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	<title>il blog di Giorgio Montanari &#187; capannone</title>
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	<description>Consigliere Comunale a Imperia</description>
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		<title>Era ora</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Questa mattina c&#8217;è stata una <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/07/29/90554/il-comune-vuole-far-chiarezza-sulle-ultime-vicende-del-porto-patti-chiari-con-caltagirone-c" target="_blank">conferenza stampa</a> convocata da Sindaco e Vicesindaco, che in sintesi hanno detto che si dovrà fare un consiglio comunale interamente sul porto, dato che&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2010/07/era-ora/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina c&#8217;è stata una <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/07/29/90554/il-comune-vuole-far-chiarezza-sulle-ultime-vicende-del-porto-patti-chiari-con-caltagirone-c" target="_blank">conferenza stampa</a> convocata da Sindaco e Vicesindaco, che in sintesi hanno detto che si dovrà fare un consiglio comunale interamente sul porto, dato che evidentemente c&#8217;è qualcosa che non va. Già.</p>
<blockquote><p>Diverse imprese costruttrici che operano nel porto subiscono fastidiosi ritardi nei pagamenti; l&#8217;inchiesta (in seguito archiviata) da parte della Procura in merito al <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2010/04/il-capannone-e-regolare/" target="_blank">capannone</a> dedicato alla cantieristica; il <a href="http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2010/07/22/AMkFIJtD-acquamare_licenzia_direttore.shtml" target="_blank">licenziamento</a> del direttore dei lavori, Ingegnere Castellini, deciso da Acquamarina senza, a detta di Lanteri, interpellare gli altri soci ed infine la <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2010/07/il-sindaco-chiarisca/">lettera di protesta</a> proveniente dalla commissione di collaudo&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Il capannone è regolare?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 17:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pubblico Ministero ha richiesto l&#8217;archiviazione per il caso dell&#8217;ormai famoso <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/">capannone</a> da cui l&#8217;estate scorsa era nato <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/08/abusivissima/">Abusivissima</a>, evento di sensibilizzazione sulla cementificazione e sugli abusi edilizi. In sostanza da quanto si <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/imperia/2010/04/06/AM7Q74ZD-capannone_chiesta_archiviazione.shtml" target="_blank">legge</a> sulla stampa sembra che l&#8217;abuso possa essere escluso in quanto, nonostante la forma finale risulti differente, la volumetria totale non è cresciuta. I due colleghi consiglieri PD Verda e Zagarella, dai quali partì l&#8217;esposto sulla sospetta irregolarità dell&#8217;edificio, dicono su questi ultimi sviluppi:</p>
<blockquote><p>La notizia di richiesta di archiviazione da parte del magistrato inquirente circa la costruzione in difformità rispetto ai titoli autorizzativi del capannone sul Porto di Imperia ci lascia sicuramente perplessi.</p>
<p>La costruzione è, per stessa ammissione del progettista (a mezzo stampa), difforme rispetto a quanto autorizzato e conforme rispetto ad una variante che a tutt&#8217;oggi, per la parte relativa al capannone, non è stata formalmente approvata dalla competente Conferenza dei Servizi (non a caso è stata determinata una “sanzione ambientale” a fronte di una “istanza di compatibilità paesaggistica” presentata dallo stesso progettista).</p>
<p>Poco importa che allo stato attuale solo 2/3 del volume risultino realizzati. Dalle documentazioni depositate agli atti risulta chiaramente non solo che l&#8217;altezza del capannone non diminuisce rispetto al progetto approvato, ma il volume finale del capannone (una volta costruito per intero) verrà aumentato sensibilmente come attestato dalla stessa Commissione Edilizia Integrata del Comune di Imperia.</p>
<p>E questo al di là delle dichiarazioni dei legali, non corrette, secondo le quali l&#8217;altezza dell&#8217;edificio sarebbe diminuita, laddove l&#8217;altezza di gronda (parametro urbanisticamente rilevante) è aumentato di circa 3 metri.</p>
<p>Certo è che qualora, lette le motivazioni del provvedimento, si confermino i criteri illustrati a mezzo stampa per dirimere la questione, questo costituirà senza ombra di dubbio un importante precedente a sostegno di coloro che ritengano i parametri urbanistici e le norme tecniche di attuazione dei piani passibili di interpretazioni soggettive e modifiche.</p>
