il blog di Giorgio Montanari

candidato consigliere comunale a Imperia per Guido Abbo Sindaco

13 Agosto 2008

Ladri di ferri chirurgici

Un paio di giorni fa è stato fatto un furto nella sala operatoria dell’Ospedale di Imperia. La cosa mi sembra particolarmente grave, e non tanto per il valore del bottino (ben 6 mila euro) ma per la dimostrazione di come sia facile in generale espugnare la struttura.

Chiunque sia passato dall’ospedale se ne sarà già accorto di sicuro: non c’è sorveglianza di alcun tipo né all’ingresso principale, né tantomeno nei reparti. Di questi, salvo l’orario di visita, alcuni sono chiusi e apribili solo dal personale. Ma ad essere sguarnite sono proprio le zone ambulatoriali/operatorie, a quanto pare troppo accessibili.

Mi viene in mente anche un possibile problema sanitario: le sale operatorie e gli ambienti contigui sono mantenuti in assoluta sterilità, non dovrebbe entrare niente e nessuno che non sia stato “bonificato”. E invece ci sono entrati addirittura dei topi da sala operatoria. Beh, forse allora è meglio loro che topi veri.

13 Agosto 2008

Altro che Finley

Tra i vari appuntamenti dell’estate imperiese si è sempre distinta per la qualità musicale la serie di concertini che si tengono nella Piazza dell’Olmo di Oneglia.

Li organizza la Società Operaia di Mutuo Soccorso, che ieri sera ha invitato Marco Fadda e Armando Corsi rispettivamente alle percussioni e alla chitarra acustica. Entrambi virtuosi dei rispettivi strumenti (oltre al Cajón, Fadda è riuscito a suonare una cassetta per l’elemosina peruviana e una mascella d’asino) hanno eseguito brani a cavallo tra il jazz e la musica brasiliana.

Durante i saluti finali dal palco è stata espressa degli organizzatori una certa polemica per il mancato appoggio dell’Amministrazione Comunale nell’organizzazione degli eventi. Immagino si possa riferire ad una mancata sponsorizzazione, per cui invece sono state ringraziate Provincia e Regione, oltre a vari privati.

Peccato, perché la conclusione è stata un incerto “all’anno prossimo, forse” che non lasciava presagire nulla di buono.

10 Agosto 2008

Pellicce

In questi giorni una pubblicità:

Chissà se a settembre ci saranno contestatori alla prima del Cavour?

9 Agosto 2008

Profumo

Il 24 luglio una fabbrica di essenze ha preso fuoco a Imperia Porto Maurizio.

Sono passati ben 16 giorni, ma una porzione di Imperia è tutt’ora intrisa di profumo; il punto in cui si sente di più è ovviamente viale Matteotti in prossimità del rogo. Ma il vento e le correnti d’aria lo fanno percepire sia dalla stazione, sia da Corso Roosvelt, che rimangono rispettivamente a valle e a monte del luogo dell’incendio.

E’ molto strano percorrere la strada e da un momento all’altro trovarsi col naso immerso in un odore dolciastro e denso, quasi pastoso. Forse il primo serio acquazzone si porterà via i residui, o forse al contrario li diluirà aumentandone l’effetto.

Nel frattempo per associazione di idee mi è tornato in mente Il profumo di Suskind, letto in epoca scolastica, e ricordo che mi piacque molto.

8 Agosto 2008

Un grande Pennello

A proposito delle notti imperiesi, è da notare il fenomeno Pennello. Cioè: quando alla fine il posto lo fa chi lo frequenta.

E’ una spiaggia di ciottoli, con un chiosco in legno dove si può bere. E il giovedì sera, e solo il giovedi sera, si riempie all’inverosimile. Centinaia di persone in riva al mare, tantissime appollaiate sul muretto del lungomare.

Il giovane imperiese passa la serata con un bicchiere in mano a guardarsi intorno.

