il blog di Giorgio Montanari

cittadino di Imperia

2 marzo 2016
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Il concetto di famiglia

[…] in questi giorni di disquisizioni sul concetto di famiglia, merita forse porre l’accento su come la maestosità dei dibattiti astratti finisca poi per infrangersi contro le onde dure della realtà. Per quanto la si voglia continuare a considerare un’istituzione, ingabbiandola dentro schemi rassicuranti, la famiglia è diventata un mero incontro di persone dominate da sentimenti instabili e volubili. Nella vita reale, così lontana dai dibattiti parlamentari, si procede a tentoni, caso per caso. E chi sventola ricette assolute in buonafede è un illuso. Se in malafede, un ipocrita.

(dal Buongiorno di Gramellini)

17 luglio 2015
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ATT – Attività Turistiche Territoriali

Nel post precedente, con cui ho finalmente rotto il silenzio, ho anticipato di avere un’idea da condividere col mondo. Non che il mondo intero ne abbia davvero bisogno, ma sono convinto che quando se ne ha una in mente che si ritiene valida e attuabile, sarebbe un peccato e uno spreco non diffonderla. Ma andiamo con ordine.

Il tema è molto pratico e per nulla ideologico: il turismo. Imperia sembra soffrire di una cronica avversione verso un’organizzazione di base, anche minima, delle sue potenzialità attrattive e del tessuto ricettivo inteso in senso lato. Non reputo possibile – lo dico anche e soprattutto come professionista del settore – che ad oggi non esista ancora un sito web che esponga degnamente la nostra Città, valorizzando ed esaltando come si deve quel poco che abbiamo (che poi non è per niente poco) su quell’internet che è il maggior mezzo di comunicazione del nostro secolo. Se da una parte è vero che alcuni operatori nostrani paiono stupidamente impermeabili alla parola “sistema” senza avere una minima idea di come si può fare veramente turismo, non è nemmeno plausibile che la colpa del fatto che uno strumento indispensabile come un portale turistico istituzionale non decolli ricada sui “commercianti che non rispondono all’appello”.

Non mi dilungo ulteriormente sugli aspetti tecnici e comunicativi di tutta l’operazione portale. Vi rimando alla lettura di questo post (trovato per caso sul blog di un professionista che non conosco) che sbeffeggia ampiamente – e con ragione – l’Amministrazione.

Non bisognava essere dei geni per immaginarsi una simile impasse [o forse sì?]. Sta di fatto che  il sottoscritto, in compagnia di un caro amico operatore del settore, già più di un anno fa si era spremuto le meningi su questo stesso problema, arrivando a ipotizzare che per risolverlo – almeno in parte – si sarebbe potuto in qualche maniera “formalizzare” la propensione turistica delle attività del nostro territorio. Ci eravamo posti questa domanda: come spronare le pigre attività imperiesi a sentirsi parte di un sistema turistico integrato e funzionante, supervisionato dal Comune, all’interno del quale si trovino gli stimoli per migliorarsi, investire, stare al passo coi tempi (anche riguardo al collettamento dei dati sul web, per dire) e più in generale ottimizzare la qualità e l’ampiezza dei propri servizi con una declinazione un po’ più turistica?

Nacquero così le linee guida del progetto denominato ATT – Attività Turistiche Territoriali, nell’intento di delineare la sagoma di una nuova chiave con cui cercare di aprire tutte queste porte. Peraltro con un costo vivo prossimo allo zero.

Il progetto ATT non rimase nel mio cassetto più di qualche minuto; lo illustrai subito di persona a chi avrebbe potuto approfondirlo, eventualmente migliorarlo o ampliarlo, e infine [magari magari] metterlo in pratica, e mi misi anche a disposizione per supportare ciascuno di questi passaggi. L’idea lì per lì sembrò piacere, e senz’altro fece il giro di qualche scrivania e di svariate mailbox.

Naturalmente, poi non ne seppi più nulla. Può anche darsi che la nostra idea fosse una gran cantonata, e che il progetto ATT nei fatti si possa rivelare in qualche modo lacunoso, o inattuabile, o troppo ambizioso; ma per lo meno avrei gradito sentirmelo dire.