<p>Se tutto sarà confermato allora i nostri colleghi sappiano:</p>
<p>- sembrerebbe possibile sanare abusi e difformità gravi su suolo demaniale;<br />
- su demanio, nonostante quanto espressamente previsto dal Codice della Navigazione all&#8217;Art. 47, e dalla Legge dicembre 2006 n. 296 e dalla Legge Regionale 13/1999 come modificata ed integrata dalla Legge Regionale 22/2008, le gravi violazioni urbanistico edilizie e paesaggistico ambientali a quanto pare non comporteranno più sanzioni, tanto meno la prevista revoca delle concessioni demaniali; (Stralcio da L.R.13/99 in combinato disposto con L.R.22/2008: Art. 11 quinquies. (Violazioni urbanistico-edilizie e paesistico-ambientali) (22)[...]<br />
- sembrerebbe possibile la procedura di S.U.A. “in sanatoria”.</p>
<p>Restiamo in attesa di conoscere gli esiti definitivi della questione consci che qualunque essi siano questi costituiranno precedente non trascurabile per dirimere future questioni con la Soprintendenza della Regione Liguria e con tutte le altre su base nazionale, così come con l&#8217;Agenzia del Demanio e con gli altri Enti interessati.</p>
<p>Contestualmente restiamo in attesa di conoscere anche gli sviluppi circa l&#8217;evidente sforamento dei volumi massimi ammessi dal Piano Regolatore Portuale (il progetto in variante complessivamente vede volumetrie per 127.000 metri cubi a fronte di un massimo ammesso di 120.000), certi che verrà sicuramente trovata idonea e repentina soluzione, magari con qualche “decreto interpretativo” ad hoc.</p>
<p>Tutto quanto sopra detto,  sia chiaro, il problema è e resta sempre lo stesso: se le regole esistano e per chi esistano. E che la cantieristica abbia bisogno di spazi idonei per lavorare è cosa che ci ha visto in prima linea, propositivi, durante l&#8217;intero iter di approvazione del progetto del Porto Turistico. Che poi i progetti vengano variati per meglio rispondere al contenimento della spese di realizzazione, a scapito dell&#8217;impatto su una città è tutta un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Imperia, 06.04.2010</p>
<p><em>Ing. Giuseppe Zagarella</em></p>
<p><em>Arch. Paolo Verda</em></p></blockquote>
<p><strong>Aggiornamento 1:</strong> dal PdL replicano con <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/04/07/83085/nessun-reato-sul-presunto-abuso-edilizio-del-capannone-nel-porto-di-imperia-soddisfazione-del-pdl" target="_blank">questo comunicato</a> (nel consueto stile <em>noi-dalla-parte-della-giustizia-e-del-progresso</em>)<em></em></p>
<p><strong>Aggiornamento 2:</strong> dal PD Verda e Zagarella <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/04/07/83117/la-replica-di-zagarella-e-verda-alle-dichiarazioni-di-gazzano-e-montesano" target="_blank">mettono</a> un po&#8217; di puntini sulle i.<em><br />
</em></p>
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		<title>Al blitz di Legambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 20:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>(foto da <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/03/19/81849/campagna-stop-al-cemento-blitz-di-legambiente-al-porto-di-imperia" target="_blank">Riviera24.it</a>)</p>
<p>Il sottoscritto (secondo figuro da sinistra) ha partecipato oggi al blitz di Legambiente che ha fatto visita al <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/" target="_blank">famoso</a> capannone, simbolo della cementificazione&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2010/03/al-blitz-di-legambiente/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1944" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2010/03/foto-blitz-imperia_277536.jpg" rel="lightbox[1943]"><img class="size-medium wp-image-1944" title="Blitz Legambiente" src="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2010/03/foto-blitz-imperia_277536-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca per ingrandire</p></div>
<p>(foto da <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/03/19/81849/campagna-stop-al-cemento-blitz-di-legambiente-al-porto-di-imperia" target="_blank">Riviera24.it</a>)</p>
<p>Il sottoscritto (secondo figuro da sinistra) ha partecipato oggi al blitz di Legambiente che ha fatto visita al <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/" target="_blank">famoso</a> capannone, simbolo della cementificazione costiera forsennata.</p>
<p><a href="http://www.riviera24.it/articoli/2010/03/19/81849/campagna-stop-al-cemento-blitz-di-legambiente-al-porto-di-imperia" target="_blank">Qui</a> l&#8217;articolo con il comunicato stampa. Di mio aggiungo solo che la montagna di detriti su cui siamo saliti è spaventosamente alta e puzzolente. Quanto al capannone, più ci si avvicina più appare enorme e indiscutibilmente brutto.</p>
