il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

31 Luglio 2012

Notizie che non lo erano

Ieri il Secolo XIX titolava a tutta pagina l’eventualità dell’estinzione del raduno di vele d’epoca in sede portorina:

Il Secolo XIX del 30 luglio

Oggi Lucio Carli, Presidente dell’Assonautica, smentisce categoricamente ogni ipotesi di trasferimento a Oneglia e conferma che a causa della carenza di spazi in banchina sarà coinvolto tutto Borgo Marina:

Il Secolo XIX del 31 luglio

20 Luglio 2012

Castigacasta (reprise)

Come ho già scritto, è il caso di informarsi bene prima di andare in Comune a firmare per il referendum abrogativo sulle indennità dei Parlamentari. Addirittura all’interno dei Movimento 5 Stelle – che è “anti-casta” per definizione – c’è chi parla di “referendum bufala”. Qualcosa vorrà dire. Lo scetticismo non si limita alla questione dell’opportunità economica del referendum (che ci costa 400 milioni e ne farebbe risparmiare 40 all’anno) ma riguarda anche la concreta eventualità che le firme raccolte siano da buttar via.

Secondo la legge in vigore, nell’anno precedente allo scioglimento delle Camere e alle conseguenti elezioni non è possibile raccogliere firme per i referendum.

Sul web l’argomento sta facendo molto discutere, soprattutto per il malcontento che si è generato tra i sostenitori del referendum che ora lamentano la mancanza di un’adeguata valutazione di questi aspetti da parte del comitato promotore. A proposito, volendo spostare per una attimo lo sguardo dalla luna al dito che la indica, c’è chi sostiene che questa “Unione Popolare” – capitanata da una ex UdC – sia esclusivamente in cerca di visibilità e popolarità sfruttando il malcontento generale e il diffuso sentimento anti-casta.

Resta il fatto che è un fenomeno interessante, e a tratti preoccupante, l’indice di gradimento degli italiani nei confronti della casta dei Parlamentari: ai minimi storici. E quest’odio e questa repulsione – va detto – i nostri Parlamentari se la sono ampiamente guadagnata.

(aggiornamento: le stesse cose dette dal sottoscritto a PuntoImperia)

13 Luglio 2012

Generatore automatico di princìpi per manifesti politici

Dopo il grande successo del Generatore automatico di liste civiche, ho pensato che potesse servire espanderne le funzionalità e fornire alla cittadinanza imperiese un nuovo strumento, più completo, per aiutare chi si avvicina per la prima volta alla politica fai-da-te e non ha troppo tempo da perdere per cercarsi da solo idee originali.

Potete utilizzare questo generatore automatico per comporre il vostro nuovo manifesto politico con una ricca dose di princìpi fondamentali in grado di competere con quelli elencati nel manifesto del “Laboratorio Per Imperia” che è stato pubblicato qualche giorno fa e che potete anche ammirare affisso per le strade della città.

*

(per avere un nuovo principio ricarica la pagina)

11 Luglio 2012

SuperTeleBelinone


E’ estate anche su questo blog, e mica vogliamo farci mancare un po’ di ameno sollazzo. Allora è il momento della classifica delle meglio belinate che sono riuscito a scovare. Di quelle quelle che inizialmente fanno un po’ sorridere, e dopo un po’ incazzare.

Nella rete in generale, e su Facebook in particolare, ci sono idiozie e superficialità in gran quantità come del resto nel mondo reale. Dal mazzo ho sapientemente selezionato le tre più spumeggianti tra quelle collegate in qualche modo al sottoscritto e/o alla politica cittadina.

Non citerò gli autori dei tre capolavori, ma non per timore né per questioni di privacy: d’altronde si tratta di esternazioni pubbliche che sono state diffuse da chi le ha scritte – scusate la tautologia – appositamente perché fossero lette. Piuttosto, mi riservo la speranza – “vana”, direte voi – che omettendo le firme si possa ancora risparmiare a qualcuno un seppur minimo sentimento di vergogna. E poi c’è un secondo motivo, più serio: partendo dall’assunto “se uno l’ha scritto, in cento l’hanno pensato” si può ipotizzare che gli stessi frettolosi ragionamenti (più avanti capirete che questa generosa definizione è eccessiva) che hanno partorito queste esternazioni frullino anche nella testolina di molti altri. Quindi non è tanto dei tre singoli fini pensatori che digitarono codeste sciocchezze che ci si deve preoccupare; il loro nome non ha alcuna rilevanza. Sono le belinate in sé, quelle che contano.