Non mi resta dunque che pubblicarlo qui per consegnarlo ai posteri, e chissà che un giorno qualcuno non voglia riprenderlo in mano e farci un pensiero; ci tengo a specificare che non lo considero un’intoccabile formula magica, ma una traccia su cui provare a imbastire un nuovo tipo di percorso verso quella “vocazione turistica” di cui da sempre si parliamo ma che sembra ancora lontanissima.

OBIETTIVI

Questo documento espone le linee guida che delineano il progetto “ATT” (Attività Turistiche Territoriali) ideato e stilato per incentivare la creazione di un “sistema turistico integrato” sul territorio di Imperia, utilizzando le leve a disposizione dell’Amministrazione Comunale.

Per la sua realizzazione è necessaria un’integrazione con le risorse che il Comune ha già messo/metterà a disposizione nel settore dello sviluppo turistico, intese sia come risorse economiche sia come azione Amministrativa e politica.

Punto cardine del progetto è l’estensione formale del concetto di “turistico” a tutte quelle attività non strettamente ricadenti nel settore alberghiero/ricettivo.

Cos’è: una serie di misure regolamentari e agevolazioni che il Comune può adottare per incentivare gli operatori del settore a investire e a costituire un sistema turistico

Cosa non è: non è un marchio di promozione territoriale, né un veicolo pubblicitario rivolto al pubblico; non si tratta di una sovra-struttura, quindi non c’è il rischio di alcuna sovrapposizione con CIV e Associazioni di categoria; soprattutto non si tratta di un “bollino” o di una “certificazione” da esporre al pubblico.

Il resto lo potete leggere scaricando da qui il documento completo (in PDF).

13 luglio 2015
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Del perché mi sono dimesso

Riassunto delle puntate precedenti [per quei pochi che ancora mi incontrano e “come va in Comune?”]: nel settembre scorso mi sono dimesso e ho interrotto la mia attività in politica; senza annunci e senza scrivere una riga, nemmeno qui sul blog, che sin dall’inizio è stato il mio mezzo di comunicazione preferito ma che purtroppo non aggiornavo già da mesi per mancanza di tempo e di concentrazione.

Sono qui per rimediare, e mi sento in difetto per non aver dato spiegazioni sulle mie improvvise dimissioni. In realtà ne ho parlato e discusso tanto, anche approfonditamente, ma fin’ora solo vis-à-vis; a tutti o quasi ho raccontato volentieri i miei perché senza riserve, ma ammetto di non averlo fatto pubblicamente perché non volevo che se ne parlasse. I giornali non aspettavano altro, e quando ho deciso di dare un taglio netto l’ho voluto fare su tutti i fronti e con un silenzio stampa che ancora oggi non avrei molta voglia di interrompere. Mi sentivo già decisamente a disagio per come [la mia politica] stava andando e per la decisione importante e irreversibile che stavo per prendere; il pensiero che potesse essere strumentalizzata (di qua e di là) mi ha spinto a rimandare una dichiarazione pubblica, più che altro per non dover essere costretto a ripondere/puntualizzare/smentire, o anche solo ulteriormente incazzarmi nel leggere gli altrui commenti politici.

Oggi ormai le bocce mi sembrano abbastanza ferme da poter finalmente mettere per scritto quello che ho già raccontato a tanti – miei elettori e non – soprattutto nei primi mesi, quando più o meno tutti mi chiedevano lumi. Il motivo principale che mi fa finalmente superare remore e pigrizia è la convinzione che ricoprire una carica pubblica porti con sé delle responsabilità che vanno oltre la data in cui si cessa il mandato. Così come si chiedono i voti perché si vuole salire a bordo, è giusto spiegare come mai si è abbandonata la nave.

Lo spiego ora, perché è meglio tardi che mai.

