il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

3 Aprile 2012

Revergination

Se le ultime mosse del Sindaco possono apparire incomprensibili, in realtà lo sono fino a un certo punto. Credo sia il caso di iniziare (anzi, continuare) a dirlo, per evitare che l’ennesimo lavaggio del cervello intontisca gli Imperiesi a tal punto da non capire più chi ha causato cosa.

Strescino è stato eletto nel PdL, ha sposato e avallato la linea del proprio partito sul porto in tutto e per tutto, è stato consigliere comunale, assessore, vicesindaco, e ora Sindaco. Non tragga in inganno il fatto che adesso, a castello definitivamente crollato, si stia sganciando e voglia recitare la parte dell’eroe-salva-città. Perché in realtà il suo atteggiamento è l’unico che gli consente di essere ancora lì. Non basta dire “mi accorco solo ora di aver capito” per essere annoverati tra i santi protettori della città quando si hanno responsabilità politiche chiare e consolidate. Ma al di là del “bene della città” (riferito alla delibera salva-imperia e dintorni) la chiave di lettura che si può dare alle recenti vicende (cioè rinnegamento della vecchia giunta, polemiche nel PdL e barricate varie) è anche quello di uno progressivo sganciamento dalla linea scajoliana che si è rivelata così fallimentare su tutti i fronti. Rinnegarla per prendere le distanze, per dire “non ho colpe”, per dire “sono stati loro e a loro mi ribello”.

Il “porto più bello del mediterraneo” si sta rivelando come una gigantesca vergogna, e il nome della nostra Imperia rimarrà per chissà quanto tempo associato all’onta che questa enorme ferita sta causando. Spero che gli Imperiesi sappiano riconoscere i responsabili dello sfacelo, dai quali sono stati costantemente ammaliati con roboanti annunci e false promesse. La città deve finalmente rendendersi conto che la classe dirigente a cui ha voluto accordare più volte la propria fiducia non se ne è dimostrata affatto degna.

E per non dimenticare quello che accadeva solo un anno e mezzo fa, riguardiamoci questo filmato. In particolare dal minuto 5:10 in poi. E agli stomaci forti chiedo di guardare anche da 8:30 per godere appieno dell’eleganza, della raffinatezza e della sopraffina intelligenza che i militanti del partito dell’amore sanno elargire.

2 Aprile 2012

Minassiani, Scajoliani, e Portolani

Il PdL nostrano è sempre più vicino all’implosione. Se solo un paio di mesi fa qualcuno avesse profetizzato che Scajola avrebbe chiesto le dimissioni di Strescino (dandogli del golpista) gli avrebbero dato del pazzo visionario. Eppure.

Poi c’è il vicario provinciale Pallini che invece è di tutt’altro avviso, e si rattella anche lì tra Minassiani e Scajoliani. Intanto alla sgocciolata anche i consiglieri comunali escono sulla stampa per dire che il Sindaco se ne deve andare. La Poillucci e poi anche Petrucci, che però non sembra essersi dimesso come aveva annunciato. Ci avrà ripensato.

Le prime dimissioni ufficiali sembrano essere però arrivate: sono di Augusto Ferrari. La legge dice che per fare in modo che il consiglio si sciolga (art. 141 del TUEL) devono dimettersi 21 consiglieri contemporaneamente, altrimenti non vale. Quindi in questo caso Ferrari non è il primo dei 21, ma semplicemente il primo ad aver pensato che è meglio passare la patata bollente a qualcun altro, e che certe decisioni importanti è meglio non prenderle: insomma, un Portolano. Dicesi Portolano chi, solitamente di origine forzitaliota, si è sempre riempito la bocca con il porto e col ministru, e pur di non rinnegare né l’uno né l’altro preferisce battere in ritirata piuttosto che vedersi costretto a votare qualcosa in senso contrario.

Il PdL attualmente queste 21 firme non ce le ha, altrimenti le avrebbe già presentate e la storia si sarebbe già conclusa. Si dice che siano a quota 19, forse 20. Non è comunque ancora detto che qualcuno non ceda, e si lasci convincere in una maniera o nell’altra a firmare le dimissioni. Se il 12 aprile ci sarà ancora un consiglio comunale in carica, potremmo vedere tra i banchi del PdL il primo dei non eletti: Antonio Di Marco. Che non so se schierare tra i Minassiani, gli Scajolinani, o tra i Portolani.

31 Marzo 2012

Fort Strex

Strescino sta mettendo i sacchi alle finestre, perché ormai il fuoco incrociato gli arriva da ogni lato. E ora il fuoco amico è diventato più intenso: dal PdL chiedono le sue dimissioni: qualsiasi cosa pur di non doversi trovare a votare una delibera che vada contro gli interessi, politici ma non solo, di Claudio Scajola.

