il blog di Giorgio Montanari

Consigliere Comunale a Imperia

Se a Dicembre vi siete persi la prima, avete un’altra possibilità proprio oggi. Al teatro Cavour viene replicata la commedia “La strana coppia” proposta dal Fondo di solidarietà Daniele Leone.

Va vista per due motivi: è per beneficenza e fa molto ridere.

Accorri numeroso!

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Con un bel lavoro certosino, Dario smentisce sul sito dell’IdV imperiese una per una le fandonie con cui il PresDelCons ha farcito la lettera che ciascuno di noi sta ricevendo in questi giorni nella propria buca.

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Ogni candidato si sceglie la propria campagna elettorale. Per esempio Marco Scajola organizza ogni giorno una dozzina tra colazioni, pranzi, pause caffé, aperitivi, merende, cene e dopocena, riuscendo a presenziare a tutti (avrà forse dei sosia?). Non oso immaginare quanto gli stia costando tutto ciò, dato che offre sempre lui. Mi han detto che per non sbagliare ha fatto mettere i manifesti anche a Genova, dove ovviamente non può nemmeno essere votato.

Gianni Giuliano – vista l’età – ha un po’ meno sprint, ma non manca gli appuntamenti più importanti. Questa mattina, per fare un esempio, è andato all’inaugurazione di una curva (giuro). Nientepopodimeno!

Poi c’è chi preferisce la strategia dei comunicati stampa. Alessio Saso, sempre PdL, è uno di questi e ha espresso la propria opinione praticamente su tutto. Nell’ultimo periodo l’ex di AN – o chi per lui – è intervenuto in ordine sparso: sui parcheggi blu, sui treni, sul Commissariato di Ventimiglia, su via Cascione, sull’Orchestra Sinfonica, sugli AATO, sulle donne, sul mercato di Bordighera, sul crocefisso, sulla pesca, sulla sanità ligure e l’ospedale di Costarainera, sull’RT, sui danni del maltempo, sul precariato, sulla chiusura di una scuola ad Arma, sui futuri Assesori, sulla famiglia e sugli stabilimenti balneari. E potrei aver dimenticato qualcosa.

Il comunicato di oggi, puntuale come l’almanacco del giorno dopo, rientra nella categoria “fuori dal vaso”.

[...] ho potuto rilevare come sia ancora persistente e diffuso un forte senso di insicurezza fra gli abitanti ed i commercianti di Vico Costanzo nel Centro Storico di Oneglia. Gli abitanti hanno paura a rientrare a casa la sera, le ragazze spesso subiscono molestie, i bambini non possono passeggiare, spaccio ed ubriachezza molesta, dopo le otto di sera vige una sorta di coprifuoco a dimostrazione della paura persistente e diffusa fra gli abitanti ed i commercianti di questa zona.

Siam tutti d’accordo che vico Costanzo non è l’angolo migliore di Oneglia, ma quello che racconta è pura fantasia.

Ma se anche fosse realmente convinto che sia così come dice, allora dovrebbe prendersela con chi non risolve il problema! Non è via Pre, ma un carrugio di 10 metri accidenti! Ragazze molestate? Spaccio? COPRIFUOCO? Chissà per domani cosa si inventa.

Ancora una cosa, sempre per restare in tema di campagna elettorale. Apprezzo ciò che scrive Preve sull’utilizzare i bambini a fini propagandistici:

[...] abbiamo politici di destra e sinistra che non fanno altro che richiamarsi ai valori sacri della famiglia, e poi ecco che ti sfruttano il bambino come uno status symbol, come un testimonial. Tra l’altro, i bambini son tutti belli, ma se li illumini artificialmente, se la foto è oltremodo ritoccata, se l’insieme pare soprattutto un fotogramma Disney, la cosa si fa doppiamente ipocrita.