Con chiunque abbia avuto modo di parlare, ho sempre premesso che le mie motivazioni erano “personali”, premurandomi anche di specificare che quando si fa politica come la facevo io (e beninteso, come la fanno molti altri) e cioè con convinzione e passione e dedicandoci tante ore della propria vita, il confine tra “personale” e “politico” diventa quasi impercettibile. Per dirla in altra maniera: a tirarmi fuori non è stata una questione di salute o un’altra impossibilità fisica, e neanche uno strappo politico come uno potrebbe immaginare: non c’è stato nessun incauto “o si fa così o mi dimetto” né la mia è stata una decisione presa a caldo nella furia di una riunione finita male. Se la mia fosse stata una “minaccia politica” mantenuta, ve ne sareste accorti e invece di “un’uscita all’inglese” sarebbe stata un’autentica “uscita pirotecnica”; se mi conoscete saprete che se mi impegno, qualche botto sono capace di farlo.

E’ possibile e comprensibile che tra coloro che mi avevano dato il voto qualcuno si sia sentito deluso da me, quando ha saputo che avevo gettato la spugna così, su due piedi e senza avviso. Quando mi sono candidato e ho chiesto di essere votato, quel che ho promesso era di lavorare con impegno, trasparenza e laicità di pensiero; chiedevo di lasciarmi provare a dare un contributo a Imperia per quanto fosse nelle mie capacità. Non ho mai giurato di rimanere attaccato a una poltrona per 5 anni a qualunque costo, e per la mia persona il costo stava diventando troppo alto.

Quando a un certo punto ho realizzato che la fatica e gli sforzi non erano ripagati da soddisfazioni, meriti o successi – non personali bensì politici – stavano svanendo gli stimoli e mi sono sentito impotente e stanco. Perché che ci crediate o no, fare politica è [molto] stancante. Lo è fare il consigliere comunale, lo è ancor di più fare il capogruppo. Si sacrificano il lavoro, le vacanze, gli interessi, pranzi e cene, ogni tanto un po’ di salute, e sovente molti nervi. Sia chiaro che non lo dico per lamentarmi [“che cosa ti aspettavi? te l’aveva ordinato il medico?”] ma solo affinché si sappia e perché anche questo fa parte del quadro.

Il punto è che far politica contro voglia non si può. Anzi: nemmeno si dovrebbe; in caso contrario si rischia di appisolarsi sul proprio ruolo minimizzando gli sforzi, forse nell’attesa di posti migliori e più soleggiati. Benché la voglia fosse già in calo da un po’, vi assicuro che ho voluto aspettare abbastanza da essere sicuro che non si trattasse di un periodo di stanca transitorio e, a conti fatti, non lo era. Quindi, avendo sempre inteso la politica come una sorta di volontariato e mai come una professione, non ho trovato motivi per continuare a fare cose [e vedere persone] di cui non ero soddisfatto e che erano eccessivamente distanti dal quel che io [e non solo io] mi ero immaginato l’indomani della vittoria elettorale. Piuttosto, meglio farsi da parte e lasciare il posto a qualcun altro magari dotato di più voglia, o maggiori capacità o semplicemente di una tenacia e di una resistenza superiori alla mia.

Mi trovavo male con questa Amministrazione Comunale?
E’ tautologico, ma indubbiamente vero, che se mi fossi sentito del tutto a mio agio, convinto della buona rotta della nave e in perfetta sintonia con l’intero equipaggio, non sarei saltato fuori bordo.

Forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quel senso unico?
No, sebbene le tempistiche possano aver fatto immaginare il contrario; anche perché, come già detto, covavo la decisione da ben prima. Senz’altro, però, posso definire quella particolare situazione come paradigmatica dell’andazzo generale, e chi ha seguito i consigli comunali dell’epoca e i successivi sviluppi della vicenda capirà a cosa mi riferisco.

Quindi basta politica per sempre?
Non so se tornerò a far politica nell’accezione “partitica” o “istituzionale” del termine. Se così sarà, significherà che avrò felicemente riacquistato la necessaria fiducia nei confronti della politica, del suo funzionamento, e pure di me medesimo; attualmente, per chi se lo stesse chiedendo, ho smesso di frequentare le sedi di partito, e non ci ho pensato due volte a rifiutare gli abbordaggi più o meno goffi [e interessati] con cui mi sono stati proposti cambi di versante, candidature, e incarichi professionali. Ciò nonostante, fortunatamente [per me] la mia indole non è cambiata e l’ho dimostrato quando un paio di mesi fa ho lanciato l’idea di una manifestazione che poi è diventata le Tagliatelle In Piedi. D’altronde la Politica è questo: avere delle idee su come rendere la società migliore, provare a diffonderle, e metterle in pratica. E il bello delle idee è che non esistono partiti, né persone, né situazioni, che possano riuscire a soffocarle.