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		<title>Avanti un altro (indagato)</title>
		<link>http://www.giorgiomontanari.com/2009/12/avanti-un-altro-indagato/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 15:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Era già noto che la Finanza stesse facendo delle indagini relativamente alle famose colonnine <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/11/il-porto-delle-nebbie/" target="_blank">smantellate un paio di settimane fa</a> dalla banchina di Calata Cuneo. Quello che so è&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/12/avanti-un-altro-indagato/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era già noto che la Finanza stesse facendo delle indagini relativamente alle famose colonnine <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/11/il-porto-delle-nebbie/" target="_blank">smantellate un paio di settimane fa</a> dalla banchina di Calata Cuneo. Quello che so è che una lauta compagine di finanzieri si è presentata presso la sede operativa della Società, sequestrando un po&#8217; qualsiasi cosa vi fosse dentro. Oggi si apprende che c&#8217;è ufficialmente un indagato: trattasi di Carlo Conti, Amministratore delegato della Porto di Oneglia spa nonché direttore generale della Porto di Imperia spa. Di quest&#8217;ultima società, per l&#8217;<a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/"><em>affaire capannone</em></a>, è già indagato il presidente Paolo Calzia, che è anche segretario generale del Comune di Imperia. Comune che è socio per un terzo della Porto di Imperia spa, che a sua volta è azionista della Porto di Oneglia spa. Giusto per avere un quadro completo.</p>
<p>Oltre ai guai giudiziari, c&#8217;è dunque un evidente <strong>guaio politico</strong>: il Comune non è affatto estraneo alla vicenda. Non è, insomma, lo spettatore impotente delle malefatte altrui, bensì l&#8217;esatto opposto: complice e arbitro consenziente di una deriva cui non ha saputo e voluto mettere un freno. E alla fine l&#8217;era dei mega-yacht naufragava tra picconate ed avvisi di garanzia.</p>
<p>E&#8217; ora di ripensare il porto di Oneglia, ridisegnarne le funzioni ed ottimizzarne gli spazi, affidarne la gestione ad un soggetto credibile. In definitiva: <strong>restituirlo a Imperia.</strong></p>
<blockquote><p><strong>30 Nobembre 2009 &#8211; Comunicato di Paolo Verda, capogruppo PD in Consiglio Comunale, sulla situazione portuale a Imperia</strong></p>
<p>Dopo i primi commenti rilasciati a caldo la sera della vergognosa rimozione delle colonnine dalla banchina del porto di Oneglia e, più avanti, nel corso della visita della commissione regionale preposta, al fianco delle autorità locali, mi piace tornare sull’argomento per fare chiarezza sulla nostra posizione riguardo ai fatti degli ultimi mesi e più in generale riguardo alla futura politica portuale della città di Imperia.</p>
<p>Ribadisco innanzitutto lo sdegno per l’inevitabile conclusione della vicenda della gestione privatistica della porzione turistico/commerciale dello scalo onegliese. Conclusione che ha la sua radice in comportamenti accondiscendenti e atti oscuri e ambigui. Troppe volte e per troppo tempo l’Amministrazione comunale &#8211; e non solo &#8211; non ha voluto o non ha saputo vedere ciò che stava accadendo sotto le proprie finestre. Miopia, distrazione o incapacità registrabili sia nella questione porto di Oneglia, sia nel controllo dei lavori di costruzione del porto turistico cittadino.</p>
<p>Ricordo tre “episodi”, in proposito, che ritengo possano essere considerati quantomeno concause del ravvedimento, purtroppo tardivo, e della presa di coscienza delle autorità tutte:</p>
<p>- in primo luogo la denuncia, a firma mia e del consigliere Zagarella, circa le difformità morfologiche del capannone della nautica il cui scheletro si erge immoto, indisturbato e arrogante in mezzo ad un cantiere in piena attività. In barba alle più elementari regole di correttezza e buon senso che, se tenute in debita considerazione, avrebbero portato a una rimozione e sostituzione delle elementari strutture poste in opera, per far ripartire i lavori in ottemperanza a ciò che era previsto nel progetto approvato;</p>
<p>- l’esposto del consigliere Indulgenza sulle aree occupate dai natanti turistici in esubero rispetto a quelle individuate nella concessione rilasciata dal Comune alla Porto di Imperia;</p>
<p>- l’azione di sensibilizzazione svolta, in modo compatto, dalle forze del centro sinistra nella scorsa campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Imperia, riguardo alla situazione del porto di Oneglia ed in particolare ai mancati guadagni per la collettività.</p>