Qualcuno per favore lo dica ad Artioli (PdL). Sul web (e mi auguro solo lì e non anche sui muri di Sanremo) accanto alla sua faccia c’è quella di una bellissima bimba, che immagino essere la di lui figlioletta di anni sette.

Artioli: non si fa. Semplicemente non-si-fa. Punto.

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(foto da Riviera24.it)

Il sottoscritto (secondo figuro da sinistra) ha partecipato oggi al blitz di Legambiente che ha fatto visita al famoso capannone, simbolo della cementificazione costiera forsennata.

Qui l’articolo con il comunicato stampa. Di mio aggiungo solo che la montagna di detriti su cui siamo saliti è spaventosamente alta e puzzolente. Quanto al capannone, più ci si avvicina più appare enorme e indiscutibilmente brutto.

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Sottotitolo: “Non siamo razzisti, sono loro che sono stranieri!”

La storia della scuola islamica, come sospettavo, è la solita bolla di sapone. Mentre l’Assessore leghista Falciola oggi si affretta a smentire che ci sia una qualsiasi pratica in un qualsivoglia meandro degli uffici comunali, inizia con solenne rullo di tamburi la temutissima.. raccolta di firme!

In questa disciplina (che speriamo diventi presto olimpica, così via di medaglie!) noi Imperiesi oramai non sono più secondi a nessuno. Potremmo puntare su “Imperia città dell’olio e dei Comitati” per fare turismo.

Suppongo che nelle tabaccherie vendano addirittura i fac-simili, pronti da sottoscrivere. Basta aggiungere la seconda parte dell’intestazione nell’apposito spazio libero. La prima parte è già stampata, perché è sempre la stessa: “Comitato per il no a…”

Quindi, rosario al collo e acquasantiera in mano, i nuovi crociati sono partiti. Siccome non c’è nulla contro cui combattere, la loro è una “guerra preventiva”. Per fortuna che – almeno qui da noi – ancora nessuno è così pazzo (o così imbecille) da associare l’Islam al terrorismo. Ma di questo passo ci arriviamo presto.

Dice XXXX, odontotecnico: “Faremo una opposizione micidiale. Non è certo un condominio il luogo più adatto per una scuola, per di più prospiciente una strada di grande e veloce scorrimento con grande pericolo per i bambini stessi che rischierebbero di essere investiti. Non abbiamo nulla contro gli islamici, ma devono trovarsi spazi adeguati e adattarsi alle nostre leggi e alle nostre abitudini di vita, se vogliono convivere pacificamente con noi”.

(fonte: Sanremonews – Le “XXXX” sono state messe da me per salvaguardare quel poco di reputazione che resta dell’intervistato dopo queste deliranti dichiarazioni)

Che tenero, l’odontotecnico. Ha tanto a cuore la salute dei piccini! Certo, è strano che non si sia accorto che i cristianissimi bimbi che vanno in almeno un paio di cristianissime scuole nelle immediate vicinanze rischino quotidianamente la stessa sorte, se non peggio; ma lo ringraziamo di voler concentrare l’attenzione proprio su quelli mussulmani. E poi, diciamolo: se per “abitudini di vita” intende il “non essere islamici” allora tanto di cappello, perché il sillogismo è geniale:

voi qui dovete fare come noi => noi non siamo mussulmani => quindi voi non dovete essere mussulmani.

E poi:

Dice YYYY: “Siamo nettamente contrari perché già qui non si vive per il traffico caotico e la cronica mancanza di parcheggi. E poi a fare il passo da scuola islamica a moschea non ci vuole molto e in questo quartiere proprio non ci sta, anche se non abbiamo nulla contro i musulmani e la loro religione”.

Già, a fare il passo non ci vuole molto. Come a dimostrare la propria ignoranza: è un attimo. In mezzo a questi esempi di elevata arguzia da bar, ne manca uno che solitamente è il caposaldo, il pezzo forte che tali aquile riservano all’interlocutore come argomentazione finale, definitiva. Suona più o meno così: “ma scusa, se andassimo noi da loro a voler fare una Chiesa, mica ce la lascerebbero fare!”. E c’è da scommettere che il “da loro” equivale il più delle volte ad una di quelle strade di Kabul che inquadrano al tiggì.