PS: a proposito di idee, ne ho una che voglio condividere con il mondo e di cui scriverò in un post apposito tra qualche giorno; anch’essa fa sempre parte del quadro di cui sopra

13 giugno 2014
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O.d.g. Consiglio Comunale del 13 giugno 2014

1) Fiera “di Giugno di San Giovanni” e fiera “di Ottobre dell’Angelo” – Integrazione alla delibera di Consiglio Comunale n. 10 del 01/03/2012.

2) Istituzione del mercato agricolo “Gli orti di Imperia” nel rione di Porto Maurizio – Via XX Settembre – con cadenza settimanale i martedì – Approvazione relativo Regolamento.

3) Costituzione Commissione Consiliare Speciale sulla situazione della Sanità Imperiese.

4) Variante parziale al P.R.G. volta alla riclassifìcazione della zona FVS1D e porzione di zona agricola “EE2 a zona di interesse comune denominata “FIC – canile comunale” – Accettazione prescrizioni a norma dell’art. 5 della legge regionale 17/1/1980 n. 9

5) Modifica al Regolamento dell’art. 71 del Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.

6) Mozione: Istituzione tariffa taxi agevolata per utenti che abbiano superato l’ottantesimo anno di età

7) Mozione: Richiesta revoca della delega all’Ambiente all’Assessore Dott. Nicola Podestà.

8) Interrogazione: Verifica esecuzione contratto Tra.de.co.

23 maggio 2014
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Per Brando Benifei in Europa

Conosco Brando da tanti anni: erano i tempi dei DS e ci si incontrava a Genova, alle riunioni della Sinistra Giovanile; già all’epoca parlava di Europa con la stessa padronanza e conoscenza con cui io, al limite, avrei potuto parlare del neonato “Windows XP”. Scherzi a parte, il suo slogan non è tirato a caso: Brando è sul serio cresciuto con l’Europa, e giusto per parlar chiaro non è un “catapultato”; non è nemmeno lo specchietto per le allodole che ci permette di dire “noi candidiamo i gggiovani”. No: Brando è uno che farà carriera in politica (e ne ha già fatta parecchia), e lo dico nell’accezione buona e positiva del termine.

Non solo è il più giovane candidato del PD, non solo è di sinistra, non solo è ligure, ma in poche parole è preparato e sa come funzionano le cose al Parlamento Europeo; e pure “come dovrebbero funzionare”, ed è per questo che dobbiamo mandarlo a Bruxelles.

Sul suo sito www.brandobenifei.it si può trovare tutto quello che lo riguarda: biografia, video, programma, idee.

22 maggio 2014
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E’ stato un fallimento

Il fallimento della Porto di Imperia S.p.A. non è soltanto un atto di natura tecnico-giuridica nei confronti di una società per azioni, ma è il sigillo finale del fallimento di una intera operazione politica ed economica, nata male quasi 10 anni fa e proseguita peggio fino ai giorni nostri.

A leggere gli interventi dell’opposizione e in particolare quelli di Forza Italia, chi per assurdo non fosse a conoscenza della recente storia locale potrebbe pensare che la Città sia stata governata da un manipolo di marziani atterrati in Riviera e che poi, circa un anno fa, sono svaniti nel nulla per andare alla ricerca di un altro pianeta (e di un altro porto) da conquistare.

Sappiamo tutti che non è così, e tutti ci ricordiamo di chi è la grave responsabilità di aver invitato a Imperia uno squalo per il grande banchetto, spacciandolo pure per benefattore. E sappiamo anche chi, e per quanto tempo, si è fatto vanto di tirate i fili dell’operazione, senza mai esigere un controllo serrato da parte del Comune, senza preoccuparsi di seguire alla lettera le procedure, e senza mai pudore nel tacciare come “cassandre” chi, come noi, ha sin dall’inizio perfettamente capito che si stava andando nella direzione sbagliata.