  • Non ci sono cocktails particolarmente elaborati, anzi: se non si vuole fare la sauna lungo la coda per il bancone si beve per lo più birra, spillata dall’apposito banchetto con la spina.
  • Non si balla. O meglio, si può e qualcuno lo fà, ma l’impostazione non è da discoteca. I due DJ (tecnicamente non esprimo giudizi in quanto sarei condizionato dalla deformazione professionale) seguono un percorso musicale volutamente diverso da quello della concorrenza.
  • Non c’è arredamento di sorta. Intendo che non ci sono abbellimenti, o fiaccole, o sedie, straio, sofà, baldacchini. Solo ciottoli.
  • Non ci sono eventi a tema come toga party, serate anni ’70, saltimbanchi, fenomeni da baraccone o ospiti musicali. Si può dire che le serate siano tutte uguali.

Eppure, il giovedì fa rima con Pennello. Come a dimostrazione che la moda e il passaparola sono più forti di qualsiasi strategia di marketing. Bastano l’ambiente informale, prezzi onesti, musica variegata e la brezza del mare a fare in modo che i giovani sciamino al Pennello come api sul miele.

Tra l’altro il locale non è provvisto della licenza da locale da ballo. Ma chi saltella a ritmo lo fa comunque su suolo demaniale esterno al locale.

La situazione di giorno è simile: non è uno stabilimento balneare nel senso tecnico del termine. Non ci sono dunque docce, spogliatoi, cabine o bagnini. Al bar però si possono noleggiare i lettini, che poi il bagnante si dispone dove più preferisce.

Pennello grande o grande Pennello?

8 Agosto 2008

Notte bianca ad Oneglia

Di solito una notte bianca dura di più, si fanno veramente le ore piccole. Ma ieri, primo giovedì di Agosto, il CIV (Centro Integrato di Via) Nuovoneglia ha organizzato veramente una bella serata nel cuore di Oneglia, anche senza tirare fino a notte fonda.

Piazza S. Giovanni e via S. Giovanni erano allestite con tavoli, tavolini ed “ombrelloni da dehors” accoglienti e pieni di gente, forestieri e non. Un colpo d’occhio inusuale e piacevole.

Altri 3 punti-musica in via Bonfante. Peccato per i Mamafunk, relegati in un angolo di galleria Isnardi che non era certo il massimo per la loro musica e il loro pubblico di affezionati.

Atmosfera estiva al 100%, negozi aperti anche se non gremiti, buona affluenza.

Nota dolente il traffico: già dalle 18 il centro era completamente immobilizzato. C’era quell’atmosfera da “coda in autostrada”, con molti automobilisti che cercando di raggiungere casa dopo la spiaggia oppure cercando di attraversare Imperia hanno spento la macchina per scendere a sgranchirsi le gambe e magari fare amicizia con gli altri in coda. Bloccare Via Bonfante era ovviamente indispensabile, ma ogni volta finisce che si forma un anello per cui un’unica serpentina parte da Piazza Dante, va lungo via Des Geneys e via Doria fino alla spianata, poi torna su e tramite via Agnesi torna fino in Piazza Dante e si auto-alimenta creando un “circolo vizioso del traffico”.

Ma un giorno, prima o poi, ci sarà anche qui l’Aurelia Bis e tutto ciò sarà solo un brutto ricordo.

3 Agosto 2008

Il mare dei cigni

A Imperia può capitare che intera famiglia di cigni (padre, madre e 5 pargoli) – che solitamente si procaccia il cibo nell’impero con immersioni di una durata di cui non li si derebbe capaci – vista la calma del mare ed il tempo stabile si conceda una gita fuori porta per farsi offrire la merenda in spiaggia.

Tra le cose belle di Imperia, aggiungo subito questa.

31 Luglio 2008

Il Rumore

Qui a Imperia c’è una lunga lotta tra il bene e il male che si ripresenta ad ogni estate.

Il bene e il male sono le discoteche (e per traslato i discotecari) e i residenti delle zone della movida. Quale sia il bene e quale il male è difficile stabilirlo, tra agguerriti e insonni comitati di quartiere e inviperiti gestori sempre sull’orlo del decibel di troppo. Metaforicamente si ripresenta la questione della vocazione della città: quale? turistica? per i giovani? per gli anziani? dormitorio? movida?

