il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

21 Gennaio 2009

Monsieur le Directeur

Sarà che a volte mi piace fare il bastian contrario, ma sulla vicenda di Annarita voglio tirarmi fuori dal coro.

Beninteso, quello che è successo NON DOVEVA CAPITARE e NON DOVRA’ CAPITARE MAI PIU’.

Però nemmeno apprezzo il fatto che quest’onda emotiva collettiva stia provocando, specie su internet, un fiume in piena di buonismo che focia spesso in insulti ed improperi vari contro Monsieur Le Directeur, come l’avevo chiamato io nel riportare la notizia sul blog. Un fiume chiamato politically correct.

Questo giustizialismo (lo so, orrido neologismo) in questo caso non mi appartiene.

Ci manca poco che qualcuno chieda la sua testa, ma non nel senso di licenziamento: in quello letterale. Il tutto senza accorgersi che è proprio su questa strada che la popolosa folla di intellettuali, opinionisti e commentatori si trasforma in branco, assetato di forca.

E non sto dicendo che sia illecito esprimere la propria opinione ed indignarsi, ma è la gara a “chi lo riesce a fare con i paroloni più grossi e pomposi” che mi pare eccessiva. Ed anche troppo facile.

Ma per fortuna l’esempio migliore ce lo ha dato proprio Annarita, sempre che qualcuno – tra le urla dei benpensanti in brodo di giuggiole – se ne sia accorto. Annarita, Monsieur Le Directeur avrebbe potuto denunciarlo, in un attimo e con la certezza di aver ragione; avrebbe potuto farlo linciare, licenziare; se solo avesse voluto poteva rovinarlo, e – volendo – farsi anche pagare un congruo risarcimento in quattrini per danni morali. Con un po’ di malizia e sfruttando la sua condizione avrebbe potuto frignare per ore davanti alle telecamere fino a vedere quell’uomo strisciare ai suoi piedi come un verme.

E invece no: niente di tutto questo. Sono i media, che hanno colto la quantomai ghiotta occasione. I media e noi, ovviamente. Lei si sarebbe accontentata di molto meno, e l’ha detto da subito.

Perché?

Perché lei ha per forza di cose una visione più ampia del problema; non sta davanti ad una tastiera, come noi, dove è semplice essere moralisti; non è un politico, che può sfruttare l’occasione per farsi vedere attento al problema; perché a lei interessa sul serio che quell’uomo cambi, e che non commetta più lo stesso errore. Lui e tutti quelli come lui.

E soprattutto perché probabilmente ogni giorno della sua vita lei si troverà innanzi a elevatori non funzionanti, a marciapiedi stretti e rovinati, ad auto parcheggiate senza permesso nei posti riservati. E, dulcis in fundo, alla nostra indifferenza.

Il nostro contributo a questa giusta causa lo possiamo esprimere al meglio nella vita di tutti i giorni; e non divertendoci a sparare con un cannone contro una mosca che oramai è già in mille pezzi.

Prendiamo la vicenda come spunto per migliorare LA NOSTRA, di condotta di vita. E non come pretesto per giudicare quella di un qualsiasi Monsieur Le Directeur.

21 Gennaio 2009

Excusatio non petita

I proventi derivanti dalla tassa sulla depurazione non andavano a finanziare le cene della Giunta, ma la manutenzione delle condotte fognarie.

R. Leone – Assessore al Bilancio del Comune di Imperia [link]

Ora che ci è stato garantito che i proventi della famosa e controversa tassa sono stati spesi per la manutenzione delle fogne (anche se 10 milioni di euro… ma dove siamo? a Calcutta?) e non per le cene della Giunta, mi verrebbe da fargli solo una domanda: “sicuro sicuro? nemmeno un aperitivino?”

18 Gennaio 2009

Il prescelto

Forse ci siamo. E’ notizia di oggi che il nome di Luca Lanteri sia entrato tra i papabili. Forse sarà lui il candidato sindaco del PDL, anche se la certezza – a quanto dicono – si avrà solo a Marzo.

Attualmente è Assessore all’Urbanistica e pianificazione territoriale, agli interventi di Edilizia Pubblica e Privata e ai Porti.