<p>Questa azione, che seguiva a molte altre portate avanti da tutte le forze politiche di minoranza a partire dal novembre 2007 (in occasione della delibera di indirizzi dell’amministrazione sullo scalo onegliese), evidenziava ancora una volta tutte le storture, le dimenticanze, le lacune che hanno caratterizzato il rapporto di tutte le autorità preposte con i soggetti gestori dello scalo di Oneglia.</p>
<p>Per quale motivo sono stati tollerati mesi di occupazioni che andavano oltre i termini di scadenza e debordanti rispetto alle aree in concessione? &#8230; non è dato sapere.</p>
<p>Ora però si è finalmente arrivati ad un punto di svolta:</p>
<p>- il comune ha richiesto per sé la concessione sullo scalo onegliese;</p>
<p>- la capitaneria fa sentire finalmente la sua autorità garantendo il rispetto delle regole;</p>
<p>- la Regione tramite la commissione ad hoc sta per emanare le direttive conclusive sul porto;</p>
<p>- la procura indaga su ciò che è accaduto nei mesi scorsi.</p>
<p>Registro infine come gli stessi colleghi di maggioranza, o almeno alcuni di essi, abbiano abbandonato l’atteggiamento di altezzoso disdegno riservato in passato alle nostre denunce, ritenute tediose e inutilmente polemiche, scoprendosi invece, oggi, strenui difensori di quelle stesse tesi.</p>
<p>E’ con soddisfazione, s’intende, che assistiamo a questo felice cambio di fronte e ci piace pensare di aver collaborato a tale illuminazione.</p>
<p>Non avremo vinto la guerra, dunque, ma almeno una battaglia importante l’abbiamo vinta per TUTTI i cittadini di Imperia, come promettevamo, in evidente e piena buona fede, in campagna elettorale. E ci siamo riusciti anche dai banchi della minoranza.</p>
<p>Il ritorno alla gestione pubblica del porto, conclusione positiva di una vicenda altrimenti davvero priva di senso, invita ora a passare dalle polemiche alle proposte, così che non si dica che solo di polemica si nutre il fronte dell’opposizione.</p>
<p>Mi permetto quindi di esporre una sequenza di azioni possibili da compiere nel futuro. Pongo sul tavolo alcune idee che hanno la sola ambizione di diventare base di una discussione che conduca, tutta la città a farsi carico e a godere delle potenzialità di entrambi gli scali.</p>
<p>1. Elemento primario è naturalmente la GESTIONE UNITARIA DELLO SCALO ONEGLIESE che dovrà tornare sotto la regìa pubblica. Solo in questo modo, grazie ad una visione corale, potrà essere garantita pari dignità e sviluppo a tutte e tre le funzioni: pesca, turismo/commerciale e commercio.</p>
<p>2. Sarà quindi possibile affidare, almeno in attesa della gara ad evidenza pubblica, LA GESTIONE E LA PROMOZIONE DELLA PARTE TURISTICO COMMERCIALE DEL PORTO AD UN SOGGETTO COME L&#8217;ASSONAUTICA che, UNITAMENTE ALLA COMPAGNIA MARESCA, già presente sullo scalo, potrà svilupparne immediatamente le ampie possibilità economiche ed occupazionali.  Tutto ciò tenendo conto che gli impieghi transitori dovranno sempre configurarsi come transiti reali e quindi compatibili con la vigente destinazione che non contempla il parcheggio-campeggio delle imbarcazioni. In questa fase, oltre al completamento del progetto di sistemazione della porzione dedicata alla pesca, con l’utilizzo degli introiti potranno essere programmati, progettati e attuati interventi di “restauro” della calata Cuneo a partire dal ripristino completo della antica pavimentazione in “basole”.</p>
<p>3. Propongo, quindi, di affrontare una seria discussione riguardo alla proposta avanzata da Vittorio Coletti sulle pagine liguri del quotidiano La Repubblica. In essa si proponeva sostanzialmente una TUTELA PAESISTICO AMBIENTALE SUI PORTI STORICI della nostra regione. Con la conseguente individuazione di categorie ammissibili di opere, funzioni e potenziali fruitori, compatibili con questi luoghi di rara bellezza e infinita delicatezza paesistica.</p>
<p>Trovo la proposta estremamente interessante e condivisibile. Immaginiamo infatti cosa potrebbe essere il porto di Oneglia se la funzione turistico/commerciale, per esempio, fosse garantita da imbarcazioni pienamente in sintonia con le dimensioni, la storia e l’architettura del luogo. Uno spazio &#8211; questa volta sì unico nell’intero bacino del mediterraneo &#8211; dedicato esclusivamente a una certa tipologia di imbarcazioni, (barche a vela, natanti storici), potrebbe davvero valorizzare il nostro porto in modo armonioso e pienamente dialogante con la parte a destinazione peschereccia.</p>
<p>Il nostro turismo non può fondarsi su caratteristiche a noi estranee, ma può trarre vitalità e unicità solo da valori che appartengono alla storia culturale e commerciale della nostra città.</p>