Qualcuno deve averla tirata fuori di sicuro, ma sarà stato il giornalista a non aver trovato la forza di trascriverla. Perché a tutto c’è un limite, anche alle colpe del traffico.

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Questo è quanto pubblica Riviera24:

L’articolo riporta la notizia uscita oggi su Il Secolo XIX riguardo alla ventilata apertura di una scuola islamica, in arabo “madrasa“, a Castelvecchio. Anzi “nel cuore di Castelvecchio”, per essere più precisi e più enfatici. Per inciso, fino ad oggi non avevo mai sentito parlare di questa ipotesi.

La prima annotazione riguarda la provenienza della foto, che è trovabile con un minima ricerca su Google – è proprio il primo risultato – e la cui pubblicazione potrebbe infrangere il copyright del sito da cui è stata presa (“All written and photographic content is the copyrighted property of Carolyn McIntyre and may not be reproduced in any media without prior written permission”.)

Non voglio mettermi a fare la morale a nessuno (chi è senza peccato scagli la prima pietra) ma se lo possiamo considerare un peccato veniale quando avviene su siti personali e non commerciali, lo è un po’ meno quando si tratta di testate giornalistiche.

Più che altro, però, mi pare che l’immagine in sé sia un goccio fuorviante. Quella è una madrasa del XVI secolo che sta a Bukhara in Uzbekistan, ed è ovvio che non ne verrà mai costruita una del genere a Imperia. Si parla di utilizzare un edificio esistente. E’ bene ribadirlo, siccome è un argomento in cui bisogna muoversi coi piedi piombo, e la cautela non è mai troppa. Già rischiamo di inaugurare nuove crociate; se almeno la stampa, che gioca un ruolo importante nella formazione dell’opinione pubblica, fosse un pelo più attenta nella scelta terminologica e fotografica non potrebbe che essere un bene.

Lo dico così, giusto per tranquillizzare chi ha fatto un balzo sulla sedia immaginandosi cupoloni azzurri ed arcate ogivali accanto al casello di Imperia Est.

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Giovedì 18: alle 21.00 presso il centro Polivalente di Piazza Duomo c’è un incontro sul tema Energia e Salute organizzato dal comitato cittadino contro la centrale a biomasse

Sabato 20: Walter Vetroni al teatro Cavour di Imperia, dalle 20.30, sosterrà Claudio Burlando e Riccardo Giordano.

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Come detto, sono rimasti solo i primi due punti dell’iniziale ordine del giono.

1) All’unanimità viene deliberata l’esenzione dalla TOSAP per le ONLUS. Per dirla in termini pratici, da oggi le ONLUS che occuperanno il suolo pubblico per banchetti e iniziative non dovranno pagare la tassa per l’utilizzo del suolo pubblico.

Per quanto riguarda le mozioni, entrambe vengono accolte all’unanimità.

La prima riguarda la situazione ferroviaria: si dà mandato al Sindaco di farsi carico di promuovere un tavolo di concertazione con i soggetti interessati, ovvero i responsabili delle Ferrovie e il Comitato di pendolari, affinché possano discutere su un problema che è diventato insostenibile. Si tratta dei crescenti disagi che gli utenti delle ferrovie devono affrontare quotidianamente, e che penalizzano il trasporto anche a livello turistico.

La seconda riguarda alcune problematiche che hanno per oggetto il Tribunale di Imperia. Dal 2009 la Corte d’appello di Genova ha iniziato a trasferire a quello di Albenga parte dell’organico, creando una paralisi del Tribunale e un forte depotenziamento della Procura. Anche in questo caso si dà mandato al Sindaco ad agire nelle sedi opportune, ad esempio presso il Ministero della Giustizia, per cercare di rimediare ad una situazione che rischia di sminuire progressivamente l’attività e l’importanza del Tribunale con ripercussioni negative molto pesanti per tutti i cittadini e la città.