#3: “NON E’ PIU’ AMMINISTRATORE PUBBLICO” – Quando non vale la pena rispondere

La medaglia di bronzo va a questo breve commento al comunicato – pubblicato dai vari giornali online – che parla della gita del vostro affezionato e del buon Lanteri in quel di Bruxelles. Ad oggi non ho ancora ben capito cosa volesse intendere, anche perché “staremmo qui a fargli le critiche” senza dire quali sarebbero queste critiche è sibillino e geniale al tempo stesso. Io mi sono fatto qualche idea: la prima è che giudicasse la notizia come non degna di essere pubblicata. Ci può stare, anche se in confronto agli articoli riservati ai vari gatti spariti e poi ritrovati, questo di noi due a Bruxelles – con annessa foto goliardica – sembra uno scoop da Pulitzer (e comunque se proprio devi, prenditela coi giornalisti, mica con me). Le altre ipotesi che mi sono venute in mente sono talmente contorte che mi rifiuto di scriverle e di confutarle, tanto la cantonata è già abbastanza chiara.

#2: “A NOI NON IMPORTA” – Quando il tifo è una malattia

Qui si parla dell’avviso di garanzia ricevuto da Strescino qualche giorno fa, e il commento è rivolto a lui. “Vedrai che ne uscirai pulito” è un augurio sincero e legittimo, una dichiarazione d’incredulità e un’attestazione di stima nei confronti di qualcuno che si ritiene ben lontano dall’aver potuto compiere reati. E infatti ci sta, fin qui tutto normale. Me lo, e glie-lo, auguro anch’io, che ne “esca pulito”. Sia come auspicio personale, sia perché mi girerebbero le pelotas se venisse fuori che oltre ogni dubbio un Sindaco della mia città (anzi due, visto che c’è dentro anche Sappa) avessero realmente abusato della loro posizione istituzionale infrangendo la legge.

Ma la chicca è quel che viene dopo: “se no, a noi non importa!”. Ma certo, che ci importa? Se anche tu fossi giudicato colpevole, noi siamo con te! Siamo la curva nord! Sempre fedeli! Comunque e ad ogni costo! Tu sei nel giusto! Sono gli altri a doversi discolpare, tu no! (eccetera, ad libitum)

Questo atteggiamento totalmente irrazionale da pasdaran mi irrita, perché è distante anni luce da un comportamento obiettivo e civicamente sano. Tipico di chi sfacciatamente smarrisce ogni capacità di discernimento tra bene e male, tra giusto e sbagliato, e punta tutto sulla bandiera. Per quanto mi riguarda, quando vengo a sapere di qualche colpevole conclamato – anche e soprattutto nel mio Partito – io provo un unico desiderio: non vederlo mai più. Ma sarò strano io, che ci volete fare.

#1: “SOLO IL CASO PORTO” – Quando parlare (a vanvera) di rimborsi elettorali e di casta fa figo e non impegna

In questi giorni è in distribuzione il Libro Bianco sul porto di Imperia. Io me lo sono trovato nella buca delle lettere proprio ieri.

Se non piace, si può cestinare. Si può anche criticare, o al limite (beh, ci vorrebbe del coraggio) dire che contiene balle; ma sostenere che sia inutile e che il PD spenda male i “rimborsi-finanziamenti” (ma quali poi?) perché tratta approfonditamente in 60 pagine “solo il caso del Porto”, fa più ridere di una puntata di Voyager sui templari. Se avessimo composto 60 pagine di endecasillabi sull’altezza dell’erba nell’aiuola di Piazza Dante, capirei. Ma la vicenda porto è la più importante ed evidente testimonianza di una metodologia di gestione del potere che ha portato Imperia nella situazione in cui si trova, ed è indiscutibilmente fondamentale conoscere e capire il passato per evitare certi tragici errori nel futuro. Qui, invece, l’intento divulgativo da merito diventa inspiegabilmente difetto. E a quel punto il passaggio sulla “casta” non è che la ciliegina che giustifica la meritatissima medaglia d’oro. Mentre se vogliamo andare un attimo sul pratico, sul venale, il PD decide di investire i propri fondi – che a livello locale sono veramente pochi, vi garantisco – un po’ come meglio ritiene. Ok?

And the winner is.