Secondo me sarà lui, ci sono un po’ di aspetti che me lo fanno pensare: è giovane, e la necessità di un po’ di svecchiamento si sente molto nel centro destra. Il suo nome fin’ora non si era sentito, segno che forse è veramente una decisione dell’ultim’ora per cercare di far raffreddare i bollenti spiriti. Tra l’altro è architetto, e di conseguenza più adatto di un medico o di un contabile a dibattere su urbanistica, edilizia e quant’altro; potrebbero esserere argomenti caldi della campagna elettorale, considerato che anche Paolo Verda è a sua volta architetto ed è molto preparato, critico e propositivo sul tema.

Io quindi mi sento di puntare su di lui, salvo ulteriori sviluppi.

Invece per quanto riguarda il PD proprio ieri il “nostro” prescelto, Paolo Verda, è subentrato a De Bonis nel ruolo di capogruppo consiliare, prendendo definitivamente le redini da oggi fino al giorno delle elezioni.

17 Gennaio 2009

Il nuovo sito di Paolo Verda

Da qualche giorno è online il nuovo sito di Paolo Verda; passata la sbornia delle primarie e iniziata la campagna elettorale vera e propria, avere un sito internet funzionale ed efficace era indispensabile.

Se da una parte il sito “in stile blog” servirà a Paolo per comunicare con i suoi elettori, abbiamo pensato anche a permettere il contrario: è possibile scrivere a Paolo non solo tramite email e la consueta modalità dei commenti, ma anche tramite post-it da appiccicare sul sito.

L’idea è quella di raccogliere dai diretti interessati, gli Imperiesi, più informazioni possibili per la stesura finale del programma. E mi pare che il metodo stia già funzionando. Avanti così.

http://www.paoloverda.it

16 Gennaio 2009

Le barriere architettoniche dentro di noi

Una disabile di 21 anni, Annarita Marino, abitante a Diano Marina, entrata, ieri pomeriggio, all’interno del centro commerciale Oviesse, di via Repubblica, a Imperia, a bordo di una carrozzina-motorino per persone diversamente abili, e’ stata fatta uscire, da un responsabile, perche’ accusata di intralciare i clienti. In segno di solidarieta’ nei suoi confronti, sono, poi, usciti tutti i clienti del negozio. Sul posto sono, quindi, intervenuti i carabinieri, chiamati da un’amica della ragazza. Annarita, che si e’ dichiarata profondamente amareggiata, quanto scioccata per l’accaduto, ha rinunciato ad esporre denuncia nei confronti del responsabile dell’Oviesse. In un primo tempo, quest’ultimo si e’ giustificato, dicendo che non voleva far entrare il ‘ motorino’, per timore che impedisse agli altri avventori di muoversi liberamente. Poi, ha detto che temeva che si trattasse di un veicolo non omologato; alla fine, dopo l’intervento dei carabinieri, ha fatto entrare la ragazza.

In tutto questo la cosa positiva è, (ammesso che sia veramente andata così) il fatto che tutti i clienti siano usciti dal negozio.

Sono sicuro che Monsieur Le Directeur abbia imparato la lezione.

9 Gennaio 2009

Stop the bomb

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Il Coordinamento non violento di solidarietà con la Palestina ha organizzato per domani 10 gennaio un corteo che sfilerà per le strade di Imperia a partire dalle ore 16.

Credo sia una buona occasione per far sentire anche la nostra voce in un momento in cui tutto il mondo scende in piazza per urlare “Stop the bomb” mentre gli italiani si disperano perché è finito il sale da spargere sulle strade.

A tal proposito consiglio la visione della puntata di ieri di Blob, “Machebontà”.

8 Gennaio 2009

Marketting

Stasera a farsi intervistare alla fine del TG1 non c’era un miliardario sconosciuto, ma uno conosciuto.

Domanda 1, sul film.
Domanda 2, su Muccino.
Domanda 3, su Obama. Per fare finta che ci interessi il parere di Will Smith a proposito.

Poi il TG1 finisce, per stasera è tutto e arrivederci.

Pubblicità 1.
Pubblicità 2.
Pubblicità 3, trailer del medesimo film. Perché è meglio non metterlo proprio subito dopo la sigla, altrimenti si sarebbe capito che l’intervista era uno spot.

8 Gennaio 2009

Il teatrino della politica

In un articolo su La Stampa di ieri 7 gennaio, a firma di Stefano Delfino, si può trovare una quantità tale di malapolitica da poterne parlare per ore.

E non tanto per quello che c’è scritto (o meglio, non solo), ma soprattutto perché a confermare quelle che potrebbero essere solamente sparate giornalistiche (magari lo fossero!) sono i diretti interessati; e senza imbarazzo alcuno. Il tema è quello che nei prossimi tempi la farà da padrone: il candidato sindaco del PDL.