<p>4. Per finire avanzo una proposta riguardante il bacino storico di Porto Maurizio. Premetto che, pur condividendo la scelta riguardante la creazione di un nuovo porto turistico, da subito mi sono trovato in pieno disaccordo sulle scelte societarie ed economico-finanziarie. Il comune di Imperia poteva e doveva pretendere di più, sia in termini di risorse che di potere gestionale. Sin dai primi passi noi siamo stati il soggetto debole dell’intera operazione e gli ultimi avvenimenti ne sono la piena conferma.</p>
<p>In particolare l’aspetto che ho sempre definito “odioso” è stata la perdita del bacino storico di Porto Maurizio, questo doveva rimanere pubblico, i fruitori dello scalo dovevano rimanere a nostro carico e solo con noi dovevano interloquire. Il caso di Porto è unico in tutto il bacino del mediterraneo: non conosco nessun altro porto storico ceduto ad un soggetto a maggioranza privata.</p>
<p>Ora, dopo il fallito tentativo della vendita delle quote azionarie che il Comune di Imperia possiede all’interno della società del porto, potremmo rimediare  a tutto ciò: occorre chiedere uno SCORPORO DELLE CONCESSIONI DEMANIALI e, attraverso una ridefinizione della nostra quota, RIENTRARE IN POSSESSO DELLA PARTE STORICA.</p>
<p>SI PUO&#8217; FARE, occorre lavorare con decisione a questa proposta, ma occorre per prima cosa che l’Amministrazione comunale rimetta saggiamente in discussione questo aspetto fondante del progetto iniziale.</p>
<p>SE TUTTE LE FORZE POLITICHE E TUTTI I CITTADINI SI MOSTRASSERO PER UNA VOLTA COMPATTI, POTREMMO TRA BREVE AVERE UNA CITTA&#8217; CHE AUTONOMAMENTE E DIRETTAMENTE GESTISCE E TRAE RICCHEZZA DALLE INFRASTRUTTURE CHE PIU&#8217; LA CARATTERIZZANO: I BACINI STORICI DI PORTO E DI ONEGLIA.</p>
<p>Concludo, infine, con un appello: qualcuno sta controllando cosa accade in Calata Anselmi? Aspetti economici e finanziari, demaniali e societari, spazi occupati e compatibilità tra le destinazioni d’uso ammesse e quelle in essere&#8230;&#8230;è tutto in regola ?!</p>
<p>Mi auguro che sia l’Amministrazione Comunale che la Capitaneria di Porto abbiano valutato in queste settimane tutti gli elementi sopraelencati, in modo da scongiurare che un epilogo simile a quello onegliese, possa diabolicamente replicarsi anche sullo scalo portorino.</p>
<p>Imperia 30 novembre 2009</p>
<p>Paolo Verda</p></blockquote>
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		<title>Abusivissima &#8211; Il documento congiunto</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Quello che segue è il documento prodotto congiuntamente da: Giovani Democratici &#8211; Giovani Comunisti &#8211; Sinistra per Imperia- Con Imperia &#8211; CSOA La Talpa e l&#8217;Orologio &#8211; Liberamente &#8211; ARCI&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/08/abusivissima-il-documento-congiunto/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue è il documento prodotto congiuntamente da: Giovani Democratici &#8211; Giovani Comunisti &#8211; Sinistra per Imperia- Con Imperia &#8211; CSOA La Talpa e l&#8217;Orologio &#8211; Liberamente &#8211; ARCI ACPO &#8211; ARCI Guernica- Garabombo l&#8217;invisibile &#8211; Collettivo Studentesco il Bombarolo</p>
<blockquote><p>&#8220;Quando Quinto saliva alla sua villa, un tempo dominante la distesa dei tetti della città nuova e i bassi quartieri della marina e del porto, più in qua il mucchio di case muffite e lichenose della città vecchia, tra il versante della collina a ponente dove sopra gli orti si infittiva l&#8217;oliveto, e, a levante, un reame di ville e alberghi verdi come un bosco, sotto il dosso brullo dei campi di garofani scintillanti di serre fino al Capo: ora più nulla, non vedeva che un sovrapporsi geometrico di parallelepipedi e poliedri, spigoli e lati di case, di qua e di là, tetti, finestre, muri ciechi con solo i finestrini smerigliati dei gabinetti uno sopra l&#8217;altro&#8221;<br />
Italo Calvino &#8211; La speculazione edilizia</p></blockquote>
<p>Ci sono molti modi per devastare il territorio. Si può inondare una periferia urbana con complessi industriali distruggendo l&#8217;ambiente ma producendo lavoro. Un compromesso accettato in nome dell&#8217;occupazione. Ma se una devastazione viene portata avanti senza compromessi, senza una contropartita, senza il lavoro? Si può accettare che una regione costituita da una breve striscia di terra tra mare e monti, veda un&#8217;immensa lingua di cemento dividere questi due elementi?<br />
Lungo il nostro litorale c&#8217;erano camminamenti marini che affascinavano i poeti romantici inglesi dell&#8217;ottocento, tutto questo è scomparso. Ora ci restano gli abusi di chi costruisce edilizia residenziale, vende porti futuristici e immensi complessi turistici non tenendo conto né del cittadino, né del paesaggio, lasciando l&#8217;ennesimo parcheggio di barche a brancolare come una cattedrale nel deserto.<br />