3 Luglio 2012

Soltanto macerie

Nella foto: l’esemplare spettacolo che oggi è possibile ammirare alla Rabina. E cioè in uno dei posti in fronte al mare più belli che Imperia vanti, il dehor del chiosco è stato raso al suolo per la nota (ma ben poco chiara) questione di abusi e condoni. Queste macerie rappresentano lo stato quasi post-bellico in cui versa la città di Imperia nel 2012. Oppure, qui parte la seconda metafora, lo stato in cui la città verserà a breve se si continua su questa china.

E’ notizia di oggi che gli uffici comunali, che mai nella storia sono stati così attivi, precisi e zelanti, contestano tutti i dehor di Calata Cuneo. Proprio così: tutti. Sarebbero irregolari. Tutti. Mancherebbe – e non da oggi – l’autorizzazione ambientale. Nonostante il protocollo d’intesa tra Comune, Capitaneria, Dogane, Soprintendenza e Regione firmato l’anno scorso avesse stabilito regole accettate da tutti gli operatori e snellito le procedure burocratiche per usufruire della pittoresca cornice che il porto di Oneglia offre ai nostri occhi.

In questi casi non ce la si può prendere con chi fa osservare la legge, ovviamente; ma nemmeno si resiste dal chiedersi come mai proprio adesso tutti questi nodi saltano al pettine (vedi il caso del Ferrocaril, ad esempio). Prima nessuno se n’era accorto? Oppure chi se ne accorgeva veniva mutizzato dall’Amministrazione Comunale per salvaguardare i propri clienti (ehm, pardon, elettori) mentre adesso – in regime di commissariamento – nessuno ha più paura di esporsi e di fare il proprio lavoro? Lo scropriremo solo vivendo, o forse non lo scopriremo mai.

Resta il fatto che a questo punto Dio solo sa cos’altro ci aspetta di scoprire. Se tanto mi dà tanto, i solerti funzionari comunali (tutti contemporaneamente risvegliatisi dopo il letargico tredicennio Forzitaliota-Pidiellino) saranno già al vaglio di una miriade di altre situazioni di dubbia legittimità.

Grazie a una mia talpa in Municipio, posso svelarvene qualcuno in anteprima. State in campana, perché riguardano anche voi.

– da un Decreto Regio custodito nelle catacombe della biblioteca pubblica e rinvenuto fortuitamente proprio iersera, si apprende che Piazza Dante non è mai stata autorizzata al traffico veicolare: tutti coloro che ci sono passati in moto o in macchina negli ultimi 50 anni verranno sanzionati con la sospensione della patente fino al 2090
– tutti i matrimoni celebrati in Comune dal 2001 ad oggi sono invalidati, perché il verde usato nella fascia tricolore indossata dal Sindaco (o di chi ne faceva le veci durante la cerimonia) non è proprio la stessa sfumatura di verde stabilita dall’apposita circolare ministeriale
– chiunque si trovi della sabbia sotto le ciabatte o tra le dita dei piedi dopo essere rientrato da una giornata al mare è passibile di denunzia per furto di materiale demaniale (è comunque possibile riportare la refurtiva al suo posto entro 25 minuti a partire da adesso, e tutto verrà condonato)
– secondo una nuova e più stringente interpretazione dello Statuto Cittadino da parte della Corte dei Conti, Imperia in realtà si deve scrivere Impérria (con 2 erre), e va pronunciata con la “E” aperta, non chiusa; ai trasgressori colti in flagrante verrà triplicata l’IMU per i prossimi vent’anni.
– un’antica norma dello Statuto Albertino sconosciuta ai più, e mai abrogata, riconosce la frazione di Barcheto come Principato Autonomo e Indipendente; è già stato indetto l’appalto per la costruzione dei nuovi varchi doganali, mentre è in corso un referendum tra i residenti per decidere se rimanere nell’EURO oppure battere moneta sovrana. Si vocifera che come primo Viceré possa essere eletto, per acclamazione, Giovanni Bonifazio I.

2 Luglio 2012

Sòla Rossa

Era l’inizio del 2010 e Marco Scajola tirava la volata elettorale per le Regionali. Una delle ultime mosse da vicesindaco (con deleghe a spettacoli e turismo) fu l’annuncio dell’imminente arrivo di Luna Rossa.

Il nostro obiettivo è di far arrivare l’imbarcazione ad Imperia, tra agosto e settembre, per il 16° Raduno di Vele d’Epoca 2010 (Calata Anselmi, 8/12 settembre). E’ stata donata a titolo gratuito: a carico del Comune di Imperia sono le spese di trasporto e gestionali.

[..] potrà rivestire un ruolo cardine per dar vita ad una struttura museale moderna, con importanti valenze culturali ed attrattive, e con un benefico effetto trainante sull’economia locale.