Si parte con il dire quello che già tutti sanno: si può disquisire quanto si vuole, ma alla fine della fiera chi avrà l’ultima parola sarà sempre e solo il Ministro Scajola. Così, con naturalezza: come se fosse naturale, scontato, e un vanto, che sia una persona sola – per quanto autorevole – a decidere CHI mettere DOVE. A decidere degli Imperiesi. Nel 2009. In Italia.
Va beh, ok, lasciamo perdere il paragone con l’Italia, ma rimaniamo pur sempre nel 2009.

Il fatto che con estrema disinvoltura non si faccia nemmeno finta di prendere una decisione così importante solo perché si ritiene che sia la cosa (persona) giusta, quasi quasi fa a pugni addirittura con la natura stessa del PDL: il “partito della finzione”, che ci ha abituato se non altro ad illuderci sulla propria vocazione “popolare” e democratica, trattandoci da (tele)spettatori piuttosto che da cittadini.

Si continua parlando della “pole position”, cioè delle posizioni in cui paiono trovarsi i vari pretendenti. Posizione di cosa? Ovviamente di gradimento, ma non per il pubblico/cittadinanza, bensì – è scontato precisarlo – per il Ministro. E fa quasi ridere, se non fosse un argomento più che serio, che a quanto pare le cosiddette “indiscrezioni” riportate dai giornali vadano in senso opposto. E’ ovvio: nessuno sa ancora come stanno realmente le cose, né chi sarà il prescelto.

Se poi sarà – come vuole una delle tante voci di corridoio – un “esterno”… non oso immaginare le reazioni. Si prevedono fumate di rabbia che saranno visibili fin da Pantasina.

E poi la ciliegina sulla torta: gli Assessorati. Il numero scenderà, nei progetti del PDL. Da 12 a 8. Quattro in meno non sono pochi, si riducono di un terzo. Ma non ci si chiede mica quali scompariranno e il perché della decisione. Costano troppo? Non ci sono soldi per mantenerli tutti e 12? (Un Assessore full-time può costare ai contribuenti oltre 50.000 Euro annui di onorario.) Forse c’è bisogno di eliminare delle spese per mantenere in vita il Comune? Ma no, niente di tutto ciò: il problema che si presenterà è la suddivisione delle poltrone. Due a me, tre a te, 1 a loro. E così sia.

E a proposito di soldi: possibile che l’intenzione dell’Assessore Leone di smetterla di occuparsi di Amministrazione Finanziaria venga liquidata così, in un paio di parole? L’Assessore “creativo” non ha più voglia di continuare a mettere a posto i conti cittadini? Strano, no? Potrebbe essere che la patata sta diventando troppo bollente? Forse ha pensato “meglio togliersi in tempo”?

Domande senza risposta.

E così si continua, giorno dopo giorno, ad ammirare il teatrino della politica. Nel prossimo atto ci sarà dato di sapere qualcosa di nuovo, ma non per questo capiremo dove ci porta la trama. Ci verrà svelato, come in una soap opera, solo ciò che è previsto dal copione. Che sarà sempre grosso modo lo stesso, anche se cambieranno i personaggi.

Perché solo se e quando non ci saranno più burattini il teatrino potrà dirsi concluso.

5 Gennaio 2009

Piazza Bianchi a ferro e fuoco

Secondo i negozianti che si “affacciano” su Piazzetta Bianchi, la manifestazione indetta sabato scorso contro i bombardamenti su Gaza è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Molti negozianti dicono che, sabato scorso, in occasione della prima giornata dei saldi, sono stati costretti a chiudere per colpa della manifestazione accusata di aver fatto scappare tutti i clienti.

Come dar loro torto: in confronto agli ultimi mesi (pregni di lotta popolare, picchetti, manifestazioni, cortei, scontri armati, insurrezioni, guerriglia, cariche dell’esercito) l’autunno caldo del ’69 sembra acqua fresca.

Visto che a quanto pare il posto si presta ad accogliere rumorosi assembramenti di facinorosi locali, perché non cambiano genere di prodotti? Si potrebbero aprire nuove attività commerciali, sfruttando a proprio vantaggio la situazione.

Propongo: “La casa della Molotov”, “Kefiah per tutte le età” e “Dallo scudo al manganello.” Affari d’oro assicurati.

Per protestare e far sentire la loro voce, i commercianti annunciano numerose manifestazioni di protesta. Ovviamente, appuntamento in Piazza Bianchi.