Caltagirone ha una storia trista e questo è documentato dai suoi precedenti lavori in Italia.<br />
Si è espanso nel sistema azionario di &#8220;Porto di Imperia SPA&#8221; tramite la società &#8220;Acqua Marcia&#8221; in poco tempo ed ora ci troviamo un porto in cui il settore pubblico è stato pressoché espulso.<br />
Caltagirone ha trattato per entrare in possesso del 70% di qualsiasi opera che è stata e verrà costruita, di conseguenza, alla conclusione dell&#8217;intera struttura, diventerà proprietario di quasi tutto il sistema portuale. Il tutto senza rischiare nulla di tasca sua, trattandosi di denaro &#8220;sulla carta&#8221;, riferito alla vendita dei posti barca. Non male per chi si è presentato come un grande benefattore per la città &#8230;<br />
Il Comune attualmente compromesso nel sistema societario si è reso complice di un abuso edilizio, &#8220;il famoso capannone&#8221; su cui sta indagando la Procura e, multato dagli organismi preposti, si trova a sanzionare se stesso. La risposta della nuova amministrazione è quella di vendere anche il 10% che è rimasto pubblico, attestando di fatto l&#8217;enorme regalo che Imperia ha fatto agli speculatori privati.<br />
Non solo il Comune paga la presenza dell&#8217;imprenditore romano. Anche i più illustri imprenditori locali (che facevano capo ad Imperia Sviluppo SPA) sono di fatto tagliati fuori dall&#8217;affaire &#8220;Porto Imperia&#8221;, grazie a giochi societari che li hanno estromessi da qualunque potere decisionale.<br />
Anche grazie alla lunga catena di appalti e sub appalti che distanzia le fonti di liquidità dagli esecutori materiali delle opere si è già arrivati al fallimento di una ditta locale (i cui operai si trovano ora disoccupati e non pagati). E&#8217; facile immaginare che potrebbe non essere un caso isolato.<br />
Ipotizziamo uno scenario doppio. Ipotizziamo che il porto vada bene, funzioni nel modo da loro previsto. Si creerebbe una zona costiera limitrofa al mare (espansa su tutto il litorale cittadino) di lusso ma separata dalla città, tale per cui le persone meno abbienti, causa affitti e costo della vita, verrebbero espulse verso l&#8217;entroterra.<br />
Contrariamente, nella seconda ipotesi, nel caso in cui il porto non funzionasse, ci troveremmo con l&#8217;ennesimo cimitero di barche.<br />
Non accettiamo questo immaginario. Vogliamo un territorio a misura d&#8217;uomo, in cui il cittadino sia immerso nel contesto naturale senza il minimo impatto su di esso.<br />
Crediamo che chi vive, lavora e studia in queste terre abbia maggiore voce in capitolo di chi ha deciso di comprare un&#8217;immensa area di questa città, di chi costruirà un porto in cui i normali cittadini non potranno mettere piede, di chi ha costruito un parco urbano, ma avrebbe preferito un campo da golf.<br />
Chiediamo all&#8217;amministrazione comunale di aumentare la capacità decisionale del pubblico rispetto al privato all&#8217;interno del porto turistico, in modo che il cittadino possa trarre maggiori vantaggi e maggiore forza contrattuale nei confronti di quegli imprenditori che di questo passo potrebbero chiudere le banchine agli imperiesi e ai pescatori, fino a impossessarsi del grande evento delle &#8220;Vele d&#8217;Epoca&#8221;.<br />
Ci troveremo sabato 29 agosto da liberi imperiesi, costruiremo in spiaggia un capannone senza chiedere nessuna autorizzazione dimostrando che dove è tollerato un abuso sul litorale possono esserne tollerate altri. Intorno a questa struttura prenderemo il sole, balleremo e parleremo di territorio con Marco Preve (Giornalista La Repubblica) e Nicola Podestà (ex Direttore Osservatorio Meteorologico di Imperia). Con noi ci saranno tutti quei cittadini liberi che credono che il turismo debba essere sano e responsabile. La sera abbatteremo il mostro, dimostrando che a noi piace il mare senza il cemento, quello delle spiagge alla portata di tutti, senza stabilimenti e barriere all&#8217;ingresso. Quella stessa concezione di balneazione che porterebbe qui migliaia di vacanzieri che in tempo di crisi non riescono a reggere spese di ombrelloni, lettini e yacht. Rimuoveremo il capannone perché a noi piace ancora osservare (come direbbe Fabrizio De André) &#8220;il lenzuolo che gonfia sul cavo dell&#8217;onda&#8221;.</p>
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		<title>Abusivissima</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 12:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>Un solo <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/" target="_blank">capannone abusivo</a> a Imperia non ci basta.</strong> Sabato 29 agosto ne costruiremo un altro, nella spiaggia libera di Oneglia prima della Galeazza.</p>