Ma davvero oggi credono, con i loro comunicati naif, di poter convincere qualche allocco che l’Amministrazione Capacci avrebbe dovuto “dirigere” in chissà quale modo la situazione, finita in bilico sull’orlo del tracollo da anni, e ormai persino approdata nei tribunali sia penali che fallimentari? E davvero credono di cavarsela accusando di “tifo avverso” non si capisce bene chi, e per di più dopo aver tentato in continuazione, per rimanere in metafora, di accecare l’arbitro e accendere i fumogeni sugli spalti, in modo che nessuno capisse più nulla di quel che succedeva in campo?

Sappiamo la risposta, anche se umanamente ci rendiamo perfettamente conto dello smarrimento che oggi sta subendo chi per tanto tempo ha fatto affidamento solo sulle rassicurazioni che giungevano dal Capo (e che per un bel po’, probabilmente, ora non giungeranno più) e su di esse ha dormito sonni sereni e costruito sogni pieni d’oro.

E a proposito di sonno, invitiamo i colleghi Consiglieri di minoranza a valutare attentamente e criticamente, prima di gettarsi nella scrittura del prossimo comunicato “ad laudandos”, il ruolo che nella vicenda ha giocato Confindustria, da cui per inciso proviene l’attuale Amministratore della fallita Porto di Imperia Spa, la quale sembrava finalmente uscita dal dormiveglia per dover improvvisamente interpretare un ruolo chiave e risolutivo, e che nella realtà non solo si è dimostrata del tutto ininfluente, ma risulta inoltre, ad oggi, del tutto silente sulla vicenda.

Una cosa sola è certa: indipendentemente dagli sviluppi penali della vicenda, il Partito Democratico farà di tutto per tenere il più lontano possibile dal porto e dal resto della città le mani di coloro che per ingordigia, per megalomania o per manifesta incapacità, ci hanno portati al tracollo da cui ora la Città tenterà faticosamente di venir fuori.

31 marzo 2014
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O.d.g. 1 e 3 aprile 2014

1) Strumento urbanistico attuativo della zona di ristrutturazione urbanistica “ZR5B” in Via Nizza – variante connessa la P.R.G. – Soggetto attuatore: RT Spa – adeguamento alle osservazioni della Amministrazione Provinciale di Imperia;

2) Adeguamento tariffa oneri concessori a destinazione commerciale/direzionale da applicarsi in sede di rilascio di titoli edilizi;

3) Costituzione Commissione Consiliare Speciale sulla situazione della sanità imperiese;

4) Modifica regolamento per l’istituzione e l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Tares – Aggiunta esenzioni; (momentaneamente ritirata)

5) Mozione: Istituzione di un fondo dedicato ad iniziative sociali o culturali alimentato da versamenti volontari dei gettoni di presenza dei Consigli Comunali;

6) Mozione: indirizzo politico per ripristino piena fruibilità veicolare in Via Boine e Corso Roosevelt;

7) Mozione: Servizio parcheggi a pagamento delimitato a mezzo strisce blu, attualmente gestito da Imperia Servizi SPA, in caso di ticket orario scaduto – Previsione del recupero delle ulteriori somme dovute e non dell’irrogazione della sanzione pecuniaria di cui all’art. cds comma15;

8) Mozione: Piscina Comunale Felice Cascione di Imperia – applicazione della disciplina contrattuale vigente in ordine alla realizzazione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte del soggetto concessionario;

9) Mozione: Ripristino fognatura in via Foce.

In data 24 Marzo ai sensi dell’ art 52 comma secondo del Regolamento, ad integrazione dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale già convocato in seduta ordinaria per il giorno 1 aprile 2014 alle ore 18,00 in prosecuzione il giorno 3 aprile 2014 ore 18,00 sono aggiunti, su proposta dell’Amministrazione, i seguenti argomenti:

10) Gemellaggio della Città di Imperia con la Città di Friedrichshafen – Ratifica Giuramento della Fraternità;

11) Riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio della Sentenza TAR Liguria n. 1255/2013 – Laura Agnesi/Comune di Imperia;

12) Interrogazione su gestione piscina Comunale “Felice Cascione” tra gli anni 1992-2012″.