Da allora, manco a dirlo, non se n’è più sentito parlare. Fino a un paio di mesi fa, quando una determina del settore porti del Comune impegnava i soldi per pagare lo stazionamento dell’imbarcazione su area demaniale a Oneglia.

In realtà tutt’ora non c’è nessun imminente arrivo nelle previsioni, e se anche Luna Rossa stesse per muoversi alla volta di Imperia non andrebbe a finire a Porto Maurizio come da programmi (il nuovo Museo Navale non è ancora finito, e comunque nell’area ora non c’è spazio). Risulta che fino a oggi Luna Rossa sia rimasta in un capannone di Cala Galera a spese dei contribuenti. E non solo: gli esperti del Museo Navale ribadiscono che non ha alcuna valenza museale; anzi, sostengono che siamo pure stati presi per il naso. Quello scafo non è altro che un muletto per gli allenamenti, non ha mai vinto nulla, necessiterà di manutenzioni continue, dubbiamente svilupperà chissà quale maggior appeal per il museo, e con buona probabilità Bertelli ce l’ha regalato così volentieri solo perché altrimenti lo smantellamento gli sarebbe costato caro.

Chissà chi era Sindaco all’epoca. Non me lo ricordo già più.

30 Giugno 2012

SEL e il limite dei mandati

Nella composizione delle liste per le comunali del 2009 riuscimmo a far applicare al PD le norme statutarie sul limite dei mandati: chi ne aveva già fatti tre (per esempio Antonio De Bonis) non poté ripresentarsi; chi ne aveva già fatti due (per esempio Sergio Barbagallo) richiese e ottenne all’unanimità dalla Segreteria la deroga per il terzo.

Ieri c’è stata una conferenza stampa di Sinistra Ecologia e Libertà, incentrata soprattutto sulle prossime elezioni. Leggo che si è parlato della candidatura a Sindaco di Vittorio Coletti, nome su cui il Partito di Vendola chiede una convergenza al PD. E poi:

Riguardo il limite imposto da statuto all’interno del PD, ossia di non ricandidarsi dopo 3 mandati, SEL sottolinea che questa turnazione forzata non rappresenta necessariamente un rinnovamento.

Io credo che sia falso: è un dato di fatto che la “turnazione forzata” per definizione lascia spazio ai nuovi (chiamasi rinnovamento, appunto). E se è “forzata” è solo perché non capita mai che un politico decida di sua sponte, a un certo punto della carriera, di farsi da parte per rimanere, eventualmente, a lavorare per la squadra “dietro le quinte”. Anzi, ad essere precisi càpita, ma solo quando ci sono già concrete possibilità di andarsi a sedere su un’altra poltrona e continuare la carriera. Questo vale per tutti i Partiti, sia chiaro, ma è proprio per questo che il PD ha inserito la forzatura della turnazione nello Statuto, assieme ad altre norme – purtroppo molto meno rispettate – come il limite di legislature per i Parlamentari.

Che turnazione equivalga a rinnovamento, se vogliamo è ancor più vero nel caso specifico di SEL, che fin’ora ha avuto in Consiglio Comunale un unico esponente: Carla Nattero; anch’ella, se SEL facesse come il PD, non potrebbe più ricandidarsi. E comunque vada avrebbero una solida certezza ancor prima dell’apertura delle urne: un Gruppo Consiliare rinnovato al 100%.

Ma magari il discorso è stato più articolato di così come viene riportato, e la sintesi giornalistica potrebbe aver tralasciato sfumature importanti. Per ipotesi, se il concetto fosse “turnazione e rinnovamento non vogliono dire necessariamente miglioramento” allora questa affermazione sarebbe, per quanto sempre legittimamente opinabile se calata nel contesto, almeno logicamente corretta. A maggior ragione trattandosi di Carla Nattero, che ha esperienza da vendere e capacità politiche indiscutibili legate a una memoria storica di cui mi piacerebbe impadronirmi anche solo per metà.

Detto questo, mi piacerebbe che il PD cercasse con quelli che saranno i futuri alleati una convergenza metodologica, ancor prima che nel merito (ovvero su programmi e nomi), a cominciare proprio dalla messa in pratica di un rinnovamento che volenti o nolenti passa anche dalla turnazione. In questo modo si farebbe semplicemente portavoce di una richiesta che sta arrivando dagli elettori; mi pare che ce lo stiano chiedendo a gran voce, io non li ignorerei.