<p>Sarà un&#8217;occasione per <strong>divertirci </strong>che&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/08/abusivissima/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1280" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/08/abusivissima_2009_web.jpg" rel="lightbox[1278]"><img class="size-medium wp-image-1280" title="Locandina Abusivissima 2009" src="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/08/abusivissima_2009_web-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca per ingrandire</p></div>
<p><strong>Un solo <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/" target="_blank">capannone abusivo</a> a Imperia non ci basta.</strong> Sabato 29 agosto ne costruiremo un altro, nella spiaggia libera di Oneglia prima della Galeazza.</p>
<p>Sarà un&#8217;occasione per <strong>divertirci </strong>che costituirà lo spunto per pensare seriamente alla <strong>nostra costa</strong> ed al suo futuro. Nel primo pomeriggio avremo due ospiti illusti: <strong>Nicola Podestà,</strong> <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/07/lamministrazione-esonera-podesta-dallincarico-di-direttore-dellosservatorio/">ex</a> direttore dell&#8217;Osservatorio di Imperia ed autore di saggi, e <strong><a href="http://preve.blogautore.repubblica.it/" target="_blank">Marco Preve</a></strong>, giornalista de La Repubbica nonché già autore de &#8220;Il Partito del Cemento&#8221;.</p>
<p>Ci parleranno di rischio sismico, energie rinnovabili, cementificazione, abusi edilizi. Il tutto dopo aver eretto <strong>con l&#8217;aiuto dell&#8217;intera spiaggia</strong> &#8211; e con tanto di dichiarazione di inizio lavori e cerimonia di <strong>inaugurazione </strong>- un bel nuovo capannone di (simil-)cemento. Però in serata, giusto prima di andare via, in un simbolico atto di demolizione &#8211; a tempo di musica &#8211; libereremo la costa dallo scempio per lasciarla come l&#8217;avremo trovata.</p>
<p>L&#8217;invito a partecipare è aperto a tutti: turisti e residenti, vecchi e bambini.</p>
<p><strong>PRENDI SECCHIELLO E PALETTA, UN NUOVO ABUSO TI ASPETTA!</strong></p>
<p>Programma:</p>
<p><a href="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/08/abusivissima_programma_redux.jpg" rel="lightbox[1278]"><img class="alignnone size-full wp-image-1283" title="Abusivissima Programma" src="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/08/abusivissima_programma_redux.jpg" alt="" width="339" height="480" /></a></p>
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		<title>Tutto nel rispetto delle leggi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 16:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="Capannone abusivo a Imperia" src="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/07/imperia.jpg" alt="" width="400" height="227" /></p>
<p>La giunta Regionale ligure <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/17/regione-basta-cemento-peso-oro-stop.html" target="_blank">ha approvato</a> una variante che aggiorna il <strong>Piano di Coordinamento Paesistico</strong>, con l&#8217;intento di limitare in alcune zone la possibilità di costruire e la&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/07/tutto-nel-rispetto-delle-leggi/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="Capannone abusivo a Imperia" src="http://www.giorgiomontanari.com/wp-content/uploads/2009/07/imperia.jpg" alt="" width="400" height="227" /></p>
<p>La giunta Regionale ligure <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/17/regione-basta-cemento-peso-oro-stop.html" target="_blank">ha approvato</a> una variante che aggiorna il <strong>Piano di Coordinamento Paesistico</strong>, con l&#8217;intento di limitare in alcune zone la possibilità di costruire e la conseguente cementificazione costiera.</p>
<p>In <a href="http://www.regione.liguria.it/MenuSezione.asp?Parametri=4_10_174_248$4_10_174_2487_5671_$Ptcp_-_Piano_territoriale_di_coordinamento_paesistico$4_10_174_2487_-1$schede.htm$" target="_blank">questa pagina</a> del sito della Regione è possibile prendere visione delle modifiche apportate dalla variante.</p>
<p>Il Sindaco di Imperia Paolo Strescino &#8211; in un commento <a href="http://www.riviera24.it//articoli/2009/07/29/66379/il-commento-di-strescino-imperia-e-pallini-santo-stefano-sul-divieto-di-costruire" target="_blank">appena uscito</a> &#8211; dice:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...] Sino ad oggi tutto ciò che è stato costruito è stato fatto nel rispetto delle leggi. Non sono davvero comprensibili i motivi di questa drastica chiusura&#8221;</p></blockquote>