Da ieri sera circola la notizia delle dimissioni del cons. Petrucci, i cui nervi saldi evidentemente non hanno tenuto seppur si tratti di un pokerista professionista. Mentre oggi la presentazione della giunta è saltata e il Sindaco ha rinviato tutto a lunedì: ufficialmente per via della raccolta firme pro-sfiducia in atto nel PdL, ma forse perché un sostituto non è ancora stato trovato.

 

30 Marzo 2012

Corsa contro il tempo

Quello che sta accadendo in questi giorni a Imperia non sarebbe potuto uscire nemmeno dalla penna di un romanziere. Strescino ha licenziato la propria giunta, peraltro senza aver ancora fornito un motivo convincente, e si è messo sostanzialmente contro il proprio partito, per lo meno per quanto riguarda il gruppo consiliare.

C’è di mezzo la delibera che dovrà essere discussa e votata fra un paio di settimane: lui vuole arrivarci, il suo partito no. Il motivo per cui il PdL non abbia alcuna intenzione di arrivarci è fin troppo semplice: si parlerà del porto, è ovvio, ma non si potrà più fare la solita retorica trita, la solita apologia scajol-caltagironiana, la solita pappardella supin-riconoscente a questo e a quello. Ma si dovrà prendere atto di una situazione che oramai è sfuggita di mano. E per evitare di arrivare al consiglio c’è solo una via: fare in modo che il12 non ci sia più il consiglio.

Il regolamento dice che il Consiglio decade se ci sono almeno 21 dimissioni contemporanee, ed è questo il gioco che stanno cercando di fare nel PdL. Trovare 21 consiglieri disposti a firmare le dimissioni per far decadere l’intero consiglio, Sindaco, e insomma mandare tutti quanti a casa. Diciamo che è una sorta di pre-voto: se non arriveranno a 21 entro il 12 aprile vuol dire che c’è un’altra maggioranza pronta ad approvare la cosiddetta “salva-imperia” (che poi tutti ne parlano, ma mica esiste già).

Il dato, per ora, è che il PdL come lo conoscevamo a Imperia non c’è più. Anzi, non è più “quanto” lo conoscevamo. I giornali dicono che i dimissionisti sono 19, compreso un componente di quella che fino a oggi è stata minoranza, e che si sarebbe fatto imbarcare in qualche modo. Quindi è vero che alcuni stanno col sindaco e hanno smesso di ubbidire agli organi di scuderia.

Comunque è un po’ strano sapere che il proprio mandato, e sto parla di me, è appeso alla capacità di convincimento (o di farsi convincere) di quest’uno o quest’altro consigliere. Insomma, in un modo o nell’altro siamo agli sgoccioli.

30 Marzo 2012

Profezie che si avverano

Quando l’Amminsitrazione a gennaio aveva deciso di “esternalizzare l’esternalizzazione” delle mense scolastice, ingaggiando un consulente esterno per confezionare il bando di gara che affiderà a qualche privato la gestione delle mense scolastiche, avevo scritto:

pro­por­rei che si ap­pal­ti­no anche altri set­to­ri della pub­bli­ca am­mi­ni­stra­zio­ne im­pe­rie­se. Ci sa­ran­no pure, da qual­che parte: un esper­to di ar­re­do ur­ba­no da in­gag­gia­re, un genio della por­tua­li­tà da no­leg­gia­re, un fuo­ri­clas­se dei la­vo­ri pub­bli­ci da as­sol­da­re. AAA cer­ca­si.

Altro che provocazione: ora sta succedendo davvero, dato che Strescino farà proprio questo. Sembra che stia ingaggiando “esterni” per comporre la nuova giunta, che stando ai giornali verrà presentata sabato.

29 Marzo 2012

E lui tace

Tace.

Tace chi è stato Sindaco di Imperia dal 1999 al 2009.

Tace chi siede nella poltrona più alta della Provincia.

Tace chi ha avallato il progetto del porto e partecipato a tutti i passaggi amministrativi più importanti.

Tace chi ha voluto come consulente Paolo Calzia, ex presidente della Spa, ex segretario comunale, plurindagato e quasincarcerato.

Tace costui, a cui il PD ha pubblicamente chiesto di pronunciarsi, di dre quel che sa, di fare un po’ di chiarezza, di spiegare.

Tace davanti ai cittadini di Imperia che l’hanno eletto due volte consecutive, e che da lui si sono fatti amministrare con così tanta gioia e spensieratezza.

Se non si fosse capito: tace Luigi Sappa.