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Puntualizziamo

Due pratiche – le più importanti – che erano nell’ordine del giorno di questa sera sono state spostate al prossimo (il 22 marzo) perché la riunione di commissione appositamente convocata qualche giorno fa non si è svolta causa mancanza del numero legale.

Su La Stampa di oggi si parla di “incomprensioni nella convocazione”. Stranamente, noi dell’opposizione avevamo capito molto bene ed eravamo presenti. A mancare erano quasi tutti i consiglieri di maggioranza. Voci di corridoio riportano, tra l’altro, che il Sindaco abbia strigliato “i suoi”, dato che sembrano un po’ addormentati (specie i più giovani).

Semmai le incomprensioni ci sono sul disegno politico che ha l’amministrazione sulla gestione del porto di Oneglia.

Per dirne una, che non è l’unica, non si capisce come farà la società Imperia Yacht srl (con un capitale sociale di 10 mila euro) a mettere in piedi l’infrastruttura necessaria per la gestione del porto. Si tratta, secondo il dirigente comunale dell’Ufficio Porti, di un investimento di almeno mezzo milione di euro.

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Booom

Si sapeva benissimo che sarebbe arrivata. E nonostante la sua detonazione sia un evento tanto previsto quanto immancabile, al momento del botto ci si stupisce sempre.

Che cosa? Ma la bomba elettorale, naturalmente.

Possono essere più di una, ma la prima è quella più significativa. In questa campagna elettorale il colpo inaugurale lo scaglia l’Assessore Gagliano, che annuncia di voler chiudere le moschee imperiesi.

Ho effettivamente avuto contatti con la comunità islamica unicamente per comunicare che le due moschee non devono più essere utilizzate. Per quanto attiene l’individuazione di un sito che possa accogliere la moschea ovvero la costruzione di una nuova moschea nonché l’utilizzo di una qualsiasi altra struttura già esistente da adibire a moschea puntualizzo che non costituisce questione prioritaria per la Lega Nord che è impegnata su ben altri fronti di maggiore interesse per il cittadino. Peraltro rilevo che appare evidente volgendo lo sguardo a qualsiasi porzione del territorio italiano ove è sorta una moschea che tale luogo di preghiera ovunque venga ubicato mina la serena convivenza e la vivibilità dei luoghi. La Lega Nord non è razzista non si è mai schierata (né lo farà mai)contro gli extra comunitari ma esige il rispetto delle regole e delle tradizioni. L’immigrato deve adattarsi alle leggi e agli usi locali e seguendo questo modus operandi fa i propri interessi poiché automaticamente viene accettato e rispettato dalla nostra gente”.

Gagliano su Sanremonews

Si scoprono tante cose in un sol botto:

1) che non è priorità della Lega la costruzione di nuove moschee

2) che ovunque ci sia una moschea la serenità e la vivibilità sono minate

3) che la Lega non è razzista e non si è mai schierata (né lo farà mai) contro gli extra comunitari

4) che l’immigrato deve adattarsi a leggi e usi locali

Se ne traggono altrettante conclusioni:

1) che sarebbe parso strano il contrario

2) che l’imperiese medio non sa nemmeno che ci siano, le moschee in città, e sarà anche perché  non c’è mai stato un minimo problema (come ha fa notare Piccardo)

3) si vede che avevamo tutti capito male (e un consiglio: piano con certe affermazioni, che magari fanno perdere voti)

4) che il culto è in qualche modo legato alla legge, e tutti i mussulmani faranno meglio a convertirsi al più presto (e magari imparare anche il dialetto) altrimenti non saranno mai nostri amici.

Ne aggiungo un’ultima: che per fortuna la campagna elettorale finirà presto.

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