<p>A parte il fatto che se anche fosse vero che tutto è stato fatto nella legalità questo non è per forza un buon motivo per non dover modificare il PCP, che nessuno gli abbia detto che il catafalco nel mezzo del nuovo porto è <strong>abusivo </strong>e c&#8217;è un&#8217;indagine della Procura in corso?</p>
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		<title>Gli indagati per l&#8217;abuso sul nuovo porto</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 08:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Montanari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Non sono poche le persone che mi chiedono: &#8220;ma <strong>quella <em>cosa</em> </strong>che hanno costruito lì sul porto&#8230; che diavolo è?&#8221;.</p>
<p>Ogni volta faccio un respiro profondo e cerco di spiegare&#8230; <a href="http://www.giorgiomontanari.com/2009/06/gli-indagati-per-labuso-sul-nuovo-porto/" class="read_more">Leggi il resto</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono poche le persone che mi chiedono: &#8220;ma <strong>quella <em>cosa</em> </strong>che hanno costruito lì sul porto&#8230; che diavolo è?&#8221;.</p>
<p>Ogni volta faccio un respiro profondo e cerco di spiegare che sarebbe dovuta essere diversa, che al suo interno ospiterà i cantieri navali. e che è stata tirata su con il <strong>silenzio-assenso</strong> del Comune.</p>
<p>Ora potrò orgogliosamente aggiungere che c&#8217;è un&#8217;inchiesta in corso e che il Presidente della Porto di Imperia Spa, nonché segretario generale del Comune, è indagato.</p>
<p>Da La Stampa di oggi:</p>
<blockquote><p>Caso-capannone dentro il nuovo maxi-porto turistico: ci sono quattro indagati. La notizia era nota da un paio di settimane, ora dal Palazzo di Giustizia sono filtrati i nomi. In mancanza di conferme ufficiali, il condizionale è d&#8217;obbligo: gli avvisi di garanzia, un atto dovuto, sarebbero stati notificati a Paolo Calzia, presidente della Porto di Imperia Spa, all&#8217;architetto Emilio Morasso, il progettista e direttore dei lavori, a Delia Marlonghi, amministratore unico di Acquamare Srl, e a Mariassunta Longo, che rappresenta un&#8217;altra società del gruppo.<br />
L&#8217;inchiesta della Procura della Repubblica di Imperia, affidata al sostituto Maria Paola Marrali, era scattata a seguito di un esposto presentato da due consiglieri comunali del Pd, il capogruppo Paolo Verda e Giuseppe Zagarella, perché il fabbricato, destinato a ospitare la cantieristica, sarebbe stato realizzato secondo varianti non ancora approvate dalla Conferenza dei servizi. E dai successivi controlli della Capitaneria di porto di Imperia, in quanto l&#8217;opera si trova su area demaniale sottoposta a vincolo paesaggistico e considerata di pregio, sarebbereo emerse irregolarità.<br />
E la magistratura aveva aperto un&#8217;inchiesta. Il reato ipotizzato? Abusi edilizi, per l&#8217;aumento improprio della cubatura: il capannone sarebbe stato realizzato in modo difforme da quanto risulta dal progetto iniziale, più alto del dovuto (adesso sarebbe di 12 metri) e con la forma del tetto, che non risulta più spiovente come invece avrebbe dovuto essere. Un tipo di copertura, studiata proprio per evitare un eccessivo impatto ambientale, mentre ora l&#8217;edificio nasconde gran parte della prospettiva sull&#8217;intero bacino. Al dossier sono state unite anche fotografie, copie dei progetti e delle relative concessioni e delibere.<br />
Il Comune di Imperia, dal canto suo, azionista della Spa, si è sempre detto convinto della bontà delle scelte compiute e ricorda «che l&#8217;introduzione di un tetto verde aveva ottenuto vasti consensi, perchè per analogia cromatica e affinità di materiali impiegati si propone come la naturale estensione del parco urbano, e in grado di accogliere un impianto fotovoltaico di terza generazione da 100 kilowattori», mentre Luca Lanteri, assessore uscente all&#8217;Urbanistica, ha sostenuto che «non si può giudicare l&#8217;opera prima che sia finita».<br />
Da circa un anno, la Porto di Imperia Spa aveva presentato richiesta di variante: ma le modifiche sarebbero state eseguite prima di essere eventualmente autorizzate dalla Conferenza dei Servizi, che è stata convocata tre volte, ma alla quale la Regione Liguria non si è mai presentata, perchè in attesa di conoscere il parere dell&#8217;Avvocatura di Stato, e questo ha provocato una serie di rinvi. Nel frattempo, però, la Spa ha chiesto, e ottenuto, dalla Soprintendenza ai Beni paesaggistici la sanatoria, mentre il Comune ha disposto il blocco del cantiere ed ha elevato alla Porto di Imperia una sanzione di 30 mila euro.</p></blockquote>
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