la Regione la convenzione con la Porto di Imperia spa non prevederebbe l’utilizzo di Calata Cuneo per le manifestazioni; la banchina dove ogni due anni ormeggiano i velieri anziché per il transito sarebbe stata venduta a tocchi (i posti barca), con la possibilità di disagi e contenziosi che avrebbero interferito o bloccato la manifestazione.

Venendo invece al porto di Oneglia, proprio in questi giorni si ricomincia a parlarne. La Regione (naturalmente comunista e bolscevica) potrebbe ritirare a breve la concessione. Perché il porto è Regionale, e solamente affidato al Comune. Che a sua volta l’ha affidato a dei privati, che si sono spartiti i ricavi degli ormeggi da quando sono entrati in scena i mega-yacht ad oggi. Il perché e il per come la Regione procederà in questa maniera è un capitolo a parte dove compaiono anche i consiglieri regionali Tirreno Bianchi e Franco Bonello con le rispettive iniziative istituzionali.

L’Amministrazione intanto grida al complotto, dicendo che deve rimanere degli Imperiesi ciò che essi per secoli hanno costruito, facendo però ovviamente un distinguo con porto Maurizio, dove “la situazione è completamente diversa”.

In conclusione, questa sera il Consiglio Comunale delibererà la cessione delle proprie quote della Porto di Imperia spa. Ciò avverrà tramite un’asta. Il compratore si aggiudicherà subito il 13% delle azioni, mentre il restante 20% rimarrà oggetto di una cosiddetta opzione put: il Comune potrà in futuro decidere di vendere al prezzo pattuito e quel compratore – tenuto a garantire la disponibilità tramite fideiussione – dovrà obbligatatoriamente comprare.

20 Settembre 2009

Asta Pubblica: in vendita i putti della fontana di Piazza Dante

Domani dalle 18 tramite un’asta pubblica sarà possibile acquistare i putti della fontana di Piazza Dante. Questo il comunicato degli organizzatori:

Abbiamo deciso di venire incontro all’amministrazione partecipando alla campagna di solidarietà e raccolta fondi per risanare il problematico bilancio comunale.

Voi ben sapete che la Fontana Piazza Dante s.p.a. è così composta:

-33 % in possesso della fontana marcia s.p.a.

-33% in possesso di fontana sviluppo s.p.a.

-33 % patrimonio comunale.

Il comune ha deciso per il nostro bene, causa annosa questione del bilancio, di cedere le quote del porto di cui è in possesso, questo perchè alla scelta obbligata di vendita ha voluto preservare alla nostra città la gloriosa fontana. Non ci meritiamo tutto questo sacrificio, perciò essendo cittadini diligenti decidiamo oggi (per il bene di tutti) di vendere almeno i piccoli Putti che da decenni irrorano vasche ed aiuole con gioiosi sorrisi e spruzzatine.

Pare che alcuni armatori russi, cercando oggetti di decoro ad alto valore artistico, siano interessati in particolare modo al Putto che fa fuori uscire le dolci acque dal suo piccolo pesciolino.

Confidiamo però che la transizione possa concludersi con un acquirente italiano, data già la pesante situazione di immigrazione in cui versa la città ed il difficile contesto in cui si trova il quartiere ormai conosciuto come ghetto Via Cascione (zona da tempo pervasa di spaccio, prostituzione e culti pagani). Ci riserviamo, se sarà necessario, di vendere i famosi orologi della via, oggetti di culto il cui manifesto interesse dello sceicco del Quatar è ormai sotto gli occhi di tutti.

L’asta è ora aperta.

Buon acquisto.

COLLETTIVO ABUSIVISSIMA

16 Settembre 2009

La lettera del terzo uomo Ignazio Marino

Gli iscritti al PD sono chiamati in questo periodo a votare il nuovo segretario nazionale e quello regionale. Ignazio Marino invia questa lettera, che a mio giudizio va letta:

Cara iscritta, caro iscritto,

sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle correnti e dalle appartenenze passate.

Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito, per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne. Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.

Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare; no ai respingimenti e si a regole chiare per l’immigrazione; si alle unioni civili, si al testamento biologico. E, ancora, si al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, si all’energia rinnovabile, si alle pari opportunità e al merito, si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali.

È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito. Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un’esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso.

Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l’11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito?

Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri “capi” dell’unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli.

Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite.

Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD. È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l’Italia.