Il problema è che Imperia, anche in questo, è di tutto un po’. Non ci facciamo mancare nulla.

Sta di fatto che le regole vengono rimodellate/ridefinite/ridiscusse ad ogni stagione da ormai tanto tempo, più o meno da quando il fulcro delle notti giovani si è spostato principamente agli estremi: al Prino e alla spianata Borgo Peri. Ogni anno stesso waltzer comune/arpal/gestori/residenti/discotecari a passarsi vicendevolmente la palla avvelenata. Alla fine dell’estate nessuno l’avrà definitivamente avuta vinta: il problema verrà dimenticato fino a primavera inoltrata.

Ieri notte dalla Baia Zen, zona Prino, quasi a nessuno è passato inosservato un certo movimento sul terrazzino dell’appartamento che dà sul vicino passaggio a livello. Uomini in divisa che accompagnavano alcuni tecnici microfonati. Si è capito subito che di lì a poco ci sarebbe stato il buio.

Il buio non è un termine gergale che significa “blitz”. E’ un termine tecnico che significa “musica spenta”.

E così è stato: dopo infatti aver misurato il volume percepito dal terrazzino, al gestore è stato ordinato di spegnere tutto, per misurare la differenza tra la musica e la non-musica. In effetti non può essere definito silenzio il rumore di centinaia di persone che parlano/cantano/urlano sommato al mare e al traffico. Ed è proprio sul delta tra la prima e la seconda misurazione che si potrebbe oltrepassare il limite consentito.

Morale: una dozzina di minuti almeno di “vuoto” durante il quale l’unica musica è stato qualche coro verso le forze dell’ordine, qualcuno ha sfruttato la pausa-ballo per riposarsi, chi per bere, chi per andarsene a casa o da un’altra parte.

E’ un peccato che non si trovi un accordo, un insieme di regole certe. Non sono un tecnico, ma mi chiedo se ci sia veramente bisogno di interrompere la musica all’ora di punta per le rilevazioni.

Tra l’altro ho notato che la maggior parte dei gestori teme sul serio questi controlli, e si sono dotati di fono-misuratori per non essere colti in fallo, hanno modificato disposizione, caratteristiche ed orientamento delle casse per non sparare troppo nei timpani dei riposanti. Propongo: perché non si fa un qualcosa di più “tranquillo”: i tecnici stiano sempre lì, per strada ogni sera, a fare avanti e indietro nella zona incriminata. Tipo pattuglia: e misurano. Se qualcuno esce fuori dal limite, si va da lui e glielo si dice: guarda che sei fuori, abbassa subito. Una sorta di ammonizione verbale. Se non segue il consiglio, allora si provvede di conseguenza.

Quello che sul serio non mi piace è questo clima da guerriglia che porta qualcuno a chiamare regolarmente Polizia e Carabinieri, anche solo per ripicca, provocando di fatto un danno reale ai locali, anche se poi non risultano inadempienti.

30 Luglio 2008

Imperia Mare addio

Dopo 27 anni di attività, la Imperia Mare SpA chiude i battenti.

Nasceva nell’81, quando i soggetti detentori di posti barca (associazioni e privati) confluivano le loro proprietà nella Società creata all’epoca dal Comune per avere una gestione unitaria del porto di Porto Maurizio.

Da allora gli utili sono sempre stati reinvestiti nel porto, e questo sviluppo costante ha portato l’Imperia Mare ad ingrandire e migliorare le proprie strutture fino agli attuali 700 posti barca, confluiti poi a loro volta nella nuova Società che sta costruendo il nuovo porto, la Porto di Imperia SpA.

L’Imperia Mare era rimasta dunque quella che si chiama una scatola vuota, dapprima con l’idea di poter continuare la propria attività magari al di fuori del bacino portuale di Porto, successivamente si è decisa la sua chiusura definitiva.