2 marzo 2014
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Everybody needs a lawyer (to love)

Ultimamente la consigliera Poillucci si diverte molto a duettare con il suo ex “arcinemico” Fossati: insieme cavalcano le stesse onde, e lo fanno intonando canzoni decisamente stonate e fuori tempo che a turno ci fanno pervenire sotto forma di comunicati stampa.

Invitiamo i colleghi, invece di cercare di emulare i Blues Brothers, a lasciare da parte il livore e la retorica, e a frenare un po’ la penna prima di parlare con tale disinvoltura di umiltà, di arroganza, di piedistalli, e di problemi quotidiani.

La città è stufa di sentire queste rime proprio da chi fino a pochi mesi fa affermava pubblicamente che il nuovo porto (sempre quello… proprio di fronte alla Marina) era sotto gli occhi di tutti nella sua… “Grande Bellezza”. Ora questo è il titolo di un grande film pluripremiato e in corsa per gli Oscar, mentre in acqua, qui davanti, rimane la madre del fallimento politico degli ultimi decenni di amministrazione cittadina condotta proprio con l’atteggiamento di chi pensava di avere la città in pugno al punto di poter trattare tutti i suoi cittadini come sudditi pronti a votare chiunque. E infatti ora, per questi e molti altri motivi, sono finiti all’opposizione.

La capogruppo di Forza Italia commenta le notizie che ci arrivano dalla Marina di Porto Maurizio con lo stesso slancio con cui aveva annunciato l’iniziativa, anche questa presa in buona compagnia, di offrire gratuitamente i propri servizi professionali per supportare i commercianti nelle cause contro il Comune.

E’ persino strano che ad oggi i nostri paladini non abbiano ancora deciso di intentare una class-action, preceduta da una imprescindibile mozione, da indirizzare contro il Comune palesemente colpevole di non fare abbastanza contro questa interminabile stagione delle piogge. (Nel caso, sia chiaro che il PD rivendicherà la paternità di quest’idea.)

Il Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Zagarella dal momento del suo insediamento ha svolto un grande lavoro, ha letteralmente salvato tutta l’operazione “Dal Parasio al Mare” lavorando giorno e notte per evitare la bancarotta, a cui ci saremmo avvicinati se questo progetto non si fosse realizzato. E’ andato avanti e ha risolto una mole di problemi enorme (che per brevità non elenchiamo..) riuscendo persino a migliorare la qualità di un progetto che potrà dare un nuovo impulso all’economia della città ed in particolare di quelle zone coinvolte dal progetto, compresa la Marina di Porto Maurizio. Lo ha fatto con professionalità, instaurando rapporti diretti con tutti gli interessati, e mostrando una disponibilità personale non sempre scontata.

E’ normale che qualche disagio, alla Marina come alla Foce, oppure al Parasio, dovrà essere sopportato durante lo svolgimento dei lavori; i commercianti in questo periodo saranno penalizzati dal fatto che sarà rinnovata la pavimentazione, così come l’arredo urbano davanti ai loro esercizi, ma una volta finiti, questi lavori aggiungeranno valore alle loro attività e una nuova immagine del contesto urbano sarà motivo di attrazione per nuova clientela.

Riguardo alle accuse che Zagarella ha ricevuto, rinnoviamo pubblicamente la nostra stima e la nostra fiducia nei suoi confronti, certi che si tratti di un equivoco e che le armi verranno al più presto deposte per concorrere tutti insieme al conseguimento dell’obbiettivo unico finale: terminare i lavori.

Consigliamo ai colleghi di opposizione di non emettere sentenze premature a meno che, ovviamente, non abbiano ricevuto notizie di prima mano da qualche Colonnello di passaggio. Altrimenti, a furia di gridare al lupo, e di chiedere dimissioni a vanvera, si perderà ogni credibilità residua.