Ignazio Marino

15 Settembre 2009

O.d.g. 21 e 30 settembre 2009

Il prossimo Consiglio Comunale sarà splittato in due sedute: metà dell’ordine del giorno verrà trattato il 21 settembre, mentre il 30 si farà la restante parte. Questi i punti:

1)  Surroga del Consigliere dimissionario Ghiglione Arch. Davide.

Ghiglione lascia il posto da Consigliere perché come è noto è stato nominato Presidente dell’Eco Imperia, non senza polemiche: per reintegrare in qualche modo il Presidente uscente è stato allargato ad-hoc il cda della società, con un aumento di spesa che poteva essere tranquillamente evitato. Al suo posto entrerà in Consiglio Luciangela Aimo.

2) Ricostituzione Commissione Consiliare V.7

E’ la commissione sulle pari opportunità, che per qualche motivo (che attualmente mi sfugge) dev’essere ricostituita.

3) II Variazione di Bilancio – Esercizio 2009

Questo punto comincia ad essere corposo.

4) Ricognizione delle Societa partecipate dal Comune di Imperia ai sensi dell’art. 3 commi 27 – 33 delIa Legge 1244/07 (Legge Finanziaria 2008).

Il Comune ha affidato a dei professionisti il compito di analizzare la partecipazione all’interno delle varie Spa al fine di valutare la possibilità di cessione delle proprie quote. Il tema è spinoso perché occorrerà valutare con attenzione quali siano le partecipazioni “strategiche” e quali quelle remunerative, senza tralasciare il fatto che in alcuni ambiti la presenza del pubblico è determinante per il bene collettivo.

5) Dismissione partecipazione azionaria nella Societa Porto di Imperia S.p.A.

Finalmente il Comune scopre le carte e ufficializza la volontà di cedere le azioni della Porto di Imperia S.p.A. per far fronte al bilancio 2009 e 2010. Ci sarebbe da scriverne un libro dato che le vicende societarie sono lunghe e complicate. Il succo è: il Comune attualmente è socio al 33% della concessionaria che gestisce i lavori del nuovo porto, e nella valutazione di cui al punto precedente si stima un valore di queste quote di oltre 20 milioni di euro. Questi soldi farebbero di sicuro molto comodo alle casse comunali, ma ha senso perdere ogni tipo di controllo sulla Società che gestirà il bacino e in cui il Comune ha in qualche modo fatto “confluire” beni che erano esclusivamente degli imperiesi da decine e decine di anni?

6) Variante al P.P di parte delIa zona di completarnento residenziale indicata con la sigla “BC6A” in Via Littardi. Soggetto attuatore Acquarone Carla e Soc. Semeria Angelo & C. sas. Presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni.

7) P.P di parte della zona di completamento residenziale indicata con la sigla “BC5D” in localita Costa Rossa. Soggetto attuatore: Perrone Francesco. Presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni.

8) Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio – Esercizio 2009

9) Adeguarnento dei posteggi in concessione suI Mercato del lunedi in P.za Marneli

10) Aeroporto di Villanova d’Albenga SPA – Privatizzazione Societa – Approvazione atti relativi.

11) Interrogazioni

Di questi ultimi 6 punti i primi due sono prese d’atto, mentre si riparla di finanze sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio e la privatizzazione dell’aeroporto di Villanova.

Sto valutando di fare una specie di “diretta dal Consiglio” via skype, se qualcuno avesse suggerimenti o consigli sono ovviamente bene accetti.

15 Settembre 2009

Totale bruttura

Sulle pagine locali de La Stampa possiamo quotidianamente leggere nell’apposito spazio intitolato “La parola ai lettori” perle di vario genere tipo quella di oggi:

Sono un cittadino di Imperia, e nello specifico di Borgo d’Oneglia, e mi rivolgo speranzoso al sindaco Strescino, contando sulla sua sensibilità nei confronti dei problemi delle frazioni, caratteristica sua che è emersa anche durante l’ultima campagna elettorale e che certamente lo ha aiutato ad ottenere un grande consenso elettorale.

Gli abitanti di Borgo sono preoccupati e angosciati (si, è proprio la parola giusta) da un paio di problematiche che ora esporrò. Si fanno insistenti ormai, anche tra il popolo dei non addetti ai lavori, le voci circa un insediamento per la produzione di energia elettrica, che pare sfrutterebbe la combustione di olii o simili.

Il disagio di tale insediamento (si pensi agli odori, all’inquinamento, all’impatto estetico mostruoso che una ciminiera creerebbe) si andrebbe a sommare a quello grande, già presente per i compattatori della Eco Imperia (basta venire a dormire nella zona sud di Borgo in estate) e per il prossimo trasferimento del Centro sociale La Talpa e l’Orologio creando nella zona di Borgo-Barcheto una totale bruttura.

