il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

21 Aprile 2010

Pesci

Comunque, lui sarà anche “la trota”, ma cosa dire dei 13 mila tonni che sono riusciti a dargli la preferenza?

21 Aprile 2010

Idee assurde

Si chiamano “zipline” e sono funi d’acciaio sul quale si scorre imbragati. Ce ne sono un po’ ovunque nel mondo, dall’Alaska al Sud Africa. In Italia ne hanno costruita una sulle Dolomiti.

Quella che ho visto (e personalmente sperimentato) in Brasile è chiamata “tiroleza”:

Quasi quasi si potrebbe metterne una anche a Imperia. Percorso: dal Parasio (zona Logge di Santa Chiara) alla Marina (zona spiagge/molo lungo).

20 Aprile 2010

La nuova informazione

Se non annunciassi anche io la nascita de Il Post non sarei un blogger degno di questo nome. La nuova testata, edita esclusivamente in digitale, è diretta da Luca Sofri e annovera collaboratori di spessore. E’ basato su modelli giornalistici americani, e come tale è assai difficile da definire a parole. Dall’editoriale:

Il Post è una cosa così: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e nei media, e linkando e segnalando le fonti. E ha una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo (e loro l’hanno riconosciuta e ci hanno creduto). Per chi lo ha seguito finora (nove anni), il Post è Wittgenstein, ma di più. Più storie, più link, più idee, più blog.

19 Aprile 2010

Consiglio Comunale del 19 aprile 2010

1) La prima pratica all’ordine del giorno ha riguardato l’istituzione – e approvazione del relativo regolamento – del marchio di “Denominazione Comunale” (De.Co.).

La De.Co. potrà essere applicata a prodotti enogastronomici con caratteristiche di tipicità e tradizionalità. Già durante la riunione di commissione sono emerse alcune perplessità. Per dirne una (che ho espresso anche nel mio intervento) l’Assessore ha annunciato che il primo prodotto che si fregerà del marchio De.Co. saranno i “Sorrisi di Imperia”. Questo dolce è tutto tranne che un prodotto tipico e/o tradizionale: è di recente “istituzione” e soprattutto c’è già un disciplinare che ne regolamenta la produzione.

Si pone dunque un interrogativo: è giusto includere nel De.Co. prodotti che non rispecchiano criteri di tipicità? Per esempio: domani qualcuno si potrebbe inventare i “taralli di imperia”. Li produrrà ovviamente con ingredienti che per forza di cose non saranno originari di Imperia, salvo magari un po’ d’olio di oliva nostrano. Sarà un prodotto marchiabile De.Co.?

L’applicazione della De.Co. ha avuto a Imperia un processo inverso da quello solito, così come lo elenca l’Associazione nazionale dei Comuni De.Co.:

– Studio del territorio e interviste ai produttori.
– Individuazione dei prodotti tradizionali del territorio.
– Indagine per appurare l’appartenenza del prodotto alla storia del territorio.
– Stesura del disciplinare di produzione.
– Incontri con i produttori, i ristoratori e gli albergatori. Presentazione del Progetto a tutta la cittadinanza e incentivo ad elaborare sinergie per la promozione dello stesso.
– Stesura delle delibere consiliari e giuntali, inclusive del disciplinare di produzione dei prodotti a Denominazione Comunale.
– Studio del marchio e registrazione

Imperia invece parte dalla fine, e cioè istituisce il marchio senza aver prima individuato i prodotti da tutelare e salvaguardare (chessò, la farinata o la pizza per fare due esempi). I comuni (tanti) che già posseggono un marchio di questo tipo sono generalmente piccoli, e offrono prodotti di nicchia che possono sfruttare la De.Co. per godere di una maggiore visibilità ed uscire dal proprio territorio.

In definitiva la De.Co. può costituire un primo passo cui dovranno necessariamente seguirne altri, sempre nella direzione della valorizzazione dei prodotti e del territorio.

La pratica è stata approvata all’unanimità, compresi tre emendamenti. Uno, di Indulgenza, era volto ad escludere la possibilità di utilizzare qualunque prodotto Ogm. Gli altri due erano della Lega: il primo per includere anche le associazioni tra i soggetti che possono richiedere la De.Co. (con riferimento alle sagre, che spesso offrono piatti altamenti tipici); il secondo per includere la figura dello “storico” all’interno della Commissione che dovrà esaminare le domande per la De.Co.

Su quest’ultimo, in fase di dichiarazione di voto, ho ulteriormente ribadito mia perplessità di cui sopra: benissimo la presenza di uno storico, ma in che modo potrebbero essere giudicati da una tale figura i già citati Sorrisi di Imperia, che fino all’anno scorso nemmeno esistevano?

2) Si delibera all’unanimità di procedere con i lavori di allargamento di via Agnesi.

3) Presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni su un Piano Particolareggiato: unanimità.

4) Questa pratica è stata ritirata dall’amministrazione e pertanto non discussa. Sarebbe stata probabilmente la più corposa della serata, poiché riguardava il progetto di rifacimento dell’area dell’ex discoteca Nova sul Lungomare Vespucci.

5) La mozione presentata dal collega Lagorio, propone che il Comune si attivi nel realizzare un parcheggio nell’area dell’ex distributore Agip di Via Nizza, rendendo contestualmente isola pedonale nei mesi estivi la parte bassa di Borgo Foce. Non viene approvata a causa del voto contrario della maggioranza.

, sempre riguardanti la valorizzazione del territorioe del itorio e interviste ai produttori.

– Individuazione dei prodotti tradizionali del territorio.

– Indagine per appurare l’appartenenza del prodotto alla storia del territorio.