[…]

Per motivi ignoti il popolo dei non addetti ai lavori riesce ad assimilare una centrale elettrica e dei compattatori di rifiuti al trasferimento del Centro Sociale. Quando si dice: di tutt’erba un fascio.

14 Settembre 2009

Ospiti non richiesti

Da Sanremonews.it:

I Repubblicani della provincia di Imperia chiedono con un senso di patriottismo che sia esposta la bandiera italiana e si suoni l’ inno di Mameli nelle scuole.

“Lodevole iniziativa – scrive Giovanni Bonifazio – anche se incompleta, aggiungerei una dimenticanza importante, che nelle aule ci sia esposto il crocifisso e la foto del presidente della repubblica. Troppo spesso in certe scuole si rinnegano le nostre origini e il nostro credo, per far del buonismo nei confronti di ospiti non richiesti ne dal tricolore ne dall’ inno di Mameli e tantomeno dalla maggior parte dei cittadini italiani”.

Invece l’ospite non richiesto potrebbe essere proprio quello che viene appeso al muro. Punti di vista.

10 Settembre 2009

Io ho scelto Ignazio Marino

Il congresso del Partito Democratico si avvicina. E’ un’occasione molto importante da cui scaturirà il futuro segretario nazionale e conseguentemente la nuova linea politica.

I candidati alla guida del maggior partito d’opposizione sono tre: Franceschini, Bersani, e Marino. Io sono con quest’ultimo, e questa mattina a Sanremo con una conferenza stampa è stata presentata la sua mozione.

I motivi per cui io ho scelto Ignazio Marino sono articolati e spero di riuscire a descriverli approfonditamente a breve. Per ora voglio dare ai visitatori di questo blog la possibilità di informarsi, iniziando dal sito Io Scelgo Marino ed ovviamente dal suo programma.

Il regolamento congressuale del PD è articolato, ma la cosa fondamentale da sapere è che le primarie del prossimo 25 ottobre saranno aperte a tutti, iscritti e non, ed è quel giorno che verrà eletto il nuovo segretario nazionale.

Domani venerdì 11 settembre, a partire dalle 18, presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso (in via S. Lucia) il Circolo PD di Oneglia ha organizzato la presentazione delle tre mozioni. Occasione a mio avviso fondamentale per chi vuole confrontare le idee programmatiche ed orientarsi al voto.

8 Settembre 2009

10 domande

Sto latitando dal blog, presto ricomincerò a scrivere con maggiore assiduità. D’altra parte mi sono sempre imposto di scrivere quando voglio e cosa voglio, senza impegno e senza stress. E così sto facendo.

Non ho nemmeno ancora pubblicato un resoconto (con qualche foto) di Abusivissima: lo metto in cima alla lista delle cose da fare.

Si è già ampiamente capito che la parola chiave dei prossimi tempi (anche se a onor del vero lo è già da un po’) sarà senza dubbio “porto”. Per restare sul tema segnalo 10 domande rivolte a Beatrice Cozzi Parodi dal blog Baroni Rampanti.

27 Agosto 2009

L'abuso si avvicina

All’appuntamento con Abusivissima 2009 parteciperà anche Legambiente nella persona di Giovanni Spalla, Presidente del Comitato Scientifico Regionale dell’Associazione ambientalista.

La nostra provocaziona sta avendo una copertura mediatica maggiore del previsto: oltre a Marco Preve sul suo blog, hanno scritto dell’iniziativa anche il Manifesto e La Repubblica. Si è inoltre aperto un dibattito a largo raggio sulla questione costa/porti/cemento, con Il Secolo XIX che ieri ha pubblicato un’intervista a Beatrice Cozzi Parodi (la quale riesce anche a dire che “La riviera di ponente presenta ancora consistenti margini di espansione in materia di portualità”) a cui segue oggi la risposta dei Verdi.

Sempre su Il Secolo odierno c’è una replica dell’Assessore Luca Lanteri che cerca in qualche modo di minimizzare, rifiutando come prevedibile l’invito a partecipare che abbiamo esteso a tutti gli Amministratori, dato che crediamo sia doveroso un atteggiamento di trasparenza delle Istituzioni nei confronti dei cittadini.

Ci si vede quindi sabato in spiaggia, a metà strada tra la Rabina e la Galeazza. Portate gli attrezzi!