– Stesura del disciplinare di produzione.

– Incontri con i produttori, i ristoratori e gli albergatori. Presentazione del Progetto a tutta la cittadinanza e incentivo ad elaborare sinergie per la promozione dello stesso.

– Stesura delle delibere consiliari e giuntali, inclusive del disciplinare di produzione dei prodotti a Denominazione Comunale.

– Studio del marchio e registrazione

17 Aprile 2010

Proporzioni

A Perinaldo il Sindaco uscente è stato riconfermato con 366 voti (il 61%). Il nuovo Assessore ai lavori pubblici si chiama Matteo De Villa, è del PdL, e appartiene ad una famiglia di imprenditori ventimigliesi. E ha 22 anni.

16 Aprile 2010

O.d.g. 19 e 29 aprile 2010

Questo l’o.d.g. delle prossime due sedute. Il 29 aprile approda in consiglio la mia proposta per istituire il registro dei testamenti biologici, di cui pubblicherò a breve tutti i dettagli.

Prima parte (19 aprile):

1) Approvazione del “Regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività Agro-alimentari Tradizionali locali – Istituzione della DE.CO (Denominazione Comunale)”.

2) Variante parziale al PRG di esclusivo interesse locale ai sensi dell’art. 2 della L.R. 24.03.83 n. 9 e s.m.i. per lavori di demolizione e ricostruzione di fabbricato in Via G. Agnesi 28 ai sensi dell’art. 6 L.R. 49/09.

3) P.P. della zona per l’edilizia economico-popolare indicata con la sigla “CEEP1B” in loc. Colombera. Soggetto attuatore: Noceto Francesco e PRO.PEDIL snc. Presa d’atto della mancata presentazione di osservazioni.

4) Progetto di ristrutturazione urbanistica in variante al P.R.G. in adiacenza a Lungomare Vespucci.

5) Mozione (Lagorio su pedonalizzazione Borgo Foce)

6) Interrogazioni.

Seconda seduta (29 aprile):

7) Rendiconto 2009 – Approvazione della Relazione illustrativa del Rendiconto della Gestione 2009 e schema di Rendiconto 2009 e relativi allegati.

8) Mozione (Montanari su istituzione registro testamento biologico).

16 Aprile 2010

Clausole vessatorie

Il neo-governatore Zaia durante una trasmissione su un’emittente locale ha sottoscritto una serie di impegni programmatici. Anche se mancavano la scrivania e lo scrittoio in pelle umana (Zaia firma in pennarello su una lavagnetta) la memoria non può non andare al famoso Porta a Porta dell’8 maggio 2001 in cui Berlusconi presentava il celeberrimo Contratto con gli Italiani.

Il patto di Zaia non contiene “sanzioni” in caso di fiasco, mentre in quello di 9 anni (e molti capelli) fa la “pena” consisteva nel rinunciare a candidature future. A tal proposito, da allora mi arrovello con un dubbio: l’ultima clausola di quel contratto venne intesa bene? Mi riferisco a:

Nel caso che al termine di questi 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, [… eccetera]

Magari mi sbaglio, ma la conclusione a cui sono arrivato è che la formula usata era stata artificiosamente malposta per consentire alla bisogna una interpretazione differente da quella comune, secondo cui sostanzialmente Berlusconi doveva fare almeno 4 di quelle 5 cose là. Il ragionamento è questo:  “almeno 4 su 5” equivale a dire “uguale o maggiore a 4 su 5” e cioè “4 oppure 5”. Quindi è: “se 4 oppure 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti”. Semplificando ancora: “se 4 oppure 5 non fossero stati raggiunti” vuol dire “se 1 oppure nessuno fossero stati raggiunti”. E tutta la frase in definitiva può essere riscritta così: “se 1 oppure nessuno di questi traguardi fossero stati raggiunti, [… eccetera]”. Conseguentemente, se gli obiettivi raggiunti fossero stati anche solo 2 non c’era alcun obbligo di non ricandidarsi. E’ 2 la soglia minima, e non 4 come vien da pensare ad una prima lettura.

Mi rendo conto, è un ragionamento del tutto inutile oggi come allora, ma finalmente l’ho condiviso e mi sono tolto un peso. Comunque sia, B. non ha mai dovuto usare quest’argomento per farla franca. Innanzitutto perchè a detta sua gli obiettivi vennero raggiunti tutti. E va beh, opinioni. Ma tra i pochi che presero sul serio il contratto ci fu chi poi gli fece addirittura causa chiedendogli un risarcimento per inadempienza. Ci si ricorda per esempio di una pensionata romana che vide diminuire la propria pensione contrariamente alle aspettative e interpellò il Giudice di Pace. Per la cronaca il Cavaliere non dovette comunque mai rendere conto nello specifico del suo operato, poiché per il Tribunale quanto sottoscritto da Vespa era privo di valore giuridico e pertanto non vincolante.

14 Aprile 2010

Nuovo ricorso a favore della centrale a biomasse

Pochi giorni dopo che anche Legambiente si è schierata pubblicamente contro la costruzione della centrale di Barcheto, si è appreso che la Bioenergon ha presentato un nuovo ricorso.

Mentre il primo era contro l’atto con cui il Comune bloccava per motivi tecnici l’inizio dell’attività, questo si riferisce alla delibera con cui il Consiglio con votazione unanime ha inserito nel piano regolatore il divieto di costruire centrali a biomasse.

Non sono un avvocato e il mio parere vale quel che vale, ma quella delibera non andava a influire sui procedimenti già in corso, ma stabiliva una nuova norma valida dal momento del suo varo in poi. Vedremo come la pensa il Tribunale.